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Letteratura italiana

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Una storia che ha la leggerezza della fiaba e la profondità di un classico. Un’originalissima riflessione sul dolore, l’amicizia, l’amore e il (non) senso della vita a partire dallo «spazio vuoto» che ognuno ha dentro di sé. La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa, ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo. Ma, quando sua madre muore, la Principessa si ritrova "un buco al posto del cuore". Smarrita, prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a "non-fare qualcosa di importante". Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del "non-fare". E del silenzio, dell'immaginazione, della noia: tutto quello da cui era sempre fuggita. Tanto che, dopo avere fatto amicizia con il Cavalier Niente, Qualcosa di Troppo gli si ribella e pur di non fermarsi e di non sentire l'insopportabile "nostalgia di Niente" che la perseguita vive tante, troppe avventure... Fino ad arrivare in un misterioso tempio color pistacchio e capire che "è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura". Chiara Gamberale si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.

Recensione della Redazione QLibri

 
Qualcosa 2017-02-15 20:18:32 siti
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siti Opinione inserita da siti    15 Febbraio, 2017
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QUALCOSA , TROPPO, NIENTE

Romanzo dal tono fiabesco con protagonista una principessa che si affaccia alla vita e ne scopre le complessità insite in primo luogo in lei e riflesse nei fatti, negli incontri, nelle scelte, nelle relazioni che arricchiscono, complicano, suggellano la sua crescita. Quasi un piccolo frammento di romanzo di formazione, una lettura che ritengo particolarmente adatta per i piccoli lettori dai dieci ai tredici anni, più avanti il modulo fantastico basato su elementi fiabeschi potrebbe far storcere il naso ai più grandi i quali potrebbero trovare scontate le suggestioni che lo scritto sa innescare.

Una principessa nasce e si impone alla vita e alla famiglia con strepiti e urla fin dai primi giorni: è eccessiva, le vien dato il nome “Qualcosa di troppo”, appare fin da subito in perenne conflitto con il suo universo emozionale di ben difficile gestione. È il suo percorso di crescita, la via è segnata, dovrà affrontare un prematuro dolore, la scomparsa della mamma, e imparare a canalizzare il suo io, a circoscriverlo, a conoscerlo, ad accettarlo. Chi di noi è esente da tale tirocinio formativo? Interessante iniziazione con una serie di prove da affrontare , declinate attraverso le più classiche funzioni proppiane, e l’immancabile supporto dell’aiutante magico. Tutte le situazioni richiamano le sfide che i nuovi tempi impongono ai ragazzi di oggi, sottoposti come non mai a pressioni e stimoli che innescano un’accelerazione nella crescita non corrispondente all’età anagrafica, al loro sviluppo psico-fisico, al loro benessere. Pressioni e stimoli che sono tutti sovrabbondanti, ridondanti, fastidiosi e seriali e che stanno producendo purtroppo aberrazioni all’evidenza di tutti. In particolare è presente una velata critica alla necessità di affermazione dei giovani che trova sfogo sui social, paragonati qui a lenzuola esposte al balcone e zeppe di stati d’animo, di sbandieramenti circa la pienezza del proprio vissuto, di fondo, specchio evidente di tristi solitudini. È presente inoltre la riflessione circa i pericoli dell’amore quando non vissuto dalle giovani ragazze come un sentimento di amorosa corrispondenza ma secondo moduli che attingono a profili quali la salvatrice, la dipendente , l’affermata incapace di auto affermarsi al di fuori di un rapporto a due. Utili riflessioni per un universo femminile in crescita, per instillare attraverso una lettura semplice e fresca qualche pillola di educazione all’affettività coinvolgendo allo stesso modo l’universo maschile in crescita, ancora più depauperato, secondo il mio punto di vista.

Il qualcosa che siamo noi, il troppo di cui lo riempiamo, il niente che riconduce alla piccolezza della nostra esistenza e alle bassezze di cui la nutriamo, la scomparsa della noia e la paura della solitudine sono infine spunti di riflessione adatti a tutte le età che si possono ritrovare in questo piacevole libretto snello ma estremamente curato nell’ aspetto grafico, in una forma mista sempre più in auge con la commistione dei linguaggi: il letterario e l’ iconico che si avvale, in questo caso, delle efficaci illustrazioni di uno dei più quotati fumettisti italiani, Tuono Pettinato.

