La scatola nera La scatola nera

La scatola nera

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La trama e le recensioni di La scatola nera, romanzo di Amos Oz edito da Feltrinelli. Uno straordinario romanzo epistolare che mostra la tenacia della passione anche là dove ci sono state ferite e incomprensioni. Un vastissimo spettro di emozioni, dispiegato senza pudori. Alec e Ilana non si parlano da sette anni. Il divorzio è stato brutto, le emozioni in gioco crudeli. Lui si è trasferito negli Stati Uniti ed è diventato famoso per i suoi studi sul fanatismo religioso; lei è rimasta in Israele e si è risposata con un ortodosso. Alec e Ilana hanno un figlio, Boaz, disconosciuto dal padre per un’estrema offesa verso la moglie. Boaz ormai è un adolescente irrequieto, chiama la madre “puttana” e, dopo ripetuti scatti di violenza, si fa buttare fuori da scuola. Ilana, dopo anni di silenzio, scrive ad Alec per chiedergli aiuto. Come nella scatola nera che contiene le spiegazioni dei disastri aerei, così nelle lettere scambiate tra i diversi personaggi si trovano le ragioni della loro catastrofe. La crudeltà delle parole cela una profonda sofferenza. La moglie infedele, il marito arrogante, il figlio ribelle, l’ortodosso: tutti feriscono se stessi e gli altri nella lotta per l’esistenza, in un paese senza compassione. La scatola nera è uno dei migliori romanzi di Amos Oz e rivela un ricchissimo spettro di emozioni, dispiegato senza pudori.

Amos Oz è nato a Gerusalemme nel 1939. A 15 anni si ribella alla famiglia e lascia Gerusalemme per lavorare nel Kibbutz Hulda, dove rimane per trent’anni allontanandosene solo a periodi, per gli studi universitari e come riservista dell’esercito, quando partecipa alla Guerra dei Sei Giorni del 1967 e a quella del Yom Kippur dell’ottobre 1973. Nel 1986 lascia il kibbutz per la cittadina di Arad, dove continua a scrivere e a insegnare Letteratura all’Università Ben Gurion del Negev, e dove vive tuttora. Unanimemente riconosciuto come una delle voci più importanti della letteratura mondiale, è diventato una figura di primo piano del movimento israeliano per la pace. Ha scritto libri per bambini, romanzi e saggi. Tra i premi vinti per la sua opera, i più recenti sono il Premio Grinzane Cavour (2007), il premio Principe de Asturias de las Letras (2007), il Premio Primo Levi (2008) e il Premio Heinrich Heine (2008).

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La scatola nera 2011-07-04 07:34:40 Fucina CHI
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Fucina CHI Opinione inserita da Fucina CHI    04 Luglio, 2011
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Romanzo di corrispondenza

“Mauro, hai mai letto niente scritto da un autore israeliano?”
“No, perché?”
“Dovresti, hanno una rara sensibilità…”
“Dici? E chi mi consigli?”
“Amos Oz. È bravissimo.”
“E una vita che ne sento parlare, è davvero così bravo?”
“Sì, decisamente lo è.”
“Ottimo! E con quale suo libro inizio?”
“Leggi La scatola nera.”

Poche settimane dopo aver avuto questa conversazione con un mio amico, ho comperato il libro e l’ho messo sul comodino, in attesa di finire un altro libro che avevo iniziato da tempo. Appena terminato il favoloso Marcovaldo di Italo Calvino, ho iniziato La scatola nera.
C’ho messo 3 giorni.

È un libro incredibile, scritto con rara sensibilità e poi… ha una struttura molto, molto originale.
Aperto il libro, ho visto che iniziava con una lettera.
“Che inizio interessante, raramente ho visto libri che iniziano in questo modo.”
Curioso ho proseguito, ma alla prima lettera seguiva un’altra. E poi un’altra. E poi un’altra ancora, fino alla fine.

I personaggi, questi ricchi, mai decifrabili, umani personaggi non si confrontano nel racconto, lo fanno a distanza. Il tempo nel romanzo passa, improvvisamente è passato un mese e il lettore viene a sapere solo a posteriori cos’è successo, come a volte la situazione è cambiata interamente.
La vicenda è semplice: una donna, ovvero una madre, e due uomini, di cui uno vuol essere padre e l’altro ha rifiutato il ruolo. Sono le loro le lettere più ricche e appassionate, ma non di minore interesse tutte le altre lettere dei personaggi di contorno, a volte descritti alla perfezione con due righe.

Come dicevo, la trama è semplice, sviluppata in modo molto originale e già questo basterebbe a renderlo un bel libro. Ma vi è di più. Oz mette la sua chiara impronta in molte lettere, trascinando il lettore in visioni del mondo particolari e filosofeggianti, in cui l’istinto si alterna alla dolcezza, all’odio e alla filosofia.

Lo sfondo è fatto di passione, di sensualità e carne, ma anche passione religiosa; le due passioni si affrontano, come in un gioco di scacchi, ognuno facente le sue mosse e Oz queste mosse le descrive con umana brillantezza.

I personaggi sono dei normali esseri umani, con le loro debolezze e con una grande forza: una rara, profonda sensibilità. Ma come tutti gli esseri umani subiscono cambiamenti e non sono statici, non possono permettersi di esserlo questi personaggi così pieni di passioni.

Non vi dirò altro della trama di questo libro, un libro pieno di meravigliose sorprese.
Buona scoperta.

Recensione a cura del nostro Mauro Biancaniello (http://maurobiancaniello.blogspot.com)
per il nostro progetto di recensioni letterarie "Righe su righe"
(Per maggiori informazioni: http://fucinachi.blogspot.com)

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Antonio Tabucchi
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