La custode di mia sorella La custode di mia sorella

La custode di mia sorella

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La trama e le recensioni di La custode di mia sorella, romanzo di Jodi Picoult edito da Corbaccio. Jodi Picoult, la regina del legal thriller della nuova America, ha quarantadue anni e vive ad Hanover, New Hampshire, con il marito, i tre figli e numerosi animali domestici. Da La custode di mia sorella è stato tratto nel 2009 il film di Nick Cassavetes con Cameron Diaz e Alec Baldwin. Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l’ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche che la rendono idonea a essere donatore di midollo per la sorella, ruolo che non ha mai messo discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Perché si dà per scontato che lei sia disponibile? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Jodi Picoult ha scritto un romanzo intenso su un tema difficile e doloroso. L’autrice dà voce a tutti i protagonisti della vicenda, permettendo al lettore di capire fino in fondo la complessità delle rela-zioni familiari. Se tutti hanno ragione, come mai non riescono a mettersi d’accordo? Ma soprattutto, com’è possibile che siano tutti così infelici?

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La custode di mia sorella 2012-04-22 16:22:09 Fyna
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Fyna Opinione inserita da Fyna    22 Aprile, 2012
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Straordinario.

Circa un anno e mezzo fa vidi il film tratto da questo libro. Ne rimasi subito affascinata, mi piaceva la storia, drammatica anche se con un finale normale, che mi sono aspettata fin dall'inizio. Pochi minuti fa ho finito di leggere il libro e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa sotto tanti aspetti. Prima di tutto è molto meglio del film. I personaggi sono tutti caratterizzati, Sara, Brian, Jesse, Anna, l'avvocato Campbell e Julia diventano quasi dei nostri conoscenti, questo perché il libro è diviso in tanti piccoli capitoletti dove ognuno di loro racconta l'evolversi della vicenda. E trovo questa una scelta di stile azzeccata. La trama è abbastanza semplice: a Kate viene diagnosticata in tenera età una forma grave e rara di leucemia, subito i suoi genitori le fanno iniziare le cure, ma ben presto si accorgono che queste non bastano. Con il consiglio del medico che segue Kate decidono di procreare una terza figlia che sia perfettamente compatibile con la sorella malata. Da subito Anna viene utilizzata come salvatrice della sorella, le dona sangue, midollo... Fino al giorno in cui le viene chiesto di donare a sua sorella un rene. Anna inizia una causa legale contro i suoi genitori chiedendo la sua emancipazione medica da essi, in quanto non vuole donare una parte di sé a sua sorella. La scelta di Anna può sembrare egoistica, ma non è ciò che sembra. In tribunale, quando giungerà il momento della sua testimonianza si scoprirà il vero motivo che l'ha spinta a fare causa ai suoi genitori. Leggendo il libro io ho amato Anna, i suoi pensieri e il suo personaggio stesso. Mi ha colpita molto una parte in cui rifletteva sulle persone in paradiso e a quanti volessero comparire quando vi arrivavano. Se una persona muore da vecchia non è detto che sia quello l'aspetto che vuole mantenere quando è in paradiso. Non svelo il finale a sorpresa, ma lascio a voi il gusto di leggerlo e di assaporarlo fino all'ultima parola e lacrima.

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Dovrebbero leggerlo tutti, ma soprattutto coloro che hanno visto il film tratto da questo libro dal momento che il testo ha un finale diverso e del tutto inaspettato.
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La custode di mia sorella 2012-03-05 18:45:27 BeAngElenIsa
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Opinione inserita da BeAngElenIsa    05 Marzo, 2012

Pura emozione

Quando ho iniziato a leggere questo libro, pensavo che mi sarei imbattuta in uno dei "soliti" libri che trattano le storie di protagnisti le cui vite sono tormentate dalla malattia. Mi sono dovuta subito ricredere.

La tecnica di scrittura la trovo molto originale. Ogni capitolo indaga la vicenda dal punto di vista di un personaggio diverso (caratteristica tipica anche di altri romanzi della Picoult) il che permette di capire i sentimenti di ogni protagonista. Tutta la storia é scritta al presente, il che stimola ancora di più all'immedesimazione nel protagonista: la scrittrice fa sentire il lettore quasi partecipe delle vicende, e le mostra vere ed istantanee, non come dei ricordi rievocati (sensazione che provo tutte le volte che leggo dei libri scritti al passato).

