Narrativa italiana Romanzi L'amore addosso
 

L'amore addosso L'amore addosso

L'amore addosso

Letteratura italiana

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Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice – non può farlo – che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito c'era una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre – alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

Recensione della Redazione QLibri

 
L'amore addosso 2017-03-25 08:59:41 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    25 Marzo, 2017
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Essere l'altra

Quando penso all’amore ho tra le altre cose, l’immagine di una bella coperta calda che mi avvolge, che mi scalda e mi conforta, ma se l’amore è addosso allora questa immagine si modifica e diventa qualcosa di più opprimente, di soffocante.

Sara Rattaro con il suo nuovo romanzo “L’amore addosso” mette in “ballo” molte cose. Se l’inizio può quasi sembrare da telenovela, il messaggio che arriva è bello forte.

La protagonista è Giulia, una donna non proprio nelle mie corde. Un passato pesante che si porta dietro, l’ha resa molto diversa dalla donna che poteva diventare “Tu non l’avresti mai fatto. Sono gli altri che scelgono per te”. Una donna divisa a metà, non solo nel ruolo di moglie e amante ma anche nel ruolo di quella che poteva essere e di quella che non è diventata. Dall’esterno la sua sembra una vita appagante, titolare di un’agenzia di comunicazione, sposata con un uomo facoltoso scelto da lei e circondata da una famiglia compatta. Basta veramente poco per rendersi conto che invece Giulia dentro di se nasconde un mondo.

Sara Rattaro mette in difficoltà il lettore più tradizionalista presentando una storia che fa riflettere e giudicare più volte, arrivando addirittura a “storcere il naso”. Una protagonista che da una parte la scusiamo, dall’altra la accusiamo. Se Giulia avesse avuto una madre meno opprimente, la sua vita sarebbe stata diversa? Se i segreti, anche quelli più innocui si potessero confessare, non si vivrebbe meglio? L’amicizia fra uomo e donna può esistere? Ognuno di noi può dare risposte diverse, anche la Rattaro da le sue e con “L’amore addosso” affronta molti argomenti scottanti.

Un libro che parla di un amore soffocante, di un amore mai condiviso, d’incomprensioni e di scelte sbagliate “Il desiderio è quell’impulso innato che spesso ci mette nei guai”.
L’autrice utilizza una scrittura semplice, diretta e molto chiara, senza l’utilizzo di un linguaggio aulico. All’interno del libro si trovano diverse parti scritte in corsivo, in quelle la Rattaro da il meglio di se.

Un libro che colpisce, che fa indignare in alcune parti e sperare in altre. Un libro più indicato per un pubblico femminile.

Vi lascio con questa frase:

“”Devi portarti addosso un dolore enorme”.
“No, addosso mi porto tutto il suo amore”.

Buona lettura!

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L'amore addosso 2017-07-08 13:48:57 Elena72
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Elena72 Opinione inserita da Elena72    08 Luglio, 2017
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 2017
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Segreti e bugie

