Narrativa straniera Classici Il Conte di Montecristo
 

Il Conte di Montecristo Il Conte di Montecristo

Il Conte di Montecristo

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La presentazione e le recensioni di "Il Conte di Montecristo" opera di Alexandre Dumas pubblicata da Mondadori Editore. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès.

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Il Conte di Montecristo 2014-07-06 16:25:02 Davi1990
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Davi1990 Opinione inserita da Davi1990    06 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 06 Luglio, 2014
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Nel nome della Vendetta

Chi non ha mai sentito parlare del famosissimo Conte di Montecristo? Di quel personaggio pittoresco che dedicò la propria vita ad un disegno vendicativo giungendo alle vette più alte della società per battere i suoi nemici nel loro stesso campo? Credo che pochi siano coloro che non conoscono anche solo per sentito dire questo nome, anzi quest'opera. Infatti, questo famosissimo romanzo ha saputo impregnarsi nell'immaginario collettivo a tal punto da essere riconosciuto come un vero e proprio capolavoro della letteratura.
Vari sono stati gli adattamenti cinematografici - e non solo, vi fu anche una serie a fumetti - giunti nel tempo per cercare di replicare per quanto possibile la bellezza della storia scritta dal grandissimo Alexandre Dumas per donarla ad un pubblico sicuramente più variegato, ma confesso che non ho mai avuto dei forti interessi nei confronti di questi adattamenti, dunque questa è stata una lettura totalmente inedita per me e, mi pare inutile sottolinearlo, assolutamente importante. Importante per il lettore che è in me ovviamente, poiché mi ha avvicinato ai cosiddetti "classici" che, a causa di qualche pregiudizio, avevo sempre evitato per paura di restarne annoiato; credendo erroneamente che fossero libri troppo complicati, pesanti da digerire, vecchi e addirittura lenti nella narrazione... ed invece mi sono dovuto ricredere.

Quello che colpisce de "Il Conte di Montecristo" e che, al di la degli anni che si porta dietro (ha oltre 150 anni), quest'opera dimostra di essere ancora attuale, quasi come fosse stata scritta non troppo tempo fa, apparendo immortale, come è giusto che sia per ogni grande classico e capolavoro che si rispetti.
Questo libro è davvero un testo unico e completo negli argomenti esposti e sviluppati. Qui, come in poche altre opere, si affronta l'essere umano in ogni suo sentimento ed emozione, sviscerando la sua più profonda natura, passando dalla gelosia all'invidia, dalla perfidia all'odio. Ci viene narrata una storia fatta di ascesa, caduta e rinascita, donandoci una trama anch'essa completa di tutto ciò che garantisce un'autentica epopea, abbellita per altro da emozioni crescenti e da vari colpi di scena.
Inoltre questo libro è dotato di un ritmo abbastanza spedito, mai veramente noioso grazie anche al numero non povero di personaggi che incarnano molto bene le debolezze e le virtù umane (come dimenticare il saggio Faria?).
La sua natura da "romanzo d'appendice" lo porta ad essere un libro molto gustoso, avvincente ed inevitabilmente entusiasmante, seppure potrebbe risultare troppo lungo per alcuni palati, tanto da scoraggiarne la lettura. Tuttavia consiglio, come molti altri prima di me, di non lasciarsi intimorire perché la lettura vale assolutamente tutte le mille e passa pagine che la compongono.

Lo stile di Alexandre Dumas si mostra poetico ed evocativo e le descrizioni profonde fanno comprendere perfettamente, a mio dire, le emozioni interiori e gli stati d'animo dei personaggi. Tra tutti non posso non menzionare l'intero periodo in cui Edmond si ritrova imprigionato nel claustrofobico Castello d'If, un momento questo in cui l'autore raggiunge vette davvero elevate dove ci fa ben comprendere il dolore interiore del giovane, la solitudine e tutti quegli oscuri e giustificati pensieri che portano la mente a certe tragiche risoluzioni.
In tutto questo, quello che ho trovato davvero riuscito, è il dualismo netto che Alexandre Dumas ha saputo donare al suo protagonista. Se all'inizio della storia ci troviamo davanti ad un Edmond pimpante, gagliardo, ingenuo e fresco della sua giovinezza, ecco che poi ne ritroviamo un’altro che pare un'altra persona, abbandonando cosi non semplicemente l’identità passata, ma proprio il suo essere, lasciando cosi il posto ad un uomo totalmente nuovo, rinato, plasmato e temprato nell'odio dei suoi nemici. E trovo questo dualismo davvero ottimo per il semplice fatto che si può ben riconoscere la netta distinzione psicologica e morale di Edmond da “l'Edmond ragazzo” a “l'Edmond uomo”, si tocca con mano questa diversità a tal punto che, appunto, sembra di ritrovarsi dinnanzi a due personaggi completamente diversi, non solo di nome ma anche di fatto. Non credo sia cosa facile da realizzare, per tale motivo ho voluto segnalarla. Anche il motivo trainante di tutta la storia, ossia la vendetta, la quale viene trattata sicuramente bene dall'Autore che mostra come possa colpire tremendamente dopo anni di pianificazione tanto da far valere il famoso detto "la vendetta è un piatto che va servito freddo". Ma, a parte questo, ci viene fatto capire come vivere solo in nome della vendetta, credendosi quasi la mano di Dio o della giustizia divina, possa portare un uomo a dimenticasi della felicità e dell'amore, divenendo quasi un'ombra ossessionata solo dal suo sanguinoso (seppur legittimo) desiderio. In questo, trovo evocativo e ben riuscito il finale, malinconico e quasi commovente.

