Lo schiaffo Lo schiaffo

Lo schiaffo

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La trama e le recensioni di Lo schiaffo, romanzo di Christos Tsiolkas edito da Neri Pozza. È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per i numerosi familiari, amici e colleghi accorsi al barbecue di fine settimana di Aisha e Hector. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, e grandi occhi che brillano su un viso affilato e scarno, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi agli ospiti e occhiate preoccupate ai tavoli imbanditi di samosa, melanzane e semi di aneto. Hector, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po' di grigio sulle tempie, la barba incolta sul mento, le rughe agli angoli della bocca, la mascella volitiva e i capelli folti, si guarda furtivo in giro con in mano una birra sottratta alla montagna di bottiglie immerse nel ghiaccio nella vasca da bagno. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di una ragazza con una sfilza di brufoli sotto il labbro inferiore, le lentiggini sul naso, folti capelli biondi e gambe lunghe tornite nei jeans neri attillati. Si chiama Connie, e lavora nell'ambulatorio di veterinaria di sua moglie. In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all'islam, cerca cortesemente di rifiutare una birra portagli da Manoli, il padre di Hector. Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue, seguito da Rocco, suo figlio, e da Sandi, sua moglie, una serba con un corpo da fotomodella unito a uno stile da donna provocante, i capelli tinti e cotonati, le lunghe unghie dipinte, il trucco vistoso. Anouk, la sceneggiatrice di soap che si è vestita come se dovesse andare a un cocktail party e non a una festicciola in giardino, con la gonna che lascia scoperto uno squarcio di pelle perlacea sopra gli stivali neri, presenta a tutti il suo ultimo trofeo: Rhys, un giovane attore con non grandi prospettive. Rosie, intanto, amica di lunga data di Aisha, deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, con i capelli color paglia e gli occhi azzurri quasi spettrali, e impertinente come pochi, e al marito Gary, un chiacchierone che voleva fare l'artista e che invece si ubriaca puntualmente, come uno di quegli Australezi, come dice la mamma di Hector, che ce l'hanno nel sangue la sbornia. Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se... se non accadesse l'impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, forse perché ancora allattato dalla mamma ed educato secondo i nefasti principi della più sfrenata anarchia, con grande disgusto di Hector e dei suoi, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente, lentamente, leva in alto il braccio a fendere l'aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo che echeggia nell'aria e incrina il crepuscolo. Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.

Christos Tsiolkas è nato nel 1965 a Melbourne (Australia), dove vive. È autore di altri tre romanzi: Loaded, da cui è stato tratto il film Head on, The Jesus Man e Dead Europe. Quest’ultimo ha vinto l’Age Fiction Prize 2006 e il Melbourne Best Writing Award 2006. È anche autore di testi teatrali e sceneggiature.

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Lo schiaffo 2012-01-14 13:52:36 kabubi81
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kabubi81 Opinione inserita da kabubi81    14 Gennaio, 2012
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Lo schiaffo (alla morale)

Assolutamente incentrato più sui personaggi che sul fatto in sè, il libro racconta le dinamiche di coppia e gli stati psicologici di un gruppo di amici benestanti, le cui vite apparentemente perfette vengono turbate dallo schiaffo dato da uno di loro al figlio di un'altra coppia. Tanti fragili equilibri si rompono, portando a galla rancori, rimpianti e gelosie che fino a quel momento i protagonisti neanche sapevano di avere. "Lo schiaffo" è un romanzo di parole e stati d'animo, i pochi fatti sono solo da contorno all'analisi dei protagonisti, e premesso che a me di solito piacciono i libri che abbiano tante cose da raccontare, il fatto che questo romanzo mi sia piaciuto tanto significa che Tsiolkas è davvero bravo! Ultimo pensiero rivolto a chi avesse letto/leggerà il libro: ma chi non glielo avrebbe mollato un ceffone a quel bambino malefico!?!

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Franzen
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Lo schiaffo 2011-08-19 08:18:32 sommo
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sommo Opinione inserita da sommo    19 Agosto, 2011
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Un romanzo corale

Un autore dalla grande capacità introspettiva. Il fatto si frammenta nel caleidoscopio del vissuto soggettivo e dei piccoli drammi pesonali e nella visione dei diversi personaggi ci conduce atttraverso la consapevolezza delle nostre dinamiche relazionali.

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