Giulia ha un buon lavoro, un marito premuroso, un amante appassionato, una sorella affettuosa e un po' ingenua e una madre sempre al suo fianco, pronta a cogliere nel suo sguardo e nei suoi atteggiamenti ogni minimo problema per poterlo subito risolvere. Giulia ha sposato Emanuele perché riesce a farla ridere, ha un'ottima posizione sociale, ma soprattutto perché quell'uomo così brillante piace alla suocera. Emanuele non sa che sua moglie, quando aveva solo sedici anni, ha avuto un bambino che ha lasciato in Inghilterra perché la madre di Giulia ha deciso che era meglio così, per salvare le apparenze e poter garantire a suo nipote, ma soprattutto a sua figlia, un futuro. Spesso Giulia si chiede come sarebbe stata la sua vita se quel bimbo, che ha potuto vedere solo per un istante, fosse cresciuto con lei, se sua madre non avesse avuto così tanto potere decisionale sulla sua esistenza. Il segreto di quel figlio è un peso sul cuore fintanto che non conosce Federico, uno scrittore sposato, padre di due figli, che ha narrato una storia simile alla sua, quella di una madre che ha dovuto dare in adozione la sua creatura. Federico ora è il suo amante, si frequentano con cautela e si vedono di nascosto in un piccolo appartamento sul mare; Giulia crede che anche Emanuele abbia un'altra, lo ha capito dalle sue assenze e dai suoi silenzi, quindi perché farsi degli scrupoli? Ma la vita le riserva delle sorprese: Federico improvvisamente si sente male e anche Emanuele, nello stesso giorno, ha un incidente stradale. Federico era con lei in quel momento e Giulia è costretta a mentire, a dire che era una passante che ha soccorso un uomo in difficoltà. Ma anche Emanuele non era solo in auto al momento dell'incidente, con lui c'era una donna che si presenta a Giulia per darle delle spiegazioni che lei si rifiuta di sentire perché pensa di sapere già tutto. I due uomini vengono ricoverati nello stesso ospedale e Giulia si trova lì, divisa in due tra l'amore per il marito e quello per l'amante, costretta per l'ennesima volta a mentire a tutti. Cosa accadrà ora nella vita di Giulia? Come uscirà dalla trappola in cui è caduta a causa dell'amore?

Non conoscevo Sara Rattaro e la lettura di questo romanzo è stata per me una piacevole scoperta, mi ha tenuto compagnia per un paio di pomeriggi con la sua scrittura frizzante, leggera, molto scorrevole, a tratti anche ironica. La narrazione risulta alquanto coinvolgente: ad esprimersi, in prima persona, è la stessa Giulia che ai fatti presenti alterna i ricordi del passato; inserisce inoltre, come se fossero delle frasi in sovrimpressione, brevi monologhi interiori che svelano al lettore i pensieri nascosti della protagonista che spesso agisce e parla in modo contraddittorio rispetto a ciò che desidera. L' intreccio è molto dinamico, non scontato e anche le tematiche trattate sono interessanti: una madre opprimente, una maternità non desiderata, un matrimonio in crisi, una scelta difficile. Eppure, nonostante gli aspetti positivi, c'è qualcosa in questo romanzo che non mi ha convinta. La storia parte bene, ma poi si perde sul finale, sbrigativo, moralista, poco credibile. Giulia è un personaggio fragile e contraddittorio con cui non sono riuscita ad entrare in empatia: mi è sembrata un'eterna adolescente, incapace di decidere cosa sia giusto fare della propria vita, succube di una figura materna che si è sempre sostituita a lei nelle scelte importanti. Giulia non è mai in grado di dire ciò che pensa, ciò che vuole, mente a sua madre, a suo marito, a sua sorella, ma soprattutto mente a se stessa costringendosi ad una vita soffocante, come quando cade in preda agli attacchi d'asma cui è soggetta. Pare riscattarsi solo nel finale, quando ormai i giochi sono fatti: può una donna pensare di recuperare un matrimonio costruito sulle menzogne e sui tradimenti? Può una madre presentarsi, come se nulla fosse, ad un figlio abbandonato ventidue anni prima? Nella vita, come nei libri, tutto è possibile...e allora, buona lettura!

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L'amore addosso 2017-05-27 03:47:57 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    27 Mag, 2017
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Una donna per amico: voglia di romance

Giulia, dimidiata tra il ruolo di moglie e quello di amante, assiste all’incontro tra le due parti di sé nell’ospedale ove sono contemporaneamente ricoverati il marito Emanuele e il compagno Federico, scrittore che ha catturato la sua attenzione per aver narrato una storia così simile alla sua.
Lì conosce la rivale Flavia.
Lì rievoca la sua storia, partita dai sospetti per un presunto tradimento di Emanuele e sfociata in una storia d‘amore consumata nel rifugio clandestino in riva al mare. Una passione che è anche ribellione a una madre tenace e opprimente (“La mia educazione prevedeva il salvataggio forzato dell’apparenza”), che l’ha costretta ad abbandonare in Inghilterra il figlio di un amore giovanile.

