Bambini nel tempo
Letteratura straniera
Editore
Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershott e vive a Londra. È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L'inventore di sogni; un libretto d'opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L'amore fatale, L'inventore di sogni, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach e Solar.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 2012
non è il cosa ma il come
non è la storia in se che è interessante ma è come viene trattata. partendo da un fatto drammatico si dipana la storia da punti di vista non banali. viene trattato senza presunzione il tema dell'infanzia e del rapporto simbiotico (nel bene e nel male) genitori figli. concordo che non è un romanzo "appassionante" nel significato letterale del termine ma lo consiglio a chi cerca qualcosa di non scontato.
Indicazioni utili
se ti piace McEwan fa per te
Certamente un romanzo "difficile" da leggere, lo devi voler leggere, perchè non è di quei romanzi che non vedi l'ora di ripendere in mano, in una parola non è "appassionante". E' un libro difficile da definire; ti rende subito partecipe ai fatti narrati; che sono difficili da digerire, vorresti che le cose andassero diversamente e covi dentro una forte rabbia per la piega che l'autore vuole dargli.
Ma come sempre ciò che più colpisce leggendo McEwan è la capacità di raccontare in modo così coinvolgente storie che se non così ben narrate potrebbero invece sembrare già lette e rilette. Che non hanno nulla di più da dire. Forse non è il racconto in sè in questo libro a meritarsi una convinta approvazione, quanto il saper raccontarla e in modo così poetico.
E alla fine non te lo aspetti, ma il finale...riesce a sorprenderti (ma come è possibile??!!)e...non posso dirlo!
Indicazioni utili
... è stata una perdita di TEMPO
Il primo capitolo è l'unica parte a salvarsi da questo, a mio parere, inutile libro. Dire che ne sono rimasta delusa è dire poco. E' una lettura che mi ha profondamente tediata, l'ho trovata pesante, sia per lo stile di scrittura che per il contenuto. Il primo capitolo imbastisce una storia piuttosto sensata e interessante. Stephen, il protagonista, va a fare la spesa con la sua amata figlioletta di sei anni, che all'improvviso sparisce nel nulla, probabilmente rapita, e ciò getta nell'angoscia più profonda lui e sua moglie. Da lì mi aspettavo un sviluppo di una storia inerente a ciò che era accaduto, ma invece McEwan cambia scenario, inizia a far disperdere completamente tutta la consistenza della trama e, tra pedanti filosofeggiamenti sull'infanzia in tutte le sue sfumature e inconsistenti avvenimenti, il romanzo galleggia in mezzo ad astrazioni, che hanno anche la presunzione di voler ostentare qualche frase ad effetto qua e là, giusto per ricordare che il contenuto del libro è di un certo spessore e se il lettore non riesce a percepirne l'importanza, beh... allora sono problemi suoi!
Per portare a compimento questa "somma" lettura ci ho messo un paio di settimane, il mio istinto sarebbe stato quello di abbandonare e passare ad altro, ma in tal caso non avrei potuto esprimere la mia totale stroncatura nei suoi confronti, e allora con molta fatica sono riuscita a terminarlo. Inutile dire che il finale è stato deludente come il resto del libro. Voleva presentarsi come un finale ad effetto, ma io l'ho trovato grottesco ed insipido.