Insomma, non mi sarei mai immaginato di leggere nella mia vita un classico e di rimanerne peraltro cosi colpito da volerne leggere altri ancora. Se cercate un libro epico e che sappia appassionare credo proprio che “Il Conte di Montecristo” faccia al caso vostro, tanto più se amate i classici e i romanzi ottocenteschi appartenenti specialmente alla letteratura francese.

Piccola nota: dovrete necessariamente ritagliarvi un po’ di tempo per la lettura di questo librone, perché mille pagine non si leggono in un baleno, per questo mi sento di consigliare di trovarvi un periodo sgombro da qualsivoglia impegno e di godervi questo libro pienamente, come si merita.
Buona lettura!

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Il Conte di Montecristo 2014-05-04 10:44:42 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    04 Mag, 2014
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La vendetta è fredda e indigesta

Provate a immaginarvi in questa situazione. State per sposarvi con la donna che amate, state per raggiungere l’apice della vostra carriera, avete una famiglia e tanti amici che vi amano e vi stimano. Bello no? Immaginate ora che dei nemici silenziosi, invidiosi della vostra felicità, innamorati della vostra futura sposa, ordiscano contro di voi un complotto per strapparvi a tutto ciò che avete. Dalla felicità vi butteranno ingiustamente nell’oblio, facendovi marcire per 14 anni nelle segrete di una prigione, a patire la fame, la solitudine, il buio, e cosa peggiore, convivendo col pensiero che tutto ciò che avevate di buono al mondo, va avanti senza di voi.
Se siete riusciti ad immedesimarvi in questi pensieri, avrete non poca empatia nei confronti di Edmond Dantès, protagonista di questa opera storica, giustamente posta tra i migliori classici mai scritti. Una raccomandazione, non lasciatevi assolutamente spaventare dalla mole del libro, pensate che invece di leggerne due, ne leggete uno, ma ne varrà sul serio la pena. Inutile dire che la scrittura di Dumas rende chiaro l’abisso che c’è tra la cultura degli scrittori dei suoi tempi, rispetto agli scrittori attuali. Dumas ed i suoi contemporanei erano dei veri intellettuali, oggi invece chiunque sia in grado di impugnare una penna crede di poter scrivere un libro. Ma questo è un altro discorso, passiamo alle emozioni che il libro suscita.
Edmond Dantès, arricchito culturalmente ed economicamente dall’abate Faria, suo compagno in prigione dall’immensa saggezza, fugge per consumare la sua vendetta lenta e perfetta nei confronti di coloro che gli hanno rubato l’amore della sua vita, che hanno lasciato morire di fame il padre e che ora vivono una vita di lusso e ricchezza nonostante le loro cattive azioni. Sorprende il cambiamento che Edmond mostra, diventando il Conte di Montecristo, una figura quasi divina, dotata di un sapere e una ricchezza immensi. Il Conte è spietato, silenzioso, talmente potente che egli stesso crede di poter essere lo strumento di Dio per attuare la sua giustizia, mano a mano che la sua vendetta si compie. Ma Edmond è ancora vivo nelle profondità del conte, prova ancora amore, anche se non vuole ammetterlo, pietà per coloro sui quali la sua ira si abbatte implacabile, perché in fondo, è molto diverso da loro, ed il modo in cui vuole distruggerli uno ad uno, lo fa sentire allo stesso livello di questi ultimi, provocandogli non pochi rimorsi. Edmond rappresenta alla perfezione l’animo umano, che una barca malmessa buttata alla deriva da una tempesta di sentimenti. Siamo spettatori delle ansie di tutti i personaggi, che assumono ognuno la propria personalità ben distinta e definita, ne amiamo alcuni, ne odiamo altri, Dumas è molto bravo a renderne chiari i tratti. Inutile dire che la storia è affascinante, ed ogni pezzo del puzzle piano piano va ad incastrarsi alla perfezione.
E’ un libro che da tanto spunto di riflessione sui temi più svariati, l’amore, la vendetta, l’amicizia, l’onore, e ci fa vedere stampata su carta la mentalità, le usanze, le idee che si avevano in quel periodo storico, così lontano da noi non solo per il tempo che è passato.
Inutile dirlo, è un libro assolutamente da non perdere.

“Non v’è né felicità né infelicità a questo mondo, v’è la comparazione tra una condizione e l’altra, nulla più. Solo colui che ha conosciuto l’estrema sventura è in grado di provare l’estrema felicità. Bisogna aver desiderato morire, per sapere quanto sia bello vivere.”

