Lettera al mio giudice
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La passione del conformista
Comincio qui un percorso di analisi e recensione di alcuni libri di Simenon che ho chiesto alla redazione di inserire su questo sito.
Simenon - purtroppo! - è conosciuto soprattutto per il personaggio di Maigret, tanto pubblicizzato da tv (Gino Cervi) e film (un po' meglio, J. Gabin). Ma Maigret è moooolto meglio nei libri!
A parte ciò, Simenon è soprattutto un raffinatissimo scrittore, indagatore dell'animo umano come pochi. Capace di scrivere con grande facilità e, allo stesso modo, riuscendo a comunicare con il lettore con altrettanta facilità. E riuscendo da subito a penetrare in profondità nelle emozioni di chi legge.
"Lettera al mio giudice" è uno degli esempi più calzanti di quanto ho osservato fin qui a proposito di Simenon.
Il romanzo è effettivamente una lettera che un medico (il dottor Charles Alavoine) scrive al giudice che lo ha condannato per l'omicidio della sua amante. Identificando in lui l'unica persona più simile a sè e per questo capace di capire fino in fondo il suo gesto, la sua colpa. Charles racconta al giudice la storia della sua vita, molto conformista e determinata più dagli altri (la madre prima, la seconda moglie poi...) che da se stesso. Ma le passioni ribollono sul fondo e risulteranno tanto più esplosive e catastrofiche quanto è stata piatta la sua vita fino all'incontro casuale con Martine con cui intreccia da subito una relazione. Il suo rapporto con Martine farà decisamente saltare tutti i suoi codici di comportamento che, adesso si scopre, erano solo apparenza. E la passione e la paranoia dilagheranno fino a rasentare la follia... e al gesto estremo.
Ogni altra parola potrebbe sminuire questo grandissimo libro. Vi farà innamorare di Simenon.









