La promessa dell'alba La promessa dell'alba

La promessa dell'alba

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La presentazione e le recensioni di La promessa dell'alba, opera di Romain Gary edita da Neri Pozza. UChi non ha pensato un giorno che viviamo giusto per onorare i sogni, le speranze e i sacrifici dei nostri genitori? Romain Gary non soltanto ha tenacemente nutrito questo pensiero, ma vi ha dedicato un libro intero, questo libro: La promessa dell’alba, una delle sue opere più intense, più belle e più riuscite. Era bambino, Gary, all’alba appunto della sua vita, quando promise per la prima volta a sua madre di tornare un giorno a casa dopo aver strappato vittoriosamente il possesso di questo mondo ai potenti e ai malvagi. Prima di Biancaneve, prima del Gatto con gli Stivali, prima dei Sette Nani e della Fata Carabosse, sua madre, infatti, gli sussurrò i nomi della vasta schiera di nemici coontro cui un uomo degno di questo nome deve battersi. C’è prima di tutti Tatoche, il dio della stupidità, col sedere rosso da scimmia e la testa da intellettuale. Nel 1940 era il cocco e il teorico dei tedeschi, dopo si è appollaiato sulle spalle dei nostri scienziati, e a ogni esplosione nucleare la sua ombra si fa un po’ più alta sopra la terra. C’è Merzavka, il dio delle certezze assolute, una specie di cosacco ritto sopra cumuli di cadaveri; ogni volta che uccide, tortura e opprime in nome delle sue verità religiose, politiche o morali, la metà del genere umano gli lecca le scarpe con commozione. C’è Filoche, il dio della meschinità, dei pregiudizi, del disprezzo, dell’odio che, affacciato alla guardiola della portineria, all’ingresso del mondo abitato, grida: «Sporco americano, sporco arabo, sporco ebreo, sporco russo, sporco cinese, sporco negro». E vi sono numerosi altri dei, più misteriosi e più loschi, più insidiosi e nascosti, difficili da identificare... Libro unico, che costituisce «uno dei più straordinari tributi mai scritti da un uomo a sua madre» (Newsweek), e ci restituisce l’affascinante vita di chi, come Romain Gary, è cresciuto aspettando il giorno in cui avrebbe potuto scostare con la mano il velo che oscura l’universo, La promessa dell’alba ci mostra come il sogno di restituire la terra a coloro che la riempiono del loro coraggio e del loro amore possa generare grande letteratura.

Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque nel 1914 in Lituania, figlio naturale di un’attrice, ebrea russa fuggita dalla rivoluzione, e di Ivan Mosjoukine, la più celebre vedette, insieme a Rodolfo Valentino, del cinema muto. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. Nel 1956, vince il Goncourt con Les racines du ciel. Nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori La promessa dell’alba (Neri Pozza 2006). Nel ’62 sposa Jean Seberg, l’attrice americana di Bonjour tristesse, l’interprete di A bout de souffle. Nel 1975 pubblica, con lo pseudonimo di Emile Ajar (identificato all’inizio come Paul Pavlovitch, nipote reale di Romain Gary), La vita davanti a sé (Neri Pozza 2005) che, nello stesso anno, vince il Prix Goncourt. Il pomeriggio del 3 dicembre 1980, Gary si uccide, nella sua casa di place Vendôme a Parigi. Con un colpo di pistola alla testa.

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La promessa dell'alba 2011-12-16 15:54:51 Cla93
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Cla93 Opinione inserita da Cla93    16 Dicembre, 2011
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Un ottimo stile

Devo ammettere di aver impiegato un pò di tempo per leggere questo libro. All'inizio mi aveva intrigata; dopo il primo capitolo mi era invece diventato pesante. Quando poi ho finito di leggerlo devo ammettere di averlo rivalutato tanto.
Romain Gary scrive con uno stile molto ironico e scorrevole; stile che apprezzo molto anche perché mi trovo concorde con molti pensieri dell'autore.
La storia non mi aveva granché presa: narra del rapporto tra l'autore e la madre; un rapporto che plasma e influisce su tutta la vita di Gary. Quando poi l'ho finito di leggere mi sono detta "questa storia è molto dolce",e in effetti è proprio così.
Mi ha colpita la ciclicità del romanzo: infatti inizia dicendo "è finita." e finisce ammettendo... ops, non posso rivelarlo se qualcuno di voi volesse leggerlo rovinerei il finale!!!
Concludo dicendo che consiglio la lettura di questo romanzo e anche degli altri romanzi di Romain, ha uno stile davvero invidiabile.

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