La strega La strega

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La scomparsa di una bambina da una casa di campagna nei dintorni di Fjällbacka riporta a galla terribili ricordi legati a un tragico episodio di cronaca risalente a trent’anni prima. Allora, un’altra bambina di soli quattro anni era misteriosamente scomparsa nello stesso punto, per essere ritrovata solo qualche giorno dopo, uccisa. Può davvero esistere una relazione tra i due casi? C’entra forse la storia di una donna, processata per stregoneria negli stessi luoghi quattro secoli prima?

Recensione della Redazione QLibri

 
La strega 2017-06-28 09:50:04 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    28 Giugno, 2017
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La maledizione della strega

Torna la Lackberg con la serie ambientata a Fjällbacka, che ha come protagonisti Erica e Patrik. Questa volta la sensibilità del lettore verrà veramente toccata profondamente, perché il caso ruota intorno a una bambina di quattro anni..anzi due perché sembra che non sia la prima volta che una cosa del genere capiti nella tranquilla località svedese. La polizia come sempre parte con le sue indagini e come ogni libro di questa seria, anche Erica è pronta a dare il suo contributo. Il passato e il presente sono collegati?

Sono sempre stata una seguace di questa scrittrice e i suoi primi romanzi li ho sempre letti con grande piacere, finché non lessi “La sirena”, il sesto della serie. Con quello la Lackberg mi aveva deluso e mi aveva indispettito il fatto che riuscisse a “sfornare” un romanzo all'anno andando, almeno secondo il mio parere, a perdere di qualità. Trovarla davanti con questo nuovo lavoro invece mi ha fatto pensare alla Camilla dei primi tempi. Sinceramente ho notato un po' di differenza rispetto agli altri lavori, non tanto nello stile ma nella scelta della trama. Questa volta le indagine sono sempre importanti ma le ho sentite più sfuggenti e meno incisive, ero abituata ad un Patrik più “attivo”, però quello che si è perso da una parte, si è guadagnato dall'altro. L'autrice ha dato molta parte ai sentimenti e alle persone, i veri protagonisti sono loro, con le loro personalità, mettendo in seconda luce il caso.

Un aspetto questo, che può sembrare strano in un giallo svedese ma che io ho apprezzato molto. Inoltre ho apprezzato il messaggio che l'autrice manda al mondo interno e non solo alla sua adorata Svezia. Nel libro si parla tra le altre cose di immigrazione “Solo che era così maledettamente difficile farsi piacere gli svedesi. Irradiavano diffidenza e lo guardavano come se fosse un essere inferiore. Non solo i razzisti. Con quelli era facile confrontarsi. Mostravano apertamente ciò che pensavano, e le loro parole rimbalzavano sulla pelle. Erano gli svedesi comuni quelli più difficili da affrontare. Quelli che in realtà erano brave persone, che si consideravano tolleranti, aperti. Quelli che leggevano della guerra nei giornali, che si rammaricavano di quanto fosse terribile, che donavano soldi alle organizzazioni umanitarie e vestiti per la raccolta di indumenti, ma che non si sarebbero mai sognati di ospitare un rifugiato in casa propria”.

Come ho detto all'inizio, questo romanzo tocca profondamente il lettore perché i temi trattati non finiscono qui. Si parla di bullismo, di violenze, di pagare per le colpe altrui e soprattutto di mancanza di libertà, quella che non ti permette di essere te stesso. E in tutto questo che ruolo ha una storia del 1672?

"Era una parte della tensione di quel lavoro. Un attimo prima sembrava tutto impossibile, l'attimo dopo si aveva il cosiddetto "effetto ketchup" e una tessera del puzzle dopo l'altra finiva al proprio posto".

Un libro che mi ha subito attratto dalle prime pagine, al punto da farmi finire le 677 pagine, che lo compongono, in breve tempo. Lo consiglio sia agli amanti dell'autrice sia agli altri. I libri di questa serie è preferibili leggerli in ordine, non tanto per i casi, che solitamente sono uno separato dall'altro, quello che vi perdereste sono le “vicende domestiche”. I protagonisti sono i soliti e con il passare dei libri anche la loro vita si evolve ed è più semplice capire le varie dinamiche e seguire i vari drammi e soprattutto i momenti di felicità perché per fortuna dopo tanto orrore sorge il sole.

Buona lettura!!

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La strega 2017-07-03 17:00:32 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    03 Luglio, 2017
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Erica Falck e la caccia alle streghe

L'ultimo romanzo di Camilla Lackberg, La strega, è molto emozionante e ben scritto.
Marie Wall, celebre star a Hollywood è tornata a Fjallbacka per le riprese di un film su Ingrid Bergmann. Trent'anni prima lei e la sua amica del cuore erano state accusate dell'omicidio di Stella, una bambina di quattro anni. Quando alle porte di Fjallback scompare un'altra bambina, è inevitabile tornare indietro a quel tempo. Una coincidenza? C'è una relazione? E' possibile uno stretto collegamento con la storia di una donna, processata per stregoneria negli stessi luoghi, secoli prima? La trama si sviluppa tra colpi di scena e suspence, in una atmosfera molto moderna. La caccia alle streghe del 1600 si intreccia con la scomparsa di una bimba. Il testo mantiene vivi e costanti due piani narrativi atti a dimostrare come l'ignoranza, la gelosia e la vendetta di un tempo può condurre all'elaborazione di accuse, e come queste ultime possano essere confrontate con il bullismo, la xenofobia, le ansie e le paure odierne.
Camilla Lackberg unisce sapientemente un racconto storico sulla caccia alle streghe al clima che attanaglia quando la paura dell'ignoto, e del diverso esaspera il clima di sospetto e fomenta l'odio. Per chi ama i gialli qui ritroviamo la scrittrice Erica Falck e il commissario Patrik Hedstrom, che in questo libro sono soprattutto alle prese con lo stabilire se esiste un collegamento tra presente e passato. Qui si ripiomba all'indietro, nei tempi bui del tempo che fu. Un thriller avvincente con un finale sorprendente.

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