Io non ricordo Io non ricordo

Io non ricordo

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La presentazione e le recensioni di "Io non ricordo", opera di Stefan Merrill Block pubblicata da Neri Pozza. Seth Walzer vive ad Austin nel Texas. E un ragazzino, anzi: è il perfetto esemplare dell'adolescente troppo intelligente segnato dall'acne, dal sarcasmo nei confronti del mondo e dal panico nei confronti di ogni sorta di contatto umano. Passa così il tempo a fantasticare su tutto e a perdersi nelle sue divagazioni al punto tale da sentirsi un "maestro del nulla". Un giorno però la realtà irrompe improvvisa nella sua vita. A sua madre viene diagnosticata una rara forma di Alzheimer e Seth assiste impotente al suo inesorabile scivolare nell'oscuro regno dell'oblio. Lentamente la madre non ricorda più nulla, anche le cose più semplici della vita. Il padre di Seth reagisce alla malattia della moglie nel modo peggiore possibile: si stordisce con massicce dosi giornaliere di gin e programmi televisivi. Cosa può fare Seth a quel punto se non cercare di usare la sua straordinaria intelligenza, studiando quello strano e terribile male che si trasmette geneticamente e toglie il dono del ricordo? Non sapendo quasi nulla della vita che la madre conduceva prima di conoscere suo padre, Seth si mette alla ricerca dei parenti perduti della donna, portatori del gene causa della sua malattia.


Stefan Merrill Block è nato a Plano, nel Texas. Laureato alla Washington University di Saint Louis, nel Missouri, vive ora a New York. Io non ricordo è il suo primo romanzo.

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Io non ricordo 2011-11-03 08:38:36 lucabettin
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lucabettin Opinione inserita da lucabettin    03 Novembre, 2011
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Io non ricordo

Sono inciampato in questo libro per caso.
Incrociato in libreria mi ha attirato per alcune ragioni: giovane autore americano, storia che si prospetta originale, curiosità di leggere qualcosa che non mi viene suggerito o consigliato da qualcuno, voglia di seguire l’istinto.
Quel libro mi chiamava.
Comprato. Letto. Vissuto. Finito.
Il risultato, una volta chiusa l’ultima pagina, è andato oltre le mie migliori aspettative.
Il romanzo è scritto e tradotto benissimo, con un linguaggio lineare, non semplice ma piacevole ed accattivante.
E’ una storia che si sviluppa sullo sfondo di una grande e complessa malattia, l’alzheimer familiare ad esordio precoce. Entrare troppo nei particolari, secondo me, svelerebbe dettagli che meritano di essere letti nel modo, originale e delicato, in cui li sviluppa l’autore.
L’inizio può essere un po’ ostico ma con il passare delle pagine si viene accompagnati su un piano inclinato che facilita la lettura e incuriosisce sempre più.
Si parte con due storie che sembrano lontane anni luce e quasi incompatibili e si arriva con una storia unica e personaggi che camminano uno a fianco dell’altro. Tutti i pezzi magicamente si incastrano e collimano con una naturalezza che sorprende.
I capitoli sono intervallati dalla descrizione di un paese fantastico e nascosto, Isidora, dove gli abitanti vivono il presente senza ricordi, senza memoria e senza pensare al futuro. Sembra una situazione slegata da tutto e, poco alla volta, diventa il fulcro del racconto.
La complicata descrizione della malattia, che è presente nei diversi capitoli, è minuziosa ma, grazie all’abilità dell’autore, non appesantisce la lettura in nessun frangente.
Un grande libro.
Difficile da pensare. Complicato da scrivere. Emozionante da leggere.
Un’esperienza originale ed appagante.
Grande merito alle librerie Giunti, che hanno deciso di dare visibilità a quest’opera. Sicuramente mi cimenterò presto nel secondo romanzo dell’autore, LA TEMPESTA ALLA PORTA.

“Accanto a questo mondo ce n’è un altro. Vi sono punti in cui si può sconfinare”.

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