La custode di mia sorella La custode di mia sorella

La custode di mia sorella

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La trama e le recensioni di La custode di mia sorella, romanzo di Jodi Picoult edito da Corbaccio. Jodi Picoult, la regina del legal thriller della nuova America, ha quarantadue anni e vive ad Hanover, New Hampshire, con il marito, i tre figli e numerosi animali domestici. Da La custode di mia sorella è stato tratto nel 2009 il film di Nick Cassavetes con Cameron Diaz e Alec Baldwin. Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l’ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche che la rendono idonea a essere donatore di midollo per la sorella, ruolo che non ha mai messo discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Perché si dà per scontato che lei sia disponibile? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Jodi Picoult ha scritto un romanzo intenso su un tema difficile e doloroso. L’autrice dà voce a tutti i protagonisti della vicenda, permettendo al lettore di capire fino in fondo la complessità delle rela-zioni familiari. Se tutti hanno ragione, come mai non riescono a mettersi d’accordo? Ma soprattutto, com’è possibile che siano tutti così infelici?

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La custode di mia sorella 2013-04-28 18:19:03 LunaCalante
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LunaCalante Opinione inserita da LunaCalante    28 Aprile, 2013
Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 2013
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Puff pant...

La custode di mia sorella è un overdose di parole inutili,oltre ad essere un libro incentrato sul caso di una 13enne che fa causa ai suoi genitori per riavere diritti sul proprio corpo e non più una “cavia” che mantiene in vita la sorella maggiorenne, malata di grave leucemia.

Posso dire tranquillamente che essendo ben 428 pagine,la metà di queste(200 all’incirca) seguono il filo del discorso,il resto è tutto pappardella ,magari a qualcuno può piacere,tranne che a me. Sconsiglio questo libro per diversi motivi.

Prima cosa,come già specificato, non segue bene il filo conduttore della trama ma ci si perde nei meandri di storie personali di ciascun personaggio,verremmo a conoscere esempio la storia privata dell’avvocato o del tutore ad litem(difensore dei minorenni) descritta in modo prolisso e fuorviante.

Seconda cosa troppo descrittivo,troppi nomi dei medicinali e delle fasi della malattia,zeppo di termini medici e tutto quello che concerne l’ospedale.
C’è un motto: “Il troppo stroppia”,è bene mettere un limite a tutto; inoltre , francamente, non vedo a chi possa interessare la valanga dei medicinali citati o le precise fasi di certe procedure mediche o peggio ancora,come agisce la leucemia. Una descrizione dettagliata va bene solo all’inizio,ma se continua per tutto il resto del libro risulta pesante, ed è l’unico filo conduttore rimasto indenne.

In generis posso dire che all’inizio il libro sembra davvero promettente per poi perdersi in storie che non centrano nulla con la trama, a chi può interessare il rapporto sentimentale tra l’avvocato e il tutore ad litem? Va bene un accenno, un riassunto, o un modo di narrare secondario ,invece viene risaltato come fosse fondamentale. Il tutore ad litem per esempio,che dovrebbe impersonare una figura professionale,solida sia nel lavoro che nel privato,la possiamo trovare a qualche bar frequentato da tipi poco rassicuranti a trangugiare Tequila,narrando il suo amore perduto per l’avvocato …
Molto interessante guarda!
Per non parlare poi che questa donna viene ridotta al ruolo di “ragazzotta sentimentale” anziché di figura importante e professionale,pochissimi e radi sono i momenti in cui viene presentata come tutore ad litem e la mia impressione immediata è che la scrittrice abbia avuto l’intenzione di usare il personaggio per fini sentimentali,anziché il contrario.

Oppure a chi può interessare le rievocazioni del passato da parte dei singoli personaggi?
Esempio, ti ritrovi nel bel mezzo di una disputa da tribunale(ed è anche il motivo per cui ho preso il libro,voglio dire, ogni libro ha il suo preciso argomento o no?) e pendi dalle labbra dei personaggi che fanno causa e discutono,giri la pagina,curiosissima di sapere come proseguirà ed invece ti beccherai il ricordo di quando Tizia aveva 3 anni e giocava a nascondino blablabla, Caia che smaltava le unghie e blablabla,il ragazzo che fumava e blablabla,l’avvocato che da adolescente blablabla, io dico ma chissenefrega, e confesso di aver saltato pagine (e mica 2 o tre pagine, ma 10-20…50 pagine se non di più) per continuare con il filo della trama. (!!)

Alla fine …puff pant… saltando pagine divaganti e a scopo presumibilmente “rilassante” , sono arrivata finalmente alla fine del discorso,che… non mi è piaciuto per niente. Per carità,detesto i finali scontati ma…che razza di finale si è inventata la scrittrice? (Chi lo ha letto,capirà)

Non sconsiglio mai un libro senza una valida motivazione... per cui spero di non aver offeso la sensibilità dei lettori che lo hanno trovato meraviglioso.

