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La trama e le recensioni di Ubik, romanzo di Philip K. Dick edito da Fanucci. Glen Runciter comunica con la moglie defunta per avere i suoi consigli dall’aldilà. Joe Chip scompare dal mondo del 1992 e si ritrova nell’America degli anni Trenta, mentre riceve misteriosi e cupi messaggi. Una trappola mortale sembra aver annientato i migliori precognitivi del sistema solare. È in corso una lotta per scrutare il futuro nel corso di un’impossibile dissoluzione del presente; mondi e tempi diversi vivono e fluiscono contemporaneamente, la vita si scambia con la morte. In Ubik Philip K. Dick affronta con grande ispirazione alcuni dei suoi temi più profondi: l’illusione che chiamiamo realtà, la mancanza di un tessuto connettivo e di un principio unificatore al di sotto dell’apparenza delle cose, il mistero di un Dio che tiene i dadi della vita e della morte. Scritto nel 1966 e pubblicato nel 1969, Ubik è una delle opere più sconcertanti e riuscite di Philip K. Dick. Per il suo dirompente surrealismo, per l’ironia e la passione con cui analizza la società umana, Ubik è un classico di quella letteratura che sempre si spinge a esplorare i paradossi dell’esistenza con le armi della visione e della fantasia, di uno sguardo anarchico, insaziabile e curioso.

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Ubik 2013-05-15 06:40:42 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    15 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento: 15 Mag, 2013
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Il carosello di Ubique, accorrete comprate Ubik…

Affascinata, ammaliata da questo psichedelico viaggio intorno a un mondo fantastico che mi ha letteralmente rapita e come in uno spot pubblicitario il messaggio subliminale mi ha condotto in un mondo ricco di avventure, una corsa incalzante per superare le trappole mortali, una vera e propria lotta contro il tempo, tanto mordente e tanto stupore per conoscere Ubik.
Un mondo fatto di agi che funzionano solo inserendo monete, di gratis c’è davvero poco.
Da questo momento in poi porterò sempre dietro delle monetine per aprire la porta di casa del mio "condappartamento", per accendere il forno della cucina, per aprire i rubinetti, per usare il tostapane, per guardare la tele e porterò sempre una bomboletta spray Ubik….non si sa mai!

Ma Ubik cos’è?

Ubik è un balsamo per capelli, un istituto di credito, un caffè tostato, un elettrodomestico,un germicida, un sacchetto di plastica per cibi,un reggiseno anatomico, un deodorante, un decongestionante….

CAVEAT EMPTOR. Clienti state attenti!

Ubik è…
E’ la quintessenza della merce e dunque il nucleo allo stato puro dell’ideologia capitalistica americana.
E’ la sostanza divina che come l’olio unge il capo è come lo sperma della balena Moby Dick, serve a nascondere la realtà ultima della morte e della distruzione.
E’ la sostanza sfuggente di cui è fatta non solo la fantascienza, ma la letteratura in senso più generale.
E’il demiurgo…è l’ubiquo…

La storia è ambientata nel 1992 e contemporaneamente nel 1939, parallelamente si svolgono una serie di eventi legati al decadimento e alla regressione del mondo, ormai considerato un cespite obsoleto, il presente e il futuro si rincorrono assieme alla vita e alla morte a colpi di talenti e non talenti, di psi, precog, moratorium svizzeri di lusso, telepati, macchine omeodiane, individui inerziali, sbronze di papapot e tanta voglia di andare al Kibbutz di Topeka!

"Da quando in qua hai bisogno di droghe psichedeliche per allucinarti? Tutta la vita è un'allucinazione a occhi aperti."

Non sto delirando è tutto quello che Philip K. Dick ha coniato nel 1969 pubblicando Ubik, per delineare il mondo che nasce dalla percezione legata all’effetto delle anfetamine che andavano di moda in quegli anni. Dick è un genio assolutamente lucido e brillante che ha fatto incontrare la fantascienza con la letteratura postmoderna.

Sono salita sull’astronave “Disfatta II” e assieme a Joe Chip, Al, Pat, Rungiter, Ella e il troll Jory ho vissuto la missione su Luna e assieme a loro ho visto i flashback spazio-tempo e mi sono sempre cosparsa di una spruzzata di buon Ubik d’annata per esorcizzare la morte, li ringrazio tutti infinitamente perché mi hanno fatto vivere un’avventura che difficilmente dimenticherò.

Ubik è…lo scoprirete solo leggendo!