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Il Conte di Montecristo 2014-03-06 10:46:25 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    06 Marzo, 2014
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L’amaro sapore della vendetta

Non si può restare indifferenti di fronte a un romanzo che sembra incarnare lo spirito di rivincita di chi ha sempre subito. È uno di quei testi talmente ben congegnati che mi viene da definirlo il capostipite di tante fiction che con ormai con quotidianità ci vengono propinate dalle varie reti televisive.
La vicenda di Edmond Dantès, incarcerato ingiustamente e che, fatta la conoscenza con un vecchio prigioniero (l’abate Faria) riesce a evadere grazie a uno stratagemma, arricchendosi con un favoloso tesoro trovato sull’isola di Montecristo è già di per sé densa di accadimenti e di emozioni, ma se poi vi si aggiunge la vendetta perpetrata sotto falso nome (appunto conte di Montecristo) porta il lettore a uno stato di tensione del tutto particolare e rilevante. Ma l’abilità di Dumas non sta solo nella sua capacità di aver articolato una trama così ben congegnata, ma anche nell’attenta analisi psicologica dei protagonisti, una cura tale da rendere ben avvertibili le atmosfere. Scrivere però del solo conte di Montecristo sarebbe un errore imperdonabile, perché l’autore, affinché i lettori dell’epoca potessero comprendere appieno tutta la storia e si entusiasmassero quindi ad essa, fa rivestire altri panni a Edmond Dantés, e così abbiamo Lord Wilmore, un nobile inglese prodigo di buone azioni, Sinbad il marinaio che salverà la famiglia Morrel dalla bancarotta e infine l’abate Busoni, a cui ricorrerà per far valere la reverente autorità religiosa. Insomma, Edomond Dantes diventa un antesignano di Fregoli. In breve dico solo che il protagonista riuscirà a guadagnare la fiducia di quei nemici che l’avevano fatto incarcerare, distruggendo poco a poco le loro vite e le loro famiglie, senza che gli stessi arrivino a nutrire il benché minimo sospetto, almeno fino al colpo di scena finale.
Ma la vendetta lascia sempre con l’amaro in bocca e il vero valore dell’opera emerge quando Dantés si renderà conto che i quattordici anni trascorsi in galera e gli altri utilizzati per cercare di placare il suo odio sono irrimediabilmente trascorsi e che nessuno potrà più restituirglieli; preso atto di una sostanziale sconfitta perché la vendetta non può mai sanare quanto patito, subentrerà il desiderio di ritornare a essere l’onesto e semplice Edmond Dantes di prima della condanna e l’unica via con cui è attuabile è stravolgere quel fuoco che prima gli bruciava dentro e che ora già accenna a smorzarsi. Il rilevare d’essere sceso al livello dei suoi rivali, anzi addirittura anche più in basso è un risveglio della sua coscienza. Quindi, per poter tornare a vivere secondo la sua originaria personalità l’unica via percorribile è quella del perdono e della redenzione, ed è quello che farà.
E così si chiude un cerchio in cui vengono affrontati, secondo un ordine rigorosamente logico, temi basilari in un essere umano quali la giustizia, la vendetta, il perdono e la pietà.
Benché, per certi aspetti presenti le caratteristiche dei romanzi popolari dell’epoca, è proprio il modo con cui Dumas affronta queste tematiche che finiscono con il renderlo un’opera ancora attuale, facendolo rientrare nei grandi classici che non avvertono il trascorrere del tempo.
Mi pare ovvio che, per stile, per contenuti, per struttura, per svolgimento della vicenda stessa la lettura de Il conte di Montecristo sia sen’altro da raccomandare.

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I tre moschettieri, di Alexandre Dumas
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Il Conte di Montecristo 2014-02-28 10:29:23 LolloP
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LolloP Opinione inserita da LolloP    28 Febbraio, 2014
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C come Classico e Capolavoro

