Un giorno perfetto
Letteratura italiana
Editore
Dopo il successo di Vita Melania Mazzucco si addentra per la prima volta nei territori del presente, e si conferma scrittrice di raro spessore letterario, capace di dare evidenza di verità a un intero universo narrativo e di creare personaggi destinati a durare nella memoria del lettore.
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Opinioni inserite: 5
Il segno del cambiamento sul volto dell'uomo
Un libro che narra la storia delle vite comuni, la storia di tutti noi, l'incapacità sottile di accettare che tutto cambia.E’ un racconto di tempo, interiore ed esterno, vissuto e trascorso. Così come la notte inizia le vite, altrettanto presto le terminerà in un singulto, lasciando solo una speranza, ricordando come la traccia delle nostre azioni non è mai reversibile. Un tempo che scorre inesorabile, impalpabile quasi nella sua voracità, ma sempre vivo nel corpo che cambia, nel dolore fisico, nella gravidanza che ci rende subito madri scrupolose, sebbene compagne distanti di uomini che non sanno accettare il cambiamento. Qui si interrompe il giorno, qui non c’è soluzione perché la distanza creata è ormai un dirupo in cui precipita tutto, in cui non si parla più di domani perché l’oggi nella sua beffarda perfezione ci ha ingoiato inermi.
“Solcheremo i mari come con l'aratro fin nel gelo del Lete ricordando che la terra ci è costata sette cieli “
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DA PRENDERE CON CAUTELA
Melania Mazzucco si è ispirata alla realtà per scrivere questo libro, ovvero, come specifica nella post-fazione, anche se nessuno si riconoscerà direttamente nelle storie raccontate, riecheggeranno le voci di esistenze disperate tra le pagine di questo romanzo.
Una bella fatica leggere questo libro: le vicende laceranti di una famiglia distrutta, di una che non potrà mai realizzarsi, di un'adolescenza difficile ed un'infanzia negata, di sogni impossibili e amori soffocati nel conformismo sono dei veri pugni nello stomaco da cui è difficile riprendersi, e che in alcuni momenti rallentano la lettura.
E' molto intrigante il gioco di cambiare continuamente e repentinamente il punto di vista del narratore, che di volta in volta diventa ora l'uno ora l'altro dei protagonisti. Ed è forse questa la chiave del libro: raccontare l'incomunicabilità tra le persone, nelle famiglie, nelle aule scolastiche. Un tempo Antonioni lo faceva al cinema con i silenzi. Qui sono le tante, troppe parole usate male a raccontare le inconcilibili posizioni di persone che non riescono a vedersi pur guardandosi, pur trovandosi l'una difronte all'altra. In definitiva è un libro emotivamente impegnativo, ma attenzione a non etichettarlo.
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FA BOOM!
Un romanzo che sconvolge, scritto in maniera eccelsa, chiara, coincisa, scorrevole e decisa, ci racconta la storia di una famiglia come tante che soffre, che si sgretola e che si divide. Da questa divisione il padre violento e possessivo nei confronti della madre diventa il carnefice dei figli nati con amore da quel matrimonio ormai distrutto. Crude realtà attuali alle quali ogni giorno assistiamo impotenti vedendole alla tv: "sono già numeri per statistiche, sono già notizia e cronaca, materia di dibattito e scomuniche, indignazione e pianto, e dureranno lo spazio di una settimana". Ma la speranza è l'ultima a morire e un piccolissimo spiraglio la storia e la scrittrice alla fine ce la danno!
Innamorata del personaggio di Aris/Zero! Buonissima trovata raccontare la storia nell'arco di una giornata intera fatta di 24 ore e quindi di 24 capitoli!
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Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 2009
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Un giorno perfetto di Melania Mazzucco
Un giorno perfetto di Melania Mazzucco
La famiglia è il luogo in cui dimorano le speranze del nostro paese, il luogo che fa spuntare le ali ai sogni.
