Narrativa straniera Romanzi Il sentiero nascosto delle arance
 

Il sentiero nascosto delle arance Il sentiero nascosto delle arance

Il sentiero nascosto delle arance

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La trama e le recensioni di Il sentiero nascosto delle arance, romanzo di Ersi Sotiropoulos edito da Newton Compton. Durante una calda estate greca, alla fine degli anni Novanta, si intrecciano le vite di quattro personaggi stravaganti e solitari, mossi dal desiderio di cambiare le proprie esistenze. Lia è una ragazza affetta da un misterioso virus che la sta consumando e vive reclusa in un ospedale di Atene, circondato da alberi di arance. Il suo unico contatto con il mondo esterno è il fratello Sid, schivo e poco socievole. Il suo peggior nemico, invece, è Sotiris, un infermiere che non perde occasione per maltrattarla, al punto da spingerla a tramare una vendetta. C’è poi Nina, una ragazzina ribelle, che sogna di fuggire dal villaggio di pescatori dove trascorre l’estate, un luogo in cui il tempo sembra non passare mai. Sarà proprio qui che la vedrà per la prima volta Sotiris, fatalmente attratto dalla sua bellezza. Le loro quattro strade, all’apparenza così distanti, potrebbero non incontrarsi mai. Eppure, al di là delle loro piccole manie, delle loro fragili volontà, qualcosa li accomuna e li lega: un insopprimibile bisogno d’amore. Ersi Sotiropoulos, pluripremiata scrittrice greca, firma un indimenticabile romanzo dal gusto dolceamaro, commovente e intenso.

Ersi Sotiropoulos è nata a Patrasso nel 1953. Antropologa di formazione, ha studiato e vissuto a lungo in Italia, prima di ristabilirsi nel suo Paese natale. Dal suo esordio nel 1980, ha pubblicato diversi libri (romanzi, raccolte di racconti e di poesie), alcuni dei quali sono stati già tradotti in lingua italiana. Il sentiero nascosto delle arance è un grande successo internazionale.

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Il sentiero nascosto delle arance 2012-09-23 12:54:42 ombraluce
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ombraluce Opinione inserita da ombraluce    23 Settembre, 2012
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Una grande tristezza in un libro pungente

Dico innanzitutto una cosa: per leggere questo libro ho dovuto superare il disgusto iniziale provocato dalle pagine iniziali. Splendido per descrivere alienazione e solitudine dei protagonisti, ma veramente un po' eccessivo se uno non è preparato a una tale situazione. Poi, però, succede una cosa stranissima: ho cominciato a vedermi davanti questi personaggi. Prima di tutti la malata Lia, poi il fratello Sid, l'infermiere Sotiris e la ragazzina Nina, tutti con le loro vite di solitudine e con un grandissimo bisogno, in fondo, d'amore e comprensione e, alla fine, ho sentito di amarli, di amarli tutti con le loro fragilità e i loro difetti a volte celati e a volte evidenti, a volte ai limiti della depravazione e altri spaventati dalla vergogna... Un romanzo di un'intimità sconvolgente, dove senti odore di corsia d'ospedale e profumo d'arance, l'aria stantia e pesante di un monolocale non riordinato e la brezza del mare tranquillo su cui galleggiano le pittoresche barchette dei pescatori... Nel libro c'è bruttezza e c'è bellezza, proprio come nella vita. Ed è veramente poetica e commovente l'immagine della piccola Nina, ancora intatta nella sua giovane purezza di vita, che cerca in tutti i modi di sfuggire agli "zombi" che la circondano e di mantenere l'equilibrio mentale. Un libro che non dà lezioni, troppo difficili in questo sconclusionato girotondo di vite e vicende, ma alla fine facciamo tutti il tifo per Nina...

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