Classico.
Questa semplice e spesso usurata parola descrive un romanzo che ha saputo vincere la sfida del tempo, che continua a vendere copie, a stuzzicare la fantasia di migliaia di lettori, rimanendo, nonostante siano trascorsi anche secoli dalla sua pubblicazione, attuale, moderno e godibile.
Tutte queste caratteristiche appartengono appieno al "Conte di Montecristo", una delle più celebri opere di Dumas.
Edmond Dantès, marinaio di Marsiglia, all'apice della gioventù e del successo è assalito dall'invidia e gelosia di alcuni suoi compaesani e, accusato di un inesistente reato politico, viene imprigionato ingiustamente per 14 interminabili anni nel castello d'If.
Prima che le porte della cella si chiudano, Edmond , disperato, domanda " che sia imbastito un giusto processo" ed è dalla mancata risposta a questa doverosa e naturale richiesta che trova luce il motore delle oltre mille pagine del romanzo: la vendetta.
E' questo sentimento a far sopravvivere Dantès agli anni di prigionia e ad aiutarlo, miracolosamente evaso, ad abbattere uno ad uno, con caparbietà, sagacia e astuzia tutti coloro che hanno contribuito a distruggere la sua giovinezza e la sua vita.
Dantès, divenuto Conte di Montecristo, sceglie di applicare la sua personale Legge del Taglione, e gli esiti sono mirabili.
Dumas crea un racconto complesso in cui numerose trame e temi si intrecciano tra loro: la politica, la storia, il diritto, l'amore, l'avidità, la religione. Come tutti i grandi romanzieri egli da forma ad un coacervo di riflessioni, ora toccanti, ora comiche, sulla natura umana, creando un grande affresco della società del XIX ma , oserei dire, di ogni epoca.
Con occhio attento si indagano le convenzioni sociali, i rapporti fondati sull'opportunismo, così come gli sprazzi di affetto sincero e di onestà. La varietà della trama del romanzo è notevole, numerosi sono i livelli di lettura che è possibile trovare nel testo. Ci si può limitare a godere delle avvincenti avventure del Conte di Montecristo o si possono cogliere le infinite riflessioni di cui ogni dialogo, ogni azione si fa custode.
Io mi sono trovato molte volte ad ammirare la poesia di alcuni periodi o l'intelligenza di alcune frasi, cosa che, devo dire, accade piuttosto di rado con i romanzi contemporanei.
Il Conte di Montecristo non è certo una lettura facile, dato anche il volume delle pagine, ma una volta vinta la titubanza iniziale non potrà che meravigliare, anche solo se si vuole una lettura di intrattenimento.
Come ho detto, non è un caso se è divenuto un classico.

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Il Conte di Montecristo 2014-01-22 20:02:35 DarioDelMo
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DarioDelMo Opinione inserita da DarioDelMo    22 Gennaio, 2014
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Capolavoro Assoluto

Un Capolavoro. L'unica recensione possibile per quest' opera del maestro Dumas, non può essere che un mio esplicito consiglio di leggere questo romanzo storico( per chi ancora non l'avesse fatto).
Una romanzo che secondo la mia modesta opinione, andrebbe inserito nel programma scolastico di letteratura, un' opera che nessuno può ignorare per la storia intrigante e per i contenuti storici del romanzo. LEGGETELO.... anche per chi ha visto le varie trasposizioni cinematografiche......IL Romanzo è tutt'altra cosa!!!

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Il Conte di Montecristo 2013-07-28 21:23:40 Sam93
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Sam93 Opinione inserita da Sam93    28 Luglio, 2013
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Il mondo in un romanzo

Credo che questo sia un romanzo monumentale. Magari non è all'altezza di Tolstoj o altri grandi del suo secolo, questo non lo so, non sono un'esperta. Però in questo romanzo ho trovato una completezza che nessun altro romanzo mi ha trasmesso finora.
Qui c'è davvero tutto: emozioni in quantità e ogni genere di sentimento umano. Quella che spicca su tutte è la vendetta. Vediamo la meticolosità con cui Edmond costruisce la sua vendetta: la sua trama viene ordita cosi perfettamente che tutte le sue vittime (ma sarebbe meglio dire i suoi aguzzini) ci cascano senza rendersi conto di nulla di ciò che sta accadendo intorno a loro. Cadono nella tela del ragno uno dopo l'altro, senza nemmeno rendersene conto, innalzando a livelli celesti il genio di Edmond, che costruisce tutto questo.
Ma vediamo anche l'altra faccia della medaglia: ovvero ciò che anche la vendetta più perfetta non porta. Certo, vendicarsi di chi ti rovina la vita può essere soddisfacente, ma non porterà mai la felicità. Questo è il centro tematico che impregna ogni pagina di questo libro, a volte indirettamente, a volte tramite le riflessioni di diversi personaggi, fino ad arrivare al finale, in cui questo tema viene snocciolato apertamente, mostrando nei fatti cosa accade ai personaggi, Edmond in primis.
E poi ci sono tutte le altre emozioni e gli altri stati umani: ci sono l'amore, il desiderio, il potere, l'eterno conflitto tra ricchezza e povertà, la magnanimità, l'odio e via dicendo... tutte tematiche affrontate più o meno approfonditamente e potentemente da Dumas.

Meravigliose le ambientazioni del romanzo: dalla villa francese, al villaggio di inizio romanzo, fino al colosseo romano e alla fortezza della prigionia, Dumas riesce a rendere questi luoghi estremamente vividi nella mente del lettore, che li immagina e, soprattutto, li vede. Le ricchezze nell'isola di Montecristo non sono solo evocate o descritte, ma mostrate cosi vividamente che il lettore se le ritrova davanti agli occhi, dimenticando di star leggendo un libro.

Credo che sia un libro da non perdere, quando si entra nel tunnel del conte di Montecristo non se ne esce più, garantito!

