Il vagone Il vagone

Il vagone

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La trama e le recensioni di Il vagone, romanzo di Arnaud Rykner edito da Mondadori. Il 2 luglio 1944 parte l'ultimo treno di deportati da Compiègne, direzione Dachau. Su quel treno, composto da ventidue vagoni più quelli di scorta e un vagone di coda, sono ammassate duemilacentosessantasei persone. Per coprire un tragitto che in tempi normali richiederebbe una giornata, quel convoglio impiega settantasette ore, attraversando regioni in cui si registrano le temperature più alte della stagione. All'arrivo i morti sono più di cinquecento. Questo incredibile romanzo è la storia di quel viaggio vissuta dall'interno di uno dei vagoni, un racconto che è puro orrore, un incubo divenuto realtà: cento persone ammassate come bestiame nello spazio di un carro merci, una calura insopportabile, senza aria, e poi la fame, la sete, la morte che si può toccare. La morte e il suo odore... Un viaggio di tre giorni in cui, all'interno di ogni vagone, individui ai quali "hanno tolto anche la vergogna" sperimentano l'inferno, dentro e fuori di loro. Tre giorni che il narratore descrive ora per ora. Tre giorni di lotta contro se stessi e contro gli altri: la paura, il panico, lo schifo, e poi la rabbia e l'odio per il vicino. Ma anche la speranza, a volte, quando il treno all'improvviso si ferma. E la solidarietà, totale e intensa come mai nella vita. La disumanizzazione degli ebrei compiuta dai nazisti cominciava qui, su questi treni, dove l'umanità ha toccato il fondo dell'abiezione. Rykner ce la racconta in presa diretta, e per il lettore è un'esperienza che non lascia indenni.

Arnaud Rykner è nato nel 1966. Scrittore, saggista (è un affermato specialista del "nouveau roman"), drammaturgo e regista, insegna letteratura francese all'università di Tolosa. Ha al suo attivo sei romanzi. Il vagone è il primo pubblicato in Italia.

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Il vagone 2012-04-05 19:38:36 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    05 Aprile, 2012
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La barca di Caronte

Alla fine di questa lettura mi è venuta spontanea una domanda: ma qual è il vero Inferno? Un campo di concentramento o un vagone di trasporto? In entrambi i luoghi ovviamente si moriva in modi atroci e disumani, ma non ho potuto fare a meno di pormi questo drammatico quesito.
Non ho dato il voto massimo a questo libro non perchè sia brutto, ma perchè è angosciante. Terribilmente direi, tant' è che ho faticato non poco a finirlo, avendo addirittura la sensazione che le pareti delle stanze si restringessero intorno a me fino a soffocarmi.
"Il vagone" è un libro piccolo e breve, costituito da frasi semplici e corte ma che si imprimono come un sigillo nella mente e nell'anima.
Il protagonista parla in prima persona di un viaggio. Un viaggio di tre giorni, in condizioni totalmente disumane. Le vittime sono migliaia di ebrei, ma anche oppositori politici e tanti altri innocenti.
Non lo si può nemmeno chiamare "viaggio".
Il caldo è soffocante, la puzza di morte, sudore e feci costante e sempre più intensa e l'aria praticamente inesistente.
Acqua e cibo sono parole sconosciute e le persone sono letteralmente schiacciate l'una contro l'altra senza alcuna possibilità di movimento.
Se si sta in piedi ci si stanca, se si sta seduti si soffoca.
Le scelte sono poche e solo i più forti e resistenti sopravviveranno.
Urla, lamenti, liti s'odono in maniera costante.
Speranze e futuro svaniscono come cenere al vento e solo la morte di dipana davanti agli occhi di coloro ancora aggrappati alla vita e che hanno perso tutto.
I sentimenti scompaiono quasi del tutto, lasciando il posto a quel che viene comunemente chiamato "istinto di sopravvivenza" per chi ancora non si è rassegnato alla morte che ormai regna sovrana insieme agli assassini di quelle povere vittime.
Gli uomini sono stati trasformati indipendentemente dalla loro volontà in qualcosa di molto peggio di bestie, e così verranno sempre visti dai loro carnefici.

Ecco cosa c'è in questo libro. Sono cose purtroppo reali e accadute a moltissime persone innocenti che l'autore è riuscito a rendere perfettamente. Un terribile incubo reale, tante anime e cuori che diventano carta e che vogliono in qualche modo dimenticare e ricordare, dibattendosi tra un disperato desiderio di pace e il bisogno di far sapere cosa è capace di fare l'uomo e quante persone può convincere a seguirlo nella sua pazzia. Un desiderio di appoggiarsi a qualcuno per non dover rimanere soli con il dolore proprio e altrui.
Leggendolo anch'io sono entrata in quel vagone diventando una di quelle vittime senza essere per niente consolata dal fatto che fosse solo un libro: perchè quelle cose sono successe davvero. Quelle cose sono state vissute da tantissime persone e molte di esse non ci sono più.

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