La via delle donne La via delle donne

La via delle donne

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La trama e le recensioni di La via delle donne, romanzo di Marlene van Niekerk edito da Neri Pozza. Nella provincia del Capo di Buona Speranza, Grootmoedersdrift non è certo una fattoria modello quando, negli anni Cinquanta, Jak de Wet vi mette per la prima volta piede per chiedere la mano di Milla Redelinghuys. Tutte le speranze e i sogni di gloria della giovane sono riposti in Jak. È ricco, istruito, attraente, spiritoso. Bastano pochi anni di matrimonio, però, perché Milla si renda conto che Jak non può fare di Grootmoedersdrift quello che generazioni di Redelinghuys hanno desiderato. Ha le mani morbide, è stato educato per diventare un gentiluomo non un agricoltore. Inoltre, è un afrikaner che non sopporta gli hotnot, i "negri". E, tra "gli sguatteri negri", non tollera innanzi tutto Agaat. Agaat compare alla fattoria che è una bambina e Milla la educa e la istruisce con cura per farne una persona che sia pronta a servirla. Agaat la serve, per anni. Un giorno però Milla avverte i primi segni della malattia che paralizza gradualmente ogni parte del corpo fino a togliere la parola. Non vi è alcun riferimento diretto ai fatti sociali e politici che, tra gli anni Cinquanta e Novanta, hanno sconvolto e radicalmente cambiato il Sudafrica, tuttavia nel serrato confronto tra le sue due protagoniste, la padrona e la serva, la donna bianca e quella di colore unite da un legame indissolubile, La via delle donne è, come accade nella grande letteratura, una delle più potenti e illuminanti rappresentazioni della storia di questo paese.

Marlene van Niekerk è nata nel 1954 in una fattoria di Caledon, nella Provincia del Capo Occidentale, in Sudafrica. Dopo gli studi in psicologia, lingue e letteratura, ha ottenuto una cattedra prima all'università di Witwatersrand e poi di Stellenbosch, dove insegna Letteratura afrikaans e olandese.

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La via delle donne 2010-11-12 22:42:21 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    13 Novembre, 2010
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Una delusione

Finalmente sono riuscita a mollarlo, non è stato facile sono arrivata ben oltre la metà e non ancora "decollato" quindi basta, mi dispiace molto perchè l'ho comprato e iniziato a leggerlo con molto entusiasmo ma ci sono tanti bei libri e non vale la pena perdere tempo con uno che proprio non piace.
E' la storia di Milla della sua famiglia e della sua fattoria in Sudafrica ma soprattutto è la storia del suo rapporto con Agaat la serva che lei accoglie ancora bambina e che le starà affianco per tutta la vita, lavorando nella fattoria, crescendo suo figlio e curandola nella malattia che la colpisce quando Milla rimane imprigionata nel suo corpo inerme "una bambola di pezza riempita di segatura e lupini", così lei si definisce.
Lo stile narrativo cambia in continuazione e rende la lettura un pò pesante e noiosa, a volte Milla ricorda il suo passato, e queste parti sono le più interessanti, il suo matrimonio il rapporto conflittuale con la madre, in altre parti legge il suo diario, e quà e terribile, privo di punteggiatura, frasi sgrammaticate, sembra un diario di bordo, noiosissimo. Il peggio però è quando la narrazione torna al presente e lei imprigionata nel suo corpo descrive tutto ciò che le succede intorno, pagine e pagine intere in cui cerca di fare capire ad Agaat che vuole la cartina della fattoria appesa, che le prude un orecchio, tutta la descrizione della toilette settimanale etc etc etc.
Aspetterò una recensione positiva che magari mi dia lo stimolo per riprenderlo in mano facendomelo vedere sotto un'altra luce che ora non intravedo.

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