Diario di una lady di provincia Diario di una lady di provincia

Diario di una lady di provincia

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La trama e le recensioni di Diario di una lady di provincia, romanzo di E. M. Delafield edito da Neri Pozza. È una madre completamente pazza dei suoi figli, ma a volte la sfiora il sospetto che i suoi «dolci bambini» siano totalmente sprovvisti di senso artistico, visto che ascoltano canzoni come Pazzo pazzo Izzy Azzy riprodotte per la bellezza di quattordici volte consecutive al grammofono. È una moglie fedele e devota, ma a volte la sgomenta il comportamento di suo marito che, nel trambusto provocato dai bambini a letto col morbillo, non si limita ad assumere il tipico atteggiamento maschile secondo cui «stiamo facendo una tempesta in un bicchiere d’acqua», ma ha l’aria di chi è convinto che sia tutto una messinscena fatta apposta per infastidire lui. È un’attenta lettrice, ma di tanto in tanto le capita di fare commenti intelligenti su un romanzo come Orlando finché non lo legge, e si rende conto di non capirci un fico secco. È una casalinga senza macchia e paura, ma le accade spesso di offrire ai suoi ospiti pollo e patate crude. È una donna mondana, capace di stare in società, ma, invitata a una soirée letteraria, le capita di scambiare un’ispettrice sanitaria del governo, vestita con una specie di tappezzeria blu, per il perverso autore di Sinfonia in tre sessi. È una persona educata e di bon ton, ma non può evitare di indispettirsi quando l’odiosa Lady B., con una temperatura artica, l’invita ad assistere a un’insulsa competizione sportiva all’aperto di giovani uomini in completo di flanella bianca che si scaldano scagliando una pallina contro un muro. Lei vestita con un cappotto senz’arte né parte, e Lady B., invece, con un sontuoso soprabito verde smeraldo con colletto e polsini di pelliccia. È una madre che si sforza di non essere ansiosa coi figli, ma non può fare a meno di confrontare i capelli di sua figlia con quelli di altri pargoli, per scoprire che non esiste al mondo nessun altro che li abbia così dritti e spioventi come la sua bambina. È, insomma, la nostra cara, inarrestabile lady di provincia, capace di assecondare il marito brontolone e accudire le sue piccole pesti organizzando feste, disastrosi pic-nic sotto la pioggia, esilaranti incontri parrocchiali. Capace, infine, da più di mezzo secolo, di strabiliare e divertire migliaia di lettrici e lettori con questo irresistibile Diario che raccoglie le sue mirabolanti gesta.

E.M. Delafield (1890 -1943) è autrice di molti romanzi. Il Diario di una lady di provincia fu dapprima pubblicato a puntate settimanali sulla rivista Time and Tide, poi, dopo lo strepitoso successo, ebbe ben tre seguiti: The Provincial Lady Goes Further, The Provincial Lady in America e The Provincial Lady in Wartime.

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Diario di una lady di provincia 2010-12-13 14:33:03 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    13 Dicembre, 2010
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Piacevole ma nulla di chè


Ho comprato questo libro perché ero un po’ stufa di leggere storie tristi e poi la breve recensione riportata in copertina ha attirato la mia attenzione, dice : “L’ho letto tutto d’un fiato,dimenticando di fare il bagno ai bambini, di portare fuori il cane, e persino di preparare la cena a mio marito”.
Bé è un libro relativamente breve ma devo dire che da quando ho in iniziato a leggerlo ho preparato vari pranzi e cene e ho fatto i bagni a mio figlio….. insomma non mi ha entusiasmato così tanto .
E’ scritto bene, ricco di un umorismo che accompagna dalla prima all’ultima pagina, i personaggi sono deliziosi, ognuno a modo loro, specialmente la protagonista. La falsità l’invidia e l’amicizia che regna tra queste varie Lady di provincia è tangibile e ti sembra di vederle sedute a bere il the a squadrarsi l’una con l’altra, a commentare dentro di sé i vari atteggiamenti, i vari abbigliamenti…..
Quello che non mi ha entusiasmato troppo è il fatto che è un libro che non porta da nessuna parte, e a tratti è ripetitivo.
Consiglio la lettura a chi ha voglia di svagarsi un po’ e sorridere leggendo, senza però aspettarsi nulla di ché, per me è stato un piacevole passatempo ma non mi ha lasciato grandi emozioni.

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