Infinitamente Infinitamente

Infinitamente

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Infinitamente", opera di Antonio Matteo Ghione pubblicata da I Libri di Emil. «La vita che si intreccia con la morte; la natura in contrapposizione alla civiltà; il sentimento unito alla passione; i ricordi che si fondono con l’immaginazione; la storia dell’umanità imbevuta di religione; riuniti in un universo sapientemente e armoniosamente creato in modo ermetico. Questi sono gli ingredienti che l’autore ha voluto coniugare per un rapido flash dell’esperienza umana. La ricerca della perfezione in questo mondo imperfetto; la ricerca dell’amore ideale in questo mondo reso epicureo; la ricerca della natura in questo mondo dedito alla “contronatura”. Nel viaggio introspettivo, tra le righe del racconto, emerge, nei meandri della solitudine, l’elevazione dei pensieri, dei sentimenti, delle emozioni. Ma chi è ancora in grado di parlare con la propria solitudine? Forse la “civiltà” ci ha privato anche di questo? L’uomo si trova intrappolato in un’era nella quale cresce il rifiuto del pensare, del voler restare soli con se stessi per ritrovare il contatto con l’anima; per poi, stoltamente, cercare un Dio esogeno alla propria persona. Una parabola ascendente e discendente che per tutto il racconto, ogni volta che sembra poter riuscire ad esplodere verso l’alto, viene costretta a tornare sui suoi passi da freddi e deboli pensieri umani».

Recensione della Redazione QLibri

 
Infinitamente 2011-12-17 14:25:30 EvaBlu
Voto medio 
 
1.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
1.0
EvaBlu Opinione inserita da EvaBlu    17 Dicembre, 2011
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Perdonatemi, ma io non l’ho capito!

Prima di iniziare, voglio scusarmi con l’autore. Gli chiedo scusa perché molto probabilmente nelle sue intenzioni c’era quella di scrivere qualcosa di alto e significativo. Lo si capisce da vari elementi, un po’ come quando vai in un paese straniero in un giorno che per te è feriale e trovi tutto chiuso: comprendi che in quel posto sarà un giorno di festa o una ricorrenza particolare ma non hai la più pallida idea di cosa si tratti, ed in più non parli la lingua locale per poter chiedere.

In poche parole, di questo libro non ci ho capito nulla. Ma veramente niente di niente.

L’”allodola” che mi aveva portato a sceglierlo e a richiedere l’invio da parte della redazione, era stato il seguente frammento tratto dalla quarta di copertina:
“L’uomo si trova intrappolato in un’era nella quale cresce il rifiuto del pensare, del voler restare soli con se stessi per ritrovare il contatto con l’anima; per poi, stoltamente, cercare un Dio esogeno alla propria persona.”
Cosa vi aspettereste voi da una simile presentazione?
Qualsiasi cosa abbiate pensato, cancellatela! InfinitAmente vi condurrà in una sorta di rivisitazione della creazione dell’umanità, dagli albori, presumo, ad oggi. Ci sarà un personaggio, certo J., una sorta di angelo (?), demone (?), essenza di un dio (?), di preciso non so, come vi ho già detto non l’ho capito, che si occuperà della distruzione delle anime malvagie in nome del ritrovamento della sua amata, la metà perfetta che gli era stata assegnata non ho capito da chi né in quale momento preciso della storia dell’umanità.
Il libro, che sosta nella categoria romanzi ma che secondo me di romanzo ha ben poco, è composto da capitoli (?) intermezzati da citazioni tratti dalla Bibbia e da altri testi religiosi. Ci sono note che richiamano il Vangelo, la numerologia e la rappresentazione Kabbalistica, ma non sono riuscita a darvi un senso. Lo stile è ricercato e molto accademico, di nicchia oserei dire.

Nel complesso ho dedotto e carpito la sottolineatura dell’eterna lotta tra il bene e il male, ma tutto ciò che affermo lo si prenda con il beneficio del dubbio.
Quello che mi è piaciuto di più è stata la riproduzione degli schizzi a matita sparsi lungo la narrazione.

Per il resto, dal basso della mia ignoranza sui temi trattati (?), lo sconsiglio vivamente. A meno che non abbiate voglia di riprovare quella sinistra sensazione di dovervi sorbire per forza di cose il testo che ha scritto il titolare della cattedra con cui dovete necessariamente sostenere quell’esame che avete rinviato all’infinito.

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