Anna Karenina Anna Karenina

Anna Karenina

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


La trama e le recensioni di Anna Karenina, romanzo di Lev Nikolaevic Tolstoj. Anna Karenina parla dell'unico reale problema dell'uomo. Oggi come due secoli fa. Come può perdurare l'amore? Tutto quello che occupa le nostre vite, dai problemi politici alle piccole incombenze di tutti i giorni, non è altro che una via molto lunga per capire come amare ed essere amati. Levin, Kitty, Vronkji, Anna, Dolly, Stiva stanno lì al nostro posto tentando di conciliare i desideri più profondi dell'uomo: la passione per la bellezza e l'aspirazione alla pace.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 34

Voto medio 
 
4.6
Stile 
 
4.6  (34)
Contenuto 
 
4.6  (34)
Piacevolezza 
 
4.6  (34)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate (quindi non scrivere solo 'e' un bel libro');
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms ne' errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire piu' di 3 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Anna Karenina 2014-08-26 15:34:11 Vincenzo313
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Vincenzo313 Opinione inserita da Vincenzo313    26 Agosto, 2014
Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La grandezza di Levin

Definire Anna Karenina un romanzo d'amore è senza alcun dubbio riduttivo, per i numerosi spunti e riflessioni che Tolstoj ci offre nella narrazione, riguardanti la società, che viene indagata (e spesso maltrattata) sotto molteplici punti di vista. Mettendo da parte tutto questo, voglio incentrare la mia recensione sulla tematica principale, che fa da sfondo a tutto il resto: l'amore.
Personalmente ritengo "Anna Karenina" il migliore romanzo d'amore di tutti i tempi, considerando l'intensità espressiva con cui l'autore ce lo descrive, permettendoci di capire, attraverso questo, la natura dei vari personaggi rappresentati. Dei principali, descritti nel romanzo, ciascuno vive una propria storia d'amore e, dall'analisi di ognuna di esse, ecco delineati i rispettivi profili. Dall'ingenua e sprovveduta Dolly all'introspettivo Levin, passando per l'intrepido ufficiale Vronskij e la sempre insoddisfatta Anna. il personaggio di Anna, a dispetto dei numerosi elogi che continuamente la critica le tributa, legati essenzialmente alla sua modernità e al suo coraggio, che mi sento assolutamente di condividere, mi ha deluso. E' una donna (giustamente) insoddisfatta, per via della sua infelice relazione con l'arido marito, un freddo funzionario dal quale non riesce a cavare un pizzico di sentimento. Frustrata da questa situazione, decide di trovare conforto tra la braccia di Aleksej Vronskij, un giovane ufficiale assolutamente frivolo e privo di qualsiasi spunto interiore, insomma un cialtrone tutto fronzoli e buone maniere, classico esponente dell'aristocrazia russa dell'epoca, vuota e fine a se stessa. La mia critica verso Anna è assolutamente personale, dettata dal disprezzo che nutro nei confronti di personaggi di questo tipo, verso i quali, evidentemente, la protagonista nutre un forte interesse. La mia delusione nei suoi confronti viene poi rinforzata dal confronto, che Tolstoj ci propone, tra la sua storia d'amore col "brillante" ufficiale, e quella tra Levin e Kitty.
Su Levin mi sento di esprimere il mio massimo apprezzamento. Insieme al principe Mishkin de "L'idiota", rimane il mio personaggio maschile preferito (tra tutti quelli finora incontrati durante la mia carriera di lettore). E' un personaggio introspettivo, in lotta perenne con le sue incertezze e le sue debolezze che, paradossalmente, lo proiettano al di sopra di tutto il resto. E' l'inconsapevole portatore di una verità universale, che va al di là di ciò che dice la gente e dei vincoli imposti, basata sulla ricerca del bello e del bene a tutti i costi. Il suo amore per la natura, i suoi sentimenti verso l'amata Kitty, denotano un grande spessore morale, che per me rappresenta la vera vetta di un grande romanzo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Madame Bovary
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2014-07-30 13:10:18 Giuliacampy
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Giuliacampy Opinione inserita da Giuliacampy    30 Luglio, 2014
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il coraggio di fare le proprie scelte

Quando si cita Tolstoj con la famosa frase "Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo", spesso si rischia di semplificare e banalizzare la grande opera dello scrittore, adottando un'affermazione così profonda e complessa nel suo contesto, in situazioni inadatte. La caratteristica che più ho apprezzato di questo romanzo è stata proprio la capacità di sorprendere, di raccontare qualcosa di vero ma soprattutto inaspettato rispetto alla comune conoscenza che se ne ha prima di leggerlo. L'amore impossibile tra un giovane uomo e una donna sposata, i giudizi della società e quelli del lettore di fronte ad una donna che decide di assecondare la propria passione: "Anna Karenina" non è solo questo. Anna è un simbolo, l'emblema di colei che ha il coraggio di fare le proprie scelte in modo autonomo, ma non è l'unica a farlo all'interno del romanzo. Il personaggio di Levin è fondamentale dal mio punto di vista, poiché anche lui compie una scelta importante: decide di mettere in discussione se stesso e le sue idee alla ricerca di una risposta che troverà soltanto alla fine, sollecitato dalle semplici parole di un uomo. Inoltre non si può dimenticare che il libro fornisce un quadro dettagliato e chiaro della società russa evidenziando le dinamiche con cui i personaggi agiscono all'interno di essa, costretti ad affrontare i suoi preconcetti e debolezze ma rimanendo indissolubilmente legati alla propria terra e alle proprie tradizioni.
In conclusione lo consiglio fortemente, in primo luogo perché credo che un grande classico di questa levatura non possa mancare sulla mensola dei libri di un lettore appassionato; in secondo luogo perché, nonostante sia ambientato in un'epoca così apparentemente lontana, conferisce ai nostri giudizi e al nostro modo di vedere gli altri un carattere differente, e non è forse questo il pregio più grande di un romanzo? Aiutarci a guardare il mondo da un'ottica diversa? Fidatevi, non lasciatevi scoraggiare dal numero delle pagine.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2014-07-03 07:33:58 Valerio91
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    03 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 03 Luglio, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Discesa nel baratro

Essendomi ultimamente cimentato in molti classici anche impegnativi, ed avendoli trovati quasi tutti capolavori, avevo iniziato a chiedermi se non fosse per una sorta di “timore reverenziale”, che li avessi giudicati tutti positivamente.
Purtroppo per Tolstoj, Anna Karènina mi ha concesso la risposta.
Dopo Dostoevskij, l’altro grande scrittore russo mi ha deluso, sarà che non sono convinto fautore delle storie incentrate sull’amore, ma più per quelle che lo accolgono come una sfumatura, ma Anna Karènina mi è risultato abbastanza pesante, e non solo per questo motivo. Mi ha dato l’impressione di essere lungo di almeno 400 pagine più del dovuto, perchè l’autore si sofferma in maniera troppo, troppo, troppo prolissa e non molto coinvolgente in argomenti che già, almeno per me, non sono molto interessanti di per sé, come i diritti, i metodi di lavoro e la vita dei contadini, la caccia e la politica russa (dell’epoca). E’ ovvio che ogni autore ha il diritto di soffermarsi sugli argomenti che desidera approfondire e che gli stanno a cuore, ma Tolstoj ha avuto per me la pecca di trattarli in maniera troppo fredda e distaccata, anche se obiettivamente precisa e minuziosa, ma senza renderli interessanti con pensieri magari personali e profondi. Inoltre, non riesce ad inglobare questi temi all’interno della storia in maniera omogenea, ma ci si sofferma creando un distacco troppo ampio con le vicende dei personaggi.
Riguardo a questi ultimi inoltre, sono davvero tanti, troppi, molti dei quali anche superflui e che portano confusione. La trama era probabilmente originale per l’epoca, perchè la figura della donna che si ribella alle convenzioni sociali, che condannano rigorosamente la ribellione di Anna alla società in nome dell’amore, non erano certamente qualcosa che si leggeva spesso. Nonostante ciò la storia non mi ha preso. Tornando ai personaggi, i più degni di nota sono ovviamente i protagonisti, ovvero Anna, Vronskij, Kitty, Lèvin e in parte Aleksej Aleksandrovic, ma anche con questi non sono riuscito a “fare amicizia” o provare empatia per loro. Anna, nello specifico, mi è risultata a tratti ripugnante. Sarà perchè l’infedeltà è il peccato che più mi fa ribrezzo, ed Anna, con i suoi comportamenti, i suoi pensieri, la sua anima corrotta, la sua continua ricerca dell’approvazione degli altri nonostante i suoi comportamenti altamente discutibili, mi sono risultati davvero odiosi. Forse il mio pensiero è simile alla società “retrograda” russa, ma per me non c’è attenuante per Anna, nemmeno l’amore per Vronskij che sembra sincero, anche se non trovo nel personaggio quelle qualità tali da far perdere la testa al punto di sacrificare tutto. Probabilmente Anna non amava il marito da quando lo ha sposato, ed il suo errore è questo da principio, ma poi persevera nei suoi errori, sacrificando tutto ciò che fino a conoscere Vronskij le bastava, per poi rimpiangerlo e sprofondare nel baratro, nella follia più totale. Il suo amore diventa morboso, ossessivo, maniacale. E’ certamente uno dei personaggi più controversi che abbia mai incontrato, e ciò che mi ha lasciato, è la consapevolezza di non dover mai prendere alla leggera decisioni importanti, senza ritorno, quale può essere il matrimonio, scegliere la persona con cui dividere la vita. Mai accontentarsi, mai farlo senza convinzione, senza amore sincero e certo. Da certe decisioni non si può tornare indietro, o meglio, si può, ma spesso le conseguenze che ne derivano possono essere fatali, ed esser molto peggiori dalla realtà dalla quale scappiamo, apparentemente inseguendo qualcosa di migliore.

“Io conosco matrimoni felici soltanto per ragionamento.”
“Si, ma in compenso quanto spesso la felicità dei matrimoni per ragionamento vola via come la polvere, proprio perché compare quella passione che non avevano ammesso!”

Anna Karenina 2014-02-24 12:23:24 romantica82
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
romantica82 Opinione inserita da romantica82    24 Febbraio, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