Alla fine del romanzo, mi sono convinta che la vera protagonista della vicenda non è Kate, l'adolescente colpita dalla leucemia, o Anna, la ragazzina nata in provetta per salvare sua sorella; credo che il centro di tutto sia Sara, la madre coraggio, che fa di tutto per proteggere la figlia malata, mentre lotta tutti i giorni contro l'istinto di trattare Anna come un dispenser di "pezzi di ricambio" per Kate.

É sorprendente la scoperta del vero motivo che spinge Anna ad intentare la causa per l'emancipazione medica contro i suoi genitori e il finale è assolutamente inatteso, da restare letteralmente senza fiato.
Chi ha già visto il film, non si faccia ingannare: il libro sembra quasi che racconti un'altra storia, a maggior ragione, visto che il finale è completamente diverso!

"La custode di mia sorella" è un libro che ti coinvolge in ogni pagina e ti colpisce con mille sensazioni diverse.

Lo consiglio a tutti quelli che hanno la voglia e la capacità di emozionarsi davanti alle cose semplici della vita che, per coloro che vivono delle situazioni difficili, possono diventare dei piccoli miracoli quotidiani.

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La custode di mia sorella 2011-08-15 15:00:09 Rowan
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Rowan Opinione inserita da Rowan    15 Agosto, 2011
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"Quando ti preoccupi più della vita di qualcun alt

12 giorni mi ci sono voluti per finire questo libro, e non c'entra niente con il fatto che ha 428 pagine. Decisamente no.
Una storia che ha dei pro, ma sopratutto dei contro. Inizio con l'ammettere una cosa: probabilmente iniziarlo subito dopo aver finito "Voglio vivere prima di morire" non è stata un'idea grandiosa. Sono entrambi libri dolorosi e amari, e trattano tutti e due la leucemia.. avrei dovuto aspettare del tempo tra uno e l'altro, ma così è andata, e così mi tocca recensire.
Forse erano troppo alte le mie aspettative, o semplicemente non ha retto il confronto con Voglio vivere prima di morire, fatto sta che è ben lontano dal passare a pieni voti. Quante stelle do? 3 e mezzo forse.
La custode di mia sorella è un libro che tocca tematiche profonde come la malattia, la vita, la morte e la sorellanza.
Anna ha tredici anni, ed è stata concepita in vitro per essere la donatrice perfetta per la sorella Kate, malata di leucemia. Fin dal momento della sua nascita, Anna ha dovuto donare parti di sè a Kate, a partire dal sangue del cordone ombelicale, e finendo, tredici anni dopo, con la donazione di un rene.
Ma cosa succederebbe se Anna si rifiutasse di continuare la vita da donatrice?

"Anna sapeva di essere stata messa al mondo per salvare sua sorella. Ma non era d'accordo."

La scrittura e la trama sono interessanti senza dubbio, ma c'è un particolare che mi ha davvero irritata: i capitoli in prima persona. L'intero libro è scritto in prima persona, diviso in capitoli dal punto di vista dei personaggi: Anna, la madre, il padre, il fratello, l'avvocato, Julia Romano.. davvero troppo. Capisco che per una storia del genere sia importante ogni punto di vista, perché se fosse stata la sola Anna a raccontarcela, non avremmo mai conosciuto i sentimenti di due genitori distrutti dalla malattia della figlia. Non avremmo capito il perché del comportamento scontroso e arrabbiato del fratello Jesse. Non avremmo scoperto il segreto dell'avvocato Campbell Alexander e del suo cane Judge.
Però, voglio dire, se questa era la scelta dell'autrice, andava scritto in terza persona. Probabilmente avrebbe perso un po', è vero.. ma così è davvero troppo confuso. Basta dimenticarsi per un istante il nome scritto a inizio capitolo e non ci si capisce più nulla.
Oltre a questo posso dire che non mi ha emozionato come avrebbe dovuto. Molto bello il finale, assolutamente inaspettato, ma.. non mi ha dato abbastanza.

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