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Anna Karenina

Anna Karenina

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura russa
Autore Lev Nikolaevic Tolstoj

Editore

Casa editrice Rizzoli


La trama e le recensioni di Anna Karenina, romanzo di Lev Nikolaevic Tolstoj. Anna Karenina parla dell'unico reale problema dell'uomo. Oggi come due secoli fa. Come può perdurare l'amore? Tutto quello che occupa le nostre vite, dai problemi politici alle piccole incombenze di tutti i giorni, non è altro che una via molto lunga per capire come amare ed essere amati. Levin, Kitty, Vronkji, Anna, Dolly, Stiva stanno lì al nostro posto tentando di conciliare i desideri più profondi dell'uomo: la passione per la bellezza e l'aspirazione alla pace.

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..tre mesi in analisi!

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Premessa: adoro Fedor Dostoevskij. L'amore per lui mi ha portata ad avvicinarmi alla letteratura russa, a leggere svariate opere, ma mai nulla dell'altro Grande: Tolstoj.
Ho scelto Anna Karenina e questa è la mia recensione.
Il romanzo inizia in modo abbastanza interessante: gli intrecci amorosi tra Lévin, Kitty e Vronskij sono capaci di tenere il livello di attenzione decisamente alto e di agevolare una lettura frequente e rapida. Ma man mano che la storia entra nel vivo (..e finalmente fa la comparsa la nostra eroina, Anna!), comincia a perdere in smalto e corpo. Tolstoj fa sua la tipica "lentezza narrativa" russa e la esaspera all'inverosimile, soffermandosi su dettagli poco consistenti che, da una parte ci delineano ogni minimo aspetto della società del tempo (e possono sembrare perfino utili: illusione iniziale!!), ma dall'altra, a mio parere, tolgono vigore alla vicenda e penalizzano il ritmo narrativo.
Ma veniamo ai personaggi; non nasconderò le mie preferenze: Vronskij, Kitty e Aleksjéj Aleksàndrovic'. Vronskij mi è piaciuto fin dall'inizio e devo dire che Tolstoj ha saputo creare un personaggio che, pur prendendo poca parte all'azione, viene delineato in modo chiaro e completo. Ho apprezzato molto la sua coerenza.
Anche del suo rivale, Aleksjéj Aleksàndrovic', sappiamo poco (sempre in relazione alle 1200 pagine): nonostante sia onnipresente nelle chiacchiere della società, lo vediamo come un personaggio “di passaggio” tra un’azione di Anna e l’altra. Ma anche in lui ho trovato una compostezza e una coerenza che me lo hanno fatto amare molto.
Kitty, invece, è un personaggio decisamente più complesso, che subisce una forte evoluzione nel corso del romanzo e proprio per questo aspetto mi è entrata particolarmente nel cuore: è un personaggio in continuo divenire, a seconda degli eventi, con il quale ho trovato anche qualche momento di identificazione.
Per quanto riguarda la protagonista, invece, forse sono l’unica persona su cui non è stata capace di esercitare il suo fascino magnetico: non l’ho trovata nulla di che, anzi, perfino un po’ spocchiosa in alcune parti, decisamente non condivisibili molti dei suoi pensieri ed atteggiamenti e in alcuni frangenti l’ho sinceramente compatita. Il paragone con la sua quasi contemporanea Madame Bovary è sorto spontaneo: ho amaramente rimpianto i momenti in cui leggevo di Emma, mentre mi trovavo tra le mani le vicende di Anna!
Il secondo grande protagonista, Lévin, inizialmente mi ha attirata, ma man mano che il discorso sulla campagna e tutti gli annessi e connessi veniva approfondito (e nel contempo lui stesso diventava l’uomo più paranoico dell’universo!), il mio interesse per lui è inesorabilmente scemato, finendo per trasformarsi in ilarità: mi è sembrato talmente esagerato in alcune sue elucubrazioni da suscitare una risata.
Tutto sommato non è un brutto libro: secondo il mio modesto parere, a differenza di altri romanzi di mole simile, le 1200 pagine si sentono tutte!! L'ho letto in tre mesi e non è da me. La sua fortuna forse sta nell’alternare tematiche di approfondimento sociale a tematiche frivole (in alcuni punti mi ha ricordato quasi una soap opera…), quindi il mio interesse ha avuto un andamento diciamo sinusoidale… (ovviamente i picchi più alti sono stati per le tematiche frivole!).
Sono rimasta un po' delusa dalla mancanza di pathos in alcune situazioni: ho trovato solo i capitoli finali davvero toccanti e angoscianti, ma il resto della narrazione piuttosto "capriccioso", passatemi questo termine.
Dopo averlo terminato e averci riflettuto un bel po’ sopra, sono giunta alla conclusione che probabilmente avrei dovuto leggerlo prima, per una questione di mera anagrafe, per apprezzarne pienamente i contenuti. Magari in età adolescenziale le vicissitudini affrontate dai vari personaggi mi avrebbero appassionata maggiormente. Un effetto positivo però lo ha avuto: la disapprovazione per le continue paturnie di Lévin mi ha decisamente fatto riflettere e portato ad eliminare qualche piccola paranoia che ogni tanto mi faccio anch’io.
Terapeutico, quindi.