UN INNO ALL'AMORE ED ALLA PASSIONE ALL'IMPROVVISO

Donna aristocratica della San Pietroburgo ottocentesca sposata con Alexandrovich Karenin, dirigente ministeriale conosciuto negli ambienti ufficiali per lo zelo e la dedizione allo zar, Anna Arkad’evna è ammirata dagli uomini per la sua fulgida bellezza ed invidiata dalle donne per la posizione sociale che occupa e per l’eleganza innata nei modi e nell’eloquio.
Una vita, dunque, perfetta e resa ancor più preziosa dall’essere madre di un bambino, Seriogia, intelligente e vispo ed intimamente legato a lei, eppure- afferma Tolstoj- “Anna Arkad'evna leggeva e comprendeva, ma non le faceva piacere leggere, cioè seguire il riflesso della vita altrui. Aveva troppa voglia di vivere lei stessa”.
Seppure apparentemente serena, la vita di Anna non è completamente appagata e, sin dalle prime pagine del romanzo, ci appare come mancante di qualcosa che neppure lei sa spiegare esaurientemente.
Il romanzo comincia con la partenza della protagonista per Mosca per risolvere un problema coniugale tra suo fratello Stiva, uomo goliardico e troppo affascinato dalle grazie femminili, e l’arrendevole Dolly, sua cognata, che, di fronte all’ennesimo tradimento del marito, decide di cacciarlo di casa. Anna, amata e rispettata tanto da Stiva quanto da Dolly, decide di fare da paciere e di lasciare per qualche giorno suo marito ed il suo caro figliolo, in altre parole il tempo necessario per accomodare la situazione.
Ma quel primo treno, con il quale Anna crede di intraprendere un normale viaggio di famiglia, segnerà per lei l’inizio di una passione irrefrenabile che porterà alla distruzione del proprio matrimonio, alla perdita del piccolo Seriogia, ed alla struggente fine della sua vita che a tutti è nota.
Tolstoj utilizza delle meravigliose allegorie per spiegare la vita e gli animi delle persone: il treno, che costantemente ricorre nella vita di Anna, simboleggia la forza della passione che, al pari della freccia di Cupido, non lascia scampi e travolge ogni razionalità. E’ il treno che porta nella vita della donna Vronski, è il treno che la conduce lontana dagli affetti, ed, ahimè, è ancora il treno a segnare la fine della sua vita, tanto che ad un certo punto la stessa Anna potrebbe essere paragonata all’impeto del treno: la sua natura, contrariamente a quella della sua dolce ed ingenua cognata Dolly, è indomita, per certi versi irrazionale, tanto che, nei suoi soliloqui, ella ammetterà più volte di essere fatta per conoscere i sentimenti forti, nel bene e nel male, e non l’insulsa quotidianità che suo marito le ha fatto vivere per anni.
Ma a fronte di una vicenda dal tragico epilogo, Tolstoj, alla continua ricerca di una dimensione spirituale capace di placare il proprio animo tormentato, ci prospetta una storia parallela differente, che parte in sordina e termina con un matrimonio felice ed una vita fatta di calore domestico e di fede autentica in Dio: l’amore tra Constantino Levin e la piccola Kitty.
Kitty, delusa dal conte Vronski che ella anelava a sposare, in un primo momento rifiuta la corte appassionata del nobile di campagna Levin per poi pentirsene ed iniziare un percorso spirituale che la condurrà ad una crescita interiore notevole e alla comprensione del valore del vero amore.
In mezzo a queste due struggenti storie, così diverse tra loro, Tolstoj, da uomo del suo tempo, inserisce anche tramite personaggi secondari, come Sergei Ivanovich, fratello di Levin ed intellettuale raffinatissimo, delle importanti riflessioni politiche e sociali sulla Russia ottocentesca. Un Paese profondamente diviso dalla sperequazione sociale ed economica ragione per cui, attraverso i dibattiti accesi tra i due fratelli, Sergei e Lenin, l’autore dibatte sulla necessità di alfabetizzare le masse, di inserire strutture politiche più rappresentative del popolo soffermandosi sul difficile equilibrio tra istanze democratiche e principi conservatori.
E’, dunque, un libro che arricchisce moltissimo e che “si fa leggere” senza grossi problemi, perché lo stile narrativo è chiaro e ricco di bellissime descrizioni dei personaggi e dei luoghi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Le illusioni perdute, Madame Bovary.
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2014-02-10 09:24:17 Minuscola
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Minuscola Opinione inserita da Minuscola    10 Febbraio, 2014
Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 2014
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un capolavoro

Ho riletto il libro poco tempo fa e, come sempre, mi è piaciuto, mi ha emozionato, indignato e fatto riflettere. Per capirlo è necessario immedesimarsi nella società descritta con tutti i suoi difetti e conoscenze.
Anna è una donna forte finché puoi, ma è un essere umano debole nel momento in cui si innamora.
IO trovo che lei sia stata lasciata sola, e dalla società e dal marito ed infine dall'amante.
E' una letteratura profonda ed impegnativa quella di Tolstoj, ma affascinante e riflessiva.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Il dottor Zivago
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2014-02-09 21:49:37 pierpaolo valfrè
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
pierpaolo valfrè Opinione inserita da pierpaolo valfrè    09 Febbraio, 2014
Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna e i suoi opposti

Il testo contiene spoiler
Se Anna Karenina fosse soltanto la storia di un adulterio finito male, non avrebbe richiesto più di ottocento pagine per essere raccontato, nemmeno nel XIX secolo.
E, nonostante il titolo, è riduttivo considerarlo il romanzo pieno di umana comprensione sui tormenti di una donna oppressa da una società ipocrita e perbenista.
Da una parte Anna Karenina ci appare come una farfalla imprigionata dietro un vetro: Tolstoj descrive minuziosamente, e dall’interno, il suo penoso affannarsi e dibattersi per tentare una via d’uscita, fino ad esaurirsi e scivolare nell’abisso dell’autodistruzione. Nello stesso tempo dipinge un grandioso affresco dei tipi umani che compaiono al di là del vetro, figure e personaggi certo presenti nella società russa del suo tempo, ma in qualche modo paradigmatici di tipi umani che sono sempre esisti e sempre esisteranno.
In più, attraverso il personaggio di Konstantin Levin, ci anticipa parte dei suoi personali tormenti, ci fa intravedere quella crisi interiore che in lui scoppierà solo qualche anno più tardi, portandolo a scelte di vita importanti e piene di conseguenze per sé e per i suoi familiari.
La cosa affascinante è che tutti i personaggi principali del romanzo possono essere visti come degli “opposti” ad Anna, ognuno per motivi diversi.
Il primo personaggio che troviamo in scena è Stepan Arkadevic Oblonskij, il fratello di Anna, il farfallone capace di vivere con leggerezza e di farsi perdonare i suoi numerosi tradimenti, l’astuto e ozioso funzionario che ha fatto parte del ventre molle della burocrazia di ogni tempo e di ogni paese, l’amicone gioviale, generoso e sincero,il viveur spensierato e spendaccione, il padre sempre pronto a giocare con i propri figli, cui tutto concede. E’ un vero artista nello schivare ogni fatica, ogni problema, ogni fastidio. Lascia volentieri alla moglie la parte più dura e faticosa del menage familiare. Stepan Arkadevic scivola con leggerezza nella vita e nelle sue contraddizioni, al contrario di Anna, che ci affonda. Tutti abbiamo conosciuto almeno uno Stepan Arkadevic nella nostra vita, e anche più di uno.
La moglie di Stefan Arkadevic è Dar’ja Aleksandrovna (Dolly). Il suo modo di essere opposta ad Anna è tutto nel suo stare con i piedi ben saldi a terra. Donna pratica, concreta, laboriosa, senza grilli per la testa , Dolly porta sulle sue spalle tutto il peso di una famiglia e di un marito svagato e cornificatore. E’ l’angelo del focolare, che ascolta tutti, che comprende tutti , ha una parola per tutti. Un angelo fragile ed energico, sanguigno e ogni tanto sanguinante, che piange, si arrabbia, pensa di non farcela e invece riesce sempre. Tutto la divide da Anna, due modi opposti di essere donna. Dolly ne è allo stesso tempo affascinata e contrariata, un po’ la compatisce e un po’ la invidia. Dolly vede in Anna cosa avrebbe potuto essere se non fosse stata Dolly.
Dolly è una delle sorelle di Katerina Š?erbackaja (Kitty). Troviamo Kitty all’inizio del romanzo, ragazzina. Tutte le ragazzine di ogni epoca e di ogni latitudine del globo sono state Kitty almeno una volta nella loro vita. Lo sono state quando si sono innamorate dei Beatles, dei Duran Duran e dei One Direction. Nella Russia del XIX secolo c’erano invece il valzer, la polka e giovani ufficiali che facevano volare la loro fantasia. Piccole donne crescono e anche Kitty passa attraverso cocenti delusioni, scelte sbagliate, esperienze che le forgiano il carattere. E quando arriverà ad innamorarsi di un uomo difficile, ombroso, con un fitto strato di rovi a proteggere la sua ricchezza d’animo, avrà già acquisito la personalità necessaria a fargli dare il meglio di sé. Riuscirà ad essere meravigliosa e immensa quando si troverà, proprio lei apparentemente così fragile, a prestare le ultime cure al cognato Nikolaj Dmitrievic, un reitetto respinto da tutti. Kitty è la storia di una formazione. La conosciamo da ragazzina, abbagliata dalla lucentezza di Anna, che le appare donna piena di vita, affascinante, matura, eccezionalmente dotata di savoir faire-. Pagina dopo pagina seguiamo le due opposte parabole e alla fine, quando tornerà la quiete dopo la tempesta, sarà proprio la stella di Kitty a brillare forte nel cielo.
Anche quella di Konstantin Dmitirevic Levin è la bella storia di un’evoluzione sofferta e ben riuscita, che fa da controcanto all’involuzione e allo smarrimento di sé impersonate da Anna. Konstantin è l’eroe positivo del romanzo (sue saranno anche le parole conclusive, lo sguardo avanti dopo la tragedia). L’uomo che partendo dagli anfratti bui in cui aveva nascosto la sua anima , riesce a ritrovare se stesso, perché inizia una sua personale e faticosa ricerca, ma soprattutto perché trova la donna giusta. Un amore che salva, contrapposto ad un amore che travolge e distrugge.
Aleksej Karenin, intelligente, colto, abile, onesto, potente, rispettato e stimato da tutti. E’ tuttavia un uomo che la vita ha reso completamente anaffettivo. Il tradimento di Anna è come un colpo di vento che spalanca le finestre e scompiglia l’ordine perfetto della sua vita senza vera vita. E’ un fastidioso accidente che vorrebbe scacciare, allontanare al più presto perché troppo impregnato di materia, e Karenin invece si trova a suo agio soltanto nel suo ordinato universo mentale. Ovviamente la sua prima preoccupazione va al decoro, all’etichetta, al buon nome. Eppure non è un ipocrita: è uomo sinceramente attaccato a buoni principi, che cerca di essere giusto e persino generoso. La sua predisposizione a ricercare il bene lo porterà, in una notte sconvolgente, a superare i vincoli imposti dal perbenismo e dal moralismo benpensante e a porgere evangelicamente l’altra guancia, a dare una tale prova di altruismo e magnanimità da soverchiare completamente Anna e il suo amante. Una ne rimarrà soffocata, confusa e annientata, l’altro sarà spinto a tentare il suicidio. Ma Karenin non capisce l’unica cosa che invece sarebbe necessario capire: per riconquistare Anna non gli è richiesto di trasformarsi in un campione di magnanimità, ma semplicemente di amarla. E invece lui è uomo completamente incapace di amare, questo è il suo modo di essere opposto ad Anna, questa è la sua personale tragedia, da cui derivano tutte le altre.
Infine Aleksej Vronskij: l’altra metà della mela di Anna, il seducente e fascinoso tambeur de femme, l’ufficiale cinico e rapace. Ma Anna fa sul serio e lui rimane invischiato suo malgrado. I due sono fatti apposta per trovarsi e rovinarsi. Eros e thanatos, amore e morte all’opera, ma con una differenza. Basta solo un briciolo, un infinitesimo di convinzione in più o in meno e ci si ritrova su due sponde opposte. Entrambi, in momenti diversi, obbediscono all’impulso di togliersi la vita. Vronskij lo fa per primo, ci crede davvero ma fallisce e quell’episodio strappa definitivamente Anna dai resti della sua vita precedente. Mentre affonda, Vronskji afferra la mano della sua donna e la trascina con sé. Anna invece non fallisce e non trascina il suo amante con sé. Lo restituisce piuttosto alla vita, naufrago risputato dal mare dopo la tempesta, e al senso di colpa.
Questo per limitarci alle figure in primo piano, ma nell’affresco c’è molto altro. Anna è anche madre e alcune delle scene più toccanti del romanzo riguardano il rapporto con il figlio Serëža. Ci sono le principessine dei circoli mondani, le nobildonne bigotte, i latifondisti, i contadini, i professori universitari, i politici,gli ufficiali e tutto quanto occorre per far scorrere la storia con la maestosa e tranquilla bellezza del Volga.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
220
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-11-20 12:14:24 Lonely
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Lonely Opinione inserita da Lonely    20 Novembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 2013
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Levin, un grande Tolstoj

Si, questa è una grande storia d'amore, tra il capitano Vronskj, e la bella, ma sposata con un figlio amatissimo, Anna.
Ma il romanzo non è solo questo, voglio sottolinearlo, perchè molti si fermano qui, alla storia d'amore travagliata di questi due intensi personaggi.
Travagliata per l'epoca, perchè oggi non stupirebbe nessuno, ma, certo, nel periodo di fine ottocento, una donna di media borghesia, che lascia il marito e peggio ancora un figlio (perchè questa era l'unica condizione per la sua libertà, e cioè che il figlio rimanesse col padre) per andare a vivere con l'amante, dal quale avrà anche un'altra figlia, era davvero uno scandalo. E tanto è lo scandalo che Anna viene naturalmente allontanata dalla società che aveva sempre frequentato e dalla quale era tenuta in grande considerazione, e costretta a vivere relegata in campagna, lontanto da tutto e da tutti, e soprattutto dal figlio, e si addolora al punto da risolvere il suo dolore nell'unico modo secondo lei possibile.
Ma chi si ferma a questa sola lettura, non vede quello che c'è dietro, e si perde uno spaccato lucido e critico dell'aristocrazia e dell'alta borghesia russa di quegli anni.
E poi, si perde Levin, l'altro grande protagonista di questo romanzo.
Levin, Lev o Tolstoj stesso mi ha letteralmente affascinato.
Un personaggio di grande caratura morale, di profondo senso etico e di giustizia.

