La fuga del signor Monde La fuga del signor Monde

La fuga del signor Monde

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La trama e le recensioni di La fuga del signor Monde, romanzo di Georges Simenon edito da Adelphi. In una bella mattina d’inverno, mentre il suo autista lo portava, come ogni giorno da , trent'anni, nella ditta di import-export fondata da suo nonno, Norbert Monde ha deciso di scomparire. Anzi no: non c'è stato niente da decidere. «Probabilmente lo aveva sognato spesso, o ci aveva pensato così tanto che adesso aveva l'impressione di compiere gesti già compiuti»: farsi radere i baffi, scambiare il completo dal taglio elegante con un abito di seconda mano, andare alla Gare de Lyon, chiedere un biglietto di terza classe per Marsiglia. Ma perché è accaduto proprio quel giorno? Forse perché era il suo compleanno; o forse perché, alzando gli occhi, ha visto i comignoli rosa stagliarsi contro un cielo di un pallido azzurro in cui fluttuava pigra una minuscola nuvola bianca - e gli è venuta voglia di vedere il mare. Quando finalmente se l'è trovato davanti, il signor Monde ha pianto. E quelle lacrime, che si portavano via «tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni» , erano dolci, «perché ora la battaglia era finita», e lui era finalmente come uno di quei clochard che dormono sotto i ponti di Parigi, e che più di una volta gli era capitato di invidiare. Così è andato a vivere con una tale Julie, che fa l'entraineuse in un locale notturno di Nizza dove hanno dato un lavoro anche a lui. Ed è diventato per tutti Désiré Clouet, il contabile del Monico. Un giorno, però, gli apparirà dinanzi un fantasma della sua vita di prima: allora il signor Monde, che si è portato dietro «la sua condizione di uomo come altri si portano addosso una malattia che ignorano», riprenderà la sua identità e il suo ruolo, ma non sarà più la stessa persona. Perché da quel momento non avrà più ombre - e guarderà ogni cosa in modo diverso, con una sorta di «fredda serenità».

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La fuga del signor Monde 2011-11-04 18:26:19 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    04 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre, 2011
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La fuga del signor Monde

Chi non ha mai provato il desiderio di scappare, di mettere in atto una fuga, una fuga da tutto e tutti, senza rimpianti e senza dolori e di vivere la vita che sotto sotto, inconsciamente si desidera vivere? Non necessariamente il bisogno è quello di vivere una vita migliore dal punto di vista sociale o economico, no, più semplicemente il bisogno è quello di scomparire lasciandosi tutto alle spalle e ricominciare. Un po' uccidere quello che si è nella vecchia vita e rinascere in quella nuova. Il signor Monde realizza questa fuga, questa sparizione, il giorno del suo compleanno, 48 anni. Non aveva mai pensato alla fuga e nonostante questo non si sorprende della naturalezza con cui lo fa. Lascia una ditta florida di import-export, la sua villa di Parigi, una florida situazione economica, un rapporto di circostanza con una moglie gelida, un figlio con cui riesce a scambiare solo i saluti e una figlia che lo cerca solo per battere cassa, entrambi nati dal primo matrimonio. Scompare da Parigi il giorno in cui nessuno si è ricordato che è il suo compleanno ed approda a Marsiglia, poi a Nizza, rinato, senza baffi, con abiti dimessi e un po' di franchi che si è portato via. Si ritrova immerso subito in un'altra vita, completamente diversa; la conoscenza di una attricetta/entraineuse, un lavoro da contabile in un locale notturno, una misera stanza a pagamento. Un giorno però il destino gli offrirà l'opportunità e forse l'obbligo di rimpossessarsi della sua vecchia identità...
Simenon non eccede in una lirica di alto valore letterario, anzi il suo stile narrativo è asciutto, tutto è crudo, reale, trasparente, ma sicuramente i suoi personaggi sono ritratti mirabilmente dal punto di vista psicologico. La fuga del signor Monde, così improvvisa quanto determinata è anticipata dalla descrizione del suo stato all'interno della famiglia e dalla stanchezza vera e propria del carico dei suoi anni e della sua condizione con quattro pennellate efficacissime così come è altrettanto efficace la descrizione del suo cambiamento finale che apparirà logico e inevitabile.
Un altro apprezzabile romanzo di Simenon ingiustamente associato e conosciuto solo per Maigret.

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La fuga del signor Monde 2011-08-08 07:43:34 gcavalca
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gcavalca Opinione inserita da gcavalca    08 Agosto, 2011
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Uno strano Simenon

La signora Monde entra in commissariato “insieme a uno spiffero di aria gelida”.
Con questo grande incipit Georges Simenon ti porta immediatamente nelle sue atmosfere da grande romanzo.
M.me Monde non ci mette più di qualche minuto per descrivere l’accaduto, lo stesso che M. Monde ci regala per pagine e pagine di una Parigi bellissima ed eterna: “tutto veniva da un tempo remoto, da sempre”.
Eppure questo non è il Simenon che ti aspetti, niente omicidi, niente indagini, solo una grande fuga che è ricerca, che come tutte le ricerche tende a trovare anzi ritrovare qualcosa.
Rimanendo sospesi nella vita qualunque in un’oscillazione “che durava ore, un va e vieni dolce o brusco tra il vuoto verdastro del fondo e una superfice invisibile oltre la quale il mondo continuava a vivere”.

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La fuga del signor Monde 2011-07-21 16:11:00 libreriasemola
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libreriasemola Opinione inserita da libreriasemola    21 Luglio, 2011
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E se un giorno...

Il 13 gennaio, giorno del suo 48esimo compleanno, Norbert Monde si è lavato, vestito ed è uscito dalla sua abitazione in rue Ballu a Parigi.
L’autista l’ha condotto al lavoro e, mentre sbrigava le solite noiose mansioni, Norbert ha smesso di pensare.
L’uomo è ormai sparito da tre giorni.
La fuga, tema principale del romanzo, è più una ribellione a una vita decisa dagli altri.
Non ha avuto indecisioni, ha preso il primo treno per Marsiglia e non ha avuto paura, niente rimpianti anzi quasi un sogno che si avverava e il pianto era una liberazione non un pentimento.
Un viaggio nel viaggio alla scoperta della propria identità che cambierà radicalmente le persone.
Biblioteca Adelphi, euro 17

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