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Opinione inserita da Viktoria
24 Agosto, 2011
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Ero scettica sul leggere questo libro, ma con le prime pagine mi sono immedesimata sempre di più nel personaggio di Anna. Sapendo però come va a finire il libro forse ho potuto riflettere più profondamente sui sentimenti e le emozioni di ogni personaggio più che sulla storia in se. Mi sono immedesimata in lei e sono riuscita a capire in pieno le sue scelte, e penso ke avrei agito esattamente come lei. Mi ha molto affascinato il personaggio di Levin che con i suoi ragionamenti è riuscito a darmi un chiaro punto di vista sulla vita dell'epoca.
Forse tolstoj si dilunga troppo su molti ragionamenti politici di cui all epoca si sentiva l'importanza mentre ora sono troppo distanti da noi per essere apprezzati.

Consiglio questo libro, perchè mi ha fatto ragionare molto, e capire in che cosa devo cambiare nelle mie relazioni sociali.

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ahab Opinione inserita da ahab
03 Agosto, 2011
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Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 2012
12 persone su 13 hanno trovato questa recensione utile

CONTIENE SPOILER

Una donna, tradisce il marito, ma dopo un profondo travaglio interiore si suicida.
In genere si usa sintetizzare così – con una sintesi tra comico e inconsistente – un romanzo di circa mille pagine. Ovviamente non stiamo parlando di un romanzo qualunque, ma di uno dei capisaldi della letteratura mondiale.
C’è un’introduzione di poche pagine di Pietro Citati, nell’edizione della Rizzoli, che per la sua bellezza e completezza toglie ogni ragione ad altri di aggiungere commenti.

Nel rigo iniziale, con cui ho introdotto questa opinione, è racchiuso tutto: amore, tradimento, turbamento e morte. A ben guardare, è ciò che muove la vita, è ciò di cui è fatta la vita. E “Anna Karenina” è un romanzo proprio sulla vita, sul senso di esistere, sull’eterna domanda se la vita abbia un senso.
A questo tenterà di dare la risposta uno dei protagonisti, Levin, – operazione ambiziosa, ma, ricordiamoci, siamo di fronte a Tolstoj… – in una storia che scorre parallela a quella di Anna Karenina, ma che per le riflessioni a cui invita assume caratteri inauditi. La storia di Levin e Ketty è ancora più semplice: due giovani, dopo essersi inseguiti, si ameranno. Un lieto fine per loro. Però la stranezza è che del romanzo si sintetizza sempre la storia di Anna. Sarà per quel nostro morboso istinto a soffermarci più sul male che sul bene: se vediamo due che si tengono la mano ci passano quasi inosservati; se vediamo un incidente o una lite, subito l’attenzione…

Ma stavamo parlando di “Anna Karenina”.

Anna è alla ricerca non di una passione, ma della vita.
È il romanzo è proprio un enorme trattato – ma splendido – sul senso della vita. Tolstoj accompagna il lettore attraverso tutti i solchi di cui la vita stessa è fatta. Si toccherà nel romanzo ogni aspetto dello scibile umano (politica, verità, menzogna, religione, impegno sociale, arte, morte…), dando un’unità nella narrazione che fa del romanzo stesso un mondo a parte, un microcosmo, ma, in ogni caso, un territorio in cui per ognuno è possibile specchiarsi.

