I sotterranei
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I sotterranei, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.
Re della 'beat generation', papa dei 'beatnik', Jack Kerouac è stato senza dubbio la più singolare figura di scrittore del dopoguerra americano. Canadese di nascita, autore di un romanzo di fattura classica, "Metropoli e città" (che fu lodato dalla critica), raggiunse la fama con "Sulla strada" e "I sotterranei". E' questa la storia fra un bianco e una negra, amore commosso e nevrotico tra due esseri che si rincorrono e si respingono, nell'ambiente delle 'caves' di San Francisco popolate di giovani ribelli a ogni morale sociale, i cui idoli sono il jazz, la velocità, il sesso, la droga e la libertà individuale: giovani "disperati e inquieti, che credono nella vita ma respingono i sistemi morali e sociali precostituiti e vogliono scoprirne da sé dei nuovi." Processato per "oscenità" alla sua prima apparizione nella collana "Le Comete" di Feltrinelli, il romanzo fu assolto con una sentenza che riconosceva "la bellezza lirica di alcune sua immagini, la forza e il ritmo del racconto, la ricerca accurata di richiami ed espressioni come elementi che consentono al collegio di pervenire alla conclusione che il romanzo è opera non pornografica e non oscena; è invece opera d'arte".
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Opinioni inserite: 3
Ancora sottotono...
Anche stavolta il vecchio Jack non mi ha colpito, anzi. Dopo aver letto Sulla Strada, che avevo trovato un bel romanzo, ma non così stupefacente come spesso si dice del più romanzo del fondatore della Beat, decido di dargli un’altra possibilità e comincio “I Sotterranei”. Il romanzo parla della storia di Leo (Kerouac) e di una bella ragazza di colore, Mardou. I due si conoscono ad una festa, lui la corteggia, finisce per farla innamorare, fino poi a rovinare tutto a causa della sua gelosia nei confronti di un altro ragazzo di nome Yuri. Leo aveva infatti sognato che Mardou una notte lo avesse tradito con Yuri, ed è così convinto della veridicità di questo sogno che finisce per litigare con entrambi e perdere l’amore della bella Mardou. Se già di per sé la storia non è né tanto originale e né profondamente coinvolgente, ciò che gli dà il colpo di grazia è lo stile estremizzato che Kerouac usa in questo romanzo. Si serve infatti della prosa spontanea, ma diversamente di come fa in “Sulla strada” in questo libro lo estremizza troppo, a mio modo di vedere. Ci troviamo quindi a leggere di periodi lunghissimi con solo un punto e due virgole, per non parlare delle mille volte che apre diversi argomenti senza poi chiuderli. La storia, che già di per sé non è molto avvincente, finisce così per risultare lenta ed a tratti noiosa, molto noiosa. Ho impiegato una settimana per leggere questo libricino che è poco più di 120 pagine, perché non riuscivo ad andare oltre le 10/15 pagine al giorno,e molte volte perdevo il filo di quello che stavo leggendo, salvo poi riprenderlo ( e capire alcuni concetti) solo uno o due giorni dopo con il seguito del libro. Insomma se già “Sulla strada” non mi aveva entusiasmato, questo non ha di certo migliorato la mia considerazione per Kerouac, che reputo un grande scrittore, ma non ai livelli di Bukowski o Burroughs ( per citare due suoi contemporanei). In sostanza un libro che consiglio solo a chi ama veramente questo scrittore.
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Bello, ma non adatto a tutti
Pediodi infiniti, lunghi pagine intere.
Punteggiatura praticamente inesistente.
Per chi non conoscesse Kerouac e si trovasse a leggere questo libro, potrebbe quasi sembrare che lo scrittore non possegga la benchè minima tecnica.
In questo caso l'autore ha deciso di sacrificare qualsiasi convenzione letteraria, qualsiasi ritmo di lettura che non sia frenetico e mozzafiato.
In un'opera scritta in tre notti, tra alcool, depressione e malinconia, Jack Kerouac è riuscito a cancellare quella linea che ha sempre diviso il lettore da colui che scrive il libro, creando così una porta che si apre direttamente nella sua anima.
E' l'anima che ci ha messo, non la razionalità.
Quì lui ci parla di un suo grande amore, Mardou, così tormentato ed al contempo così bello.
Impossibile non rivedercisi, e questo anche grazie proprio alla maniera in cui è scritto il libro.
Dopo averlo iniziato capirete subito che prima di gettarsi in un nuovo periodo sarà meglio prendere una boccata d'aria e buttarvisi in apnea.
Un libro stupendo, che ha il merito di avermi fatto conoscere questo grandissimo autore.
Postilla per coloro i quali hanno letto ed amato "On the road":
Non sperate di ritrovare quel matto di Dean Moriarty o il vecchio Sal Paradise; leggendo "I sotterranei" vi dimenticherete che in entrambe le opere l'autore si chiama Jack Kerouac.
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Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 2009
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dove Kerouac incontra Bukowski
Fare un commento al grande Jack è molto difficile, allora senza rischiare di sembrare noioso tessendo le lodi di Mr. Kerouac mi limito a dire che il libro è assolutamente eccellente.
Lo stile graffiante ed incisivo.
La soria, senza entrare nei dettagli è originale e non prevedibile.
Come dicevo quando Keouac incontra Bukowski... insomma tempo ben speso.