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La custode di mia sorella 2013-01-05 00:08:21 Desirée
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Desirée Opinione inserita da Desirée    05 Gennaio, 2013
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Piangerete, molto

Jodi Picoult ci fa entrare in una famiglia colpita dalla tragedia di una figlia con la leucemia, e del bisogno di una sorella che potesse procurare "pezzi di ricambio" come midollo osseo e tanto altro.
L'autrice si è ben informata sull'argomento, e rende tutto realistico, fornendo informazioni certamente reali.
Possiamo guardare la storia attraverso i punti di vista di Sara, Brian, Jesse, Anna, l'avvocato Campbell e Julia. Questa scelta narrativa è stata un'ottima scelta, perché ti dà una visione a 360°.
Tutti sono ben caratterizzati e con un passato alle spalle, tutti hanno ragione ma anche torto.
Il libro vuole puntare al dibattito pacifico su argomenti etici, non dando una risposta personale.
Chi leggerà si ritroverà diviso su quale fazione stare, fino all'ultimo.
Anna è la ragazza innocente ma forte, che è abituata sin da subito ad avere delle responsabilità, e già dall'inizio mi ha dato l'idea di essere confusa e che avesse un dibattito con se stessa che non dipendeva solo dalla scelta di aver fatto causa ai suoi genitori.
L'avvocato l'ho adorato, non so mi è subito piaciuto, così come Julia. E il fratello Jesse, non sono riuscita a dargli tutte le colpe.
La madre mi è risultata sino all'ultimo troppo testarda, troppo presa da sua figlia Kate per non notare cosa realmente volesse.
Ho pianto, pianto molto, come una stupida. Soprattutto nel finale, fin troppo improvviso. E' stato davvero un colpo di scena, che nel film hanno tolto, rendendolo a mio parere, troppo banale.
il libro vale, e anche molto. Lo consiglio, perché si esce da questa lettura meno cinici.

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La custode di mia sorella 2012-12-21 18:00:26 BRIUSTER
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BRIUSTER Opinione inserita da BRIUSTER    21 Dicembre, 2012
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IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE

Da qui comincia il mio incontro con Jodi Picoult, leggendo il suo libro più famoso, grazie all'omonimo film ( che lasciatemi dire lascia senza parole per la storpiatura del finale).
L'argomento estremamente difficile, ovvero la malattia, la lotta di una madre per salvare la figlia e l'amore della sorella minore che arriva a far causa ai genitori, pur di aiutarla.
I dolorosi passaggi della malattia terminale e della difficile vita che Kate ha dovuto affrontare, sempre fuori e dentro dagli ospedali e che ha coinvolto anche la piccola Anna, la sorellina messa al mondo per salvare la sorellona.
L'estremo amore dei componenti familiari attraversa le aule di un tribunale e culmina nel modo più triste ma inaspettato.

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La bambina di vetro
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La custode di mia sorella 2012-04-22 16:22:09 Fyna
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Fyna Opinione inserita da Fyna    22 Aprile, 2012
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Straordinario.

Circa un anno e mezzo fa vidi il film tratto da questo libro. Ne rimasi subito affascinata, mi piaceva la storia, drammatica anche se con un finale normale, che mi sono aspettata fin dall'inizio. Pochi minuti fa ho finito di leggere il libro e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa sotto tanti aspetti. Prima di tutto è molto meglio del film. I personaggi sono tutti caratterizzati, Sara, Brian, Jesse, Anna, l'avvocato Campbell e Julia diventano quasi dei nostri conoscenti, questo perché il libro è diviso in tanti piccoli capitoletti dove ognuno di loro racconta l'evolversi della vicenda. E trovo questa una scelta di stile azzeccata. La trama è abbastanza semplice: a Kate viene diagnosticata in tenera età una forma grave e rara di leucemia, subito i suoi genitori le fanno iniziare le cure, ma ben presto si accorgono che queste non bastano. Con il consiglio del medico che segue Kate decidono di procreare una terza figlia che sia perfettamente compatibile con la sorella malata. Da subito Anna viene utilizzata come salvatrice della sorella, le dona sangue, midollo... Fino al giorno in cui le viene chiesto di donare a sua sorella un rene. Anna inizia una causa legale contro i suoi genitori chiedendo la sua emancipazione medica da essi, in quanto non vuole donare una parte di sé a sua sorella. La scelta di Anna può sembrare egoistica, ma non è ciò che sembra. In tribunale, quando giungerà il momento della sua testimonianza si scoprirà il vero motivo che l'ha spinta a fare causa ai suoi genitori. Leggendo il libro io ho amato Anna, i suoi pensieri e il suo personaggio stesso. Mi ha colpita molto una parte in cui rifletteva sulle persone in paradiso e a quanti volessero comparire quando vi arrivavano. Se una persona muore da vecchia non è detto che sia quello l'aspetto che vuole mantenere quando è in paradiso. Non svelo il finale a sorpresa, ma lascio a voi il gusto di leggerlo e di assaporarlo fino all'ultima parola e lacrima.

