Non ora, non qui Non ora, non qui

Non ora, non qui

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Non ora, non qui", romanzo di Erri de Luca edito da Feltrinelli. Con una sorta di lettera aperta alla madre, rievocata attraverso una vecchia foto, Erri de Luca parla della sua infanzia, dell'adolescenza, di una famiglia, la sua, sullo sfondo della Napoli del dopoguerra. Opera prima di De Luca, questo immaginario discorso alla madre rivela già la sensibilità e la schiettezza che sono i punti di forza del suo modo di narrare, asciutto e sincero.

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Non ora, non qui 2012-02-11 14:40:40 exeter64
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exeter64 Opinione inserita da exeter64    11 Febbraio, 2012
Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 2012
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Ricordi di Erri

Difficile commentare questo libro-testimonianza dell'autore, che ci racconta i suoi anni giovanili, dai cinque ai trent'anni circa.
Si viene proiettati immediatamente nel fiume di ricordi che vengono descritti con immagini e similitudini che generano un effetto di intenso coinvolgimento emotivo, come se si riuscisse a "toccare" attraverso la lettura, le sensazioni dell'autore.
La madre, ricordata attraverso momenti quotidiani vissuti insieme, ma sempre descritta mediante sottili metafore ed impalpabili sensazioni. I ricordi di 30 anni prima narrati non in maniera "descrittiva" ma piuttosto attraverso le emozioni, i dubbi ed i timori che tali esperienze provocarono.
La balbuzie come ostacolo alla comunicazione, il rapporto con i compagni di classe, la difficoltà di trovare una "strada" da percorrere quando si diventa adulti, il difficile rapporto con le donne. Il legame con il padre, con la sorella minore e con le case abitate ed i vicoli popolari di Napoli. La particolare unione con la moglie e le intense pagine (forse le più intense)che descrivono il rapporto con lei e con la sua malattia, la difficoltà di amare...è tutto un susseguirsi di immagini della mente e del cuore narrate con uno stile non lineare ed a volte difficile da seguire, ma che necessitano di un'attenzione ed un'immersione nella lettura di queste pagine affinchè si riesca ad entrare in "sintonia" con lo spirito attraverso il quale De Luca ha voluto mostrarci questa suo intensa testimonianza personale che, in molti tratti, somiglia molto ad un "regolamento di conti" con un passato che ci genera e ci plasma in una forma che a volte non è sempre quella che desideriamo.

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Non ora, non qui 2012-02-01 18:29:02 rita rucco
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Opinione inserita da rita rucco    01 Febbraio, 2012

In una foto l'atto estremo della vita

La balbuzie, metafora della vita del protagonista-autore.
L'ingorgo di sillabe e di parole rispecchia una vita costretta in regole, costellata da sensi di colpa: "Non è colpa mia", ma anche di impossibilità di scelta pur nel bisogno: " Non ora, non qui", gli dice la madre.Tempi e luoghi consigliati al figlio da una madre distaccata e chiusa nella propria necessità, nei propri ricordi.
Quanta madre c'è in questo racconto lungo!Anche la moglie del protagonista è un po' madre e l'autore-protagonista rimane orfano due volte. Il padre non c'è. E' il quadro moderno delle solitudini condivise, o forse no;è la condizione del padre "morto" in una famiglia degli anni 50, che anticipa i vissuti della nostra contemporaneità.
In una scrittura colta, serrata, profonda, intrisa di letteratura e di filosofia, Erri de Luca ci narra la storia di un uomo adulto da sempre, ma che diviene adulto alla vita in ritardo: avrà la sua prima donna a trent'anni, forse perché troppo attento a comprendere il mistero materno che lo ha reso ancora più fragile e inadatto alla vita. La vita della velocità e della sopraffazione non è nelle sue corde e la balbuzie ne è una conferma. La vita di dentro è affollata e ha bisogno di tempo e di spazio per manifestarsi. Ed ecco l'espediente della foto che consente al figlio e alla madre di incontrarsi senza fretta in un luogo e in un tempo in cui madre e figlio sono coetanei invertendo l'ordine logico delle cose. E' così che il figlio sa della madre in attesa. Di cosa? La conclusione è spiazzante. Le distanze si azzerano ed è in una foto che si compie l'atto estremo della vita: la morte. La madre aveva previsto la morte del figlio . E il filo si ricompone. "Aspettami" gli aveva detto. Ma è lei che lo aspetta in una foto.

