La foresta dei girasoli
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Torey L. Hayden è nata negli Stati Uniti, nel Montana, ma vive da molti anni in Gran Bretagna. La sua esperienza di insegnante nelle scuole per bambini emotivamente disturbati e negli istituti psichiatrici ha fatto di lei una specialista di riferimento nella ricerca sulla psicologia infantile. I suoi numerosi libri, in cui ha raccontato alcuni dei suoi «casi», sono stati tradotti in oltre 20 lingue e sono stati spesso adottati come testi di studio in diverse università.
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Opinioni inserite: 3
Mamma quanto ti amiamo!
L'amore incondizionato di un marito e delle figlie verso la mamma, la guerra che ha lasciato cicatrici profonde da causare gravi problemi psichici, vediamo come il mondo intorno a loro reagisce alle difficoltà di una famiglia apparentemente normale: sono questi gli elementi portanti di questo bellissimo libro della Hayden che ci catapulta in una piccola grande realtà e ci fa vivere le sensazioni, il dolore, l'illusione, la fantasia, gli sbalzi di umore, la dolcezza, l'amore, la grande sofferenza che arriva alla pazzia di una donna profondamente segnata dagli eventi avvenuti durante la seconda guerra mondiale, fatti orrendi di uomini crudeli, senza scrupoli, invasati verso il proprio credo.
Questa donna per poter affrontare la vita ormai piena di cicatrici ha creato un mondo dove poter amare le figlie ed il marito fino a quando la sua mente non regge più e causa nuovo dolore a chi con tanta forza la ama incondizionatamente.
"...puoi scegliere di amare tua madre invece di odiarla. Proprio come tua madre scelse di vedere girasoli invece di lupi. Così riuscì a sopravvivere. Così riuscì a non farsi distruggere da quello che le accadeva e, no, non era perfetto, ma nemmeno il mondo lo è. Scegliere come vederlo è l'unico vero potere che abbiamo."
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Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 2010
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Lettura stucchevole e deludente
Sono un ammiratore di Torey Hayden, ma solo dei suoi libri “classici”, quelli che raccontano le sue esperienze di psicopatologa infantile (ad es. “Una bambina”, “Figli di nessuno”, “Una di loro”... che ritengo appassionanti ed istruttivi e che consiglio vivamente). Penso che quando si cimenta con il “romanzo” vero e proprio i risultati siano piuttosto deludenti. Penso che molte parti siano prolisse e retoriche. L’argomento scelto (la pazzia di una donna che non è riuscita a superare la tragedia vissuta in epoca nazista, quando fu inserita nel programma Lebensborn per la proliferazione della razza ariana) richiedeva a mio parere uno stile più asciutto ed essenziale, senza troppi sbrodolamenti sentimentalistici che finiscono con lo svalutare la gravità degli eventi. In particolare la parte finale (la figlia che ritorna in un luogo dove la madre ha vissuto per qualche tempo) non sembra molto legato al resto della narrazione: sembra quasi un racconto separato che sia stato inserito a forza nel libro. La conclusione del libro, inoltre, non è a mio parere molto significativa. Cara Torey, torna ai tuoi bellissimi racconti di esperienza vissuta. Consiglio la lettura di questi ultimi, non de “La foresta dei girasoli”.
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La foresta dei girasoli
Ho finito oggi di leggere questo romanzo e devo dire che mi è piaciuto abbastanza. Lo stile di scrittura e semplice e risulta molto scorrevole, i personaggi sono ben delineati soprattutto la figura della madre , una donna che porta con sè un fardello molto pesante del suo passato che purtroppo influenza tutta la famiglia, in particolar modo la figlia grande che non riesce a godersi l'adolescenza come tutti i suoi coetanei perchè costretta a vivere in bilico tra la sua vita e i disturbi della madre. Bellissima anche la figura del padre che trabocca d'amore per questa donna così fragile e passionale. Se devo trovare una pecca a questo romanzo posso dire che il finale mi ha lasciato un pò di amaro in bocca, non sò ma mi aspettavo qualcosa di diverso. E' comunque un libro che consiglio di leggere.