"— Ecco, vedi — disse Stepan Arkad’ic — tu sei un uomo tutto d’un
pezzo. Questo è il tuo pregio e il tuo difetto. Tu sei tutto d’un pezzo e vorresti
che la vita fosse fatta di avvenimenti integrali, e questo non succede. Ecco, tu
disprezzi l’attività del pubblico impiego, perché vorresti che essa corrispondesse
sempre allo scopo, e questo non succede. Vorresti che l’attività di un
uomo avesse sempre uno scopo, che l’amore e la vita familiare fossero
tutt’uno. E questo non succede. Tutta la varietà, la delizia, la bellezza della vita
son fatte d’ombre e di luci."

Si perde le sue riflessioni sulla questione sociale e le sue preoccupazioni per il ceto povero e per i contadini, per la quale si sforza quotidiniamente di trovare una soluzione.

"E c’è una ragione al mio lavoro e alla mia fatica. Questa faccenda non
riguarda solo la mia persona, ma qui si tratta del bene generale.
Tutta l’economia domestica, la cosa principale, la situazione di tutto
il popolo deve cambiare completamente. Invece della povertà,
una ricchezza generale, un’agiatezza; invece dell’odio, la concordia
e il legame degli interessi. In una parola, una rivoluzione incruenta,
ma una profondissima rivoluzione; inizialmente nella piccola
cerchia del nostro distretto, poi nel governatorato, poi nella
Russia, nel mondo intero. Perché un’idea giusta non può non essere
feconda. Sì, questo è uno scopo per cui vale la pena di lavorare."

S perde le sue riflessioni sulla vita (quando gli nasce il primo figlio) e sulla morte (quando muore suo fratello) e sulla sua lotta interiore per trovare un senso a questa vita,

"La morte, l’inevitabile fine di tutto, per la prima volta gli si
presentava con una violenza ineluttabile, e questa morte che era
là in quel fratello caro che gemeva nel sonno e che per abitudine
invocava indifferentemente ora Dio ora il diavolo, non era così lontana
come gli era sempre parsa. Era anche in lui: lo sentiva. Se
non ora domani, se non domani fra trenta anni, non era forse lo
stesso? E cosa fosse questa morte inevitabile, egli non solo non lo
sapeva, né mai ci aveva neppure pensato, ma non sapeva e non
osava pensarci."

In lui tutto si fonde e si evolve in un travaglio psichico Interiore che influenza anche quello fisico, alla disperata ricerca din un senso o di una soluzione tangibile, ma che alla fine riesce a trovare solo nella fede nell'anima, nonostante il suo ostinato ateismo.

"Questo nuovo sentimento non mi ha cambiato, non mi ha
reso felice, non mi ha rischiarato a un tratto, come sognavo, proprio
come il sentimento per mio figlio. Anche qui non c’è stata
nessuna sorpresa. E fede o non fede, non so cosa sia, ma questo
sentimento è entrato in me egualmente inavvertito, attraverso la
sofferenza, e si è fermato saldamente nell’anima.
Mi arrabbierò sempre alla stessa maniera contro Ivan il
cocchiere, sempre alla stessa maniera discuterò, esprimerò a
sproposito le mie idee, ci sarà lo stesso muro fra il tempio
dell’anima mia e quello degli altri, e perfino mia moglie accuserò
sempre alla stessa maniera del mio spavento e ne proverò rimorso;
sempre alla stessa maniera, non capirò con la ragione perché
prego e intanto pregherò, ma la mia vita adesso, tutta la mia vita,
indipendentemente da tutto quello che mi può accadere, ogni suo
attimo, non solo non è più senza senso, come prima, ma ha un indubitabile
senso di bene, che io ho il potere di trasfondere in essa"

Soddisfatta di essere arrivata all'ultima pagina per dire che Anna Karenina non è solo una storia d'amore,ma è anche la storia di un uomo sensibile che non rinuncia a capire, che continua a farsi domande finchè non trova una risposta per continuare a vivere...la più semplice in fondo!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Emma Bovary, L'idiota, Delitto e Castigo, il Dottor Zivago
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-10-11 08:47:19 Mariiik
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Mariiik Opinione inserita da Mariiik    11 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il mio libro preferito in assoluto

"Anna Karenina" di Lev Nikolaevic Tolstoj, un nome importante quanto la sua carriera.
Da dove iniziare a spiegare un libro così importante?
Innanzitutto è stato scritto tra il 1875 ed il 1877, in un periodo in cui lentamente la nobiltà cominciava a decadere lasciando spazio alla borghesia, sempre più presente. La protagonista è lei, Anna, una donna fuori dal comune, carismatica, intrappolata in una vita che ha smesso di amare, o forse non ha amato mai. Lascia il marito, a quel tempo un atto riprovevole, per amare un altro uomo, conte giovane ed impavido, Vronskij, con il quale successivamente avrà parecchi scontri causati dalle convezioni. Da questo filone principale si dipanano molte altre storie in particolar modo quella di due famiglie: gli Scerbakij, famiglia nobile che risiede a Mosca e frequenta le occasioni più mondane della società, e Levin, un nobile che lavora la terra insieme ad i suoi contadini e con un'infinità di punti interrogativi sulla vita. Queste tre famiglie sono intrecciate, sin dall'inizio da una fitta rete di amori, amicizie ed incontri nello scenario di una Russia sfarzosa e ormai dimenticata.

In questo scenario di fine Ottocento la cosa che forse ho apprezzato di più è sicuramente l'aver messo all'interno dell'intreccio delle vicende anche una parte di personali teorie politiche ed economiche dell'autore; attraverso il personaggio di Levin si conoscono i pensieri dell'uomo medio di quel tempo, ed anche di quello povero, ma soprattutto ciò che colpisce di più è la semplicità disarmante con cui esprime i concetti sulla vita, messo volutamente in contrapposizione in alcuni passaggi alle maggiori menti dell'epoca.

Un classico che assolutamente necessita di essere letto, sebbene richieda molto tempo e pazienza e soprattutto grande disposizione ad affrontare temi astratti come l'amore e la religione, principi pressochè cardine su cui verte gran parte della storia.
Se dovessi definirlo con una parola lo definirei emozionante, soprattutto per quanto riguarda la storia d'amore tra Kity e Levin ( non si è capito che lui è stato il mio personaggio preferito ah?).

Se un grande libro dev'essere colmo di pregi però vanno sottolineati persino i difetti. Trovo che Anna ed a volte anche Levin, in particolar modo nella parte finale, siano un pò esagerati nei loro pensieri, anche se credo che nei momenti di sconforto senza accorgesene si arrivi a comportarsi nello stesso modo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
200
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-09-29 13:16:47 Cathy
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Cathy Opinione inserita da Cathy    29 Settembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una storia d'amore intensa e travagliata.

Russia, 1877. Anna Karenina, bella e affascinante moglie del funzionario pubblico Aleksej Karenin, si reca da Pietroburgo a Mosca per riportare la pace nella vita coniugale di suo fratello, Stiva, che tradisce la moglie Dolly. A Mosca conosce il conte Aleksej Vronskij, corteggiatore della sorella di Dolly, la principessina Kitty; ma dopo aver incontrato Anna, Vronskij, perdutamente innamorato di lei, la segue a Pietroburgo. E Anna, vinte tutte le resistenze e i rimproveri della sua stessa coscienza, cede al corteggiamento di Vronskij diventando la sua amante e fugge con lui in Europa, abbandonando il marito e il figlio Sereza.
Mentre l'amore tormentato di Anna e Vronskij si consuma tra incertezze e difficoltà, Kitty si riavvicina ad un suo vecchio corteggiatore, Konstantin Levin, che aveva rifiutato poichè in attesa di una proposta di matrimonio da Vronskij. La ragazza si scopre innamorata di lui e accetta la sua richiesta di sposarlo...
Il romanzo di Tolstoj, capolavoro della letteratura russa dell'Ottocento, affronta molteplici temi (la famiglia, il tradimento, la vita di società, questioni morali, sociali e religiose), ma ruota intorno a due cardini fondamentali, due vicende che si intrecciano, si allontanano e si riaccostano di continuo: da una parte l'amore di Anna e Vronskij, proibito, passionale e distruttivo, dall'altra l'amore tra Levin e la sua dolce Kitty, tenero, equilibrato e delicato. Tra le due coppie, simbolo di altrettante visioni dell'amore, infine solo una trionferà, indicando la giusta strada da seguire, mentre l'altra si ridurrà in cenere, bruciata dalle fiamme della sua stessa violenta passione.
Anna Karenina è un libro intenso e ammaliante, capace di incatenare il lettore alle storie narrate e ai personaggi eccezionali per centinaia e centinaia di pagine fino al tragico epilogo. Un incantevole, dettagliato affresco della società russa ottocentesca, con le sue ipocrisie, i suoi vizi e il suo splendore.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Altri classici della letteratura russa, storie d'amore, romanzi storici.
Trovi utile questa opinione? 
210
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-08-21 20:37:10 Gloria Zoroddu
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Gloria Zoroddu Opinione inserita da Gloria Zoroddu    21 Agosto, 2013
Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 2013
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna Karenina, il romanzo di tutti

(IL TESTO CONTIENE SPOILER)

