Mammut
Editore
Antonio Pennacchi (Latina, 1950), operaio in fabbrica a turni di notte fino a cinquant'anni, ha pubblicato tre romanzi con Donzelli: Mammut (1994), Palude (1995) e Una nuvola rossa (1998). Per Mondadori ha pubblicato Il fasciocomunista (2003, premio Napoli) da cui è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico e Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni (2006). È autore anche di Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce (Laterza 2008). Collabora a "Limes"; suoi scritti sono apparsi su "Nuovi Argomenti", "Micromega" e "La Nouvelle Revue Française". Ha moglie, due figli e una nipote.
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Degli uomini chiamati operai e di altri autòmata
Questo libro è severamente vietato ai padroni, dentro ci sono descritte emozioni e sofferenze che potrebbero nuocere gravemente allo loro salute mentale. Si consiglia di continuare ad accumulare capitale e lasciar perdere i sentimeti.
Il figlio (tossicodipendente), l'altra mattina voleva che il padre gli mollasse - tutta sana - la pensione. Appena ritirata dalla Posta.Cesare s'era stufato di quel supplizio.Che durava da anni.E aveva deciso di metterci un bel punto.Il figlio lo ha preso per il collo e lo ha picchiato.Anche con un bottiglione pieno di Coca Cola.Lui ha tentato di reagire.Ma il match era truccato.A quell'età, oramai, le forze gli erano calate.Fosse successo almeno un tre anni prima, lo avrebbe gonfiato come un dirigibile.Allora, senza una lacrima, col viso apparentemente calmo, gli ha datotutti i quattrini:" Tieni.Arrangiati da solo.Ma questi sono proprio gli ultimiche ti do. Ci puoi giurare".Il figlio è uscito via di corsa. Coi soldi in mano.Rimandandolo a quel paese. E sbattendo dietro di sé,forte,la porta. Ha fatto tintinnare tutti i vetri del palazzo. Poi ha chiamato l'ascensore. E' entrato dentro.Ha schiacciato il bottone del pianterreno. S'è ritrovato nell'androne. E' uscito fuori. Quando è sbucato dal portone ed ha voltato a destra,ha inciampato addosso al padre. Che, da mezzo minuto,lo aspettava sul marciapiede.Si era buttato dal quinto piano. Senza un urlo.//Il figlio vide l'occhio del padre. Che lo guardava fisso. Come fanno anche le bestie quando le ammazzi. Vide , pure, le labbra che si muovevano.A Cesare riuscì di bisbigliare:"Hai visto?Sono arrivato prima io .Un'altra volta", ricordandogli le corse che avevan fatto, per quelle scale, padre e bambino.
Fine di un Mammut
Questo è il primo romanzo di Antonio Pennacchi, c'è già tutto il talento dimostrato in "Canale Mussolini". Non ho niente altro da aggiungere.
di Luigi De Rosa









