Guida rapida agli addii Guida rapida agli addii

Guida rapida agli addii

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La trama e le recensioni di Guida rapida agli addii, romanzo di Anne Tyler edito da Guanda. Aaron, giovane vedovo ancora sconvolto dalla perdita della moglie Dorothy, comincia a riceverne le visite. Per strada, al mercato, al lavoro, Dorothy lo affianca silenziosa nei mesi del lutto. Per Aaron, balbuziente, leggermente zoppicante, soffocato per tutta la vita dalle attenzioni di donne troppo premurose – dalla madre apprensiva alla sorella invadente, alle fidanzate votate più ad assisterlo che ad amarlo – l’incontro con Dorothy era stato una liberazione. Finalmente una donna diretta, pratica, quasi asociale ma per nulla sentimentale e soprattutto refrattaria a ogni pietismo, una donna che lo trattava come un uomo e non come un bambino da accudire. Insieme si erano costruiti un rifugio, vivendo in una simbiosi assoluta che portava ciascuno a coltivare le proprie idiosincrasie e ad amplificare quelle dell’altro. Ma ora che lei non c’è più, tranne che nelle sue brevi apparizioni, Aaron è costretto ad avventurarsi di nuovo in un mondo dove i vicini di casa lo foraggiano ogni giorno con abbondanti provviste di cibo; la sorella insiste per ospitarlo; i colleghi fanno di tutto per rendergli la vita più facile e qualcuno già cerca di combinargli un incontro con una giovane vedova altrettanto sola e bisognosa d’affetto. Con tono leggero e divertito, e la consueta capacità di tratteggiare i personaggi accumulando minuziosamente gesti, parole e dettagli, Anne Tyler descrive il percorso tortuoso che dallo smarrimento della perdita conduce alla scoperta di nuove, infinite possibilità, sfociando in un inno alla vita e alla sua stupefacente varietà.

Anne Tyler è nata a Minneapolis nel 1941, è cresciuta nel North Carolina e si è laureata in lingua e letteratura russa alla Columbia University di New York. Vive a Baltimora, custodendo gelosamente il proprio isolamento: non concede interviste, si fa fotografare il meno possibile, non gira gli Stati Uniti, e tanto meno il mondo, per presentare i suoi libri. Nel 1989 ha vinto il premio Pulitzer con il romanzo Lezioni di respiro.

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Guida rapida agli addii 2013-01-13 14:14:47 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    13 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 2013
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TUTTO QUI?

Nonostante l’autrice abbia al suo attivo molti libri di successo tra cui “Turista per caso”, quest’ultimo scritto non mi ha per nulla convinta.
Come lettrice sono rimasta semplice spettatrice di una vicenda alquanto surreale, sia come personaggi che come svolgimento.
La voce narrante è quella di Aaron, trentacinquenne, uomo alto, viso interessante, lievemente balbuziente ed affetto da un’importante zoppia ed un arto superiore offeso, gestisce la casa editrice di famiglia insieme alla sorella, specializzata nello sviluppare e produrre tutta una serie di piccoli manuali, con informazioni abbastanza intuitive e di buon senso, definiti, “guida pratica” a…. (Guida pratica alla nutrizione, alla dichiarazione dei redditi, al parto,etc.); da questa peculiarità probabilmente il titolo del libro in Italiano, “guida pratica agli addii”.
Aaron è sposato con Dorothy, medico, di origine sud americana, di qualche anno più matura, fisicamente tarchiata e sgraziata, per nulla espansiva ed affettuosa, negata per “l’economia domestica”, di poche parole, brusca ed anche trasandata.
L’unico pensiero che leggendo mi sono permessa di formulare, nel pensare alla coppia in questione, riguarda solo il fatto che le due grandi solitudini con tutti i complessi di uno e dell’altra, si siano incontrate ed annullate a vicenda, lasciando comunque un ‘ampia zona “grigia”, non verbalizzata da parte di entrambi, nella quale gravitano comunque incomprensioni e “cose che non vanno”…
Il lutto è il tema centrale su cui verte tutta la vicenda.
Lutto avvenuto in modo improvviso, prematuro e tragico, in quanto, una quercia si abbatte sulla porzione di casa dove si trovava Dorothy uccidendola.
Nulla filtra in modo particolare dalle pagine del libro, né il dolore, la rabbia, l’impotenza, derivanti da questa prematura morte, solo la noia che trascina il lettore nel seguire Aaron che attraversa la tragedia come un robot, tutti sembrano comparse che senza arte né parte si aggirano sulla scena, fin al momento della “grande rivelazione”.
Aaron comincia ad avere visioni della moglie che conversa con lui notificandogli, in alcuni momenti, qualche atteggiamento, assunto fin da poco prima delle nozze che non aveva gradito….
La fine non è da tragedia, ma da commedia a lieto fine; terminato il libro mi sono ritrovata a chiedermi:”Tutto qui?”
Nessun personaggio né principale, né secondario, ha attirato le mie simpatie. La storia resta sospesa all’interno di una bolla di “irrealtà” che non me la fa proprio digerire.
La scrittura è estremamente semplice.

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