La disubbidienza
Letteratura italiana
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La disubbidienza
Luca, un sedicenne "gracile, soggetto a furie improvvise durante le quali il corpo stremato par bruciare le poche forze chi gli restano in parossismi di rivolta e odio", appare sempre più insofferente alle decisioni dei genitori.
Inizia una lunga lotta di ribellione, di rivolta, di disubbidienza non solo ai desideri dei genitori, ma anche disobbedienza alle regole della società e infine, la disubbidienza estrema, la disubbidienza alla vita.
Il romanzo assume così i tratti di un racconto della ribellione adolescenziale al mondo, una ribellione preparata in ogni sua fase e organizzata a puntino. Dopo la disubbidienza all'infanzia, con l'addio a tutti i ricordi, Luca abbandona ogni legame con la scuola, con i compagni di classe, riducendo al limite i contatti con i genitori. Culmine di questo addio alla società è l'abbandono ai soldi. Ma il percorso deve compiere ancora un passo e, ultima cosa che gli rimane, Luca vuole disubbidire alla vita. Ma il suo non è un desiderio suicida, anzi disdegna ciò, lui prosegue solo il cammino di odio nei confronti di ciò i genitori e la società gli impongono di fare e proseguirà fino allo stremo delle forze.
La conclusione è però speranzosa; dopo un crescendo drammatico, con la spettacolare descrizione del delirio, Luca si risveglia e, grazie ad una anziana infermiera, sembra rinascere scoprendo e comprendendo l'amore e ritrovando il gusto della vita.
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Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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La resurrezione
Se ne "Gli indifferenti" Moravia metteva in crisi il mondo borghese, ne "La disubbidienza" la crisi si concede un margine più ampio, prendendosela con tutto il mondo esterno. La crisi (La Disubbidienza) non segnerà una definitiva rassegnazione, incomprensione e abbruttimento, come troviamo a tonnellate nella letteratura europea del periodo, ma segna una nuova rinascita -o meglio- un ritorno all'atto di vita naturale dell'essere vivente umano, più irrazionale, più istantaneo e, se vogliamo, più puro. E' un romanzo, se vogliamo, interno: pur essendo stato comparato ad "Agostino", anch'esso narrante vicende adolescenziali, gli eventi non toccano se non la realtà psichica di Luca (il protagonista) mentre Agostino, evidentemente, è toccato e mutato da una realtà (quindi esterna) che non riusciva a fronteggiare a causa dell'inesperienza. Sono presenti sia il sesso che la borghesia e la rivoluzione: la borghesia è l'istinto di annientamento, ciò che spinge Luca a voler troncare l'esistenza, il sesso diventerà la vita e lo tratterrà in terra; inoltre, segnerà il trapasso da infanzia a età adulta. La rivoluzione è, appunto, questo passaggio: la sintesi psicologica del sesso da distruzione a costruzione.