Anna Karenina è considerato un monumento della letteratura mondiale, uno di
quei libri che se ci si vuole inoltrare nella foresta della letteratura
bisogna assolutamente conoscere.
Questo successo si deve a tanti fattori. Lev Tolstoj non ha una penna
qualunque, e nemmeno degli occhi qualunque. Ha una profondità tale che
riesce a penetrare tutte le pieghe dell’anima, descrivendo con chiarezza le
contraddizioni, le luci e le innumerevoli ombre della mente umana. Egli
comprende la follia, rendendola un qualcosa di non poi così lontano anche
dalle nostre vite. Agli occhi di chi legge persino la pazzia, diventa così
chiara e trasparente che s’inizia a pensare che niente poteva andare
diversamente.
La protagonista del romanzo è una gran dama della Russia innevata dell’800,
una creatura fragile e affascinante, bella e infelice. E’ una donna che pur
avendo dentro di se una vitalità forse rara, la reprime diligentemente, come
vuole la società, incanalando tutte le sue energie nella cura del figlio, e
sopportando a testa china le angustie del suo matrimonio arido.
Tuttavia nella mente umana si può insabbiare tutto ma mai cancellare nulla.
Perciò, in una delle tante feste mondane, Anna perde il controllo e inciampa
negli azzurri occhi di Vronski. I due, dimenticandosi delle regole imposte
dall’aristocrazia russa, che accetta di buon grado un tradimento, ma mai l’amore
vero, fuggono insieme, annullando completamente il loro precedente passato.
Il mondo di cui parla Tolstoj è ipocrita. In esso è concesso (quasi
incoraggiato) tradire ma senza amare. E’ un mondo falso, svuotato dalle vere
emozioni. Per questo Anna e il suo amante decidono di tirarsi fuori. Ma a
quale prezzo? Davvero l’amore può compensare la perdita di un figlio? L’esclusione
dalla società? Lo sfumare di tutti i sogni e le ambizioni? In Vronski, che
per la donna ha buttato via una brillante carriera militare, inizia a
serpeggiare quel male di vivere che per il precursore dell’esistenzialismo
moderno, Seneca, è la maledizione per eccellenza: la noia. E forse niente
più della noia può uccidere anche l’amore più forte. La giovane donna, a cui
la vita è sfuggita completamente, è ossessionata dall’idea che l’amante la
abbandoni, e lo tormenta con insensate crisi di gelosia: egli è tutto ciò
che le rimane e non può permettersi di perderlo. La situazione, giunge a una
soluzione finale catastrofica: in preda a una delle tante paranoie
nevrotiche, riflettendo sulla bruttezza del mondo e sull’inutile falsità di
tutte le cose, in una stazione si butta tra le rotaie di un treno, dopo
essersi fatta il segno della croce. La fine della storia di Anna è di una
tragicità dolorosa, che non lascia al lettore nemmeno un piccolo appiglio su
cui potersi aggrappare. E’ struggente la dinamica del suicidio poiché Anna,
pochi secondi dopo l’aver compreso la stupidità di quel gesto tenta di
alzarsi, ma l’impatto violentissimo con il treno le impedisce di farlo. .
Volle alzarsi, rigettarsi all’indietro, ma qualcosa di enorme, di spietato,
la colpì alla testa e la trascinò.
Dunque, la risposta è chiara. Non si può scappare. Non si deve scappare. Un
albero non ha vita se privato delle sue radici.
Non a caso i severi occhi di Tolstoj offrono ai lettori, parallelamente, l’esempio
di un amore giusto e sano: la storia della dolce Kitty e di Lev, l’alter ego
dello scrittore. E’ un amore lontano dal peccato, riconosciuto dallo stato e
soprattutto da Dio. Proprio in Dio, secondo Lev, si può trovare l’unico
conforto sicuro alle atrocità della vita.
Anche quello di Stiva e Dolly, seppur esasperato dai ripetuti tradimenti del
marito, è un matrimonio che non conduce alla perdita di se stessi.

Anna Karenina è il libro delle madri, degli amanti, dei traditi, dei
traditori, degli eremiti, degli uomini in carriera, dei poveri, dei ricchi.
E’ il libro della tenerezza e della violenza, della razionalità e della
follia. E’ il libro di tutti. Per le sue innumerevoli ma probabilmente
necessarie digressioni la lettura non sempre è scorrevolissima. Ma ne vale
la pena. Aggiungo che per la sua complessità è un libro da RI-leggere. Una
lettura dopo l’altra si colgono più dettagli, riflessioni che prima ci erano
sfuggite e il disegno di Tolstoj si fa più chiaro, da ogni angolazione.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
molti classici, o libri che riflettono profondamente sulla debolezza umana.
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-07-22 08:48:58 Federica Favaro
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Federica Favaro Opinione inserita da Federica Favaro    22 Luglio, 2013
Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 2013
  -   Guarda tutte le mie opinioni

ANNA KARENINA

Anna Karenina è quel genere di libro molto avvincente ed interessante che ha, però, come unica pecca le lunghe digressioni. Queste, infatti, stemperano molto il clima degli intrighi che colpiscono il lettore, procedendo con lentezza, ma sono necessarie a delineare con accuratezza il quadro della società russa dell’800. Approfondisce diversi temi, e molto bene, andando dalla vita alla morte, dalla fedeltà all’adulterio, dalla follia amorosa alla virtù, dalla monotonia all’imprevedibilità. L’introspezione e la psicologia aprono totalmente l’animo dei personaggi che sono esposti alle intemperie della propria vita, chi volontariamente e chi di riflesso, mettendo su un piatto d’argento tutte le sensazioni e le emozioni scaturite da questi eventi e trasmettendoli al lettore, divenuto appassionato con lo svolgersi della vicenda. Ciò che rende il romanzo completo è l’abilità dell’autore e, soprattutto, la sua cultura: presenta teorie economiche, politiche, elementi giuridici e legati alla persona toccando con specificità ogni orizzonte possibile.
Le dimensioni del libro a prima vista spaventano: mille pagine ricche e dense di contenuti che vanno a ricompensarne l’acquisto con la piacevolezza derivata dal leggere e dall’apprezzare la protagonista: Anna.
Anna Karenina è l’emblema della donna virtuosa ed integra che, stufa della propria vita, si concede piaceri e vizi senza potersi controllare. E’ il passaggio dal circolo dei principi e del candore a quello della trasgressione e della sregolatezza che vanno a modulare e modificarne i tratti scritti inizialmente. Il suo aspetto rispecchia il suo essere: capelli neri, occhi grigi impenetrabili e un sorriso accennato quando ancora la sua purezza è percepibile; poi, quando la situazione muta, le forme si allargano e l’aspetto diviene malinconico, triste e suscettibile. Sino alla fine sono gli altri personaggi a parlare di lei, a definirla, a giudicarla e a compatirla probabilmente perché Anna, nel corso della sua vita, non era mai riuscita a stabilire cosa fosse e cosa volesse. Inizia addirittura a trovare piacevole questo cambiamento travolgente lasciandosi trasportare da Vronskij e dal suo amore incondizionato, sino ad odiare il marito colpevole della sua infelicità. E’ sempre combattuta rispetto il suo agire, tormentata dalle conseguenze ed influenzabile da chi la circonda. Vissuta una vita monotona dedita alla famiglia e al marito, decide di cambiare totalmente concedendosi e prendendo la prima vera scelta significativa della sua vita; una personalità complessa e ricca di sfumature che contribuisce a rendere questa lettura ancor più affascinante e, in primis, una donna accecata dall’amore, pronta a tutto per coltivarlo, e che vive in funzione di questo. Anna per me è stata una scoperta lenta ma incantevole: una figura che mi rispecchia ma che, in seguito, viene traviata dalla vita stessa. Un carattere forte, tenace, romantico e dolce nel medesimo tempo, carismatico e di grande vivacità mentale. Pur non biasimandola per le sue scelte, vedo il suo passare dalla parte sbagliata come una sorta di debolezza fisica e mentale. E’ qualcosa di molto più grande di lei e che la trasporta fino ad arrivare ai meandri della pazzia. Diviene irrazionale, sogna una vita diversa, sogna la felicità ma in cuor suo è ancora capace di comprendere lo sbaglio e, pur malamente, cerca il perdono e l’assoluzione.

Un capolavoro che merita d'esser letto!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-07-06 12:45:57 whasting
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
whasting Opinione inserita da whasting    06 Luglio, 2013
Ultimo aggiornamento: 06 Luglio, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

LA PASSIONE DI ANNA

Ho impiegato tre mesi per leggere questo libro, e non perché fosse noioso o altro, è molto lento!
La prima parte del libro è dedicata alla vita di Dolly, Anna è sposata con Alskeij (ma tutti Alskeij si chiamano?) e va a trovare l'amica Dolly, perché in quel periodo si scopre che il marito di Dolly fa una delle sue e Dolly vuole il divorzio. Grazie ad Anna tutto sembra risolto.
Sembra risolto, perché Dolly vive nell'infelicità fino le ultime pagine del libro.
Durante un viaggio in treno, Anna incontra Vroskij, e se ne innamora perdutamente, anche se fa fatica ad ammetterlo a se stessa.
Vroskij in quel periodo si frequenta con la sorella di Dolly, Kitty.
Il principe, cioè il padre di Kitty, vorrebbe che Levin sposasse Kitty. La principessa, la madre di Kitty, vorrebbe che Vroskij sposasse Kitty.
Kitty vivrà un momento tragico e poi si dedicherà ad altro.

Ho notato leggendo che Tolstoj si identifica molto in Levin.
Levin è il personaggio che ho odiato più in assoluto, mi ha fatto impazzire. Nelle ultime pagina parla da solo, botta e risposta.
Le parti sull'agricultura di Levin le ho saltate, non fanno per me.

Anna è il personaggio più odiato/amato da me.
Paranoica, possessiva, anche un po' stupida.
Infatti se la cerca.
Mi ha delusa un po' il fatto che nelle ultime pagine Tolstoj si sia dedicato ben poco a Vroskij, ai suoi sentimenti.
Nel complesso un bel libro che consiglio, non fatevi spaventare dalle novecento pagine.
Kitty ovviamente è il grande amore di Levin, quindi anche di Tolstoj.
Ed è stata una dei miei personaggi preferiti. Gentile, gelosa al punto giusto e molto bella.
Ora come promesso vado a guardarmi il film.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-06-30 06:51:22 Pelizzari
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    30 Giugno, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Maestro dell'anima

Questo romanzo è davvero immortale ed è un capolavoro di tutti i tempi, non solo della letteratura russa di fine ‘800. Anna è una figura intensa e densa, vive un legame passionale e travolgente che alla fine la macchia di un’ombra indelebile, in un’ossessione che la porta alla distruzione, trasformandola, anche se è lei la protagonista principale, in un personaggio perdente. Levin è l’altro personaggio senza tempo di queste pagine, che vive l’amore in un modo che si può considerare molto moderno e che vive una crisi esistenziale che resta impressa nell’animo. Singolare è la capacità descrittiva dell’autore, che non solo rappresenta l’animo umano con colori incredibili, ma che costruisce anche un’ambientazione, sia dei luoghi, sia della vita aristocratica russa, che fa da sfondo e che è anello inscindibile con la storia. Di rilievo la sua capacità, da uomo, di capire le più profonde dinamiche psicologiche femminili: segno di una mente fine, profonda, sensibile, attenta. E’ un vero maestro dell’anima, che ci regala una lettura impegnativa, ma che indubbiamente arricchisce.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Madame Bovary
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-06-04 19:59:28 paola melegari
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
5.0
paola melegari Opinione inserita da paola melegari    04 Giugno, 2013
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'amore non è eterno!

ho provato diverse volte ad inserire un'opinione, non è mai entrata.
Bella la struggente storia d'amore fra Anna e Vronkji. La loro passione sconvolgente li trascina verso scelte che avranno molti risvolti negativi.
Anna diventa appiccicosa, richiede continue attenzioni , più di quante il suo amante sia disposto a dare.
La sua decisione di lasciare il figlio e la casa matrimoniale, la esclude dalla vita sociale alla quale era abituata.
Ho trovato appassionante il romanzo,ma la parte che più ho amato, riguarda le lunghe descrizioni della campagna russa, le battute di caccia,Levin che si improvvisa mietitore e divide con i suoi contadini il pranzo nei campi . Andando a vedere la vita di Tolstoj, ho scoperto che era un gran ambientalista, vegetariano pure e, Levin altro non è che una proiezione di se stesso.
Ecco , contrariamente a molti opinionisti, giustamente attratti dalla storia d'amore fra i protagonisti, io mi sono sentita coinvolta nella lettura , molto più dall'amore dello scrittore per la sua terra, dalla sua dettagliata osservazione dell'ambiente rurale.
E' proprio vero che, fortunatamente, ciascuno nota ed assimila le cose diversamente, tutti leggiamo le stesse parole, eccellenti stesure di frasi , di sentimenti, di scenografie, poi ognuno le metabolizza in modo diverso.
Ho iniziato questa lettura , pensando di affrontare un mattone che forse avrei abbandonato. Invece ho incontrato una narrativa scorrevole ed appassionante. Presto affronterò un altro Russo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Madame Bovary.
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2013-04-03 20:18:11 gracy
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
gracy Opinione inserita da gracy    03 Aprile, 2013
Ultimo aggiornamento: 03 Aprile, 2013
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Annuska Arkadievna secondo Gracyenka...

Mosca 1887- Agrigento 2013

“Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.”

Mi è sempre piaciuta questa frase e ritrovarla proprio all’inizio di questo tomo di più di 800 pagine è stato un buon segno. Ma stiamo parlando di un monumento della letteratura mondiale e non è robetta.

La partenza è brillante, scorrevole, piacevole e ben strutturata. I personaggi sono ben delineati e le storie semplici e routinarie. Eppure c’è qualcosa che si impone nella mia mente, una specie di archivio schematico dei personaggi, gli antipatici da una parte e i simpatici da un’altra, man mano si susseguono gli eventi le mie opinioni cambiano e tra una riflessione e un’altra credo di essere stata una vittima perfetta dell’intento di Tolstoj.

