Narrativa straniera Romanzi La donna dai capelli rossi
 

La donna dai capelli rossi La donna dai capelli rossi

La donna dai capelli rossi

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È bellissima, ha i capelli rossi come le fiamme e il fascino irresistibile dell'attrice che sul palco sa trasformarsi nell'eroina sensuale e perduta dei poemi. Cem è solo un umile apprendista quando la vede per la prima volta: non sa che da quel giorno anche la sua vita seguirà la traiettoria fatale e misteriosa delle tragedie cantate dai poeti. La donna dai capelli rossi è un romanzo d'amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un'ossessione capace di cambiare il corso di un'intera esistenza. Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai più ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l'apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è lì che Cem incontrerà l'attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l'ossessione erotica per questa donna piú grande di lui si trasformerà in un'unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere piú felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama. Con la storia di Cem, personale e universale allo stesso tempo, Orhan Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l'Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo più sorprendente e fulminante, capace, con i suoi colpi di scena, di togliere il fiato a ogni lettore.

Recensione della Redazione QLibri

 
La donna dai capelli rossi 2017-01-16 21:12:12 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    16 Gennaio, 2017
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A ciascuno la propria verità

Orhan Pamuk è il cantore per eccellenza della terra turca, tutte le sue opere traggono ambientazione e linfa dalle tradizioni e dalla cultura di cui lui stesso esprime tutte le sfaccettature.

L'ultimo romanzo porta in scena padri e figli, mutuando il tema dai testi classici del mondo occidentale e da quello orientale, intrecciando la vita reale con quella fiabesca e leggendaria come solo la penna di questo autore riesce.
Padri e figli uniti e divisi dal destino, si ritrovano e si perdono al ritmo di una danza crudele, illusione e consapevolezza come due facce di una medaglia, vendetta e tragedia, disgrazia accidentale o cecità fatale.
L'incursione nella narrazione dei miti letterari di tutti i tempi non può mancare, con l'apporto di una carica di magia e di saggezza, con tante immagini che ben si adattano alle epoche moderne.

Lo strano scherzo del destino riservato ad un padre e figlio della Turchia del ventesimo secolo, sembrano ricalcare le orme di un passato tragico condiviso da altri protagonisti che la mano di Pamuk porta sulla scena con estrema naturalezza, creando un'amalgama passato-presente, leggenda e realtà, consona e tangibile.

Il costrutto narrativo è ottimamente congegnato e nonostante la prima parte del romanzo sia scandita da un ritmo lento, esplode poi in una cavalcata di intrecci ed eventi che donano pathos e legano il lettore alle pagine fino all'epilogo, dove tutto prende forma e significato.
Belle ed intense le pagine pregne di riflessioni e paralleli sui rapporti umani, siano essi uomo e donna, madre e figlio, padre e figlio.

Ancora una volta Pamuk ha dato un volto alla sua terra, anzi più di uno, cantando la vita dell'ingegnere Cem diviso tra essere figlio alla ricerca di un padre ed essere un padre alla ricerca di un figlio; eppoi lei, la donna dai capelli rossi, amante e madre, gioia e dolore, lacrime e sorrisi, figura enigmatica inizialmente destinata a svelarsi con intensità struggente.

Pur non raggiungendo le vette de “Il mio nome è rosso”, questo è un buon romanzo, dai molteplici contenuti e spunti di riflessione per chiunque cerchi sostanza in una lettura.

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La donna dai capelli rossi 2017-01-15 10:50:53 68
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68 Opinione inserita da 68    15 Gennaio, 2017
Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 2017
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Destino imperscrutabile e crudele verità