Mi ha colpito una certa critica che Tolstoj fa all’intelletualismo puro e, forse, vuoto, fine a se stesso. Due esempi. Nel passaggio in cui muore il fratello di Levin, Kitty gli è vicino e la cosa sorprende Levin fino al punto da fargli riflettere sulla compostezza, fermezza e forza con cui Ketty affronta la morte, la tocca, la vede in faccia, mentre lui, Levin, ne è quasi impaurito. A quel punto si chiede a cosa sono serviti tutti quelle sue riflessioni con tanti letterati, con tanti filosofi proprio sulla morte se poi, quando l’hai di fronte, ciò che conta è solo saperla affrontare a viso aperto, come fa Kitty. È la vita che prevale, su tutto (del resto, è un romanzo sul senso della vita, avevamo detto…)
Ancora, quando Vronsky (l’amante di Anna) si reca da un pittore per fargli fare un ritratto della sua amata, l’artista all’inizio viene quasi ridicolizzato poiché non ha “studiato”, ha una cultura volgare, mentre lui Vronsky, fa corsi di arte e di pittura. Però, al termine del ritratto, Vronsky capirà che tutta la sua cultura non gli è servita a nulla, poiché quel pittore, Michajlov, è riuscito, grazie solo a un innato “talento”, a cogliere tratti di Anna di cui Vronsky riconosce l’autenticità e che mai, nonostante tutti i suoi studi sulle tecniche di pittura, lui avrebbe saputo cogliere. E si chiede grazie a cosa questo uomo che non ha amato Anna, come l’ha potuta amare lui, ad essere capace a cogliere in uno sguardo dipinto l’essenza dell’animo umano. Anche qui, l’occhio prevale sulla ragione, un istinto artistico vitale prevale su qualsiasi formazione dottrinale.

La scrittura è classica, senza alcun tipo di sperimentazioni linguistiche o stilistiche (cosa che, ad esempio, farà Dostoievskij, contemporaneo di Tolstoj, in “Memorie dal sottosuolo”). Ma proprio per questa leggerezza di linguaggio le mille pagine non spaventano e non fanno del romanzo un’opera ostica quale potrebbe essere, ad esempio, l’Ulisse di Joyce.
Ho trovato “Anna Karenina” sorprendente per l’evoluzione della storia, in cui Anna viene delineata come una donna tormentata quanto Madame Bovary di Flaubert, sebbene rispetto a questa sembri essere spinta da ragioni e riflessioni, forse, ancora più profonde.

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Un libro completo da ogni punto di vista. L'autore è stato bravissimo a descrivere in maniera perfetta ogni cosa, dai luoghi ai personaggi, dagli stati d'animo ai dialoghi...!! Le storie di vita quotidiana si intrecciano... i pensieri vengono completamente messi a nudo e contornati dai contesti in cui essi nascono. I temi principali sono le relazioni amorose, la felicità e l'infelicità che regna in famiglia, l'infedeltà, la gelosia, l'odio, il rancore. Ma non mancano le chiacchiere e i perfidi pettegolezzi nei salotti dell'alta società, le discussioni e i pensieri sulla politica, sull'economia, sulla religione e sul senso della vita! Ci sono inoltre scene di morte e di nascita, di matrimonio e di separazione... insomma è un libro talmente complesso che è anche difficile trovare una descrizione appropriata per esso!!! Consiglio a tutti di leggerlo e di non farsi troppo spaventare dalla mole, perchè comunque è scritto in maniera piuttosto scorrevole e piacevole.