“Le donne sono la principale pietra d'inciampo nell'attività dell'uomo. E' difficile amare una donna e nello stesso tempo concludere qualcosa. Per questo c'è un solo un mezzo d'amare comodamente, senza ostacoli: il matrimonio.”

Ho odiato da subito il damerino e lussurioso Stiva ed ho amato la moglie Dolly, la sorella Anna….Annuska Karenin, si lei la Anna nazionale! Mi ha subito rapita: zia amorevole, sorella e cognata prodigiosa, bellissima, occhi maliziosi, capelli neri, ben vestita, appariscente e poi le sue dita ingioiellate di anelli d’oro (come piace a me)….e mi dico “si, Anna sei la mia Emma, la mia Jane Eyre, la mia Lizzie”….intanto i capitoli scorrono e di lei non c’è più traccia.
Compare Levin, un uomo senza tante bellezze, che con i suoi pensieri, la sua tenacia e razionalità a gestire il patrimonio di famiglia, la sua coerenza politica, il suo romanticismo e la sua perseveranza fino alla sua conversione a Dio scopro che è l’unico personaggio che alla fine ho veramente amato assieme alle scene che lo riguardano, quelle legate alla campagna, alla mietitura, al maggese e alla caccia.
Levin ha completamente eclissato il bellissimo e dubbioso Vronskij (per carità ….ad un certo punto Tolstoj scrive che era diventato stempiato) e persino Anna.

Anna…...

L’incontro con Vronkij non è stato ricco di suspence e di romanticismo come mi aspettavo, me li ritrovo amanti che fornicano sotto gli occhi del marito Karenin cornuto consenziente senza tanti giri di valzer, lei completamente innamorata diventa fredda verso il figlio Serëža, anche quando partorisce la figlioletta è apatica, nemmeno un cenno di dolcezza…
Anna, ma cosa ti è successo?
Anna è solo innamorata persa, vede solo l’amore e la disperazione che l’amore estremo e insano può arrecare. L’amore, la gelosia e l’impossibilità di non potere riscattare la sua completa libertà attraverso quel travagliato divorzio la inducono al gesto folle e plateale di non ritorno, dettato da una vendetta incontrollabile verso tutti e verso la propria persona, sensibile e indifesa.

“Hanno inventato il rispetto per nascondere il posto vuoto dove dev’esserci l’amore.”

Anna alla fine mi ha fatto troppo tenerezza e sono arrabbiata con Tolstoj che ha giocato bene le sue carte.
Ho letto a tappe, con intervalli lunghi questo libro, come leggendo le puntate dei settimanali…e devo essere sincera, non vedevo l’ora di finirlo, mi ha sfiancata, era diventato un pò l’appuntamento con la corazzata Potëmkin…

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
360
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-09-19 17:42:53 Artemisia*
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Artemisia* Opinione inserita da Artemisia*    19 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Vivesti solo un giorno, come le rose

[SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER. Spero che ora siate più soddisfatti :D]

Ho combattuto con me stessa nell'indecisione di recensire questo romanzo che per un mese e più non mi ha dato pace, mi è pesato sulle spalle come un macigno che soltanto poche ore fa sono riuscita a scrollarmi di dosso. Eppure ancora adesso quella sensazione opprimente, deprimente e tetra mi circonda e mi abbatte, quasi come se sentissi mio il dolore di Anna, lo vivessi e lo comprendessi molto più di quanto in realtà possa fare.
Forse più del dolore di Anna compatisco quello di Vronski al termine della sua triste vicenda d'amore e mi pongo una domanda fondamentale, una domanda che mi ha torturato nelle ultime 200 pagine di questo dispersivo capolavoro : perchè Anna si suicida? E' davvero la società a condannarla? E' davvero diminuito l'amore di Vronski nei suoi confronti? E' davvero addolorata per l'allontanamento dal suo amato Seriogia? Risulta davvero decisivo quello sguardo compassionevole da parte di Kitty e Dolly durante l'ultima allucinata giornata della donna?
La smania di questa eroina negli ultimi giorni della sua vita ce la fa apparire tanto più folle quanto più insoddisfatta dell'esistenza che ella stessa ha scelto per sè con consapevolezza; e forse in quegli ultimi attimi di vita la penna dello scrittore risulta ancor più giudice incontestabile e punitrice verso colei che ha tradito le leggi morali ed è andata incontro alla perdizione.
La stessa penna giudica un altro fragile e al tempo stesso indimenticabile personaggio : Costantino Levin. Un paranoico, scontroso idealista, solitario sognatore di un mondo diverso, alla ricerca di una pace interiore che l'alter ego (Tolstòj stesso) gli fa ritrovare attraverso la Fede e la morale cristiana.

Avrei bisogno di tempo, di mesi, di anni per riordinare le mie opinioni a proposito di quest'opera ma preferisco scrivere queste prime idee "a caldo", nelle quali sento di aver espresso come meglio ho potuto i tormenti che l'animo di Anna mi ha morbosamente trasmesso. Avrei molto altro da dire a proposito di Kitty, di Stefano Oblonsky e di tutto il piccolo mondo antico che Tolstòj ha meravigliosamente creato : ma preferisco tacere per lasciare ai lettori il desiderio di addentrarsi con grazia ed eleganza in questo quadretto lontano.

Immagino che i miei pensieri risultino inconcludenti, tuttavia non posso negare che continuo ad avere l'impressione dolorosa che Anna abbia lasciato una traccia indelebile e irrequieta sulla mia pelle, sul mio viso, come l'ultimo sguardo di chi chiede una grazia ma non la riceve.

Pensando a lei non posso fare a meno di accostarla alla meravigliosa Marinella di Fabrizio de Andrè :
Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra una stella
Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla tua porta
Bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose le sue mani suoi tuoi fianchi
Furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle
Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta
Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose
E come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Il paragone con altre due giovani e belle adultere come Costance Chatterley ed Emma Bovary sorge quasi spontaneo nella mia mente eppure Anna, forse grazie all'immensità della penna di Tolstòj, è un personaggio molto più tragico e per questo ancor più caro al mio immaginario letterario.
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-08-12 11:34:14 silvia t
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
silvia t Opinione inserita da silvia t    12 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 2012
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna Karenina

E' l'anima di Tolstoj ad essere descritta in tutta la sua candida purezza in "Anna Karenina"; se la trama è, tutto sommato, banale non lo è senza dubbio la foma con cui essa è ordita. A differenza di quello che si può pensare la protagonista non è Anna, ella è il paradigma di un modo di essere che non può portare che alla caduta in un abisso di cui non è possibile scorgere il fondo. La magistrale penna di Tolstoj non suscita compassione per Anna, non la comprende, non la giustifica non la perdona. Esiste nella poliedrica personalità dell'autore un grande spazio dedicato al perdono, ma affinchè questo possa essere concesso è necessario il pentimento e il riconoscimento della colpa nel profondo della propria anima; Anna non diviene mai ai propri occhi colpevole, ma sempre vittima: della società, del marito, dell' amante.
Agli occhi del lettore, che non si faccia ingannare dal romantico velo che avvolge la vicenda, Anna rimane colpevole, poichè le scelte che compie vengono decise dall' ansia di vivere che la pervade, ma non riesce a prevedere le conseguenze dei suoi gesti, le quali in un inevitabile concatenarsi di eventi la schiacciano. Anna non ama nessuno, neppure se stessa, cerca una felicità che non conosce e che non merita, abbandona tutto quello che ha in nome di una passione che risulta essere un amore puro, vero, straziante e struggente, ma non pervasivo dalla persona amata. Vroskj ama Anna, dell'amore di cui è capace, ma la razionalità che lo contraddistingue lo porta a scardinare la vita precedente e a cercare una dimensione in cui sia ancora possibile vivere alla luce del sole, senza ignominia. Egli dfende la popria scelta, di fronte al mondo, non se ne vegogna, si batte per essa, vuol vivere con Anna, non in lei; ella è fragile e delicata, difesa e costudita da tutti gli interpreti della vicenda, ma non da se stessa;il fondo dell'abisso non viene raggiunto per disperazione, ma per vendetta; se con la propria vita non è riuscita a pervadere e occupare ogni pensiero dell'amante ci riuscirà con la morte, addossando una colpa così grande a Vronskj che non riuscirà più ad essere scaldato dal fioco sole russo e donerà la sua vita per una causa che non sente, ma che lo libererà della colpa.
Sullo sfondo la Russia, chiave di lettura di tutta la vicenda. Una nazione che sta cambiando, che Tolstoj osserva e critica, che vorrebbe diversa, ma che ama con tutta l'anima e alla quale sente di appartenere e dalla quale e nella quale può esistere la vera felicità e il vero amore.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-08-11 11:24:37 LittleDorrit
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    11 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2013
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una rosa tra i ghiacci

Ho sempre apprezzato la vecchia abitudine di conservare un fiore reciso in un libro. Infatti, ogni romanzo che ho considerato prezioso ha meritato, da parte mia, un particolare fiore tra le sue pagine.
Questo immenso capolavoro di Tolstoj é il libro della rosa rossa perché la protagonista, proprio come questo fiore scarlatto, col passare del tempo non perde mai la sua bellezza e riposa nel mio immaginario, proprio come la rosa sotto il peso delle pagine...lì....in un angolo buio e remoto del cuore.
C'é una donna, dai capelli raccolti, dal portamento elegante, fasciata in un lungo abito finemente elaborato, che cammina pensierosa su e giù per un lungo corridoio di un palazzo aristocratico.
Spesso si sofferma a guardare fuori attraverso i vetri leggermente appannati delle finestre.
Sospira.
All'esterno imperversa l'inverno.....il freddo inverno di Pietroburgo. Neve e ghiaccio ricoprono tutto.
L'aria é così fredda da serrare il respiro. Lo stesso freddo lo ritroviamo nel cuore della donna.
Il suo nome é Anna Karenina.
Anna é la prigioniera di una gabbia dorata offertale da un marito che non ama.
É stufa delle convenzioni, delle apparenze, del chiacchiericcio mondano e delle ripetitive serate di gala al cospetto di una società superficiale e abietta. 
Anna all'apparenza ha tutto ciò che desidera ma in realtà niente di cui ha davvero bisogno. Inaspettatamente un giorno, in stazione, fa un incontro fatale. Lui é Vronskij, l'uomo che con il suo interesse riaccende in lei una passionalità troppo a lungo repressa. Si sente rinata, desiderata e viene travolta dall'amore.
Non può rinunciarci...lo vive ostinatamente sfidando tutto e tutti. Ben presto, però, si accorgerà che questo é un amore impuro agli occhi del mondo e ne proverà vergogna.L'adulterio commesso e la nascita di una figlia illegittima non le verranno perdonati in quell'ambiente e davanti agli occhi di un lettore esterrefatto, Anna soccomberà sotto il peso schiacciante delle critiche e della colpa.
Nel romanzo,in una contrapposizione voluta da Tolstoj, si sviluppa un altra storia d'amore, quella di Kitty e Levin; questo però é l'amore senza macchia, quello convenzionale. Le differenze tra le due relazioni nella struttura e nel vissuto incrementeranno la drammaticità della vicenda facendo di Anna una vera e propria vittima sacrificale che si immolerà per ottenere il perdono dei peccati.
La penna di Tolstoj scorre morbida attraverso le pagine, racconta, sorveglia, ama, si pente, soffre, sferra colpi durissimi, poi alla fine si redime e la fede scenderà su tutto a placare cuori e animi troppo a lungo afflitti. Un romanzo che non ha bisogno di presentazioni, commenti o sottolineature. 