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Il Conte di Montecristo 2012-09-12 20:03:03 Aliprandi
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Aliprandi Opinione inserita da Aliprandi    12 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 2012
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UN BELLISSIMO LIBRO

Mi sono lettermente bevuto le 1.200 pagine di questo libro in 15 giorni (.. o meglio notti) e l'ho trovato meraviglioso.
E il mio stupore è stato ancora più forte perchè non me lo aspettavo. Nel Conte di Montecristo c'è semplicemente tutto ... nelle 200 pagine di avventura pura, fino alla fuga del carcere e nelle 1000 nelle quali Edmond Dantes disegna, costruisce ed attua la sua vendetta.
Ci sono i luoghi minuziosamente descritti ,,,, Marsiglia (con il Castello d'If ... che voglia di andarlo a visitare!), la Roma ottocentesca, Parigi e, naturalmente, l'isola di Montecristo.
C'è la storia, con lo sfondo del conflitto tra realisti e bonapartisti.
E poi tutti, ma proprio tutti i sentimenti e le debolezze umane ... l'invidia e la voglia di potere, l'amore e la vendetta, la meschinità d'animo e la ricchezza, l'abbandono e la povertà, la rabbia e il perdono .... E per ogni parola che ho scritto c'è un personaggio nella mia mente ...
E poi scene di assoluta comicità, brani da vero romanzo poliziesco, l'hashish, i briganti, i contrabbandieri, le esecuzioni, i veleni, i suicidi, gli omicidi ... Non manca nulla.
Peccato solo per il finale, per quell'ultimo capitolo ... non mi è piaciuto. Ma questo è un problema mio....

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Il Conte di Montecristo 2012-07-09 07:50:10 farma70
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farma70 Opinione inserita da farma70    09 Luglio, 2012
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Un vero capolavoro

Un classico di altri tempi, che dire di libri così in libreria ultimamente se ne ritrovano veramente pochi.....oramai scrivono veramente tutti e di "spazzatura letteraria" se ne ritrova veramente tanta! Così per partito preso non acquiso più nessun libro se prima non ne ho consultato le varie recensioni e questo libro veramente le recensioni altissime se le merita veramente tutte!
Storia coinvolgente, personaggi ben descritti, trama mai noiosa....su Edmond Dantes che dire: praticamente un mito, ed è proprio vero nella vita bisogna proprio saper aspettare e poi sperare....In poche parole un classico che non può mancare nella biblioteca di ogni buon lettore!

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Il Conte di Montecristo 2012-01-02 17:29:34 enro
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enro Opinione inserita da enro    02 Gennaio, 2012
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Edmond Dantès

Tra i romanzi più conosciuti di Dumas, "Il conte di Montecristo" è un capolavoro assoluto.
Vendetta, perdono, misericordia, intrigo, amore...si mescolano in un libro carico di situazioni e colpi di scena che corrono rapidi tra le pagine.

La trama è un capolavoro per struttura ed intreccio. I personaggi si mescolano in situazioni coinvolgenti e la vendetta di Edmond cade a valanga lungo i capitoli sopra i suoi aguzzini. Comunque è un'opera di Dumas e, come le precedenti, mi ha stregato ed emozionato!

I personaggi sono, non dico tanti, ma abbastanza vista la struttura del libro. Non ve li citerò tutti ma sappiate che Dumas li presenta tutti e come il nostro eroe, Dantès, imparete ad amarli o ad odiarli. In questo senso grande è stato il lavoro dello scrittore.
Non si può non citare il protagonista però, il camaleontico Edmond che tradito sembra perduto per poi innalzarsi a Provvidenza. Un conte stravagante ed uno scienziato capace. Un samaritano e un vendicatore. Ah vi sentirete parte di Edmond e Dumas ci farà conoscere appieno l'animo del personaggio cosicché entrete nell'intreccio di quest'opera come giudici per Edmond che si eleva a Provvidenza ed a vendetta.

Lo stile è ottimo, il libro è scorrevole e non ci sono parti pesanti o spiegazioni noiose; anche perchè la trama è così ricca di eventi che non serviva proprio all'autore dilungarsi su argomento secondari.

Il conclusione un romanzo imperdibile, tal taglio moderno e dai contenuti forti ed entusiasmanti.

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Il Conte di Montecristo 2011-11-30 09:35:13 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    30 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 2011
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La madre delle fiction intriganti!

Premetto che è un libro che non ha bisogno di presentazioni, commenti o recensioni per spulciare cose o pensieri che ormai non sono stati detti da secoli. Il mio è un appunto per confermare che il piacere della lettura ha bisogno di essere rinnovato, stimolato e questa avventura epica per me è stata appagante e riconciliante.
Grazie Dumas!
E' una delle più belle storie mai raccontate, "Si ama sempre ciò che nuoce."
Edmondo Dantes è l'uomo che è facile amare ed è difficile odiare, incarna quello che in fondo noi vogliamo, la perfezione.

"Mi dovevo svellere il cuore il giorno in cui decisi di vendicarmi!"

"Non vi è né felicità né infelicità a questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto!"

