Un amore
Letteratura italiana
Editore
Un amore, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.
Il protagonista di "Un amore" ha atteso troppo, senza saperlo: è rimasto nell'intimo un giovane, crede che il sentimento sia ancora capace di tutti i miracoli. Mentre lei, giovanissima d'anni, ha assorbito invece la cinica spregiudicatezza, la stanchezza morale di un'epoca. L'amore dell'uomo, un vero amore, è destinato così a smarrirsi nella menzogna, come in un labirinto. Ma anche dai meandri di questo amore assurdo si leva, limpido, il canto di Buzzati. La sua Milano è il ritratto della metropoli, e insieme il simbolo della babele d'ogni tempo, con i suoi inferni vecchi e nuovi, i suoi falansteri giganteschi, certe sue piazzette, certi suoi grovigli di vicoli, certi angoli segreti.
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Opinioni inserite: 7
Un sogno sbagliato
Un rapporto irrisolto con le donne, una vita borghese troppo perbene, troppo normale, e all'improvviso la passione per una giovane prostituta. Passione malata, che fa di un architetto di mezza età un burattino patetico e umiliato nelle mani di una ragazza volgaruccia e nemmeno troppo bella. C'è qualcosa in lei, e soprattutto nell'assenza di lei, “quella cosa terribile, come un risucchio di spasimo in corrispondenza dello stomaco”. Da qui la smania di voltolarsi nel fango, la convinzione allucinata di aver trovato un fiore nella melma. Il tormento dell'uomo diventa un lamento monocorde, descritto alla perfezione, è vero, ma un po' ripetitivo. Interessante lo stile, con punteggiatura, tempi e proposizioni d'effetto, lasciati alla discrezione dello scrittore. La tecnica del flusso di coscienza a volte appesantisce la narrazione, ma rende bene lo stato di esaltazione mentale del protagonista. Altri prima di Buzzati hanno affrontato temi analoghi, ma qui l'approccio è particolarmente drammatico, delirante, onirico, un viaggio di sola andata verso “un sogno sbagliato”.
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Nel turbinio dei sentimenti
"Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore ! Prigioniero di un amore falso e sbagliato, il cervello non più suo, c'era entrata la Laide e lo succhiava. In ogni più recondito meandro del cervello in ogni riposta tana e sotterraneo ove lui tentava di nascondersi per avere un momento di respiro, là in fondo trovava sempre lei; che non lo guarda neppure, che non si accorge neppure di lui, che ridacchia a braccetto di un giovanotto, che balla inverecondi balli manipolata in ogni parte del corpo dal partner sudicione e maligno, che si spoglia sotto gli occhi del ragionier Fumaroli conosciuto un minuto prima, maledizione sempre lei, insediata selvaggiamente nel suo cervello, che dal suo cervello guarda gli altri, telefona agli altri, tresca con gli altri fa l'amore con gli altri, entra esce parte sempre in agitazione frenetica per una quantità di sue particolari faccende e traffici misteriosi. E tutto quello che non era lei, che non riguardava lei, tutto il resto del mondo, il lavoro, l'arte, la famiglia, gli amici, le montagne, le altre donne, le migliaia e migliaia di altre donne bellissime, anche molto più belle e sensuali di lei, non gliene fregava più niente, andassero pure alla totale malora, a quella sofferenza insopportabile soltanto lei, Laide, poteva portare rimedio e non occorreva neppure che si lasciasse possedere o fosse specialmente gentile, bastava che fosse con lui, al suo fianco, e gli parlasse e magari controvoglia fosse costretta a tener conto che lui almeno per alcuni minuti esisteva, solo in queste pause brevissime che capitavano di quando in quando e duravano un soffio, soltanto allora lui trovava pace. Quel fuoco all'altezza dello sterno cessava, Antonio tornava a essere se stesso, i suoi interessi di vita e di lavoro riprendevano ad avere un senso, i mondi poetici a cui aveva dedicato la vita ricominciavano a risplendere degli antichi incanti e un sollievo indescrivibile si spandeva in tutto il suo essere. Sapeva, è vero, che tra poco lei se ne sarebbe andata e quasi subito lo avrebbe di nuovo uncinato l'infelicità, sapeva che dopo sarebbe stato ancora peggio, non importa, il senso di liberazione era così totale e meraviglioso che per il momento non pensava ad altro".