 

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-06-14 17:18:50 DanySanny
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
DanySanny Opinione inserita da DanySanny    14 Giugno, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 2012
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La conoscenza del bene

L' avvicinarsi a testi dell'altezza di Anna Karenina incute nel lettore una sorta di timore, o meglio, di reverenziale rispetto. Non solo per la fama di questo libro, ma anche per la paura di non riuscire ad arrivare alla fine. Perché leggere Anna Karenina è come scalare una montagna, e bisogna sudare.
Inizi. Fiducioso ti addentri, muovi i primi passi. Tenti di prendere confidenza con il terreno. Con l'ambientazione dell'opera, una Russia aristocratica che supera le ricostruzioni storiche per la sua vivacità. Inizi a sfogliare le prime pagine: gli occhi si devono abituare all'ambiente nuovo, al passare in rassegna lettere, parole, frasi e capitoli; le mani iniziano a tastare il terreno, a toccare le pagine; la mente, un po' confusa, cerca i primi appigli. E in questa ricerca si trovano i personaggi, alberi che con le loro radici sostengono il terreno e dominano la società; tronchi da cui si diramano intricatissimi rami. Rapporti personali. E ti avvicini, per non essere solo. E osservi le cortecce, plasmate dalla natura, modellate da una forza, ancestrale, che è lo stile netto, lineare e neutro dello scrittore, stile che delinea caratteristiche e inclinazioni di una élite boriosa.
Continui la scalata, sfogli le pagine. E vedi due alberi, possenti, che si stagliano verso l'alto cercando di allontanarsi dai vincoli sociali, dall'apparenza e dalla convenienza dell'aristocrazia. Lo sguardo si perde nel cercare la cima di queste piante, cima che rasenta il cielo. Guardi meglio e scopri che questi alberi sono Anna e Levin. E capisci che non sono poi così diversi.
Prosegui. Ancorato a questi alberi, e tutto il resta sembra contorno. La scalata all'inizio è ripida, ma poi si addolcisce sempre di più. E allora inizi a correre. Corrono gli occhi, corre la mente. Le mani fremono, e si arrampicano, sfogliano, per raggiungere la cima, la fine. Mentre cammini fiducioso, seguendo la via di Levin e Anna, vedi il paesaggio mutare, all'ipocrisia succedono l'amore, il dolore, la tristezza, la gioia, il matrimonio, il divorzio, l'adulterio. Il verde della campagna e il grigio della città. Ti lasci guidare da una forza arcana, lo stile di Tolstoj, che ti manovra senza incertezza. Ti fidi e ti abbandoni, ti culli nei dialoghi, divertenti o eruditi, nella critica feroce e sublime alla società, alla cultura.
Continui. E poi all'improvviso ti fermi. Tutto è nero. E' la morte. Ed è doveroso inchinarsi, fermarsi, riflettere. Ma in questo Nulla c'è una piccola luce, un tarlo minuscolo: la fede. Non sai come finirà, e allora prosegui.
Il grigio e il verde si alternano, la campagna di Levin, il suo matrimonio felice, il suo disprezzo per l'ipocrisia aristocratica; la città di Anna, il disprezzo nei suoi confronti, il suo dolore per una società che l'esclude perché lei ha saputo incarnare ciò che l'aristocrazia teme di più: la verità. Quella di Anna è una denuncia spietata e così diviene il capro espiatorio ideale. E nessuno si cura della sua sofferenza, la compassione si sottomette al giudizio, alle apparenze.
Continui, vedi la vetta, sei quasi in cima. MA all'improvviso uno di quei due alberi che si stagliavano contro il cielo, cade. Era tropo alto e aveva radici troppo deboli. E ti stupisci che l'altro non cada e cerchi il motivo. Allora ti ricordi d quella piccola luce nella morte: la FEDE. Capace di salvare dalla perdizione. Dal suicidio. Sei dispiaciuto, ma manca poco alla vetta. Corri. Sudi. Fatica. Rabbia. Vedi tutto con la coda dell'occhio: sai di perderti molto. MA la vetta è lì, non puoi indugiare.
Arrivi. Stanco. Soddisfatto, cullato dalle parole, dalle frasi. DA Tolstoj. Ti sporgi timidamente e guardi. Nebbia. Ti sforzi. Nebbia. Ti arrabbi. Nebbia. Non puoi far nulla per penetrare nel fondo di questo libro. La scalata, la fatica ti sembra ora inutile. Poi ti concentri e guardi di nuovo. Nebbia rarefatta. E vedi confusamente la vita, la morte, la conoscenza del bene, vai al di là di Anna, di Levin, raggiungi la Fede. Per chi crede e per chi non crede. Vorresti vedere di più. Pensi di meritartelo. Ma c'è sempre la nebbia. Allora capisci che la vera ricchezza l'hai persa mentre correvi e vedevi tutto di sfuggita.
Scendi. Ma ti riprometti di tornare, di scalare di nuovo. Con più attenzione. Senza correre. Ma sai che anche se non correrai la nebbia ci sarà comunque. E' la nebbia che genera interpretazioni.
Forse, alla fine, l'unica cosa sbagliata era il titolo. Anna Karenina. Troppo e troppo poco. Questa scalata e questo romanzo sono molto di più: una parabole straordinaria di vita, la conoscenza del bene.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-05-03 07:22:24 Angelica Elisa Moranelli
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Angelica Elisa Moranelli Opinione inserita da Angelica Elisa Moranelli    03 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Mag, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Vita e morte dell’Amore

Nabokov lo definì il capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo, Dostoevskij un esempio di perfezione totale: è Anna Karenina, romanzo circolare (si apre con la morte violenta di un operaio e si chiude allo stesso modo, con il suicidio di Anna) che affronta tematiche d’interesse attuale attraverso l’analisi di tre relazioni amorose: quella fra Dolly e Oblonsky, quella tra Kitty e Levin e, infine, quella tra Anna e Vronsky.

A testimonianza di cosa Tolstoj pensasse del matrimonio (tema affrontato anche nel romanzo breve “Sonata a Kreutzer”) la storia prende piede proprio da un matrimonio in crisi, quello fra Dolly e Oblonsky, fratello di Anna. Da San Pietroburgo Anna è chiamata dal fratello a intercedere per lui presso la moglie, che ha scoperto la sua infedeltà. Nella stazione di Mosca, Anna assiste alla morte di un operaio, travolto da un treno: un incidente-presagio che segna l’inizio del declino; alla fine del romanzo, in una sorta di espiazione della colpa che la opprime per tutta la storia, Anna si reca nel luogo dove ha compiuto i primi passi verso la distruzione e si suicida, gettandosi sotto un treno (intrinseca critica di Tolstoj al progresso proveniente da Ovest, causa della corruzione dei tradizionali costumi russi).

Le tre relazioni descritte da Tolstoj sono il simbolo delle relazioni amorose e dei diversi e possibili esiti: Dolly e Oblovsky si riconciliano non per amore, ma per comodità. Nonostante la mancanza di sentimento, il loro matrimonio, fondato sull’accettazione formale delle ipocrite leggi che governano la Società Russa, riesce. Levin e Kitty, l’altra coppia che funge da allegoria del matrimonio, sono i soli a raggiungere uno status di reale serenità, merito della ritrovata fede di Levin in Dio. Infine Anna e Vronsky sono il simbolo stesso di un amore nato e cresciuto al di là delle convenzioni sociali, da queste distrutto e la cui fine riecheggia cupa sulla vita dei suoi protagonisti.

Col pretesto di affrontare la storia fallimentare dell’amore tra Anna e Vronsky, colpevole di essere fondato sulla passione (la passione femminile, cosa ancora più grave) e di infrangere con la propria esistenza le leggi sociali, Tolstoj affronta i temi a lui più cari: primo fra tutti quello dell’ipocrisia della Società Russa, dove uomini e donne mantengono quotidianamente relazioni extraconiugali nella falsità e nell’approvazione di tutti, ma si riservano il diritto di allontanare dalla propria cerchia la donna (non l’uomo! Infatti Vronsky continua ad essere accolto nei circoli aristocratici) che si è abbandonata alla passione non per diletto, non per passatempo, ma per amore.

Anna lascia suo marito e suo figlio, tradendo il ruolo primario di una donna: quello di moglie e di madre. Infrange un’istituzione sacra com’è il vincolo matrimoniale, per fuggire e andare a vivere come concubina con l’uomo del quale si è innamorata. Anna rappresenta la critica più feroce e allo stesso tempo la dimostrazione palese di tutti i sotterfugi e le menzogne su cui si fonda la buona società russa. Per questo la Società Russa ha bisogno di nascondere Anna, occultando così i suoi stessi peccati.

La rovina di Anna inizia con l’abbandonarsi non già al desiderio carnale, che se temporaneo e circoscritto è perfino legittimato, ma all’Amore, a un amore che non conosce né Dio né Ragione. Per Anna l’unica cosa importante è essere amata da Vronsky e quando Vrosnky si rivela un uomo imperfetto come qualsiasi altro, la gelosia la consuma, distrugge l’amore e distrugge Anna stessa, fino a portarla, in una spirale di disperazione e follia, alla morte.

Anna rappresentando l’istinto, è sopraffatta e uccisa dalla passione. Dolly, che invece segue le regole fissate, riesce a dominare la gelosia, vivendo una vita mediocre e un matrimonio senza amore ma, secondo la morale comune, riuscito. Kitty, invece, ha fede, la religione, la fiducia in Dio le dona un matrimonio non passionale, non bruciante, ma sereno e leale.

La fede in Dio è un altro dei temi cari a Tolstoj, trattato prevalentemente nella figura di Levin (una specie di alter ego di Tolstoj stesso) vittima delle sue passioni e infelice all’inizio del romanzo; Levin comincia poi a comprendere l’amore per Dio, sostituendo alle passioni carnali, la passione spirituale: un passaggio che salva la sua esistenza e gli consegna la chiave della pace interiore, poiché per Tolstoj l’unico essere nel quale si può confidare è Dio stesso; gli uomini, essendo imperfetti, sono causa di sofferenza per il prossimo: la lezione è che fare di un altro essere umano il proprio dio procura una felicità ingannevole, causa della propria rovina.

L’unica salvezza possibile, all’interno della gabbia sociale, è quella spirituale: l’errore dell’uomo è l’aspirazione congenita alla Felicità, un impulso che, secondo Tolstoj, solo la mente perfetta di Dio può concepire, all’Uomo (imperfetto) non resta che coglierne l’eco nella Fede, poiché il tentativo di afferrarla lo porta, immancabilmente, all’annichilimento.
L’uomo, in sintesi, non è nato per essere felice.

recensione originale su http://flavoria.wordpress.com/2012/03/16/anna-karenina-vita-e-morte-dellamore/

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-04-23 14:25:27 beby
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
beby Opinione inserita da beby    23 Aprile, 2012
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

PERFETTO!

Centro della vicenda è la tragica passione tra Anna e Vronskj, lei perla dell' alta societa Pietroburghese, lui ufficiale dell' esercito. Parallelo a quest' amore infelice è quello solido e onesto di Levin e Kitty.
Anna, divisa tra ciò che reputa giusto e ciò che desidera, vive una vita in lotta con se stessa, in bilico tra ciò che prova e ciò che le convenzini le impongono.
Quest' amore macchiato d' incertezza scompiglio e sospetti, le sue paure e il rifiuto verso un mondo ipocrita la porteranno a prendere delle decisioni drastiche.


Questo romanzo pubblicato nel 1877, ambientato nell' alta società, tratta tematiche forti quali l' amore coniugale e materno, l' amore passionale, l' ipocrisia, la società di quel tempo e il progresso, ma anche il conflitto tra lo stile di vita di campagna e quello urbano.
Questo romanzo ti entra nel cuore, e come disse Dostoevskij: " Anna Ka renina è un opera d' arte assolutamente perfetta".

