Carrie
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Opinioni inserite: 10
Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2012
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Un ritmo narrativo di gran carattere
Ho un ricordo molto nitido di questo libro, perchè ricordo di essere stata rapita dal mondo interiore della protagonista del romanzo. Stephen ha la capacità di prendere un personaggio e rivoltarlo come un guanto sino a che non rimane nulla - o quasi - di irrisolto tra i meandri della sua interiorità. E la descrizione, il racconto di questo ego che viene gradualmente fuori servendosi delle parole come fossero bisturi a sprofondare nella profondità per estrarne puntuali, nuovi dettagli è il vero segreto di questo scrittore. Ridurlo al solo horror sarebbe veramente riduttivo. Stephen King è adrenalina.
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Carrie
"Vorrei poter scrivere una canzone così semplice/che potesse salvarvi, mia cara, dalla pazzia/che potesse aiutarti, placarti e far cessare il dolore/ della tua inutile conoscenza." Bob Dylan
"Il miscuglio di emozioni e di immagini era spaventoso, indicibile. Sangue. Infelicità. Paura. L'ultimo sporco scherzo di una lunga serie di sporchi scherzi: le passarono davanti in un vertiginoso groviglio...."
In questa frase tratta dal libro si può riassumere tutta la vendetta di Carrie che nel corso della sua pur breve vita ha subito scherzi e ingiurie da parte dei ragazzi della sua età e costrizioni, punizione e soprusi da parte della mamma fino al momento in cui grazie al suo immenso potere si vendicherà in maniera violenta e lasciando una lunga striscia di morte dietro di sè....
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Ultimo aggiornamento: 09 Novembre, 2011
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Una piacevole scoperta
Questo è il primo libro di Stephen King che io abbia mai letto, e non sarà di certo l'ultimo, perchè mi è piaciuto moltissimo! Avevo sentito parlare molto di questo autore e così, spinta da una grande curiosità, ho deciso di leggere questo libro che è uno dei primi scritti da King: e sono stata felicissima di averlo fatto! L'ho trovato stupendo!
Prima di tutto, King scrive divinamente: la suspense, la paura, la curiosità, la voglia di continuare a leggere e sapere la fine non mancano praticamente mai! Inoltre mi è piaciuta la sua idea di "riportare" più fonti e modi di narrazione contemporaneamente, apparentemente diversi ma sempre con l'intento di giungere alla stessa conclusione dei fatti. Le varie frasi tra parentesi e senza punteggiatura nei pensieri dei personaggi rendevano perfettamente l'idea della confusione, del disordine e della velocità o lentezza con cui gli eventi, i ricordi, le supposizioni di ognuno di essi si susseguivano senza un ordine preciso.
Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Carrie: una ragazza innocente e fragile, derisa e maltrattata dai suoi coetanei e da una madre fanatica della religione. Tuttavia Carrie possiede poteri telecinetici che utilizzerà per attuare la sua vendetta personale: distruggere, uccidere ed eliminare tutto quello che l'ha sempre fatta soffrire e l'ha sempre isolata dal mondo.
Quando Carrie usava i suoi poteri per fare tutto ciò, non potevo fare a meno di sentirmi sia triste che felice: triste perchè la tragedia è accaduta proprio nel giorno più bello della vita di Carrie, in cui lei finalmente si sentiva qualcuno, si sentiva felice, si sentiva parte del mondo. Si sentiva viva.
Felice, invece, perchè aveva ucciso tutti i ragazzi e le ragazze che l'avevano sempre derisa (in particolare quei due odiosi di Chris Hargensen e Billy Nolan) e aveva dato loro una bella lezione (forse fin troppo, ma in fondo si tratta pur sempre di pura invenzione!).
Devo anche aggiungere che il personaggio di Margaret White, la madre di Carrie, mi ha lasciata alquanto perplessa con una domanda fissa nella testa: ma esistono davvero persone così oppure è soltanto il frutto dell'invenzione di Stephen King? (Vabbè che si parla di un libro, però la curiosità rimane....). Molto commovente e simbolico il finale.