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Ubik 2011-10-21 10:06:37 OedipaDrake
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OedipaDrake Opinione inserita da OedipaDrake    21 Ottobre, 2011
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Opera cardinale di Dick

Opera cardinale di Dick, è ricca dei temi classici di questo autore: i paradossi dell’esistenza, l’analisi “surrealista” della società umana, il labile e spesso inesistente confine tra realtà e illusione, la mancanza di un principio unificatore del significato delle cose (e degli stessi concetti di vita e morte).
L’irruzione del soprannaturale, gli interrogativi incalzanti e colpi di scena mettono a dura prova il lettore, che, come i personaggi del romanzo, si ritrova in una mondo né del tutto reale né completamente fantastico, in un vortice che fa perdere ogni senso dell’orientamento, lasciando aleggiare solo l’angoscia di non comprendere più cosa esista davvero o no, se siamo vivi o morti, se questo “Ubik” sia la salvezza (ma da che cosa?) oppure la fine di tutto.

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Ubik 2010-01-15 20:48:04 Giosaffani
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Giosaffani Opinione inserita da Giosaffani    15 Gennaio, 2010
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Voto 6,5!

Particolare ma un pò confusionario. Finale ambiguo.

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.. e a chi piace Dick
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Ubik 2009-11-18 15:15:29 striga66
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striga66 Opinione inserita da striga66    18 Novembre, 2009
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alienante

non so cosa dirvi posso solo proporvi di leggerlo perchè come pochi altri ha saputo anticipare molte situazioni che viviamo oggi non a caso molti sono i film tratti dai suoi romanzi e racconti

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asimov
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Ubik 2009-04-18 00:04:35 Giacomo
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Opinione inserita da Giacomo    18 Aprile, 2009

mi spiace ma non lo capisco

Per la verità ho letto questo libro diverso tempo fa e l'ho trovato molto ma molto lontano da me nonostante le meraviglie che ho sempre sentito.

Allora ho dato una seconda possibilità e ho letto 'la svastica sul sole' pensando che magari non avevo letto ubik nel modo giusto.

Alla fine l'ho accettato: Dick non è per me. Davvero troppo onirico per i miei gusti. Magari un giorno lo rileggerò e cambierò idea ma non per il momento

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Ubik 2009-02-25 20:34:48 AndreaGarbin
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AndreaGarbin Opinione inserita da AndreaGarbin    25 Febbraio, 2009
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Ubik: realtà o esperienza onirica?

Scritto nel 1966, Ubik, è senza ombra di dubbio uno dei romanzi più inquietanti ed irruenti di Dick, e quello dove maggiormente riesce a confondere la realtà con l’esperienza onirica che spesso riempie le trame dei suoi romanzi.

Mi risulta difficile etichettarlo come un qualunque libro di fantascienza, e per il modo in cui ne affronta i classici temi, cercando di scomporre tutte le basi della fantascienza classica, e per la sua capacità di analizzare la società.

Fu proprio grazie a questa geniale opera che l’autore venne nominato membro onorario del College Du Pataphysique.

Come già accade in altri libri di Dick, anche in Ubik, l’argomentazione principale resta il problema della realtà. Se all’inizio della storia ci sono un protagonista, Glen Runciter, e un gruppo di persone, che vivono in una realtà ben distinta, proseguendo nella lettura, notiamo invece che, poco a poco, questa realtà tende a sgretolarsi, a destrutturizzarsi, come puntualizza l’autore stesso. Tutto nasce appunto da quell’esplosione sulla Luna. Da quel preciso istante Dick spezza la narrazione dividendola su due differenti piani della realtà, e i protagonisti si credono chiusi tra due forze invisibili che si contrastano. Questo meccanismo fa si che il lettore, sottoposto a un incessante avvicendarsi di colpi di scena, si ritrovi a combattere con dubbi ed ipotesi che si montano e si smontano in continuazione.

Se siete abituati a leggere libri che vi permettono, al loro termine, di incastrare perfettamente ogni accadimento, ogni episodio, ogni indizio, trovati nelle pagine precedenti, beh, preparatevi al peggio, perché quando chiuderete Ubik, non riuscirete ad avere la certezza che il finale sia veramente ciò che palesemente potrebbe sembrare.

Capolavoro degli anni sessanta, un libro assolutamente da non perdere, non solo per gli appassionati di genere, ma anche, e forse soprattutto, per il grande pubblico che non si è mai avvicinato alla science-fiction.

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Se avete amato "Matrix" questo libro, come altri di Dick, è la vera radice che ha ispirato lo stile e la filosofia del film.
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