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-02-28 10:59:33 tenca 1946
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
tenca 1946 Opinione inserita da tenca 1946    28 Febbraio, 2012
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

anna KareniNA

Tolstoi è forse il più grande scrittore del suo tempo e uno dei più grandi in assoluto. Ritengo, contrariamente alla maggior parte degli opinionisti, che Anna karenina sia la sua più grande opera, superiore dal punto di vista letterario a "guerra e pace". C'è una descrizione della società russa di quel tempo superiore a qualsiasi saggio storico. Si intravede l'uragano che fra poco spazzerà via questa società, la rivoluzione d'ottobre. La figura emblematica di ciò è Stepàn Arkadjevic, epicureo gaudente alto funzionario del regime zarista con un incarico ben remunerato di ben lieve impegno che lascia tutti i problemi di vita e familiari sulle spalle della moglie. Lèvin, la figura positiva del romanzo, pur comprendendone a pieno i difetti, non lo biasima e non lo condanna, e questa inconsapevolezza e ciò che determinerà, non molto tempo dopo, la rivoluzione. C'è poi la storia d'amore, moderna assolutamente moderna tra Anna e il conte Vronskyi. Non sono due ragazzi, lei è sposata con un figlio che adora, lui un brillante ufficiale che non si nega nulla, con grandi mezzi finanziari, e che corteggia la più bella ragazza da marito di quel contesto sociale. Al giorno d'oggi lui potrebbe essere un brillante sportivo, un pilota da formula uno o qualcosa di simile. la forza della passione è però così travolgente che li sottrae ai rispettivi ambienti e li porta inesorabilmente alla difatta. Il tutto descritto in maniera meravigliosa anche con i dettagli, che il tempo poteva trasformare in stucchevoli in un opera di minor livello, che hanno sempre una loro funzione. Un opera grandissima, con il rammarico di non poterla leggere in lingua originale.........

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
CONSIGLIATO A TUTTI
Trovi utile questa opinione? 
91
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2012-02-24 12:17:58 Elizabeth
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Elizabeth Opinione inserita da Elizabeth    24 Febbraio, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il romanzo

Credo questo sia il romanzo più bello che io abbia mai letto. Nonostante ci siano parti in cui l'autore si sofferma su dettagli a volte anche insignificanti e spesso si faccia prendere dalle descrizioni, è un libro che va assolutamente letto. Ricco di tensione drammatica, ma anche di gioia che nasce dall'amore inaspettato quale quello tra Kitty e Lenin. L'autore fa immergere il lettore nella russia dell'800...La russia cosi descritta mi ha affascinato tanto. L'ho trovata migliore rispetto a quella del Dostoevskij. E' un romanzo che aiuta tanto a capire la psiche umana quale e'..c'è l'insicura,la tormentata, l'innamorato, lo sfascia famiglie..questo romanzo contiene tutto ciò che occorre per rendere il lettore felice e arricchito dalla lettura. Ancora una volta Tolstoj non delude.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
letteratura russa
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2011-09-18 17:32:02 faye valentine
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
faye valentine Opinione inserita da faye valentine    18 Settembre, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

..tre mesi in analisi!

Premessa: adoro Fedor Dostoevskij. L'amore per lui mi ha portata ad avvicinarmi alla letteratura russa, a leggere svariate opere, ma mai nulla dell'altro Grande: Tolstoj.
Ho scelto Anna Karenina e questa è la mia recensione.
Il romanzo inizia in modo abbastanza interessante: gli intrecci amorosi tra Lévin, Kitty e Vronskij sono capaci di tenere il livello di attenzione decisamente alto e di agevolare una lettura frequente e rapida. Ma man mano che la storia entra nel vivo (..e finalmente fa la comparsa la nostra eroina, Anna!), comincia a perdere in smalto e corpo. Tolstoj fa sua la tipica "lentezza narrativa" russa e la esaspera all'inverosimile, soffermandosi su dettagli poco consistenti che, da una parte ci delineano ogni minimo aspetto della società del tempo (e possono sembrare perfino utili: illusione iniziale!!), ma dall'altra, a mio parere, tolgono vigore alla vicenda e penalizzano il ritmo narrativo.
Ma veniamo ai personaggi; non nasconderò le mie preferenze: Vronskij, Kitty e Aleksjéj Aleksàndrovic'. Vronskij mi è piaciuto fin dall'inizio e devo dire che Tolstoj ha saputo creare un personaggio che, pur prendendo poca parte all'azione, viene delineato in modo chiaro e completo. Ho apprezzato molto la sua coerenza.
Anche del suo rivale, Aleksjéj Aleksàndrovic', sappiamo poco (sempre in relazione alle 1200 pagine): nonostante sia onnipresente nelle chiacchiere della società, lo vediamo come un personaggio “di passaggio” tra un’azione di Anna e l’altra. Ma anche in lui ho trovato una compostezza e una coerenza che me lo hanno fatto amare molto.
Kitty, invece, è un personaggio decisamente più complesso, che subisce una forte evoluzione nel corso del romanzo e proprio per questo aspetto mi è entrata particolarmente nel cuore: è un personaggio in continuo divenire, a seconda degli eventi, con il quale ho trovato anche qualche momento di identificazione.
Per quanto riguarda la protagonista, invece, forse sono l’unica persona su cui non è stata capace di esercitare il suo fascino magnetico: non l’ho trovata nulla di che, anzi, perfino un po’ spocchiosa in alcune parti, decisamente non condivisibili molti dei suoi pensieri ed atteggiamenti e in alcuni frangenti l’ho sinceramente compatita. Il paragone con la sua quasi contemporanea Madame Bovary è sorto spontaneo: ho amaramente rimpianto i momenti in cui leggevo di Emma, mentre mi trovavo tra le mani le vicende di Anna!
Il secondo grande protagonista, Lévin, inizialmente mi ha attirata, ma man mano che il discorso sulla campagna e tutti gli annessi e connessi veniva approfondito (e nel contempo lui stesso diventava l’uomo più paranoico dell’universo!), il mio interesse per lui è inesorabilmente scemato, finendo per trasformarsi in ilarità: mi è sembrato talmente esagerato in alcune sue elucubrazioni da suscitare una risata.
Tutto sommato non è un brutto libro: secondo il mio modesto parere, a differenza di altri romanzi di mole simile, le 1200 pagine si sentono tutte!! L'ho letto in tre mesi e non è da me. La sua fortuna forse sta nell’alternare tematiche di approfondimento sociale a tematiche frivole (in alcuni punti mi ha ricordato quasi una soap opera…), quindi il mio interesse ha avuto un andamento diciamo sinusoidale… (ovviamente i picchi più alti sono stati per le tematiche frivole!).
Sono rimasta un po' delusa dalla mancanza di pathos in alcune situazioni: ho trovato solo i capitoli finali davvero toccanti e angoscianti, ma il resto della narrazione piuttosto "capriccioso", passatemi questo termine.
Dopo averlo terminato e averci riflettuto un bel po’ sopra, sono giunta alla conclusione che probabilmente avrei dovuto leggerlo prima, per una questione di mera anagrafe, per apprezzarne pienamente i contenuti. Magari in età adolescenziale le vicissitudini affrontate dai vari personaggi mi avrebbero appassionata maggiormente. Un effetto positivo però lo ha avuto: la disapprovazione per le continue paturnie di Lévin mi ha decisamente fatto riflettere e portato ad eliminare qualche piccola paranoia che ogni tanto mi faccio anch’io.
Terapeutico, quindi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
niente in particolare, vivrete bene anche senza leggerlo!
Trovi utile questa opinione? 
274
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2011-08-24 10:52:03 Viktoria
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Viktoria    24 Agosto, 2011

Da leggere assolutamente

Ero scettica sul leggere questo libro, ma con le prime pagine mi sono immedesimata sempre di più nel personaggio di Anna. Sapendo però come va a finire il libro forse ho potuto riflettere più profondamente sui sentimenti e le emozioni di ogni personaggio più che sulla storia in se. Mi sono immedesimata in lei e sono riuscita a capire in pieno le sue scelte, e penso ke avrei agito esattamente come lei. Mi ha molto affascinato il personaggio di Levin che con i suoi ragionamenti è riuscito a darmi un chiaro punto di vista sulla vita dell'epoca.
Forse tolstoj si dilunga troppo su molti ragionamenti politici di cui all epoca si sentiva l'importanza mentre ora sono troppo distanti da noi per essere apprezzati.

Consiglio questo libro, perchè mi ha fatto ragionare molto, e capire in che cosa devo cambiare nelle mie relazioni sociali.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2011-08-03 08:25:07 ahab
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
ahab Opinione inserita da ahab    03 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna Karenina

CONTIENE SPOILER

Una donna, tradisce il marito, ma dopo un profondo travaglio interiore si suicida.
In genere si usa sintetizzare così – con una sintesi tra comico e inconsistente – un romanzo di circa mille pagine. Ovviamente non stiamo parlando di un romanzo qualunque, ma di uno dei capisaldi della letteratura mondiale.
C’è un’introduzione di poche pagine di Pietro Citati, nell’edizione della Rizzoli, che per la sua bellezza e completezza toglie ogni ragione ad altri di aggiungere commenti.

Nel rigo iniziale, con cui ho introdotto questa opinione, è racchiuso tutto: amore, tradimento, turbamento e morte. A ben guardare, è ciò che muove la vita, è ciò di cui è fatta la vita. E “Anna Karenina” è un romanzo proprio sulla vita, sul senso di esistere, sull’eterna domanda se la vita abbia un senso.
A questo tenterà di dare la risposta uno dei protagonisti, Levin, – operazione ambiziosa, ma, ricordiamoci, siamo di fronte a Tolstoj… – in una storia che scorre parallela a quella di Anna Karenina, ma che per le riflessioni a cui invita assume caratteri inauditi. La storia di Levin e Ketty è ancora più semplice: due giovani, dopo essersi inseguiti, si ameranno. Un lieto fine per loro. Però la stranezza è che del romanzo si sintetizza sempre la storia di Anna. Sarà per quel nostro morboso istinto a soffermarci più sul male che sul bene: se vediamo due che si tengono la mano ci passano quasi inosservati; se vediamo un incidente o una lite, subito l’attenzione…

Ma stavamo parlando di “Anna Karenina”.

Anna è alla ricerca non di una passione, ma della vita.
È il romanzo è proprio un enorme trattato – ma splendido – sul senso della vita. Tolstoj accompagna il lettore attraverso tutti i solchi di cui la vita stessa è fatta. Si toccherà nel romanzo ogni aspetto dello scibile umano (politica, verità, menzogna, religione, impegno sociale, arte, morte…), dando un’unità nella narrazione che fa del romanzo stesso un mondo a parte, un microcosmo, ma, in ogni caso, un territorio in cui per ognuno è possibile specchiarsi.

Mi ha colpito una certa critica che Tolstoj fa all’intelletualismo puro e, forse, vuoto, fine a se stesso. Due esempi. Nel passaggio in cui muore il fratello di Levin, Kitty gli è vicino e la cosa sorprende Levin fino al punto da fargli riflettere sulla compostezza, fermezza e forza con cui Ketty affronta la morte, la tocca, la vede in faccia, mentre lui, Levin, ne è quasi impaurito. A quel punto si chiede a cosa sono serviti tutti quelle sue riflessioni con tanti letterati, con tanti filosofi proprio sulla morte se poi, quando l’hai di fronte, ciò che conta è solo saperla affrontare a viso aperto, come fa Kitty. È la vita che prevale, su tutto (del resto, è un romanzo sul senso della vita, avevamo detto…)
Ancora, quando Vronsky (l’amante di Anna) si reca da un pittore per fargli fare un ritratto della sua amata, l’artista all’inizio viene quasi ridicolizzato poiché non ha “studiato”, ha una cultura volgare, mentre lui Vronsky, fa corsi di arte e di pittura. Però, al termine del ritratto, Vronsky capirà che tutta la sua cultura non gli è servita a nulla, poiché quel pittore, Michajlov, è riuscito, grazie solo a un innato “talento”, a cogliere tratti di Anna di cui Vronsky riconosce l’autenticità e che mai, nonostante tutti i suoi studi sulle tecniche di pittura, lui avrebbe saputo cogliere. E si chiede grazie a cosa questo uomo che non ha amato Anna, come l’ha potuta amare lui, ad essere capace a cogliere in uno sguardo dipinto l’essenza dell’animo umano. Anche qui, l’occhio prevale sulla ragione, un istinto artistico vitale prevale su qualsiasi formazione dottrinale.

