Il tempo di Blanca
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Nata a Santiago del Cile nel 1951, Marcela Serrano è una delle voci più importanti della narrativa sudamericana.
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Ultimo aggiornamento: 10 Mag, 2012
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Parole turchese
Vorrei essere un poeta, per dedicare alcuni versi a questo romanzo invece che la solita prosa.
Mi ha creato un tale impeto emotivo che vorrei parlarne in maniera speciale.
Non mi vergogno a dirlo, ho pianto intensamente per almeno 50/60 pagine. Singhiozzando, grazie al cielo ero sola ed in casa mia.
Ho pianto per Blanca, ho pianto per Gringo, ho pianto per Victoria, ho pianto per Trinidad, ho pianto per amore, ho pianto per solitudine, ho pianto per la malattia, ho pianto per le persecuzioni politiche, come una pazza, giuro.
Mi direte voi, cosa ci consigli CUB, non vogliamo piangere.
Ognuno ha la propria emotivita', la mia e' stata questa durante la lettura di quest'opera ma DEVO consigliarla, perche' e' un libro davvero splendido.
Ho letto diverse opere della Serrano, ma questa e' quella che preferisco, senza alcun dubbio.
Il Cile coi suoi colori, i suoi cibi, le bevande, le canzoni che l'autrice non manca mai di cinguettare tra una pagina e l'altra sono presenti, immancabili come sempre.
Ma qui si va oltre i racconti tra donne che spesso sono il centro delle sue opere.
Qui si vive. Intensamente.
Blanca. Ricca di famiglia. Moglie e madre. Una vita ben incanalata tra gli argini famiglia/figli/marito.
Poi un giorno arriva la malattia. Improvvisa. Inspiegabile. Irreparabile.
Afasia. Blanca non puo' piu' comunicare, perde la capacita' di leggere, di scrivere, di parlare.
E in questo mondo di solitudine in cui lei si isola irrompe la forza dei ricordi , intrecciando il passato al presente, raccontandoci gli ultimi avvenimenti della sua vita.
Grandi amicizie, grandi sconfitte, una grande passione, la vergogna, il legame materno, un grande amore ed in parallelo il Cile della dittatura, le persecuzioni fisiche e psicologiche , la tortura di coloro che furono incarcerati per motivi politici.
Di chi e' tornato segnato per sempre, di chi non e' tornato piu' , i desaparecidos, delle battaglie delle loro mogli, delle loro madri.
Rileggo alcune pagine, mi fa sempre lo stesso effetto.
Mi contorce qualcosa dentro questo libro.
Mi verrebbe da inginocchiarmi e rimettermi a piangere.
Vorrei ricominciarlo da capo. Sono pazza, puo' essere.
Sta di fatto che piacera' o meno, come tutti i libri, ma riuscire a sconvolgere un lettore di tenerezza e disperazione con un mucchietto di carta e' uno spicchio d'arte, di questo son certa...
Brava Marcela, grazie. Buona lettura
"...e se contempli piangendo le stelle e ti si riempie l'anima di impossibili, e' la mia solitudine che viene a baciarti..." M.S.