Questo libro mi è piaciuto così tanto che l'ho letto tutto d'un fiato: dopo averlo letto, mi sentivo una specie di buco nello stomaco, ma un buco che ero stranamente felice di possedere e che non è ancora andato via.
Dico solo un'ultima cosa: Stephen King aspettami! Leggerò i tuoi libri così mi riempirai di buchi nello stomaco!!
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La religione non è la risposta all'infelicità
"Carrie" effigia la genesi del mito King.Romanzo di breve duranta quantistica, ma di sesquipedale intensità emotiva e rievocativa di immagini ed azioni emblematiche dell'essenza umana.Credo, anzi ne sono puramente convinto, che l'elemento di principale spicco narrativo sia il rapporto ossessivo, compulsivo e maniacale tra madre e figlia sulla "questione religiosa". Le modalità con cui la madre impone l'osservanza dei credi cristiani alla sventurata e prostrata Carrie, sono abominevoli: dietro queste mitologie di obbedienza incondizionata ad un credo,King mostra l'evidente debolezza psicologica e umana di alcune persone. A completare l'ibrido incubo emotivo di Carrietta, si sommano solitudine,tiri meschini e quotidiani dei compagni di scuola(rimando il lettore alla scena iniziale del primo ciclo mestruale)e un odio sempre più nero e profondo verso tutto ciò che rappresenta il "diverso".Carrie,in corso d'opera, scoprirà gradualmente i suoi poteri telecinetici:qui inizia la vendetta, classico lampeggiante e freddo sentimento umano.Le vicissitudini narrative si tramutano in una storia di sangue e dolore a senso unico; Chamberlain , tranquilla e sonnolenta località del Maine, diventa un inferno amaranto di sofferenze restitiute con gli interessi...sofferenze che purtroppo coinvolgono anche persone innocenti estranee alla triste vicenda personale della protagonista.Al di là della cruda tassonomia degli eventi presentata da King( che ogni tanto può anche confondere e depistare il lettore), la domanda di riferimento attorno a cui si impernia l'opera è:"perchè mi sento così sola ed infelice?"...domanda esistenziale che sovente molti di noi dimienticano di porre alla propria coscienza, rifugiandosi in mistificate risposte religiose.
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Un horror classico e ben congegnato
Quando ho letto "Carrie", mi sono detta: "Bene. Quand'è che c'è da aver paura?".
E' una storia che, più che puntare sulla suspence e l'effetto sorpresa, fa riflettere sulla diversità e sulla società in cui viviamo. La protagonista, Carrie,appartiene alla tipologia della liceale "sfigata", emarginata per via del suo carattere introverso e il modo sciatto di vestirsi.
Ad aggravare il quadro, una madre bigotta, sessuofoba e con evidenti problemi psichici, che reprime la figlia in maniera insopportabile per via dei suoi poteri paranormali.
Se ci hanno ormai abituati a quei filmetti americani in cui la ranocchia sfigata si trasforma in una vamp adorata da tutti che trova il principe azzurro, in questo romanzo assistiamo invece a una vicenda che ha il sapore della disgrazia, più che dell'horror.
L'adolescenza di Carrie sembra normalizzarsi, a un certo punto della storia, ma è solo una breve parentesi.
Leggendo l'evoluzione della storia, mi ha colpito la causa scatenante che fa precipitare gli eventi: non la malvagità intrinseca della protagonista, che, in effetti, non c'è, ma la crudeltà della gente, nella fattispecie i coetanei di Carrie, che fa di tutto per guastare quella scintilla di serenità che la ragazza avrebbe meritato.