La scrittura è classica, senza alcun tipo di sperimentazioni linguistiche o stilistiche (cosa che, ad esempio, farà Dostoievskij, contemporaneo di Tolstoj, in “Memorie dal sottosuolo”). Ma proprio per questa leggerezza di linguaggio le mille pagine non spaventano e non fanno del romanzo un’opera ostica quale potrebbe essere, ad esempio, l’Ulisse di Joyce.
Ho trovato “Anna Karenina” sorprendente per l’evoluzione della storia, in cui Anna viene delineata come una donna tormentata quanto Madame Bovary di Flaubert, sebbene rispetto a questa sembri essere spinta da ragioni e riflessioni, forse, ancora più profonde.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
e ama i classici.
Trovi utile questa opinione? 
151
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2011-07-07 13:33:39 Sara S.
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Sara S. Opinione inserita da Sara S.    07 Luglio, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna Karenina

Un libro completo da ogni punto di vista. L'autore è stato bravissimo a descrivere in maniera perfetta ogni cosa, dai luoghi ai personaggi, dagli stati d'animo ai dialoghi...!! Le storie di vita quotidiana si intrecciano... i pensieri vengono completamente messi a nudo e contornati dai contesti in cui essi nascono. I temi principali sono le relazioni amorose, la felicità e l'infelicità che regna in famiglia, l'infedeltà, la gelosia, l'odio, il rancore. Ma non mancano le chiacchiere e i perfidi pettegolezzi nei salotti dell'alta società, le discussioni e i pensieri sulla politica, sull'economia, sulla religione e sul senso della vita! Ci sono inoltre scene di morte e di nascita, di matrimonio e di separazione... insomma è un libro talmente complesso che è anche difficile trovare una descrizione appropriata per esso!!! Consiglio a tutti di leggerlo e di non farsi troppo spaventare dalla mole, perchè comunque è scritto in maniera piuttosto scorrevole e piacevole.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
61
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2011-07-06 09:58:43 Renzo Montagnoli
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    06 Luglio, 2011
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sola contro tutti

Correva l’anno 1877 quando Anna Karenina venne pubblicato per la prima volta.
Reduce dal successo di Guerra e pace, L’Iliade del XIX secolo, come aspirava a definire quel monumentale lavoro Lev Tolstoj, l’autore con quest’opera intendeva dare vita al suo primo autentico romanzo, una grande tragedia in cui passioni istintive e conformismo societario si fronteggiano in una battaglia da cui uscirà perdente l’unico soggetto debole per natura, la donna.
Osteggiato dalla maggior parte della critica russa, che non riusciva a comprendere un’opera al di fuori di canoni tradizionali, Anna Karenina è un autentico capolavoro di quella corrente letteraria propria dell’epoca e che risponde al nome di realismo, nella quale esponente di spicco italiano fu indubbiamente Giovanni Verga.
In questo romanzo, che è ambientato nell’elite della società russa, Tolstoj affronta, approfondisce e mette a nudo temi di per sé rivoluzionari, sia per quel periodo storico, sia per la notoria ristrettezza di vedute della nobiltà e dell’alta borghesia del suo paese. E’ tanta la carne al fuoco, ma il cuoco è uno chef impareggiabile e così riesce ad amalgamare in modo perfetto non pochi argomenti, quali l’ipocrisia, la gelosia, la fedeltà, la famiglia, la fede, il desiderio insano della carne e la passione sfrenata, inquadrando il tutto in un antitesi fra la vita e il mondo della campagna e della città.
Anna è molto bella e assai in vista nella società di San Pietroburgo e s’innamora follemente del conte Vronskij, più giovane di lei, ma non è un’avventura, normalmente tollerata da quella società, è invece proprio il desiderio di rinascere a nuova vita, troncando con il passato. E’ una cesura insostenibile, che cozza contro un mondo ipocrita, che a tutto acconsente salvo a che venga minata quella struttura di immutabilità su cui poggiano privilegi e prestigio, che poi verranno spazzati via dalla Rivoluzione di Ottobre.
Anna rivendica la sua personalità e la sua dignità di essere umano e anche quando l’amante la lascerà, continuerà lungo la via intrapresa e non tornerà dal marito. Isolata, osteggiata da tutti, impossibilitata a rivedere l’amato figlio, farà l’unica scelta possibile, dolorosa, in un ultimo definitivo atto di rivendicazione della propria libertà.
In parallelo con la sua storia c’è poi quella, assai diversa, dell’amore fra Kostantin Levin e Kitty, un’unione solida, basata su sani principi, estranea al mondo ipocrita della nobiltà cittadina. E’ evidente l’inserimento di questa vicenda perché del tutto in contrasto con la situazione d’incertezza con cui invece procede quella di Anna. Il richiamo alla sostanza di un rapporto basato su sentimenti autentici e non su passioni travolgenti rientra non poco nella filosofia di vita dell’autore che, guarda caso, in Levin delinea, almeno in parte, un ritratto di se stesso.
Anna Karenina è un romanzo inusuale per l’epoca e non solo per la società russa, una storia che incide come una lama in un tessuto di stoffa opulenta che cela al suo interno un mondo del tutto irreale, in cui ciò che conta è solo l’apparenza, che per esistere non può e non deve essere scalfita.
Da leggere, perché è un altro capolavoro di Lev Tolstoj.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2010-08-21 19:33:15 paolodal
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
paolodal Opinione inserita da paolodal    21 Agosto, 2010
Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna Karenina

Se volete capire come mai esistano coppie felici e coppie infelici, quest'opera vi dara' una mano. Se volete capire le differenze tra le scelte di vita basate sulle apparenze e le convenienze sociali, e le scelte basate su un sincero sentimento interiore, leggete Anna Karenina. Caposaldo del romanticismo russo, ma io direi del Romanticismo in assoluto, guida il lettore in una complicata ma affascinante rete di rapporti tra diversi personaggi della Russia dell'epoca; i salotti, la campagna, la citta', i funzionari dell'amministrazione dello Zar, ecc. Ma quel che emerge soprattutto e' la descrizione e l'evoluzione di una coppia destinata ad essere infelice, fino a tragiche conseguenze; ed un' altra coppia invece destinata ad una tranquilla e duratura felicita', una felicita' che puo' a volte apparire agli altri monotona e noiosa, ma che e' piena di energia e di stimoli per chi la vive e la rinnova ogni giorno. Insomma, l'amore romantico passionale, tormentato e tragico, cede qui il posto all'amore sincero, quotidiano, complice.
Opera grandissima nella sua semplicita', per lettori di razza.


Libro che si legge bene accompagnato da bigne' alla crema, con un vino passito da meditazione in bicchiere piccolo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha appena letto I Promessi Sposi
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2010-06-11 23:17:24 pinucciobello
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
pinucciobello Opinione inserita da pinucciobello    12 Giugno, 2010
Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Anna Karenina

Ho letto questo romanzo due volte, la prima volte ero adolescente ed avevo negli occhi l'immagine splendida di Lea Massari che ne era l'interprete, come sempre affascinante, nello sceneggiato televisivo della RAI. Ovviamente da ragazzo rimasi invaghito dalla protagonista che trascina il lettore a seguirla nella sua vita romantica, costringedolo a gioire od a soffrire con lei, fino all'epilogo tragico. Nella seconda lettura, invece, ho apprezzato di più (forse perchè conoscevo già la storia) il dettaglio degli altri personaggi così mirabilmente costruiti, anche quando sono personaggi negativi (almeno secondo me) come Karenin e Vronky stesso. Bellissima, tra l'altro, la storia d'amore parallela, contrastante ed a lieto fine tra Levin e Kitty. Per finire una domanda a tutti coloro che, come me, adorano Tolstoj; secondo voi, l'autore creando un personaggio così moderno, rivoluzionario e sconvolgente rispetto alla consuetudine dei tempi, non avrebbe potuto evitarci l'inevitabile epilogo tragico ? o ci dobbiamo accontentare del lieto fine nella storia tra Levin e Kitty ?

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato ??? ma scherziamo !!!! E' obbligatorio leggere questo come altri classici dell'ottocento, incredibile come risulti moderna l'analisi psicologica dei personaggi. Assolutamente da leggere
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2010-06-08 09:46:26 alexandros
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
alexandros Opinione inserita da alexandros    08 Giugno, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un capolavoro dalle mille sfacettature

Un libro lungo ma assolutamente da leggere! pagine! Le descrizioni della societa' e della vita delle russia Ottocentesca e' semplicemente perfetta, riesce a farci immedesimare a tal punto che sembra di vivere a fianco dei protagonisti tra Mosca e San Pietroburgo. La protagonista Anna Karenina è sicuramente un personaggio molto complesso e tormentato, e' in grado di farci gioire e commuovere, Tolstoj compie con lei un percorso stupefacente nell'universo femminile. Quando l'ho letto a 16 anni mi sono naturalmente innamorato di lei! Un romanzo che ho riletto dopo vari anni e che mi e' piaciuto ancora di piu' , ho apprezzato altre sfumature filosofico-storiche che mi erano sfuggite nella prima lettura piu' passionale ma ho anche apprezzato il grandioso impianto narrativo

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Un libro meraviglioso che consiglio a tutti. In particolare a chi ama Tolstoj e l'ottocento .
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2010-02-19 22:11:38 Minny
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Minny Opinione inserita da Minny    20 Febbraio, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un classico affascinante

Ho visto da piccola in un cineclub il film capolavoro "Anna Karenina "interpretato dalla divina Greta Garbo : il volto più etereo e bello del cinema di tutti i tempi.
Ho letto poco dopo, ossia molti anni fa ,il capolavoro di Tolstoi : descrizioni vivide ed efficacissime, analisi psicologiche raffinate e veritiere, pittura dell'ambiente dell'epoca
semplicemente perfetta.
Come avviene a tutti i vewri classici , il tempo ha solo aggiunto fascino a queste pagine memorabili.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
i grandissimi testi della narrativa russa e sopratutto a chi non li ha ancora letti : non sa cosa si è perso.
Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2009-11-24 03:25:09 Rain89
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Rain89 Opinione inserita da Rain89    24 Novembre, 2009
  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tolstoj e le molte sfaccettature dell'esistenza

Ciò che più intensamente mi ha colpito di questo libro, e che mi ha portata ad innamorarmene, è l'accuratezza con cui vengono descritti gli stati d'animo, i pensieri, i turbamenti, i sentimenti e la psicologia più profonda di ciascuno dei personaggi principali, così che non ho potuto fare a meno di immedesimarmi almeno una volta in loro. Gli interrogativi sull'amore, sulla morte, i dubbi sulla fede, la contrapposizione tra il dover apparire e le libere scelte che conducono alla felicità. Ma anche le false ipocrisie, i tradimenti, il delirio, il senso di colpa, la tragedia. Quella di Tolstoj è a mio giudizio un'opera che include in sé le molte sfaccettature dell'esistenza.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
Anna Karenina 2009-09-25 19:28:40 silvia71
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
silvia71 Opinione inserita da silvia71    25 Settembre, 2009
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

ANNA KARENINA

Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1877 e nonostante l'iniziale giudizio negativo della critica russa,si colloca tra i capolavori del realismo.

E' ambientato nel 19° secolo tra le più alte classi sociali russe. Anna è una donna che sfida le regole e le abitudini del suo tempo:è combattuta tra la fedeltà impostale dal vincolo del matrimonio e la passione per un uomo più giovane di lei,in un'epoca in cui ciò non è contemplato. Abbandona il tetto coniugale suscitando il disprezzo e la riprovazione della società cui appartiene. E' un romanzo pervaso da sentimenti forti come la passione,l'attrazione,la gelosia,l'amore materno,la paura,rappresentati dall'autore con una profondità psicologica stupefacente.

Il linguaggio e lo stile sono semplici e gradevoli,tanto da consentire una lettura scorrevole e penetrante.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a tutti
Trovi utile questa opinione? 
31
Segnala questa recensione ad un moderatore