Da un racconto che è ossessione, inquietudine, disperazione, gelosia, follia, amore allo stato puro e paranoie allo stato brado non si può pretendere un commento lindo e pulito. Un commento onesto e imparziale. Un commento che attesti il vortice entro cui ci si cala una volta intrapresa la lettura. Perché non è solo il tema ad intrigare – l’amore non corrisposto: e chi di noi non l’ha mai provato? – ma è il modo singolare in cui viene affrontato: il libro (risalente al 1963) è un vivo flusso di coscienza come pochi in Italia, nel cui turbinio si concatenano frasi senza punti, elenchi da togliere il fiato, riflessioni e descrizioni, timori e tirate di somme, terza e prima persona, tempi sfasati e frasi-bomba. Il tutto sistemato entro un ordine perfetto.
Buzzati – che scoperta! – ci offre pura entropia su carta.
E io ne sono ancora scossa. Poco consapevole dell’effetto più o meno deleterio che avranno queste pagine sul mio spirito. Ne sono quasi soffocata: non si può non immedesimarsi in un Antonio Dorigo che è chiunque stia leggendo (o scrivendo) questa recensione e in una Milano quanto mai asfissiante e non per questo meno attraente.
Buzzati restituisce scene di rara intensità, che scavano nei legami profondi, nell’assoluta immobilità di un suo presente che potrebbe essere il nostro. Un presente sofferente e difficile da digerire, ma che comunque non avrebbe senso senza l'amore.
E più forte dell’amore, solo la morte.
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...Forse non lo sai ma pure questo è amore...
"Una trama lenta di sogni, un estenuato torpore, un silenzio, vago rombo di vita lontana, fuga dei pensieri abbandonati a sé giù per i nascondigli del passato nella notte calda di giugno."
L'angoscia, la polvere nei polmoni, le mani fredde, la menzogna, l'inquietudine, la passione, la disperazione, la gelosia...Questo è l'amore o forse non lo è?
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Capolavoro!
Devo esser sincera: ho comprato questo libro per via della copertina. Mi ha intrigato il disegno, che poi ho scoperto essere un bozzetto dello stesso Dino Buzzati, che richiamava senza requie il tormento e l’angoscia che può dare l’amore. Così l’ho iniziato, senza aspettative e con la paura, anzi, di trovarmi davanti un polpettone.
E invece no. Il romanzo di Buzzati descrive senza pudori e senza requie l’universo di Antonio, libero professionista ancora giovane ma solo, sprofondato nel suo mondo comodo e tranquillo. Finché non incontra Adelaide della Laide, giovanissima prostituta avvezza più alle bugie ed ai castelli di carta che all’amore. Bella ma non bellissima, dotata dell’insostenibile leggerezza del capriccio della giovinezza, laide trascinerà con (fredda?) noncuranza Antonio in un vortice di angoscia/gelosia/attaccamento viscerale che non aveva mai provato prima, anzi di cui aveva riso trovandolo trasposto in libri e film.
Intenso ritratto di un uomo come tanti pennellato con una scrittura fluida, incredibilmente priva di punteggiatura e viva, pulsante, splendida.
Assolutamente da leggere e consigliare.
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Un romanzo vero, senza filtri
Dino Buzzati, dopo racconti e romanzi in cui la figura femminile è marginale, scrive un romanzo sulla dipendenza d'amore. Un uomo stimato per il suo lavoro che si lascia portare fino al ridicolo, che si lascia ingannare, quasi con consapevolezza, da una ragazza, giovane, spregiudicata. Nel libro ci sono descritti tutti i dolori interiori, le preoccupazioni, lo stato psico-fisico di chi subisce un amore ossessivo. Un libro che amo, per me ingiustamente quasi sconosciuto.
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Delusione...
Mi dispiace, ma è una delle letture che ho meno gradite, soprattuto per lo stile di scittura usato, ma anche per l'eccessiva esasperazione che accompagna continuamente il protagonista e per il profilo della ragazzina di cui questi si è infatuato. Dello stesso autore, meglio "Il deserto dei Tartari".
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Un grande romanzo
Questo romanzo di Dino Buzzati è ingiustamente poco conosciuto. Parla dell'amore di un uomo maturo verso una ragazzina, riuscendo a comunicare in modo molto efficace quanto forte sia il potere delle donne giovani verso chi vive da anni, o decenni, la quotidianità di un matrimonio con una coetanea...









