Acqua agli elefanti Acqua agli elefanti

Acqua agli elefanti

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La trama e le recensioni di Acqua agli elefanti, romanzo di Sara Gruen edito da Neri Pozza. Sono gli anni Trenta negli Stati Uniti, l'epoca della Grande Depressione, la più grave crisi mai vissuta dalla nazione americana. Sono anche gli anni, però, in cui ha inizio una singolare "grandeur": quella dei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo il paese col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. In uno di questi circhi capita un giorno Jacob, studente di veterinaria in fuga da tutto e da tutti dopo l'improvvisa morte dei genitori. In quel bizzarro mondo, Jacob se ne starebbe tranquillamente al suo posto se due seducenti figure non lo turbassero profondamente: un turbamento pericoloso, visto che le due figure (di cui la seconda è un'elefantessa) sono in balia del sadico direttore, prime vittime della sua gelosia, dei suoi instabili umori e della sua inarrestabile violenza.

Sara Gruen è autrice del best seller Riding Lessons. Animalista convinta, vive col marito, tre figli, cinque gatti, due capre, un cane e un cavallo in una comunità ambientalista a nord di Chicago. Per scrivere Acqua agli elefanti si è attentamente documentata sui circhi itineranti degli anni Trenta, durante la Grande Depressione, e sui trattamenti che riservavano agli animali.

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Opinioni inserite: 9

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Acqua agli elefanti 2012-03-02 14:24:13 Lety83joy
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Lety83joy Opinione inserita da Lety83joy    02 Marzo, 2012
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Amo Rosie. E basta direi.

Non me la sento di dare un voto superiore, perché non è un libro di quelli che mi ha tenuto col fiato sospeso, incollata alle pagine. Sinceramente… le prime 250 pagine circa le ho lette quasi x vincolo, controvoglia: la storia in sé non riusciva a suscitare in me emozioni particolari, a parte un sentimento affettuoso nei confronti di Rosie.
Perché, secondo me, i protagonisti “puzzano” troppo di Harmony (mi riferisco a Jacob e a Marlena). Nonostante la cattiveria gratuita e i disturbi della personalità di cui soffre, August, squilibrato e vendicativo, risulta forse essere l’unico personaggio realistico: rispecchia la concreta natura della gente circense dell’epoca (forse anche di oggi, purtroppo).
Ho iniziato ad appassionarmi veramente nelle ultime 50 pagine, quando si è inaugurata una sorta di dinamismo della trama, ovvero quando Jacob attraversa il tetto del treno con l’intento di uccidere August. Da qui in poi gli avvenimenti vengono descritti in maniera repentina e la storia inizia ad essere accattivante.
Mi è dispiaciuto molto per la morte di Walter a Camel: mi ero quasi affezionata. Profondo affetto per il piccolo Queenie, rimasto senza padrone.
Bella l’immagine finale di Jacob e Marlena nella fattoria, con cavalli, cani e Rosie al seguito, nonché tanti figli. Un bel quadretto di “scena da focolare”. Che bello se tutte le storielle d’amore terminassero così, in armonia con la natura e per la pace dei sensi.
Poco credibile la fuga dell’ormai centenario signor Jacob con il circo!!! Ma va va….
E comunque le parti più realistiche rimangono proprio quelle di Jacob all’interno della casa di riposo (da quanto ho potuto capire queste scene sono state scartate dall’omonimo film).
Secondo me l’autrice è riuscita a far comprendere la dura realtà dell’epoca: la depressione americana di inizio ‘900.

Mi è capitato di leggere alcune opinioni di altri lettori, alcune di queste dicono, a grandi linee, che dopo la lettura di questo romanzo sarebbero scappati col circo; beh, io affermo il contrario: dopo una lettura del genere scappo dal circo, e riconfermo la mia idea di odio nei confronti dell’attività circense che sfrutta animali, lucrando sulla loro pelle.

ALCUNE TEMATICHE:
1. Una tematica secondo me ricorrente è l’avarizia e l’ingordigia di Zio Al: spesso vengono sottolineate, per esempio quando si prospetta l’idea di acquisire un altro circo che è andato in rovina. Zio Al vuole a tutti i costi ottenere personaggi strambi per il suo circo (esempio pag.90, pag.92, pag.219, pag.290) e non si fa remore nel lasciare altra gente senza lavoro. Credo che anche Zio Al sia un emblema della società odierna. Ho gioito per la fine che ha fatto, in fin dei conti se la meritava (ebbrava Rosie!).
2. Un’altra tematica è quella della discriminazione: ricorre spesso, per distinguere gli artisti da altri operatori circensi, o i circensi dai villici (esempio pag.47, pag.149, pag.195). Anche qui ripeto la consonanza con la realtà socio-culturale odierna, ancora troppo discriminante e categorizzante.