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Il Conte di Montecristo 2011-11-04 15:51:35 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    04 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 04 Novembre, 2011
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Monsieur le Comte

Camaleontico, bizzarramente e verosimilmente camaleontico; un romanzo d'avventura nato dalla penna di un maestro, un romanzo capace di coinvolgere ogni singola emozione. E' bastato questo a Dumas perché m'innamorassi di lui. A lettura compiuta posso tranquillamente inserire il conte di Montecristo tra i miei romanzi preferiti.

Marsiglia, 1815: Edmond Dantès, secondo della nave Pharaon, potrebbe diventare presto capitano della stessa, in quanto abilissimo marinaio.
Ma una tale bravura e tanta onestà umana non possono far altro che suscitare invidie e risentimenti; così Dantès, innocente e ingenuo, si ritroverà fra le insidie della (in)giustizia francese, e sarà costretto in prigione per tanti anni della sua vita, finché Dio non gli ridarà la libertà e gli concederà vendetta.

Parto dal dire che lo stile di scrittura di Alexandre Dumas è uno dei migliori che io abbia mai incontrato: lineare, chiaro, né troppo sintetico né prolisso, dialogato quanto basta e senza una virgola fuori posto; il lessico non è eccessivamente impegnativo né scontato,la lettura non cade mai in banalità o in appendici inutili. Ora, se ha questo stile perfetto aggiungiamo una dose di esilerante avventura, di oscuri intrighi e una casta vena romantica, si può immaginare quale capolavoro possa venirne fuori.

Ho potuto apprezzare ogni singola vicenda, ogni disparato sentimento, ogni vario paesaggio, perché le descrizioni che l'autore ci fornisce riguardo ogni singolo avvenimento sono precise, dettagliate e facili da comprendere; i personaggi sono vividi, pieni d'umanità e d'istinti, protagonisti indiscussi del romanzo, e questo non solo per quanto riguarda il celebre conte, ma anche per i suoi affetti, i suoi antagonisti e gli altri personaggi secondari.
Le ambientazioni delle vicende sono davvero realistiche, un punto enorme a favore dell'autore che dimostra così anche di conoscere in modo eccellente i luoghi che non appartengono alla sua patria (i benefici del viaggiare molto) ma di cui conosce usi e costumi. Così, in un romanzo che doveva presentarsi in uno sfondo prettamente francese, ritroviamo la bella Roma italiana, cibi orientali e tanti altri luoghi descritti con perizia e affidabilità.
Non saprei davvero cosa chiedere di più ad un libro.

Ciò che ho potuto scrivere non è che la minima considerazione riguardo ai meriti di questo testo; ad ultimo, aggiungo soltanto che Il Conte di montecristo, con la sua dolcezza, la sua bontà, ma anche con il suo cuore duro e con le sue fredde ricchezze, mi ha estremamente commosso, adirato, fatto battere il cuore e tenuta col fiato sospeso fino alla fine.
E se non l'avete fatto, questo è il mio unico consiglio: leggetelo, leggetelo, leggetelo!

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Il Conte di Montecristo 2011-09-29 23:06:59 gigi8790
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gigi8790 Opinione inserita da gigi8790    30 Settembre, 2011
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Il romanzo della mia vita

Il conte di Montecristo, di Dumas, è senza dubbio il libro più bello che abbia mai letto. La storia di Edmond Dantes è un viaggio nei sentimenti più contrastanti dell'uomo. C'è tutto in questo romanzo: l'amore, la gelosia, la felicità, l'odio, il desiderio di vendetta, la furbizia, l'avidità, la passione, la sofferenza, il rancore, l'intelligenza, il perdono, la fede. Dumas è capace di dar vita a figure destinate a rimanere nella storia della letteratura (l'abate Faria tanto ad es.). I personaggi, infatti, vengono tratteggiati in modo preciso e diventano familiari al lettore. La storia è ricca di colpi di scena e il finale è originale.
Lo stile narrativo di Dumas è perfetto, merito anche di un ottima traduzione. La storia non perde ma d'intensità e una volta iniziata la lettura si fa fatica a chiudere il libro.
Un classico da leggere a tutti i costi.

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Il Conte di Montecristo 2011-08-19 16:57:07 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    19 Agosto, 2011
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Un capolavoro!!!

