Invisible monsters
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La presentazione e le recensioni di Invisible Monsters, romanzo di Chuck Palahniuk, edito da Mondadori. La top model Shannon ha tutto ciò che si può desiderare dalla vita: amore, carriera, amicizia, ma vede crollare tutto ciò in un istante, quando una misteriosa fucilata la raggiunge al volto, mentre è alla guida della sua auto. Shannon resta orrendamente sfigurata e incapace di parlare; così da splendida top model che era, si ritrova a essere un mostro invisibile, evitato da tutti, tradita dal fidanzato e dalla sua più cara amica. La sua vita però subisce un'ulteriore svolta quando in ospedale fa la conoscenza della Principessa Brandy Alexander, cui manca ancora solo un intervento chirurgico per diventare una vera donna. Brandy la coinvolgerà in un grottesco viaggio con il proposito di aiutarla a vendicarsi di amica e fidanzato e saprà insegnarle che è possibile reinventare se stessa e che nulla e nessuno sono quel che sembrano.
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Opinioni inserite: 5
Eri bella, ora non lo sei, pensa al futuro
E' sempre il solito Palahniuk, stravagante e sopra le linee, improbabile ed enigmatico.
Con i suoi personaggi grotteschi e cinici rifilati in posti ordinari, le vicende surreali e pazzesche affiancate a sprazzi di realtà e normalità rimane uno degli autori più conturbanti e spiazzanti che si trovano in circolazione.
La storia è inverosimile e da grattacapo come tutti i suoi romanzi: i protagonisti così peculiari, con caratteristiche, vizi e modi di fare reali e inumani, senza una via di mezzo che riesca a congiungere il mondo reale a quello grottesco; l'unica sensazione che Palahniuk mi riesce a dare è quella di un caos che segue il volere di un'entità superiore; e in questo caso è lo stesso autore il direttore del mondo dei propri libri, in quanto ogni luogo e ogni evento diventa incredibile e diverso una volte ripassato sotto la sua penna. Persino il tempo si piega alle sue esigenze, scostandosi dai modelli standard di utilizzo e adattandosi alle necessità senza che riesca a screditare in nessun modo il valore dell'opera.
Palahniuk è un autore che nonostante non scriva horror riesce a farmi venire i brividi; un genio del male, come è stato definito. Sono d'accordo. C'è qualcosa di estremamente sinistro nei suoi libri, così impossibili eppure che t'immagini possano diventare veri.
Posso definire questo suo romanzo un buon lavoro, ma sinceramente ho l'impressione che non diventerà mai uno dei miei autori preferiti. Non mi piacciono i suoi mondi così mostruosamente surreali e nemmeno il linguaggio che utilizza, sebbene immagino sia il più appropriato per l'opera. Troppo diretto, troppo sboccato, e a me è sembrato anche troppo volgare. MA sono gusti personali. Consigliato a chi ama l'autore, sicuramente apprezzerà.
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Quei mostri invisibili che ci portiamo dentro
I mostri invisibili potrebbero essere tutti coloro i quali vivono vite insolite e che molto spesso strisciano solo a margine delle esistenze dei "normali" lasciandovi poco o niente. Oppure i mostri invisibili potrebbero essere delle cose che ci portiamo dentro. E se il titolo si riferisse davvero a questo, saremmo allora tutti mostri, tutti orribili creature, tutti "anormali" esseri che si trascinano dentro (e dietro) storie invisibili, passati inenarrabili, colpe e vergogne. Qualcosa mi fa propendere per la seconda opzione, perchè sebbene nel libro si parli di esistenze "eccentriche" mi sembra quasi che queste siano solo pretesti, delle ipercaratterizzazioni dei personaggi, che diventano quasi "simboli" di ciò che si portano dentro.
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Il primo lavoro del Maestro
Invisible Monsters è quanto di più sconvolgente abbia mai letto.
La prima opera di Palahniuk, inizialmente scartata da tutti gli editori per la sua pesantezza, ha il potere di aprirti la faccia come un colpo di fucile.
Una storia intricata, dove nulla è da darsi per scontato fino alla fine, nemmeno quando sembra essere assolutamente certo.
Una linea temporale sparpagliata come se presa a calci e poi rimescolata alla rinfusa aiuta il lettore a provare il senso di spaesamento che da quel tocco in più alla storia.
C'è poco da dire. Il miglior lavoro di Palahniuk a mio modesto parere.
Il miglior modo che ci potesse essere per cominciare la salita verso quello che ora è considerato un genio del male.
Cinque stelle e tanto di cappello al Maestro.
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Deludente
devo dire che invisible monsters non è all'altezza di survivor o cavie. manca di pathos e voglia di graffiare. ho fatto fatica a finirlo
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Ultimo aggiornamento: 06 Giugno, 2010
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mostri invisibili
Romanzo grottesco sulle apparenze che nascondono ben diverse realtà. Lo stile è il solito di Palahniuk: asciutto, a volte crudo, surreale ma di grande attualità. La vicenda di questa modella che vede crollare il suo perfetto mondo patinato per iniziare una nuova vita da zero è inizialmente accattivante: nel seguito la vicenda si fa un po' troppo surreale per i miei gusti. Il tema della bellezza come arma di conquista e potere passa dalla protagonista all'altro grande personaggio del romanzo: l'appariscente Brandy che sa dimostrarsi più saggia di quel che la sua apparenza potrebbe suggerire. Tutto sommato un discreto romanzo, scorrevole e leggero, ma c'è sempre qualcosa in Palahniuk che non riesce a convincermi totalmente, perciò lo consiglio ai soli aficionados.
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Opinione inserita da AmaranthineMess 30 Luglio, 2011