George W. Bush
Discorso sullo stato dell’Unione, 2004
Il nucleo ispirativo della storia è una famiglia, affiancata da un altro nucleo famigliare.
L’elemento distruttivo campeggia e dilania alcuni dei personaggi, la tensione accomuna e unisce il lettore e sullo sfondo una Roma vista dagli occhi di chi la ama e la vive. Tutto accade nell’arco di 24 ore, in una notte di maggio, a Roma, un giorno che per tutti i protagonisti della pietosa storia doveva essere perfetto e compiuto, in un appartamento di via Carlo Alberto riecheggiano degli spari, si sentono delle grida d’aiuto. Il romanzo inizia dalla fine e come uno squarcio che si apre vivono a ritroso Emma Tempesta separata dal poliziotto scelto Antonio Bonocore e i due figli, l’adolescente Valentina e il piccolo Kevin, dall’altra barricata l’onorevole avvocato Elio Fioravanti a cui Antonio fa da capo - scorta, la seconda giovane moglie Maja, il figlio del primo matrimonio Ari - Zero, il nome che rispecchia il nichilismo e l’anarchia del suo carattere e la piccola Camilla. Come figure marginali, ma non per questo meno importanti, il professore d’italiano di Valentina e la madre di Emma. I destini degli uni s’intersecano con i destini degli altri in un apparente e casuale gioco di vite incrociate e sospese. Sentimenti di fondo, una profonda sofferenza e un’estenuante lacerazione degli animi che non lasciano spazio alla speranza se non per intermittenti barlumi di luce. Grande l’introspezione psicologica dei personaggi, Emma ritratto di donna sensuale e ferita più volte dalla vita, Maja, delicata e preziosa che pur sente un’enigmatica attrazione per Aris – Zero, lontano dal suo patinato e ipocrita mondo alto-borghese; Antonio che come un animale ferito, nella sua nebulosa sofferenza cova la più inammissibile vendetta trasversale e innaturale e l’onorevole Fioravanti che sente pesare amaramente come un totale fallimento e la sua carriera politica giunta al capolinea e la sua identità di essere. Grande spazio ai dettagli, ai particolari dell’anima e del cuore. Roma bella suggestiva e grandiosa, carnale, sfatta, vista attraverso i finestrini della metropolitana, dai quartieri esclusivi tra palme e magnolie di ville e giardini privati ai palazzoni di periferia come torri di cemento armato scrostato, ultimi avamposti della città fra un prato punteggiato di panchine divelte e una brughiera incolta. Edifici simili a caserme o prigioni dalle verande abusive, dalle padelle di parabole e panni stesi ad asciugare sui balconi. Sul filo di una catastrofe imminente si dispiega la struttura narrativa come un’erosione mentale e fisica, l’autrice racconta paure e infelicità, stati d’animo stratificati e mai in superficie in uno stile fluente di parole dense e forti che lasciano il segno.
Notte
“Sì, passerà il tempo, che tutto accomoda, e si ristabiliranno i rapporti di prima, cioè si ristabiliranno in tal grado che io non sentirò sconvolgimento nel corso della mia vita. Lei deve essere infelice, ma io non sono colpevole, e perciò non posso essere infelice”.
Lev Tolstoj, Anna Karenina
L’autrice: Melania Mazzucco è nata a Roma. Prima di Un giorno perfetto ha scritto Il bacio della Medusa 1996, La camera di Balthus 1998, Lei così amata 2000, Superpremio Napoli e Superpremio Vittorini, Vita premio Strega 2003. I suoi romanzi sono tradotti in ventun paesi.
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un giorno perfetto
bel libro, come tutti quelli scritti dalla mazzucco. in questo libro potremmo riconoscerci tutti, visto che e' uno specchio della vita di tutti i giorni ,con gli amori e con gli odi tipici degli umani. molto bella la caratterizzazione del poliziotto, con i suoi problemi e con le sue fobie.