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Dovrebbero leggerlo tutti, ma soprattutto coloro che hanno visto il film tratto da questo libro dal momento che il testo ha un finale diverso e del tutto inaspettato.
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La custode di mia sorella 2012-03-05 18:45:27 BeAngElenIsa
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Opinione inserita da BeAngElenIsa    05 Marzo, 2012

Pura emozione

Quando ho iniziato a leggere questo libro, pensavo che mi sarei imbattuta in uno dei "soliti" libri che trattano le storie di protagnisti le cui vite sono tormentate dalla malattia. Mi sono dovuta subito ricredere.

La tecnica di scrittura la trovo molto originale. Ogni capitolo indaga la vicenda dal punto di vista di un personaggio diverso (caratteristica tipica anche di altri romanzi della Picoult) il che permette di capire i sentimenti di ogni protagonista. Tutta la storia é scritta al presente, il che stimola ancora di più all'immedesimazione nel protagonista: la scrittrice fa sentire il lettore quasi partecipe delle vicende, e le mostra vere ed istantanee, non come dei ricordi rievocati (sensazione che provo tutte le volte che leggo dei libri scritti al passato).

Alla fine del romanzo, mi sono convinta che la vera protagonista della vicenda non è Kate, l'adolescente colpita dalla leucemia, o Anna, la ragazzina nata in provetta per salvare sua sorella; credo che il centro di tutto sia Sara, la madre coraggio, che fa di tutto per proteggere la figlia malata, mentre lotta tutti i giorni contro l'istinto di trattare Anna come un dispenser di "pezzi di ricambio" per Kate.

É sorprendente la scoperta del vero motivo che spinge Anna ad intentare la causa per l'emancipazione medica contro i suoi genitori e il finale è assolutamente inatteso, da restare letteralmente senza fiato.
Chi ha già visto il film, non si faccia ingannare: il libro sembra quasi che racconti un'altra storia, a maggior ragione, visto che il finale è completamente diverso!

"La custode di mia sorella" è un libro che ti coinvolge in ogni pagina e ti colpisce con mille sensazioni diverse.

Lo consiglio a tutti quelli che hanno la voglia e la capacità di emozionarsi davanti alle cose semplici della vita che, per coloro che vivono delle situazioni difficili, possono diventare dei piccoli miracoli quotidiani.

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La custode di mia sorella 2011-08-15 15:00:09 Rowan
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Rowan Opinione inserita da Rowan    15 Agosto, 2011
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"Quando ti preoccupi più della vita di qualcun alt

12 giorni mi ci sono voluti per finire questo libro, e non c'entra niente con il fatto che ha 428 pagine. Decisamente no.
Una storia che ha dei pro, ma sopratutto dei contro. Inizio con l'ammettere una cosa: probabilmente iniziarlo subito dopo aver finito "Voglio vivere prima di morire" non è stata un'idea grandiosa. Sono entrambi libri dolorosi e amari, e trattano tutti e due la leucemia.. avrei dovuto aspettare del tempo tra uno e l'altro, ma così è andata, e così mi tocca recensire.
Forse erano troppo alte le mie aspettative, o semplicemente non ha retto il confronto con Voglio vivere prima di morire, fatto sta che è ben lontano dal passare a pieni voti. Quante stelle do? 3 e mezzo forse.
La custode di mia sorella è un libro che tocca tematiche profonde come la malattia, la vita, la morte e la sorellanza.
Anna ha tredici anni, ed è stata concepita in vitro per essere la donatrice perfetta per la sorella Kate, malata di leucemia. Fin dal momento della sua nascita, Anna ha dovuto donare parti di sè a Kate, a partire dal sangue del cordone ombelicale, e finendo, tredici anni dopo, con la donazione di un rene.
Ma cosa succederebbe se Anna si rifiutasse di continuare la vita da donatrice?

"Anna sapeva di essere stata messa al mondo per salvare sua sorella. Ma non era d'accordo."

La scrittura e la trama sono interessanti senza dubbio, ma c'è un particolare che mi ha davvero irritata: i capitoli in prima persona. L'intero libro è scritto in prima persona, diviso in capitoli dal punto di vista dei personaggi: Anna, la madre, il padre, il fratello, l'avvocato, Julia Romano.. davvero troppo. Capisco che per una storia del genere sia importante ogni punto di vista, perché se fosse stata la sola Anna a raccontarcela, non avremmo mai conosciuto i sentimenti di due genitori distrutti dalla malattia della figlia. Non avremmo capito il perché del comportamento scontroso e arrabbiato del fratello Jesse. Non avremmo scoperto il segreto dell'avvocato Campbell Alexander e del suo cane Judge.
Però, voglio dire, se questa era la scelta dell'autrice, andava scritto in terza persona. Probabilmente avrebbe perso un po', è vero.. ma così è davvero troppo confuso. Basta dimenticarsi per un istante il nome scritto a inizio capitolo e non ci si capisce più nulla.
Oltre a questo posso dire che non mi ha emozionato come avrebbe dovuto. Molto bello il finale, assolutamente inaspettato, ma.. non mi ha dato abbastanza.

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