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Qualcosa 2017-05-08 12:21:36 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    08 Mag, 2017
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Tutto e niente

Lo hanno sempre detto di me, che sono tutto e niente, che non ho le vie di mezzo, che il mio mondo è bianco e nero. Forse per questo la bambina, protagonista di questo libro che sempre un “piccolo principe” al femminile e moderno, mi ha ispirato subito simpatia. Questa bambina soffre, ha un buco nel cuore, esattamente per lo stesso motivo per cui in questi giorni una persona a me molto cara ha nel cuore lo stesso vuoto. Libro pieno di vita e anche di dolore, a modo suo, di allegria e di messaggi diretti contro questo mondo dei social che sta svuotando l’esistenza di chi vive solo in quelli. E’ un libro sul rapporto fra genitori e figli, sull’ansia che a volte si ha nel volersi riempire la vita a tutti i costi, sull’importanza dell’ascoltare, a volte, il silenzio che porta tranquillità nell’anima. Perché non dobbiamo essere schiavi della paura degli spazi vuoti perché è in quelli che ritroviamo noi stessi.

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Il piccolo principe
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Qualcosa 2017-03-26 20:15:02 Saverio Fanigliulo
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Opinione inserita da Saverio Fanigliulo    26 Marzo, 2017

"Qualcosa " di fantastico!

"Qualcosa " di fantastico!Di Saverio Fanigliulo
La lettura del romanzo “Qualcosa” mi ha confermato la profondità di analisi e di pensiero della giovane scrittrice Chiara Gamberale relativamente al comportamento e alla condizione antropologica, culturale e psico - affettiva dell’uomo d’oggi.

Immergendosi piacevolmente nella lettura di “Qualcosa “, come in una favola, ci si ritrova ben presto in un mondo fantastico , costituito da personaggi originali, curiosi, GamberaleLibrobizzarri e intriganti che si muovono e agiscono in luoghi fiabeschi, colorati, suggestivi e incantevoli, in situazioni e contesti ambigui, sorprendenti, curiosi, allegri e stimolanti.

Non si creda però che questo libro, così avvincente, ben raccontato e illustrato , non ci induca a pensare in profondità alla nostra vita, alle nostre emozioni, alle nostre fragilità e ai falsi valori dominanti nella società attuale, anzi, ci fa riflettere sulla nostra ansia pseudo - adolescenziale di ricercare e rincorrere, in modo smisurato, falsi miti, relazioni inconsistenti e immature che ci deludono, ci deprimono e ci fanno star male, mettendo a rischio la nostra felicità e il nostro desiderio di aver voglia di vivere.

La protagonista del romanzo, la principessina “Qualcosa di Troppo”, fin da piccola , non sta mai ferma, eccessiva , esuberante , sempre al centro della scena, a tal punto da farla apparire fastidiosa e disturbante, specie agli occhi dei suoi coetanei,a quei “ragazzi abbastanza” che, accomunati da un modello comportamentale uniforme, preferiscono trascorrere il loro tempo su “smorfialibro”, in una normalità sconcertante , “chiusi “, restando in superficie , senza scendere in profondità, così come oggi, purtroppo, capita a tanti nostri giovani che trascorrono molto del loro tempo utile sui Social Network .

“Una di noi “, la regina, la mamma della principessa, l’essenza della vita , muore, lasciando un buco nel cuore in “Qualcosa di Troppo”, provocandole un immenso dolore e sconforto.

La mamma è "Una di Noi", papà è Qualcuno di Importante, gli altri sono soltanto " Qualcosa" ... Qualcosa di Buffo, Qualcosa di Blu, Qualcosa di Speciale, Qualcosa in Più, Qualcosa di Giusto ...

Come si può superare un evento così doloroso se nessuno ci viene incontro a sostenerci e a consigliarci ?

Come si può tentare di intraprendere un cammino di pace, di serenità e di felicità, senza tante pretese e senza assumere impegni troppo grandi ?

L’incontro e l’amicizia che si instaura fra “Qualcosa di troppo“ e “ il Cavaliere del Niente” aiutano la principessa a curvarsi su se stessa e a riflettere sulle esperienze e sulle relazioni d’amore inefficaci e unilaterali che vive con l’intento di colmare quel vuoto, quella insoddisfazione di fondo che avverte prepotentemente dentro di sé .

Così “il buco nel cuore” non si deve riempire troppo, sovraccaricarlo, bisogna consentire ai nostri affetti di entrare nel nostro cuore attraverso un passaggio segreto, bisogna essere consapevoli che “è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura”.

Cerchiamo e cerchiamo l’amore , perché sentiamo “un’onda in pancia”: Qualcosa di Buffo, Qualcosa di Blu, Qualcosa di Speciale, Qualcosa in Più, Qualcosa di Giusto, ma dopo averli frequentati e sperimentati per brevi periodi ci accorgiamo che non è amore autentico, appassionato, profondo, che valga una storia, che valga la pena di vivere insieme.

“Il Cavaliere del niente” mette alla prova “Qualcosa di troppo”, le :

chiede di che colore sono gli occhi di “Qualcosa di Speciale”? Domanda a cui la principessa “innamorata” non sa rispondere!