PARTI CARINISSIME X ME:
Pag.158, quando Jacob dice di essere innamorato cotto di Rosie.
Pag.164, quando Jacob ricorda il padre, contrapponendolo a Zio Al e ad August, e quando Jacob rimane con lo scimpanzé che ha voglia di essere coccolato.
Pag.165, scena con la giraffa
Pag.185, Rosie nell’orto di una villica, che ridere!!!
Pag.190, Jacob e i suoi sensi di colpa per aver abbandonato Marlena e Rosie.
Pag.306/307, quando con una perquisizione i personaggi perdono tutto il liquore di contrabbando… ironica la scena della terra che non lo merita!!!

Concludendo, tutto sommato è leggibile, ma nulla di più.
Sono comunque attirata dal leggere altri libri della stessa autrice.

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A chi ama le storie d'amore o altri libri della stessa autrice.
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Acqua agli elefanti 2012-01-19 10:11:44 Petitepommedeterre
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Petitepommedeterre Opinione inserita da Petitepommedeterre    19 Gennaio, 2012
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Vien voglia di scappare col circo!

Molto suggestivo! un modo, non solo per varcare la soglia che porta a ciò che c'è oltre il 'tendone', ma anche per conoscere un periodo storico, che è stato molto rilevante, attraverso il riflesso di un circo itinerante..e delle dinamiche dei suoi personaggi!

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Acqua agli elefanti 2012-01-17 18:06:42 Bi
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Bi Opinione inserita da Bi    17 Gennaio, 2012
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Il circo arriva in città

Letto quest'estate perché incuriosita dal tam tam pubblicitario attorno al film. Non sono molto appassionata di storie romantiche e d'amore ma questa si fa seguire, si fanno amare i protagonisti umani e animali. Pian piano, infatti, il lettore riesce anche ad appassionarsi al gigantesco elefante comprato dal circo.
Ambientazione fantastica, apre lo sguardo verso una realtà molto particolare ma fantastica come quella del circo, di cui da piccola ho sempre avuto paura. Con questo libro l'ho superata.

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Da consigliare il film: Non è ancora domani (La pivellina)di Tizza Covi, Rainer Frimmel. Ben rappresenta la realtà del circo non romanzata.
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Acqua agli elefanti 2011-08-31 18:49:34 Annabellissima
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Annabellissima Opinione inserita da Annabellissima    31 Agosto, 2011
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Strabiliante

Non so più quando è stata l’ultima volta che ho visto il circo… Ma una cosa è certa! Leggendo questo libro mi sono ricordata di quando andavo a vederlo! Quindi, oltre a rievocare le belle sensazioni, la storia mi è piaciuta molto. Scritta in modo semplice e chiaro, non troppo mielosa o sdolcinata. Mi ha interessato molto la figura di Jacob anziano, soddisfatto della sua vita passata, ma che ora vuole continuare a vivere a modo suo.

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Acqua agli elefanti 2011-08-09 18:11:48 noemi.musica
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noemi.musica Opinione inserita da noemi.musica    09 Agosto, 2011
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Molto bello

Questo libro è scritto in uno stile molto particolare. I capitoli del presente e del passato si susseguono tessendo una storia emozionante e molto bella, viva, palpabile.. Io l'ho letto in 2 giorni, nonostante il lavoro e devo dire che ne vale la pena! Vi consiglio di leggerlo.

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Acqua agli elefanti 2011-08-08 22:51:48 EvaBlu
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EvaBlu Opinione inserita da EvaBlu    09 Agosto, 2011
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Me ne vado con il circo!