Quando la bibliotecaria mi ha detto “le ho comprato il Conte di Montecristo” sono stata veramente contenta, però quando ho visto la “mole” del libro il mio entusiasmo si è spento, quasi 1300 pagine per un classico, libri che io generalmente non leggo. L’ho quindi iniziato con poca convinzione di riuscire ad arrivare alla fine , ma mi sbagliavo, è un libro che ti cattura subito e non riesci più a mollare, mi ero ripromessa di leggerlo solo alla sera e di non portarlo in spiaggia ma non ci sono proprio riuscita.
Sulla trama non mi soffermo, credo sia nota a tutti, Edmond Dantès giovane marinaio viene ingiustamente rinchiuso in carcere con l’accusa di bonapartismo, grazie a un complotto di alcuni uomini che lui reputava amici, una volta evaso dal carcere si dedicherà anima e corpo alla sua inesorabile vendetta.
Il libro è lento, ma del resto è un libro da assaporare pagina dopo pagina , ho a volte trovato la lettura un po’ tediosa, non a causa del linguaggio, che ho trovato moderno, ma a causa dei molteplici personaggi che popolano questo romanzo,conti, contesse, baroni…. c’è veramente molto affollamento e in alcuni casi sono dovuta andare a cercare quella o quel personaggio nei capitoli precedenti per cercare di ricordarmi chi fosse o cosa avesse fatto, ma questo probabilmente perché ne ho letto gran parte in spiaggia ed è difficile concentrarsi.
Ho letto molti libri ma non ho mai trovato un protagonista così interessante come Edmond Dantès, un uomo dalle molteplici sfaccettature. Quando entra in carcere è un ragazzino ancora pieno di speranze e fiducia nel prossimo, povero di cultura ma ricco di amore per la famiglia e la sua vita, e soprattutto privo di cattiveria e malizia, ne uscirà un uomo completamente diverso, ricco , infinitamente ricco, disincantato dalla vita, un uomo dai modi raffinati ,coltissimo, e assetato di vendetta per tutto quello che gli è stato tolto in quei terribili anni di prigionia. La trama della sua vendetta è tessuta con filo finissimo, invisibile,soprattutto agli occhi delle sue vittime, nulla è lasciato al caso, ogni azione o discorso del Conte hanno uno scopo, capita di leggere dei capitoli e non capire il perché di certe cose che succedono, ma ecco che appena qualche capitolo dopo tutto assume un significato.
Il testo è veramente ricco di dialoghi diretti, e questo secondo agevola la lettura ,teniamo conto che è un romanzo del 1844, ho trovato anche curioso il modo in cui l’autore ci fa dei brevi riassunti all’inizio di certi capitoli, come se durante la stesura del libro avesse immaginato che ci saremmo persi in alcuni punti .
Bellissimo libro che non si può fare a meno di consigliare, una lettura edificante che regala molte emozioni.



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Il Conte di Montecristo 2011-04-26 11:58:30 GabriCremo
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GabriCremo Opinione inserita da GabriCremo    26 Aprile, 2011
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Fantastico

Parto col dire che, per gusti personali, non sono un grandissimo appassionato dei "classici", ho provato a leggere diverse opere del passato e molte le ho trovate in qualche modo noiose, anche se spesso il tessuto narrativo era ben fatto.
Non è il caso di quest'opera, che è davvero un capolavoro. La dimensione del libro può spaventare (sono più di novecento pagine), e, conseguentemente, anche la mole di tempo che è richiesta per leggerlo (ho impiegato circa un mese per terminarlo), ma trovo che ne sia valsa veramente la pena; perchè la storia è avvincente, capace sempre di incuriosire il lettore su cosa accadrà nelle pagine successive; i personaggi affascinanti e variopinti, con il conte di Montecristo unico nel suo genere; lo stile, sebbene il romanzo risalga a più di centocinquanta anni fa, scorrevole e pulito (con i limiti che può avere un libro scritto così tanto tempo fa). Inoltre un finale memorabile, con le ultime 200 pagine che non lasciano davvero nulla di incompiuto, ma danno un senso pieno a tutti gli eventi avvenuti nella parte precedente del libro.
Da sottolineare la meravigliosa trasformazione di Edmondo Dantes, giovane innocente nella prima parte del libro che diventa quasi una sorta di "divinità manipolatrice" per gli altri personaggi principali nella parte centrale, fino a ritornare umano nella parte finale del libro.
Se si vuole trovare un piccolo neo a quest'opera è forse l'eccessiva presenza di parti in cui si parti in si parla di speculazioni economiche, crediti, rendite e affini, che ho trovato scarsamente interessanti all'interno della storia; poca cosa comunque all'interno di un simile capolavoro!
Bravo Alexandre Dumas, uno capace di inserire all'interno del suo romanzo nozioni di medicina, scienze naturali, storia, geografia, letteratura, nonchè di citare giganti come Dante e Shakespeare!!

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Il Conte di Montecristo 2011-02-02 10:25:55 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    02 Febbraio, 2011
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Vendicarsi con ferocia...

Storia indimenticabile di altri tempi...ma attuale per il contenuto, perchè chi non ha mai conosciuto il tradimento e la cattiveria degli pseudo-amici? Io stessa ne ho avuto amare esperienze.
Ovviamente qui la vicenda è amplificata: un marinaio viene imprigionato il giorno delle nozze, imprigionato a Marsiglia ed accusato di crimini non commessi da tre falsi amici, vi rimane confinato per 14 anni.
Riuscito a fuggire con uno strattagemma, tornerà con un altro nome e diventato ricco, inizierà a saldare i conti con i suoi persecutori. La sua vendetta sarà terribile, ma proporzionata alle ingiustizie e angherie subite.
Indimenticabile lo sceneggiato televisivo con Andrea Giordana del 1966, perfettamente attinente al libro...
Per le situazioni avventurose, per la morale della vicenda e per il suo finale che rappresenta la rinascita di un uomo colpito dalla sventura, consiglio questo libro a tutti, ma in particolare ai lettori amanti dei classici.
Consigliato.
Saluti.
Ginseng666


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I classici...
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Il Conte di Montecristo 2011-02-02 07:47:00 Manem
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Manem Opinione inserita da Manem    02 Febbraio, 2011
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Il Romanzo per eccellenza!