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Correva l’anno 1877 quando Anna Karenina venne pubblicato per la prima volta.
Reduce dal successo di Guerra e pace, L’Iliade del XIX secolo, come aspirava a definire quel monumentale lavoro Lev Tolstoj, l’autore con quest’opera intendeva dare vita al suo primo autentico romanzo, una grande tragedia in cui passioni istintive e conformismo societario si fronteggiano in una battaglia da cui uscirà perdente l’unico soggetto debole per natura, la donna.
Osteggiato dalla maggior parte della critica russa, che non riusciva a comprendere un’opera al di fuori di canoni tradizionali, Anna Karenina è un autentico capolavoro di quella corrente letteraria propria dell’epoca e che risponde al nome di realismo, nella quale esponente di spicco italiano fu indubbiamente Giovanni Verga.
In questo romanzo, che è ambientato nell’elite della società russa, Tolstoj affronta, approfondisce e mette a nudo temi di per sé rivoluzionari, sia per quel periodo storico, sia per la notoria ristrettezza di vedute della nobiltà e dell’alta borghesia del suo paese. E’ tanta la carne al fuoco, ma il cuoco è uno chef impareggiabile e così riesce ad amalgamare in modo perfetto non pochi argomenti, quali l’ipocrisia, la gelosia, la fedeltà, la famiglia, la fede, il desiderio insano della carne e la passione sfrenata, inquadrando il tutto in un antitesi fra la vita e il mondo della campagna e della città.
Anna è molto bella e assai in vista nella società di San Pietroburgo e s’innamora follemente del conte Vronskij, più giovane di lei, ma non è un’avventura, normalmente tollerata da quella società, è invece proprio il desiderio di rinascere a nuova vita, troncando con il passato. E’ una cesura insostenibile, che cozza contro un mondo ipocrita, che a tutto acconsente salvo a che venga minata quella struttura di immutabilità su cui poggiano privilegi e prestigio, che poi verranno spazzati via dalla Rivoluzione di Ottobre.
Anna rivendica la sua personalità e la sua dignità di essere umano e anche quando l’amante la lascerà, continuerà lungo la via intrapresa e non tornerà dal marito. Isolata, osteggiata da tutti, impossibilitata a rivedere l’amato figlio, farà l’unica scelta possibile, dolorosa, in un ultimo definitivo atto di rivendicazione della propria libertà.
In parallelo con la sua storia c’è poi quella, assai diversa, dell’amore fra Kostantin Levin e Kitty, un’unione solida, basata su sani principi, estranea al mondo ipocrita della nobiltà cittadina. E’ evidente l’inserimento di questa vicenda perché del tutto in contrasto con la situazione d’incertezza con cui invece procede quella di Anna. Il richiamo alla sostanza di un rapporto basato su sentimenti autentici e non su passioni travolgenti rientra non poco nella filosofia di vita dell’autore che, guarda caso, in Levin delinea, almeno in parte, un ritratto di se stesso.
Anna Karenina è un romanzo inusuale per l’epoca e non solo per la società russa, una storia che incide come una lama in un tessuto di stoffa opulenta che cela al suo interno un mondo del tutto irreale, in cui ciò che conta è solo l’apparenza, che per esistere non può e non deve essere scalfita.
Da leggere, perché è un altro capolavoro di Lev Tolstoj.

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paolodal Opinione inserita da paolodal
21 Agosto, 2010
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Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 2010
8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Se volete capire come mai esistano coppie felici e coppie infelici, quest'opera vi dara' una mano. Se volete capire le differenze tra le scelte di vita basate sulle apparenze e le convenienze sociali, e le scelte basate su un sincero sentimento interiore, leggete Anna Karenina. Caposaldo del romanticismo russo, ma io direi del Romanticismo in assoluto, guida il lettore in una complicata ma affascinante rete di rapporti tra diversi personaggi della Russia dell'epoca; i salotti, la campagna, la citta', i funzionari dell'amministrazione dello Zar, ecc. Ma quel che emerge soprattutto e' la descrizione e l'evoluzione di una coppia destinata ad essere infelice, fino a tragiche conseguenze; ed un' altra coppia invece destinata ad una tranquilla e duratura felicita', una felicita' che puo' a volte apparire agli altri monotona e noiosa, ma che e' piena di energia e di stimoli per chi la vive e la rinnova ogni giorno. Insomma, l'amore romantico passionale, tormentato e tragico, cede qui il posto all'amore sincero, quotidiano, complice.
Opera grandissima nella sua semplicita', per lettori di razza.


Libro che si legge bene accompagnato da bigne' alla crema, con un vino passito da meditazione in bicchiere piccolo.

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Consigliato a chi ha letto... Consigliato a chi ha appena letto I Promessi Sposi
 

Anna Karenina

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pinucciobello Opinione inserita da pinucciobello
11 Giugno, 2010
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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 2010
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Ho letto questo romanzo due volte, la prima volte ero adolescente ed avevo negli occhi l'immagine splendida di Lea Massari che ne era l'interprete, come sempre affascinante, nello sceneggiato televisivo della RAI. Ovviamente da ragazzo rimasi invaghito dalla protagonista che trascina il lettore a seguirla nella sua vita romantica, costringedolo a gioire od a soffrire con lei, fino all'epilogo tragico. Nella seconda lettura, invece, ho apprezzato di più (forse perchè conoscevo già la storia) il dettaglio degli altri personaggi così mirabilmente costruiti, anche quando sono personaggi negativi (almeno secondo me) come Karenin e Vronky stesso. Bellissima, tra l'altro, la storia d'amore parallela, contrastante ed a lieto fine tra Levin e Kitty. Per finire una domanda a tutti coloro che, come me, adorano Tolstoj; secondo voi, l'autore creando un personaggio così moderno, rivoluzionario e sconvolgente rispetto alla consuetudine dei tempi, non avrebbe potuto evitarci l'inevitabile epilogo tragico ? o ci dobbiamo accontentare del lieto fine nella storia tra Levin e Kitty ?

