Il porcospino Il porcospino

Il porcospino

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In un paese immaginario dell’Europa dell’Est si celebra un processo storico. Sul banco degli imputati c’è l’ex presidente Stoyo Petkanov. Dopo anni di censura ogni istante delle udienze andrà in diretta televisiva. Ma è chiaro da subito che si tratti di una farsa: i veri crimini di cui si è macchiato Petkanov resteranno impuniti. Il pubblico ministero Peter Solinsky, figlio di una vittima del regime, non ha la forza politica e retorica per imporsi; ed è forse costretto a inventare prove per ottenere una condanna che sa comunque di beffa. I trent’anni di esilio dell’ex presidente non solo non fanno giustizia, ma dimostrano che i metodi di Petkanov sono sopravvissuti alla sua figura, e sopravvivranno ancora per molto tempo. Il porcospino è un’allegoria vivace, grottesca e tagliente. Grazie alle ambiguità e ai paradossi del processo a Petkanov, la penna affilata e precisa di Barnes illumina l’oscura e sottile linea di frontiera che separa il passato tetro del marxismo dal luccicante futuro capitalista.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il porcospino 2017-04-28 21:56:13 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    28 Aprile, 2017
Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 2017
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Realtà o fede (politica)?

Nel suo romanzo Barnes affronta il problema del processo al leader di un paese comunista dopo la caduta del regime. L’ex leader Pektanov è processato e l’accusa è guidata da Solinsky, il cui padre era stato alleato e poi avversario politico di Pektanov. La condanna al padre di Solinsky era stata soprattutto l’allontanamento. Niente di tutto quello che accadeva in altri regimi simili: l’avversario si era infatti dedicato felicemente all’apicoltura dopo la cacciata dal partito.
Devo dire che il romanzo è ben scritto, interessante, i dialoghi arguti e ironici.
Il libro per il tema e una vaga somiglianza nella struttura si affianca a un altro romanzo, Buio a mezzogiorno, che è di ben altra statura per la bellezza e la profondità e l’estrema onestà intellettuale dei contenuti, per cui risente dell’inevitabile confronto.
Per quanto si potrebbe condividere l’idea di fondo, implicita e non espressa chiaramente, che gli intellettuali non salveranno il mondo né cambieranno la natura dell’uomo, e che i sistemi politici che si inventeranno avranno sempre al loro interno chi si fa i propri interessi e simili magagne, tuttavia questo argomento non dovrebbe essere sufficiente ad assolvere i grandi crimini/difetti strutturali di un regime ma solo quelli minori. A mio parere, il processo contro Pektanov risente della debolezza degli argomenti dell’accusa, debolezza che trovo poco accorta in un grande scrittore come Barnes. I fatti contestati sono alcuni troppo insignificanti (questioni da pochi spiccioli ) e altri evidentemente falsi. In modo un po’ troppo evidente: ad esempio l’accusa di essere responsabile dell’omicidio della sua stessa figlia. In periodi di purghe e delazioni si potevano trovare argomenti ben più solidi con i quali confrontarsi e di cui far parlare i personaggi.
Ma, nonostante questo, il libro è certamente interessante.
-Dunque permettimi di darti un piccolissimo consiglio, perché, vedi, noi gli abbiamo dato salsicce e cose più elevate. Voi nelle cose più elevate non credete, però gli negate anche le salsicce. Nei negozi non ne è rimasta nemmeno l’ombra. E allora che gli date a sta gente?
- Gli diamo libertà e verità-. Parole che nella sua bocca risuonarono tronfie, ma era ciò in cui credeva e allora perché non dirle ad alta voce?
-Libertà e verità!- ripetè Pektanov con tono di scherno. –Perciò sono queste per voi le cose elevate! Date alle donne la libertà di uscire dalle cucine e marciare in Parlamento per dire quella verità che non ci sono salsicce nei negozi. Ecco cosa vi dicono le donne. E questo lo chiamate progresso?
Non so, Barnes è sicuramente un intellettuale, una persona intelligente. Devo dire che però Koestler affiancando il cuore al cervello raggiunge delle profondità di pensiero infinitamente superiori. Ciò non toglie che un libro non banale e a tratti pieno di ironia sia sempre apprezzabile, anche se avrei voluto vedere una ricerca un po’ più “vera” date le capacità di Barnes.

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