Ho impiegato non so quanto tempo per leggere 1200 pagine nella sua versione integrale. IL romanzo. punto. Non si discute. Bello, coinvolgente, pieno di storie e di storielle, leggende e personaggi. Tutti i sentimenti e le emozioni si mescolano fra loro. Dumas ha proprio insegnato tanto a questo mondo. Lentissimo ma del resto, come ho già detto, è IL romanzo.

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Il Conte di Montecristo 2010-10-07 12:12:25 dmcgianluca
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dmcgianluca Opinione inserita da dmcgianluca    07 Ottobre, 2010
Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 2010
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moderno, ma dal sapore antico

Bellissimo, coinvolgente, dal ritmo serrato come nei migliori gialli della nostra epoca, ma i dialoghi, le ambientazioni, le parole che vengono usate, tutto quell'armamentario di gesti cortesi, eleganti, appartengono all'ottocento ed e' un peccato che adesso non si usino piu'. L'ho letto diverso tempo fa ma ancora lo ricordo bene.

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Il Conte di Montecristo 2010-09-20 15:29:24 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    20 Settembre, 2010
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Il Conte di Montecristo

Opera che il grande Dumas terminò di scrivere nel 1844, in cui si narrano le vicende del marinaio Edmond Dantès, ambientate in un arco temporale che va dal 1815 e il 1838.
Io lo definerei un testo precursore del genere giallo e della suspance, perchè pagina dopo pagina i colpi di scena e gli accadimenti incollano il lettore al racconto.
Se per un verso è la storia incredibile della cattiveria umana, dell'immoralità, dell'ingordigia, dall'altro lo è della rabbia, di una vendetta, della morte e rinascita di un uomo.
E' un romanzo intriso di sentimenti e stati d'animo profondi che caratterizzano così finemente i personaggi da renderli vivi e palpitanti davanti al lettore.
Mi ha commosso profondamente, sia per la vicenda narrata sia per il pathos.
Per quanto concerne la lingua e lo stile adottato dall'autore, sono straordinariamente moderni; romanzo strutturato prevalentemente sul dialogo diretto tra i personaggi, con pochissimi excursus descrittivi, così da consentirne una lettura rapida e avvincente, mai noiosa.
In conclusione è un testo stupendo che consiglio a tutti.

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Il Conte di Montecristo 2010-08-19 17:55:39 Riva
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Riva Opinione inserita da Riva    19 Agosto, 2010
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un'avventura imperdibile, un libro impareggiabile

Tra i migliori libri che abbia mai letto, un assoluto capolavoro che ti rapisce e ti coinvolge fin dalle prime pagine e ti fa vivere una fantastica avventura tra la follia del genere umano..dopo il conte di montecristo ci saranno solamente...libri..

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Il Conte di Montecristo 2010-06-18 14:39:46 kobe
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kobe Opinione inserita da kobe    18 Giugno, 2010
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La vendetta è un piatto che va servito freddo

Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei capolavori assoluti della letteratura. Un romanzo che non può non essere letto.
Il giovane Edmond Dantes si sta per sposare con una ragazza di cui è innamoratissimo, sta per diventare capitano di vascello, insomma la vita gli sorride. O almeno così sembra. Purtroppo per lui falsi amici e finti confidenti trameranno una congiura, nata quasi per scherzo e finita in tragedia, facendolo accusare di cospirazione e relegandolo a scontare l'ergastolo in prigione su un'isola. E' da qui che nasce il suo spirito di vendetta, che una volta evaso lo porterà a tessere una trama astuta e tremendamente cinica per ritrovare tutti i responsabili delle sue sofferenze e ripagarli della stessa moneta.
Una storia avvincente, ricchissima di personaggi affascianti(soprattutti quelli "interpretati" da Edmond stesso), che solo apparentemente è priva di qualsiasi sentimento di pietà.
Non fatevi spaventare dalla mole, la lettura scorre via che è una meraviglia!!!
Uno dei più bei libri che abbia mai letto.

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A TUTTI!!!!!!!!!!!!!
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Il Conte di Montecristo 2010-06-11 13:40:18 sabrinat2601
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sabrinat2601 Opinione inserita da sabrinat2601    11 Giugno, 2010
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Vendetta...tremenda vendetta !!!

Sublime! Uno dei romanzi meglio scritti di sempre. Il tutto ruota attorno al desiderio e ai sentimenti del nostro vendicativo eroe: Edmond Dantes, che come un abile trasformista dopo le ingiustizie subite a causa di una congiura, riesce ad impersonare personaggi diversi fino ad ottenere la sua tanto sperata vendetta e la tanto osannata pace.
Consigliatissimo.

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