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Non ora, non qui 2012-01-20 21:02:18 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    20 Gennaio, 2012
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Lo Scrittore

Ci sono libri che puoi leggere con la musica in sottofondo,interrompendoli per rispondere al telefono o mentre attendi alla stazione con un brusio che ti arriva vago alle orecchie.
Ci sono libri che puoi leggere con gli occhi e senza il cuore.
Ma sono altri libri.
Quando ti dedichi a De Luca necessiti di silenzio.
Nulla deve distrarti dalla tua relazione con lui.
Siete in due:tu e Erri.Punto.
Devi dargli la mano,passeggiare con lui in un tempo che sa di autunno e prestar l’udito mentre ti racconta.
Ah le sue parole!Importanti,dense,ruvide e poetiche al tempo stesso,potenti come radici conficcate profondissimamente nella terra.
Ascoltale qui,adesso,in un racconto autobiografico,in una dichiarazione d’amore alla madre perduta e alla sua infanzia.
Ti narrerà della balbuzie,del padre che si rade dinanzi allo specchio duplicando nel riflesso la sua autorità,di una nuova ricchezza che destabilizza,della calma che molto poco condivide con la lentezza,dello splendore nelle navi al porto,della finestra chiusa mentre si prepara il caffè affinchè l’aroma non vada disperso,di cancelli che nascono come limiti e si trasformano in unioni.
Ma non c’è nulla di straordinario negli eventi che ti riferirà,sentirai di cose semplici,quotidiane,ordinarie.
Ciò che resta straordinario è altro:la sua poesia e il talento,che resta umile,di questo Scrittore.
A mio modestissimo e incompetente parere è lui il più grande di tutti.

“Le madri sono suscettibili,non consentono ai figli di prendersi delle libertà sul passato.
Lo evoco in questa ora con esattezza,ma forse non con verità.
Molti particolari non formano un ricordo, molti ricordi non costituiscono un passato.
Che io non ti faccia torto:non c’era altro passato che quello.
Ti toccò un figlio non adatto ai doveri che avevi in serbo per lui, un bambino confuso che accumulava pezzi di identità nel gioco del fraintendimento con te.
Mi torna alla mente il passato con parvenza di intero, per un bisogno di appartenenza a qualcosa,che stasera mi spinge verso di esso,verso una provenienza.”

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Non ora, non qui 2010-12-13 22:06:37 Indigowitch
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Indigowitch Opinione inserita da Indigowitch    14 Dicembre, 2010
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Non ora, non qui.

Che dire...In poche pagine Erri de Luca condensa un affascinante discorso alla madre, scevro da sentimentalismi, pieno di considerazioni così vere e toccanti che ci si sente pienamente coinvolti in quello che scrive.
Con la consueta "autenticità", de Luca ci offre squarci della sua infanzia, vissuta in un quartiere povero di Napoli, dell'adolescenza e infine della maturità con pennellate rapide e incisive.
Nulla di particolarmente originale, si dirà, ma sta di fatto che quest'autore riesce, con poche frasi scarne, dolorose, scavate nel midollo profondo del ricordo, a scatenare emozioni fortissime.
Le sue riflessioni mi suonano sempre stranamente familiari e le apprezzo proprio perché non c'è nessun intento, da parte dello scrittore, di propinarti le frasi a effetto che piacciono tanto a certi autori contemporanei.
De Luca piace o non piace, non ci sono vie di mezzo.
Spesso gli scrittori di talento sono come dei funamboli, sperimentano soluzioni stilistiche originali, cercano di affabulare il lettore, o di scioccarlo o di colpire il suo senso estetico o la sua emotività.
Erri De Luca ti affascina con la sua profondità d'animo, ma senza pretendere di fare l'artista.
E' uno scrittore onesto, che non ti prende mai per i fondelli, vero.
E a mio parere, oltre ai geni e ai funamboli, ci vogliono anche scrittori come lui.

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