La grande festa La grande festa

La grande festa

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di La grande festa, romanzo di Dacia Maraini edito da Rizzoli. Da anni Dacia Maraini lavora a un libro che rifletta sul senso dell’uomo e sul suo passaggio nel mondo. Un libro in cui il passato si intrecci al presente. Un libro che accolga le persone care che hanno segnato la sua vita con l’amore dato e ricevuto, e oggi continuano a vivere nel “giardino dei pensieri lontani”: la sorella Yuki, il padre Fosco, il grande amore Alberto Moravia, il carissimo amico Pier Paolo Pasolini, l’ultimo compagno Giuseppe Moretti, rapito troppo giovane da una malattia crudele. Un libro intenso e appassionato che mescola affetti privati e pubblici, in cui la memoria diventa l’occasione per comprendere quanto siano unici e speciali i doni che ci vengono fatti dalle persone che amiamo. Perché chi non c’è più ha sempre qualcosa da dirci.

Dacia Maraini è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie, narrazioni autobiografiche e saggi, editi da Rizzoli e tradotti in venti paesi. Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel 1999 il Premio Strega con Buio. Tra i suoi libri, tutti nel catalogo BUR, ricordiamo Il treno dell’ultima notte e La ragazza di via Maqueda.

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La grande festa 2012-04-07 17:14:33 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    07 Aprile, 2012
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Coabitare col ricordo

E' un libro delicato, intimo, profondo, che parla di vita e di morte, di storie vere, di affetti privati e pubblici dell'autrice. I morti hanno qualcosa di profondo da dire ai vivi; il loro linguaggio è fatto di isole sospese sulle acque, dai controni sfumati e frastagliati. Sono capaci, parlandoci, di eliminare una zona oscura del nuostro cuore ferito. Questo libro è fatto di ricordi, descritti con una delicatezza straordinaria. Morire è un modo di aderire alla vita, abbracciandola senza farsi male. E chi resta deve imparare a coabitare col ricordo dei propri cari, senza smettere di vivere. Perchè cantare e ridere sono le due forme più alte della felicità umana.

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La grande festa 2012-03-18 17:37:52 nati
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nati Opinione inserita da nati    18 Marzo, 2012
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il giardino dei ricordi

Un libro che parla della morte e di quello che resta quando le persone che hai amato se ne sono andate per sempre. Continuano a vivere attraverso le storie, come dice la stessa autrice, attraverso la memoria che, se mantiene la sua lucidità, è un' ancora di salvezza. L'autrice racconta della morte improvvisa, di quella che arriva invece dopo una lunga malattia..una sorta di calvario. Racconta di quello che accade a chi resta a guardare... si agisce forse senza seguire sempre una logica razionale. Ci si affida a chi, medico o altro, può avere misure e competenze per fare meglio, per salvare il non salvabile, per capire...per... Si parla della morte di un bambino mai nato, la morte in seguito a demenza senile. La morte come passaggio da una terra di fragilità a un giardino di eterno vivere... la morte e la festa...

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