Spinti dal desiderio di innamorarsi, spesso siamo noi stessi a proiettarci negli altri che però, dopo un po’, svaniscono, restando nel nostro cuore e nella nostra mente anonimi e insignificanti. L’amore è un sistema complesso , è un sogno dove ciascun partner non dà qualcosa di troppo, dà un po’ di tutto, senza però togliersi niente reciprocamente.

Fermarsi per riflettere, per cercare di capire, prendendosi tutto il tempo che serve prima di esplorare situazioni incerte, oscure, che possono far male.

Ritornano anche in “Qualcosa” temi ricorrenti nel romanzo “Adesso”: evitare che i pensieri affollino la nostra mente, prendersi tutto il tempo che occorre per chiarire, recuperando quel senso di pace che appaga e che dà serenità e gioia : respirare l’odore della terra, l’odore dei girasoli e del ciclamino, ascoltare il pipipì dei pettirossi, osservare una nuvola strana a forma di unicorno … non – fare , fischiettando.

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Qualcosa 2017-02-16 11:06:48 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    16 Febbraio, 2017
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Qualcosa di Troppo

QUALCOSA è una fiaba moderna che nutre l'anima di quel Qualcosa che nessuno prende più in considerazione. Una donna alla ricerca di QUALCOSA DI VERAMENTE IMPORTANTE, quanti uomini QUALCOSA deve incontrare prima di trovare l'uomo giusto? Dovrà incontrare Qualcosa di Buffo, Qualcosa di Blu, Qualcosa di Speciale, Qualcosa di Più e Qualcosa di Giusto. Ma chi è che fa veramente al caso suo? Se lei sente di essere Qualcosa di Troppo, qual è l'uomo realmente giusto? Chi è l'uomo che, oltre a farle sentire le farfalle nella pancia, è adatto per lei? Con chi lei è destinata a rimanere per sempre?
L'amore è sempre così complicato e trovare l'uomo giusto è la solita missione impossibile per una donna che sa quanto vale e non si sente affatto "troppo" esigente o Qualcosa di Troppo. Eppure tutti la considerano così: Qualcosa di Troppo.
Lei è alla ricerca dell'amore, del suo uomo ideale, del suo Cavaliere, pronto ad ascoltarla, ad amarla, a non pretendere da lei QUALCOSA che non è e non può essere.
Eppure anche l'amore può cambiare un punto di vista ...
Se al giorno d'oggi siamo attratti da tutto ciò che brilla, splende ed è folgorante, fino all'eccesso, siamo anche alla ricerca di quel Qualcosa di Più, rispetto agli altri. Vogliamo Qualcosa di Speciale, di Giusto, Qualcosa in grado di farci sorridere sempre. Ma non possiamo sempre ridere. C'è anche altro di cui abbiamo bisogno. Il nostro punto di vista verso i bisogni primari è cambiato. Abbiamo perso l'abitudine ad ammirare le cose quotidiane, normali, forse banali e troppo spesso considerate come un "niente", privo di importanza.
Forse ci sbagliamo.
Il nostro Cavaliere è colui che sa farci guardare e trovare Qualcosa di realmente speciale nel "NIENTE".
Grazie alle parole della fiaba moderna di CHIARA GAMBERALE, potrò guardare al mondo e ai miei reali bisogni da un punto di vista diverso.

"È importante che il tuo futuro marito ti porti in dono tutte le cose che non-fa. Così non le farete insieme. E spero che saranno davvero tantissime."

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Qualcosa 2017-02-15 17:54:22 Annelie
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Opinione inserita da Annelie    15 Febbraio, 2017

Una fiaba, ma non solo

Con ironia e leggerezza, l'autrice, in questo nuovo romanzo, ci prende per mano, proponendoci un percorso che ci porta a riflettere , in forma di fiaba, su alcuni aspetti della nostra società : innanzitutto l'urgenza che abbiamo, sempre più spesso, di riempire le nostre giornate di impegni ed attività, in una corsa contro il tempo dove non c'è quasi possibilità di fermarsi, ogni tanto, a "non fare niente". Un invito quindi a prendersi del tempo per riflettere, per staccare dal ritmo della vita, sempre più frenetica, che conduciamo. Un altro aspetto, molto attuale, che viene affrontato nel libro, è la mancanza, ormai, nella nostra società, del "privato" e la tentazione di rendere platealmente tutto pubblico : le nostre emozioni, i pensieri, le relazioni, le esperienze, anche quelle più banali e di poca importanza (qui si fa riferimento naturalmente ai social network). Sicuramente un invito, da parte dell'autrice, ad affidarci maggiormente alle relazioni interpersonali. Un libro scorrevole e piacevole, grazie anche alle illustrazioni di Tuono Pettinato, accattivanti e divertenti, una fantastica opportunità per il lettore di "vivere" una fiaba a cui, di prassi, non manca il lieto fine, visto che, nella vita, non è sempre assicurato.

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Le luci nelle case degli altri e Per dieci minuti
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