La rivincita di Capablanca La rivincita di Capablanca

La rivincita di Capablanca

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di La rivincita di Capablanca, romanzo di Fabio Stassi edito da Minimum fax. Il nuovo romanzo di Fabio Stassi è la storia del cubano José Raúl Capablanca, uno dei più grandi scacchisti di tutti i tempi. Che fu un bambino prodigio per le strade dell'Avana e che stupì tre continenti diventando campione del mondo a soli ventitré anni nel 1921. Che venne amato dalle donne e rispettato dagli avversari, almeno fino a quando non fu scaraventato giù dal suo trono per mano del terribile Aleksandr Aljechin, il miglior giocatore di Russia, fuggito dalla rivoluzione d'Ottobre verso la corte dei gerarchi nazisti: da quel momento diventerà il miglior nemico di Capablanca, che lo inseguirà per tutto il mondo cercando una rivincita fino alla fine dei suoi giorni...

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La rivincita di Capablanca 2010-09-26 16:24:49 Robbie
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Robbie Opinione inserita da Robbie    26 Settembre, 2010
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La macchina degli scacchi

Buon romanzo sulla vita di José Raúl Capablanca, grandissimo giocatore di scacchi cubano, che iniziò a giocare già a quattro anni dopo aver solamente osservato il padre giocare (senza alcuna spiegazione sulle regole del gioco). In pochi anni diventa campione cubano, per poi affermarsi definitivamente a livello mondiale, strappando il titolo a Lasker. Il libro ne ripercorre i primi passi, fino alla perdita del titolo ed all'angosciosa ricerca di una possibilità di rivincita contro un altro grande della scena scacchistica mondiale dell'epoca, Alexandre Alekhine. I capitoli brevissimi, due tre pagine al massimo, aprono dei piccoli e gustosi flashback su episodi della vita del giocatore cubano e del rivale Alekhine. Viene citata quasi per intero l'elite scacchistica dell'epoca: Lasker, Morphy, Cigorin, Tarrasch, Marshall. Forse alcune parti risultano un pò noiose e per un non appassionato del gioco a 64 caselle, difficili da seguire o da comprendere. E' interessante anche la parte psicologica, il prima ed il durante l'incontro, che mostra le fragilità e le paure anche in autentiche “macchine da guerra” del gioco degli scacchi. Bellissime alcune citazioni e soprattutto quella data da Gesualdo Bufalino: “Perchè gli scacchi , non sono semplicemente un gioco. Sono guerra, teatro e morte. Cioè, tutt'intera una vita” o la riflessione sul sogno di un pedone.

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