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Il bambino con i petali in tasca

Il bambino con i petali in tasca

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura indiana
Autore Anosh Irani
Sito autore Visita il sito di Anosh Irani

Editore

Casa editrice Piemme


La trama e le recensioni di Il bambino con i petali in tasca, romanzo di Anosh Irani. Bombay, 1993. Chamdi ha dieci anni e vive alle porte della città, lontano dagli scontri tra induisti e musulmani che infiammano le strade, dalle moschee bruciate e dai negozi svaligiati. La sua non e una vera casa, è un orfanotrofio, perché i genitori lo hanno abbandonato quando era appena nato. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle bouganvillee, delle canzoni, dei giochi e delle preghiere silenziose, perché arrivi qualcuno e lo porti via. Ma Chamdi ha un grande sogno, che Bombay si trasformi in un'altra città, la città senza tristezza: un luogo in cui i bambini possono giocare per le strade, perché le macchine e le bici non esistono, e in cui non ci sono figli senza genitori, perché chi abbandonerebbe mai il proprio bambino? Chamdi sa che quella degli orfani è una vita a metà, i loro occhi non splendono, hanno solo una luce presa in prestito; per questo sembrano tristi anche quando ridono. Così decide di andarsene, di partire alla ricerca del padre. Perdendosi nei vicoli sporchi e affollati, Chamdi fa amicizia con due bambini, Sumdi e Guddi, fratello e sorella, che per strada ci vivono fin dalla nascita. Decide di unirsi a loro, ma ben presto scopre che la vita dei ragazzi di strada non ha nulla a che fare con i giochi. Si deve elemosinare, rubare, picchiare se si vuole sopravvivere. Chamdi non crede di potercela fare, ma quando Guddi sarà in pericolo di vita, ferita gravemente da una bomba, scoprirà quanto sia fragile l'innocenza e forte l'amicizia.

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il babino con i petali in tasca

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un bel libro, intenso e commovente è la storia di questo bambino Chamdi che fugge dall'istitito che lo ospita, in quanto orfano, e va alla ricerca del padre perchè ha bisogno di trovare le proprie radici.A bombay però troverà violenza e miseria vivrà in mezzo alla strada e lì incontrerà altri bambini come lui e imparerà cos'è la solidartietà. Un libro che consiglio vivamente

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un libro duro che fa riflettere

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Opinione inserita da Guga
25 Mag, 2010
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..sulla vita difficile che sono costretti a fare certi bambini, nella nostra società ingiusta e nell'indifferenza degli adulti, fino alla perdita dell'innocenza e dei propri sogni. Rimane, nonostante tutta la sofferenza e le violenze vissute, una piccola speranza che riempie il cuore di questi bambini.. che un giorno nasca una città nuova senza più dolore, la libertà di poter volare via o anche solo un attimo di pace.. Questi sogni permettono agli umili del mondo di andare avanti e non arrendersi mai nonostante la durezza della vita. Questo romanzo è molto utile per capire come vivono le persone in paesi molto lontani da noi, è toccante e in alcuni momenti prende allo stomaco per la durezza dei fatti narranti.

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Opinione inserita da katia
04 Novembre, 2009
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un libro commovente non è solo la storia del piccolo chamdi ma di tanti bambini come lui che vivono con niente ma hanno un grande tesoro perchè nonostante lottano per sopravvivere loro conoscono la solidarietà. Un libro da leggere assolutamente

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Il bambino con i petali in tasca

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Una storia toccate che alla fine fa pensare sul significato di molte cose

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Oliver Twist sta in India

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“ Il problema è che viviamo.



Che troviamo sempre quel tanto che basta



Per tenerci in vita e così siamo obbligati



A restare in quest’inferno…”



Chamdi è un piccolo orfano, che ha sempre vissuto in una casa di accoglienza alla periferia di Bombay. E’ dolce, sensibile, buono. Si confida con Gesù tutti i giorni, ama l’energia profumata dei fiori, i piccoli scorci di natura che riesce a scorgere dagli spazi ristretti dell’orfanotrofio che lo ospita e non ha perso la capacità di sognare, di raccontare e di raccontarsi favole. La sua fantasia lo porta a vagheggiare una città “senza tristezza”, Kahunsha, dove tutti vivono felici, dove non c’è miseria né fame e i bambini possono giocare sereni e protetti dall’amore dei loro genitori, perché in quel luogo fantastico, tutti hanno una mamma ed un papà. Fuori dalle mura che proteggono l’Istituto, arrivano ovattati i rumori di una città infiammata dalle lotte tra induisti e musulmani e dai disordini che serpeggiano ovunque, seminando distruzione e morte. Un giorno, la direttrice dell’orfanotrofio, annuncia la chiusura definitiva della struttura. Chamdi, decide di scappare via e con al collo la sciarpa bianca nella quale era avvolto al momento del suo abbandono e alcune foglie di bouganvillea in tasca, i cui colori vivificanti gli trasmettono forza e coraggio si inoltra, alla ricerca del padre, nel cuore della città di Bombay. Solo e perduto, si ritrova catapultato nella sventurata realtà dei vicoli e delle strade popolate da una moltitudine di persone che vivono nell’indigenza, nella sporcizia e nella fame. Qui, incontra due bambini come lui, Sumdi e Guddi, fratello e sorella, che riescono a malapena a sopravvivere perché assoldati da un uomo crudele e profittatore, Anand Bhai. L’uomo mantiene il controllo di una grande fetta della città arricchendosi con i suoi illeciti traffici e servendosi di un esercito di piccoli sventurati che piega con ogni spietatezza alla sua volontà. Chamdi, conoscerà così la bassezza della degradazione, la furia della violenza, il sostegno della solidarietà, i tormenti della paura, la purezza dell’amicizia e il grande valore del coraggio, crescendo e percorrendo con risolutezza la strada che conduce alla dignità, alla fratellanza ed all’amore. Definito da molti l’Oliver Twist in versione indiana, questo libro, seppur crudo nella sua denuncia alla delinquenza urbana e allo sfruttamento dell’altrui bisogno, sia esso adulto che infantile, conservando uno stile semplice, permeato di dolcezza e spiritualità, ha la capacità di effondere, in un’atmosfera intrisa di una poetica magia che proviene direttamente dal sogno anche se incastonata in una cruda realtà, una luce di fiduciosa attesa percepibile in fondo allo sguardo di chi ancora confida nella vita.

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