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Consigliato a chi ha letto... Consigliato ??? ma scherziamo !!!! E' obbligatorio leggere questo come altri classici dell'ottocento, incredibile come risulti moderna l'analisi psicologica dei personaggi. Assolutamente da leggere
 

Un capolavoro dalle mille sfacettature

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Un libro lungo ma assolutamente da leggere! pagine! Le descrizioni della societa' e della vita delle russia Ottocentesca e' semplicemente perfetta, riesce a farci immedesimare a tal punto che sembra di vivere a fianco dei protagonisti tra Mosca e San Pietroburgo. La protagonista Anna Karenina è sicuramente un personaggio molto complesso e tormentato, e' in grado di farci gioire e commuovere, Tolstoj compie con lei un percorso stupefacente nell'universo femminile. Quando l'ho letto a 16 anni mi sono naturalmente innamorato di lei! Un romanzo che ho riletto dopo vari anni e che mi e' piaciuto ancora di piu' , ho apprezzato altre sfumature filosofico-storiche che mi erano sfuggite nella prima lettura piu' passionale ma ho anche apprezzato il grandioso impianto narrativo

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Consigliato a chi ha letto... Un libro meraviglioso che consiglio a tutti. In particolare a chi ama Tolstoj e l'ottocento .
 

Un classico affascinante

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Ho visto da piccola in un cineclub il film capolavoro "Anna Karenina "interpretato dalla divina Greta Garbo : il volto più etereo e bello del cinema di tutti i tempi.
Ho letto poco dopo, ossia molti anni fa ,il capolavoro di Tolstoi : descrizioni vivide ed efficacissime, analisi psicologiche raffinate e veritiere, pittura dell'ambiente dell'epoca
semplicemente perfetta.
Come avviene a tutti i vewri classici , il tempo ha solo aggiunto fascino a queste pagine memorabili.

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Consigliato a chi ha letto... i grandissimi testi della narrativa russa e sopratutto a chi non li ha ancora letti : non sa cosa si è perso.
 

Tolstoj e le molte sfaccettature dell'esistenza

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Ciò che più intensamente mi ha colpito di questo libro, e che mi ha portata ad innamorarmene, è l'accuratezza con cui vengono descritti gli stati d'animo, i pensieri, i turbamenti, i sentimenti e la psicologia più profonda di ciascuno dei personaggi principali, così che non ho potuto fare a meno di immedesimarmi almeno una volta in loro. Gli interrogativi sull'amore, sulla morte, i dubbi sulla fede, la contrapposizione tra il dover apparire e le libere scelte che conducono alla felicità. Ma anche le false ipocrisie, i tradimenti, il delirio, il senso di colpa, la tragedia. Quella di Tolstoj è a mio giudizio un'opera che include in sé le molte sfaccettature dell'esistenza.

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è molto affascinante sia l'ambientazione storica che i personaggi al di là della storia d'amore sono rimasta affascinata dalla rivoluzione della campagna russa e la differenza abissale fra europa e russia

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Consigliato a chi ha letto... madame bovary
 

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La trama è sicuramente avvincente e il contenuto di un certo spessore ma alcune parti risultano molto lente e pesanti...



Indimenticabili però, per le vivide descrizioni, per le immagini utilizzate e per il lessico utilizzato alcuni passi...

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Consigliato a chi ha letto... guerra e pace e a chi ama i "classici" nonostante la loro "pesantezza" ;)
 

ANNA KARENINA

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Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1877 e nonostante l'iniziale giudizio negativo della critica russa,si colloca tra i capolavori del realismo.

E' ambientato nel 19° secolo tra le più alte classi sociali russe. Anna è una donna che sfida le regole e le abitudini del suo tempo:è combattuta tra la fedeltà impostale dal vincolo del matrimonio e la passione per un uomo più giovane di lei,in un'epoca in cui ciò non è contemplato. Abbandona il tetto coniugale suscitando il disprezzo e la riprovazione della società cui appartiene. E' un romanzo pervaso da sentimenti forti come la passione,l'attrazione,la gelosia,l'amore materno,la paura,rappresentati dall'autore con una profondità psicologica stupefacente.

Il linguaggio e lo stile sono semplici e gradevoli,tanto da consentire una lettura scorrevole e penetrante.

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Consigliato a chi ha letto... a tutti
 

un grande classico

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Commentare un libro come questo è superfluo, Anna Karenina è un classico senza tempo che affronta il tema dei rapporti interpersonali, l'amore pervade ogni pagina senza però cadere nella retorica. La scrittura è semplice, non spaventatevi davanti alla fama dell'autore.

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