Il complicato e cruento legame padri-figli, tra mito, vita, letteratura, destino e psicanalisi sullo sfondo di trenta anni di storia in una Istanbul oggi profondamente mutata ed immersa nella contemporaneità.
Un radicale cambiamento di vita si abbatte sull' adolescente Cem, il disfacimento improvviso della propria famiglia, ( l' incarcerazione del padre per motivi politici ed il suo non ritorno ), l' inserimento prematuro nel mondo del lavoro ( in una libreria prima e come apprendista nello scavare pozzi alla ricerca di acqua poi ) tra sogni infranti e speranze negate fino a quel desiderio folle ed imperscrutabile di cambiare il proprio destino.
Da adolescente ha inseguito un amore irrinunciabile per una fascinosa ed irraggiungibile donna dai capelli rossi, solo un sogno o un retaggio della propria memoria, volto famigliare, ponte tra fanciullezza ed età adulta con cui vivere una intensa quanto fugace storia d' amore svanita nel soffio di una notte ed in una fuga improvvisa per una tragedia imprevista e forse mortale, almeno nella propria testa.
Un' idea, la scrittura, inseguita da sempre, abbandonata prematuramente, mai realizzata, ripresa da altri, e poi quel cambiamento di rotta, la facoltà di ingegneria, il successo imprenditoriale, un matrimonio quieto e rassicurante, la quotidianità, fino alla resa dei conti in uno spietato ritorno al passato ed agli irreparabili errori commessi.
Questa, per sommi capi, la traccia della " La donna dai capelli rossi ", romanzo che svela con lentezza un senso per lunghi tratti ovattato e solo a sprazzi percepito, in una ricostruzione meticolosa di fatti e realtà che lentamente riacquistano una compiutezza, riallineando microstorie apparentemente sfilacciate.
Ci insegue il mistero di una colpa legata ad egoismo e giovinezza ed alla paura che la vita possa improvvisamente svanire.
Ma i sogni in un attimo cambiano un' esistenza, si trasformano in incubo, la realtà si mostra per quello che è, somma di tempo ed azioni pregresse, e ci presenterà un conto salato, senza sconti o fughe possibili.
Siamo contemporaneamente figli, genitori, amanti, fratelli, in una compenetrazione di ruoli che sconfina nello psicologico, ( a volte nel patologico ) nella storia, nel mito, o semplicemente nella letteratura, testimonianza viva e imperitura della cultura e dei tempi.
E nella narrazione c'è molta letteratura, amata dal protagonista, studiata, ripercorsa, a partire da due testi fondamentali nella cultura greca-occidentale e persiana-orientale, " L' Edipo Re " di Sofocle e " Rostam e Sohrab " ( tratto dal " Libro dei re " ) di Ferdowsi che narrano la storia parallela di Edipo da una parte e di Sohrab dall' altra, e parlano di parricidio e figlicidio, in un tragico epilogo apparentemente antitetico ( da una parte il figlio uccide il padre, dall' altra è il padre ad uccidere il figlio ) che nasconde analogie sottese.
Cem, leggendo queste storie, crede di potere scovare il mistero della propria vita e di trovare la pace. Anch' egli è stato abbandonato dal padre, in tenera età, ne ha adottato un altro ( Mahmut Usta ) che pensa di avere ucciso, così come non è riuscito ad esserlo, come avrebbe voluto, e tutti abbiamo bisogno di un padre deciso, forte, che ci dica cosa fare e cosa non fare e ci insegni la differenza tra giusto e non giusto. " ...Chi cresce senza un padre non capisce che il mondo ha un centro, un confine e crede di potere fare tutto..."
Anche Edipo e Sohrab condividono una storia, sono cresciuti senza un padre, vivendo in esilio politico ed hanno cercato di modificare un destino ineluttabile che sfocerà in tragedia. Il senso di colpa accomuna padri e figli, sopravvisuti ma assassini , pur involontari, e ne sarà la condanna.
In questo la donna dai capelli rossi naviga tra lecito ed illecito, è moglie, amante, madre, presenta molteplici facce a nascondere una sola verità ( il proprio amore di madre ).
In lei c' è sempre stato un amore viscerale per il teatro, sa che le coincidenze non esistono ma che hanno un senso, conosce le debolezze e l' individualismo degli uomini così come sa che la vita non è che una imitazione delle leggende e delle favole.
Cem invece è sprofondato in un abisso di solitudine, ha smarrito il senso della storia ed il proprio se', vive con enormi sensi di colpa, in una noia ed angoscia protratta, tra situazioni e relazioni irrecuperabili e senza un senso, se non nella sua testa e nei suoi desideri ( egoistici ).
Ed allora è semplicemente giusto ed ovvio che i figli sopravvivano ai padri, come natura vorrebbe ( senza che il parricidio si compia), conservandone la memoria e la storia, tramandata da generazioni, così come le fiabe ed libri antichi, anche se abbandonati da tempo, hanno il potere di conservare e consegnare il proprio significato nel tempo.
Non sappiamo, in realtà, fino in fondo quale sia il senso di una vita che abbiamo voluto diversa, che abbiamo abbandonato, indirizzato altrove, dimenticato, ed un dubbio atroce rimane, quale il confine tra reale ed immaginario, bugia e verità. Forse solo il puro amore è destinato a sopravvivere e a durare nel tempo ( il legame madre- figlio, senza implicazioni psicoanalitiche freudiane ) o forse è tutto un inganno, non lo sapremo mai con certezza.
Pamuk ci dona un romanzo complesso, per temi, protagonisti, tra realtà e finzione, storia e leggenda, tragedia e commedia. Come è solito fare, parte dai personaggi per addentrarsi lentamente nella storia, da loro raccontata e costruita in prima persona, con pazienza e particolari espressione di un senso preciso, nulla è lasciato al caso.
La sua è anche denuncia e difesa della libertà di espressione e di pensiero, della dignità umana, dell' arte, in particolare della letteratura, forma espressiva universale che conserva la memoria e la tradizione di un popolo, perché pensieri e parole riguardano tutto il genere umano, incondizionatamente, senza preclusioni di parte, fanatismi ideologici e religiosi o tirannie dipinte di democrazia ( in riferimento alla Turchia odierna ).
Il romanzo è costruito su una struttura narrativa ben riconoscibile, la narrazione acquisisce vivacità nella seconda parte, più fluida, i temi trattati si prestano a molteplici approfondimenti, storico, politici, letterari, sociologici, in chiave psicologica, i personaggi sono estremamente complessi e multiformi, e nascondono tracce e significati sottesi, da meditare e metabolizzare con lentezza e profondità.

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