L'istinto del lupo
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Letteratura italiana
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La trama e le recensioni di L'istinto del lupo, romanzo di Massimo Lugli edito da Newton Compton. L'istinto del lupo di Massimo Lugli è nella cinquina del Premio Strega 2009. L'istinto del lupo è un racconto crudele e pieno di fascino, ambientato tra case borghesi e accampamenti nomadi, tra baracche di periferia e licei dei quartieri bene, tra colorati personaggi circensi e scoloriti maggiordomi in uniforme, tra chi beve del buon vino e chi si uccide a bottigliate per un sorso di brandy. È in questo strano contesto che il signorino Lapo con un enorme empatia per gli animali diventa il feroce Lupo, che fin dall'inizio vive una sua unicità: asociale ma ironico, fantasioso ma concreto, timido ma sfacciato. Lapo è un alieno fin da bambino. Vive in un ambiente confortevole ma è come se fosse sempre in ombra. Sarà proprio nell’ombra degli ambienti sotterranei, nell’oscurità del mondo, negli inferi della città che Lapo scopre una sua identità e in cui prende vita l’odissea Lupo. E mentre il rapporto tra Lapo e suo padre va spegnendosi, prende vita quello tra Lupo e Tamoa, che come un padre gli insegnerà a gestire la violenza e che diventerà il perno attorno a cui ruota l'intero sviluppo della narrazione. Il barbone dal passato indecifrabile diventa la zattera a cui il ragazzo si aggrappa con tutte le sue forze, abbandonando stremato il suo nido familiare. Assieme al clochard Tamoa compariranno nella nuova vita di Lapo/Lupo una galleria di personaggi indimenticabili, paradossali, surreali ma allo stesso tempo tristemente veritieri. Un grande romanzo di formazione.
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Opinioni inserite: 1
L'istinto del lupo
2009-06-29 15:30:57
gianoulinetti
Opinione inserita da gianoulinetti 29 Giugno, 2009
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Essere barbone è una scelta?
La discesa agli inferi di Lapo, ragazzo di buona famiglia, che diventa Lupo, barbone per scelta (?).La formazione alla vita di strada con un "maestro" -Tamoa- che riconosce nel discepolo se stesso e pur con dolore ne anticipa l'inevitabile destino (come aveva anticipato il proprio). La scrittura è gradevole, anche se non manca qualche scivolata di stile in passaggi un po' troppo prevedibili e tali da rischiare il luogo comune (soprattutto nell'uso del linguaggio).
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