La controvita
Letteratura straniera
Editore
Philip Roth ha vinto il Premio Pulitzer nel 1997 per Pastorale americana. Nel 1998 ha ricevuto la National Medal of Arts alla Casa Bianca, e nel 2002 il piú alto riconoscimento dell'American Academy of Arts and Letters, la Gold Medal per la narrativa. Ha vinto due volte il National Book Award e il National Book Critics Circle Award, e tre volte il PEN/Faulkner Award. Nel 2005 Il complotto contro l'America ha ricevuto il premio della Society of American Historians per «il miglior romanzo storico di tematica americana del periodo 2003-2004». Recentemente Roth ha ricevuto i due piú prestigiosi premi PEN: il PEN/Nabokov Award del 2006 e il PEN/Saul Bellow Award for Achievement in American Fiction. Roth è l'unico scrittore americano vivente la cui opera viene pubblicata in forma completa e definitiva dalla Library of America.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2011
sono una fan di questo Roth, ma anche dell'altro
sono sempre in attesa che alcuni svedesi si rendano conto del valore di Ph.Roth
ancora una volta Zuckerman ci porta con lui e noi gli andiamo dietro perchè, con un po' di esercizio,la cosa è estremamente piacevole e poi invita a pensare, il che non è male per un libro.
Il latente antisemitismo della sinistra non è più tanto latente anche se oggi si parla di essere anti-israeliani. Le decisioni di due università inglesi e. purtroppo, credo, anche di due italiane
mi fanno orrore.
Indicazioni utili
Complicato
Pensavo fosse un romanzo con un andamento cronologico lineare. Non è così. Due fratelli, uno scrittore ed un dentista. Una malattia cardiaca. Questi sono gli ingredienti iniziali. Poi vengono narrati una serie di possibili scenari. Prima cede il cuore dell'uno. Poi tocca all'altro. Le medicine rendono l'uomo impotente. Ne consegue l'analisi della scelta che porta ad un'operazione che potrebbe risolvere il problema cardiaco evitando le pillole sessualmente debilitanti. Ma l'operazione è pericolosa, a volte si muore. Il libro scorre narrando i perchè delle varie decisioni prese. In alcune pagine si avvenura in una disamina del conflitto arabo israeliano e dell'antisemitismo latente nella società occidentale. In altre sembra di essere nello studio di un analista ad ascoltare la confessione di un paziente. Ho fatto fatica a terminarne la lettura. Perchè questi personaggi hanno cervelli troppo complicati e sembrano divertirsi a farcelo sapere, descrivendoci il percorso che ha portato alla scelta di ogni loro singola parola. Non fa per me.