Quando ero piccola avevo escogitato una teoria: mi ero convinta che anche se le cose fossero andate male male, la scuola non mi fosse più piaciuta o non avessi più sopportato di essere messa in castigo giusto perché ero un tantino movimentata e facevo venire i capelli bianchi all’intera famiglia, potevo sempre scappare con il circo. Sì, sì, con lo stesso circo che si fermava nel mio minuscolo paese due volte l’anno ed i cui abitanti andavo a spiare per ore ed ore, giù al campo sportivo, dove veniva montato il tendone. Così il mio ritornello ad ogni rimprovero era: Ah sì?...ed io me ne vado con il circo!
Ovviamente, con il circo non sono mai scappata. Ma vi dirò, leggere questo libro mi ha fatto tornare in mente quanto affascinante fosse il solo fantasticarlo. Per 361 pagine sono tornata ad essere bambina e d ho ripreso a valutare la possibilità di uno sbocco circense in caso di bisogno: chi può mai dirlo nella vita!
Però del romanzo mi sono letteralmente innamorata: da molto tempo non mi imbattevo in una storia così ben intrecciata, avvincente, romantica e poggiata su un letto di salde e comprovate nozioni storiche che ne fanno al contempo un nitido a chiaro affresco dell’epoca statunitense passata alla storia come la Grande Depressione, epoca in cui l’America incominciò ad essere attraversata dai circhi itineranti che si spostavano sulle linee ferroviarie.
Ed è in uno di questi circhi che Jacob, studente in veterinaria, trova rifugio dopo aver perso entrambi i genitori. Tra ogni specie di animali da accudire, nani e freaks, una sorta di rigida gerarchia sociale circense, un gergo a volte spietato e delle ferree regole da rispettare per riuscire a sopravvivere, il ragazzo diventa un uomo ed impara quelli che sono i più grandi valori della vita: l’amicizia, l’amore, il coraggio, l’altruismo, la responsabilità di prendere delle decisioni, la capacità di saper attendere ed agire, la dedizione al proprio lavoro ed insieme la difesa dei più deboli.
La bella Marlena, il suo spietato marito August e l’elefante Rosie, diventeranno poi per Jacob dei punti focali, ma nessuno dei personaggi della Gruen passa inosservato, ciascuno assume un proprio impeto e a ciascuno il lettore non può che affezionarsi, quasi come si trattasse delle stelle più luminose di uno stesso firmamento.

E dire che quando il libro mi è stato regalato, mi sono chiesta cosa diamine volesse dire “Acqua agli elefanti” (era forse uno di quei proverbi sullo stampo del tipo “Perle ai porci”?).
Non che l’attinenza del titolo mi risulti ancora adesso chiara, ma la storia, ve l’ assicuro, vale la pena d’essere letta.

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...a chi desidera una bella e romantica avventura ancorata alla storica realtà.
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Acqua agli elefanti 2011-06-30 15:43:02 phoebe1976
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phoebe1976 Opinione inserita da phoebe1976    30 Giugno, 2011
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Più Strabiliante Spettacolo del Mondo dei Fratelli

Si fa un gran parlare del film tratto da questo libro, forse (forse?) perché il protagonista è Robert-Twilight-Pattinson e tutte le bimbeminkia sono in fervente e osannante attesa.
Visto il gran vociare che se ne fa ed il titolo curioso, ho deciso di leggerlo mettendolo davanti ad altri tomi già in lista d’attesa.
Ed eccomi catapultata negli Stati Uniti della Grande epressione e del proibizionismo, all’epoca dei circhi che viaggiavano di città in città sulle rotaie della ferrovia, quando un elefante era ancora una meraviglia incredibile mai immaginata e Jacob era giovane ed innamorato della bella e occupata (con lo psicopatico August) Marlene.
Un libro gradevole, interessante, non troppo zuccheroso. Ma senza grandi slanci, senza colpi di scena o grandi meraviglie.
Insomma, carino, ma mi aspettavo meglio.

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Acqua agli elefanti 2011-04-28 10:04:10 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    28 Aprile, 2011
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Che lo spettacolo abbia inizio!

Avete voglia di leggere una storia d'amore e di amicizia ambientata in America negli anni 30? Allora salite sul vagone del Più Strabiante Spettacolo del Mondo dei Fratelli Benzini, mettetevi in un angolo e godetevi lo spettacolo in silenzio anche se è un pò ingenuo e scalcagnato, di certo è che non vi annoierete.

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Romanzi rosa e per chi ama gli animali.
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Acqua agli elefanti 2010-09-13 07:43:21 valedell
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valedell Opinione inserita da valedell    13 Settembre, 2010
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come far capire che è un gran bel libro?

non che io sia molto capace di scrivere recensioni...
Un bel libro scritto in maniera fluida e coinvolgente (l'Ho letto in 24 ore!)è una appassionata storia d'amore ambientata in un circo itinerante nell'america anni 30 dopo il crollo della borsa di wall street!
lo consiglio assolutamente

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