In sostanza non lo trovo un capolavoro, però è ben scritto, e lo definirei un horror classico, oserei dire alla Frankenstein, proprio perché l'eroe principale non nasce né buono né cattivo, ma semplicemente diverso, e a provocare la catena di eventi sanguinolenti e disgraziati è l'esasperazione dettata dal continuo rifiuto e dall'emarginazione inflitti da una società che ha paura di ciò che non riesce a catalogare.
Un buon libro, graziosa antitesi horror delle commedie studentesche.
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Inquietante
Putroppo ho fatto l'errore di vedere prima il film, comunque il libro è di gran lunga superiore.
Il libro racconta la storia di Carrie White, una liceale molto timida, dotata di poteri telecinetici che viene presa di mira dalle sue compagne di liceo e vittima di una madre folle con manie religiose.
Questo libro, oltre ad essere un bel horror, ci fa riflettere sulle ripercussioni che hanno le nostre azioni sulla vita degli altri.
Un libro che vale la pena di leggere, intenso e bello.
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Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 2010
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Carri
non so se sia tremendo non sapere cosa ci sia nelle pagine seguenti o sapere che tra poco si leggerà di un falò umano. è un libro raccontato dalla protagonista Carri, da alcune sue coetanee, da alcuni sopravvissuti e da articoli di giornale. è difficile ammettere quanto un genitore influisca nella vita di un figlio: farlo diventare mentalmente instabile e socialmento diverso.se Carri avesse avuto una madre non bigotta e capace di amare forse tutto questo non sarebbe accaduto. Mi fa riflettere anche quanto la società sia così indisponibile con i diversi. bravo King, ha affrontato temi non facili.
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Lo sguardo che uccide...
Ho scovato questo libro di Stephen King in biblioteca e mi sono data alla lettura che si è rivelata avvincente.
E' la prima opera del Maestro del Thriller, Stephen King, abbandonata all'inizio e poi ripresa sotto consiglio della moglie.
Nel 1976 un regista geniale ne trae il film horror "Carrie lo sguardo di Satana" che ha conquistato il cuore di migliaia di spettatori.
Ma torniamo al libro: la vicenda è commovente e trasporta il lettore nel mondo giovanile, a volte carico di malignità e cattiverie indicibili.
Carrie è una liceale timida e insicura, figlia di una donna affetta da fanatismo religioso, ignorante e che non sa amare.
La povera ragazza diviene a scuola la vittima del pregiudizio e degli scherzi crudeli dei compagni....
Aiutata dalla sua insegnante di ginnastica, l'unica sensibile verso di lei, Carrie vivrà per poco tempo uno stralcio di gioia.
La ragazzina possiede un dono: la telecinesi (facoltà di spostare gli oggetti) che la madre pensa provenga da Satana.
Al momento che lo scherzo dei compagni la colpirà di nuovo, ella userà questo potere per distruggere coloro che l'hanno beffeggiata.
Horror bellissimo e intensamente tragico alla fine della vicenda.
Ne consiglio vivamente la lettura.
Saluti.
Ginseng666
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La rivincita di Carrie
Il romanzo, che è uno dei più brevi dell'autore e che è stato anche censurato nelle scuole americane, si articola in tre capitoli: "Doccia di sangue", "La notte del ballo studentesco" e "Relitti".
La narrazione della storia, in alcuni punti, si interrompe per dare spazio a testimonianze, racconti e opere come "L'ombra che esplose" o "Siamo sopravvissuti al Ballo Nero", come se la vicenda fosse accaduta realmente.
Consiglio la lettura agli appassionati dell'horror e anche a chi deve ancora scoprire King, "il re del brivido".
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L'alba di King
Opera prima di Stephen King, lo scrittore che più di ogni altro ha rinnovato ed influenzato l'horror moderno. Già in questo suo romanzo d'esordio c'è molto di King: uno stile di scrittura innovativo, una profonda analisi psicologica dei personaggi adolescenti, una feroce critica all'esasperazione religiosa. Brevissimo e fulmineo, è un romanzo che emoziona e commuove, con un finale tragico. Voto: buono.









