Cielo di sabbia
Letteratura straniera
Editore
Joe R. Lansdale, nato e cresciuto in Texas, viene considerato il piú brillante scrittore di genere dell'ultima generazione, capace di scrivere indifferentemente horror, fantascienza, western, noir. Ed è da alcuni considerato l'unico vero scrittore pulp oggi esistente. Presso Einaudi ha pubblicato La notte del drive-in, Il mambo degli orsi, Bad Chili, La sottile linea scura, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi, In un tempo freddo e oscuro, Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Tramonto e polvere e Cielo di sabbia.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 5
"My Oklahoma home..."
"...is blown away" come si narra nella canzone facente parte della tradizione folk americana (vedi anche Springsteen & The Seeger session band).
Episodio, a mio parere, inferiore per il nostro Lansdale, non all'altezza, ad esempio, di "In fondo alla palude".
Il romanzo è molto scorrevole e si legge tutto d'un fiato, a tratti divertente, i personaggi, tutti adolescenti, sono ben rappresentati.
I dialoghi, nella traduzione italiana, rendono molto bene l'idea di aver a che fare con tre ragazzini.
Peccato che i personaggi di contorno, la trama e il finale siano veramente banali e prevedibili! Mentre lo leggi sai già cosa capiterà nelle pagine successive!
Sottotono come "Devil red" l'ultimo della serie Hap & Leonard, confido, comunque, nel ritorno ai livelli qualitativi dei romanzi precedenti.
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Dalla serie “Papermoon”
Camaleontico e seduttore Lansdale non finisce di sorprendere con la sua scrittura sottile e con le sue storie irresistibili, complice la traduzione di Luca Conti che è perfetta. Il cielo è tinto di sabbia insidiosa, di cavallette, del torrido caldo e dall’Oklahoma, tre giovani orfanelli Jack, Jane e Tony, fuggiti nel Texas orientale con la speranza di trovare il quieto vivere, devono fronteggiare tante insidie. Siamo negli anni trenta, il conflitto sociale e la Depressione sono i temi che tra un evento e l’altro affiorano prorompenti ed a raccontarli è la voce narrante di Jack; l’innocenza infantile è del piccolo Tony e l’ironia a volte spietata è di Jane. Avendo amato “La sottile linea scura” e “In fondo alla palude”, influenzati per molti aspetti dal “Il buio oltre la siepe”, “Cielo di sabbia” l’ho trovato un po’ “sottotono”, perché fin troppo prevedibile e incapace di emozionare fino in fondo.
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Ultimo aggiornamento: 08 Agosto, 2011
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E' tornato !
La precedente fatica letteraria di Lansdale avente per protagonisti Hap e Leonard mi era sembrata un tantino sotto lo standard di questo autore che apprezzo tantissimo .
Qui Lansdale torna ai livelli che gli sono consoni, perchè torna "a casa" , nel Texas, nell'America anni trenta, tra la grande depressione ed il razzismo, l'adolescenza e il difficile cammino per diventare adulti; quando Lansdale impugna la penna per narrarci di questi luoghi e temi a lui cari sembra tarsformarla in una piccola bacchetta magica.
La polvere rossa o di altri colori (bellissima la digressione del giovane Jack su questo argomento) te la senti addosso, nella gola, tra i vestiti, ti manca il respiro come se fossi in quell'inferno di polvere e aridità tanto è efficace la descrizione dell'autore.
I personaggi non sono mai banali: Jane è tratteggiata come solo un grande scrittore "ispirato" sa fare, ma anche gli altri protagonisti più o meno importanti hanno "vita" , in qualche modo ti colpiscono e si fanno ricordare.
Lansdale racconta vari aspetti della difficile vita di quegli anni attraverso le avventure dei tre ragazzi in cammino verso una meta che non è davvero un luogo preciso ma il compimento della costruzione della loro persona: saranno uomini, saranno donne , che troveranno la loro strada o continueranno a cercarla con lo stesso ardore di quando erano ragazzi.
Solo lo Stephen King di It o di Stagioni Diverse aveva la stessa naturalezza e lo stesso talento leggero nel descrivere l'adolescenza.
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Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 2011
Un romanziere così americano e così universale
Oklahoma anni 30. Alla crisi economica che ha colpito con durezza la società americana, si aggiunge in Oklahoma una spaventosa tempesta di sabbia che distrugge non solo i raccolti ma anche vite umane. Jack, Jane e il fratello Tony, i cui genitori, in circostanze diverse, sono morti a causa della tempesta, fuggono verso il Texas, il luogo dell'anima di Joe Lansdale, in cerca di una salvezza. Incontreranno un'umanità molto varia (gangsters spietati, rapinatori dal cuore tenero, sceriffi crudeli, vedove samaritane), una natura selvaggia e ostile (alligatori affamati, sciami di cavallette). Lo stile, come sempre nei romanza di Lansdale, incisivo, incalzante. L'autore riesce a passare con abilita da dramma alla commedia. Il personaggio di Jane è magnifico.
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Un grande romanzo, l'epopea americana di un ragazz
Joe Lansdale è uno dei nostri scrittori preferiti.
Incontrato una settimana fa al BullOne pub, in occasione del Piacenza Blues Festival, abbiamo avuto modo di scambiare due parole sulla sua ultima fatica.
Protagonista del libro è Jack, orfano già alla prima pagina, che lascerà la sua casa nell’Oklahoma flagellato dalla siccità, ed insieme a due amici cercherà miglior fortuna ad ovest, negli Stati Uniti piegati dalla Grande Depressione.
L’adolescenza, il viaggio, il male, la perdita dell’innocenza sono alcuni dei temi di questo romanzo, che strizza l’occhio alle famiglie in viaggio di Steinbeck, ai luna park di Bradbury, ai vagabondi di Kerouac...
“Cielo di sabbia” è senz’altro un romanzo maturo, completo, appagante; meno pulp di opere precedenti, non deluderà i fan di Lansdale grazie al consueto humour nero, e piacerà anche a chi dell’autore texano non ha mai letto nulla.
Einaudi, euro 17









