I quaderni del pianto I quaderni del pianto

I quaderni del pianto

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La trama e le recensioni di I quaderni del pianto, romanzo di Marcela Serrano edito da Feltrinelli. Una donna di umili origini che vive in campagna, partorisce in ospedale una bambina, ma dopo qualche giorno le dicono che la figlia è morta in seguito a una febbre violenta. Lei non si rassegna, si convince che la piccola sia ancora viva, e decide di agire. Con l'aiuto di una giornalista scopre che nell'ospedale dove era stata ricoverata ci sono troppe morti sospette e trova una donna pronta a testimoniare di aver sentito i medici parlare chiaramente di un rapimento: il sospetto di un traffico illegale di adozioni e di organi diventa quasi una certezza. E allora, insieme ad altre madri nella stessa situazione, decide di creare un'associazione che si batte per portare alla luce gli orribili crimini. Un giorno, durante un sit-in, vede una bambina tenuta per mano dalla moglie del ministro degli Interni, è certa che sia sua figlia. In un impeto di gioia rabbiosa l'abbraccia e tenta di strapparla alla falsa madre. Immediatamente arrestata, viene internata in un ospedale psichiatrico. Lì lotta per non impazzire e con caparbietà non rinuncia all'idea di riavere sua figlia... Il dolore di una madre, la determinazione a non rassegnarsi, la grinta con cui si batte per riavere ciò che le è stato tragicamente strappato. La storia di una donna che non si arrende, e che con la sua disperata tenacia riesce ad aiutare altre donne che come lei vivono il dramma della perdita.

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I quaderni del pianto 2012-01-06 16:16:29 Rosanna86
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Rosanna86 Opinione inserita da Rosanna86    06 Gennaio, 2012
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I quaderni del pianto

“I quaderni del pianto” tratta un argomento molto delicato, quello del rapimento di bambini per la vendita degli organi e delle adozioni da parte di famiglie facoltose.
Una donna, dopo il parto, viene informata della morte della piccola ma non le viene fatto vedere il corpicino e ciò la insospettisce. Ad un convegno riconosce sua figlia che è tenuta per mano dalla moglie del Ministro degli Interni. Cercando di riavere indietro quella che sembra possa essere la sua bambina, viene arrestata e richiusa in un ospedale psichiatrico.
Ci sono argomenti, come questo, che appaiono distanti dalla nostra realtà, dalla nostra quotidianità.
La protagonista prova un senso di abbandono e di sconforto e vive sentimenti come la rabbia, il dolore,la paura. E’ un racconto che fa riflettere, è un’accusa alla società in cui viviamo.

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I quaderni del pianto 2009-12-30 00:40:49 Angelina
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Angelina Opinione inserita da Angelina    30 Dicembre, 2009
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da leggere

I ladri di bambini, la disperazione di una madre e la forza dell’amore… Nel suo nuovo romanzo “I quaderni del pianto” Marcela Serrano affronta la tragedia dei bambini rapiti per venderne gli organi o per essere dati in adozione a famiglie facoltose. Sono circa 20.000 le segnalazioni che arrivano ogni anno agli uffici di polizia e che riguardano persone adulte scomparse. La vicenda raccontata nel libro di Marcela Serrano narra la storia di una povera madre che qualche giorno dopo aver partorito la propria figlia, scopre che è morta in seguito ad una febbre. Ma dentro di se sa che non è la verità ed inizia così il viaggio alla ricerca della figlia scomparsa, un viaggio lungo e doloroso contro il sistema e contro tutta la gente che dice che la figlia è morta e che la porterà davanti ad una tragica e crudele realtà: quella dei rapimenti e traffici di organi. Il dolore di una madre, la determinazione a non rassegnarsi, la grinta con cui si batte per riavere ciò che le è stato tragicamente strappato. La storia di una donna che non si arrende e che con la sua disperata tenacia riesce ad aiutare altre donne che come lei vivono il dramma della perdita. Buona la prima parte del libro dove con semplici parole “Sentii le sue manine calde che non avrei più toccato” la scrittrice riesce a descrivere la sua piccolina, la bimba a cui non aveva ancora dato un nome, la bimba a cui aveva parlato per nove mesi nel grembo, la stessa bimba che adesso poteva vedere solo in sogno… e a commuovere con spunti di riflessione; la seconda parte, invece, scorre troppo velocemente. Lo svolgimento dei fatti è ridotto al minimo indispensabile, poche le descrizioni, quasi fosse solo un fatto di cronaca dall’inizio alla fine, o semplicemente per non distrarre il lettore con inutili esposizioni. La storia narrata è interessante ma poco approfondita. L’attenzione è totalmente concentrata sulla riconquista della figlia da parte della protagonista, una riconquista che avviene con il rovescio della morale. Il libro offre anche un affresco del dramma della povertà e della ignoranza, della grande voglia di riscatto e di dignità insita nel dolore, che la Marcella Serrano traccia con consueta maestria. Un libro da leggere perché fa riflettere con le sue poche pagine, con il suo semplice linguaggio e le frasi brevi e concise: “Ricordo dapprima il freddo, poi il gelo, infine l'incubo. Mi ridestai quando chiesi di vederla e nessuno seppe trovarmela. E finita l'ora delle visite, mi dissero, dovevo andarmene, ormai era notte. Non mi mossi. Ammazzarli tutti, crepassero tutti. Pregai Dio di scatenare un cataclisma che distruggesse la città intera, e crollasse pietra su pietra tutto l'ospedale insieme alla sua gente, crepassero una per una quelle infermiere che parlavano sottovoce come se volessero consolare, uno per uno quei dottori che non si occupavano di questioni amministrative, come se la morte fosse una questione amministrativa, dèi senz'anima. La disperazione di una madre, la forza dell'amore”.

Angela Failla

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I quaderni del pianto 2007-12-10 11:57:59 paola
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Opinione inserita da paola    10 Dicembre, 2007

I quaderni del piano

La storia narrata potrebbe esseere interessante e prendere il cuore, ma non viene sviluppata. L'attenzione è concentrata sulle azioni della protagonista tese alla "riconquista" della figlia. Ma tale riconquista avviene con una modalità che va a rovesciare la morale comune, giustificando il detto "il fine giustifica i mezzi". Il libro è letto, in alcune parti quasi noioso.

All'amoralità della protogonista fa da bilanciere la moralità e il forte senso del giusto delle donne che circondano la protagonista. L'insegnamento più prezioso penso venga da Flor che del figlio rapito preferisce far finta di dimenticarsene che rovinargli l'esistenza con la pretesa di ritrovarlo e portarlo via alla famiglia che lo ha allevato e curato.

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