Un romance a tutto tondo (“Quanto è difficile non poter urlare al mondo quello che provi e quello che sei soltanto per non ferire chi hai vicino. Quanto è penoso non saper vivere la vita che ti sei scelto”), che il mio temperamento di lettore onnivoro mi ha suggerito in un periodo nel quale rifuggo la violenza anche solo raccontata.

Nel finale il romanzo ripropone il tema di una vecchia canzone del “secondo” Lucio Battisti: può esistere l’amicizia tra un uomo e una donna?

Giudizio finale: molto romance, astenersi chi non ama il genere: uomo avvisato, mezzo salvato!

Bruno Elpis

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L'amore addosso 2017-04-01 09:25:19 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    01 Aprile, 2017
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L'"amante" irrisolta di Sara Rattaro.


Sara Rattaro torna in libreria il 21 marzo con L’amore addosso, una storia particolare, dedicata, essenzialmente, ad un pubblico femminile. Sara Rattaro, genovese, è già autrice di libri quali Un uso qualunque di te, Non volare via, Niente è come te, Splendi più che puoi. In questo caso la protagonista femminile è Giulia, ovvero “l’altra” donna, l’amante. Giulia era con Federico quando lui si è sentito male in spiaggia. L’ha soccorso e ora sono in ospedale. Ma lei non può dire chi è veramente, e finge di essere un’estranea. Per un fortuito caso anche suo marito Emanuele è stato vittima di un incidente d’auto ed è lì. Ma anche lui in quel momento passato era in compagnia di un’altra donna, Silvia. Commedia degli equivoci? No, romanzo sui sentimenti, sulle fragilità e le debolezze umane. Perché l’amore “fa più male di una coltellata e sicuramente lascia la stessa cicatrice.” Il travaglio di Giulia ha radici profonde, risale al suo passato di ragazzina sedicenne, costretta da una madre difficile da definire al punto che nel libro non ha un nome, con un figlio abbandonato in un istituto di suore a Londra, che la traumatizza e la rincorre per sempre. Così è diventata “l’altra”, un ruolo comodo e bellissimo, perché l’altra ha tutto e non ha niente, è la libertà, non può fumare in macchina perché mozziconi parlerebbero di lei, non può andare a far la spesa, ma è la pienezza totale, la donna perfetta, colei che “si godeva ogni attimo e respiro, che fissava il mare e faceva sesso senza inibizioni.” Ma la vita è anche assunzione di responsabilità e “un matrimonio è sacro.”. Già, l’apparenza, ciò che deve essere. Ma quando l’amore ti arriva addosso? “L’amore, quando ti arriva addosso, è il migliore dei tranelli. Improvvisamente le parole non bastano più (…). E’ un problema senza soluzione. L’unica cosa certa è che, se è amore vero, quando cadi nella trappola te lo senti addosso.”
Questo romanzo è sicuramente anche un gioco degli equivoci, ma non solo. E’ un testo dove il tradimento la fa certamente da padrone, ma senza giudizi o remore di sorta. E’ frutto di varie componenti: il caso, il destino, l’insoddisfazione, ma soprattutto della fragilità e della debolezza umana. C’è dentro tutto: cuore, anima, cervello. Vi è una magia sotterranea che trasforma le emozioni in parole; capacità non comune.
Unico neo: il finale. Mi sarebbe piaciuto che l’autrice componesse un ritratto della protagonista, sì fragile ed in balia dei sentimenti, che alla fine, però, dimostrasse più forza e carattere. Si sarebbe formato un caleidoscopio perfetto di caratteristiche umane, con insite una robustezza da elogiare. Purtroppo non è così. Rimane imperfetta ed irrisolta. Pazienza!
Buona lettura.

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