Mio caro pitone Mio caro pitone

Mio caro pitone

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La trama e le recensioni di Mio caro pitone, romanzo di Romain Gary edito da Neri Pozza. Cousin porta il cappello, un cravattino a farfalla giallo a pallini blu, sciarpa e soprabito. È vestito, insomma, come si conviene a uno che fa di mestiere lo statistico e passa la giornata a contare senza sosta. In ufficio, spasima per la signorina Dreyfus, una nera che viene dalla Guyana francese, bella con la sua minigonna e gli stivali di pelle a mezza coscia. Cousin, però, non ha mai tentato approcci diretti per una forma di delicatezza. Ogni tanto frequenta Marlyse, Iphigenie o Loretta, puttane di buon cuore che gli si appolipano addosso, lo guardano negli occhi e gli dicono: «Mio povero tesoro». Per non sentirsi, però, «un uomo con nessuno denaro», come dice il suo capufficio, Cousin ha escogitato qualcosa di meglio di fuggevoli abbracci a pagamento. Di ritorno da un viaggio organizzato in Africa si è portato a casa Gros-Câlin, un gigantesco pitone. Così, quando torna a casa inaridito dall'ufficio, trova finalmente sul letto, arrotolata, una creatura che dipende interamente da lui e per la quale lui rappresenta tutto. Ha acquistato anche una piccola topolina bianca per scaraventarla nelle fauci di Gros-Câlin. Poi quelle orecchie rosa, quel musino fresco hanno fatto breccia nel suo cuore. Biondina, così ha battezzato il piccolo animale, trascorre ora felice il suo tempo nel cavo della sua mano. Certo vi è un contrattempo da non poco nel convivere con Gros-Câlin. Quale donna si aggirerebbe in una casa con un pitone di due metri e venti la cui massima aspirazione è quella di arrotolarsi con affetto intorno a te, avvolgendoti dalla testa ai piedi? Di sicuro non la donna delle pulizie, la portoghese che non appena ha visto Gros-Câlin si è subito precipitata in polizia a dire che «monsieur è sadista, essibissionnista». E forse nemmeno la signorina Dreyfus. Prima opera firmata da Gary con lo pseudonimo di Émile Ajar e scritta con quella lingua storpiata, fatta di sghiribizzi e insofferenza alle regole, che troverà poi espressione piena in La vita davanti a sé, Mio caro pitone è un magnifico libro sulla vacuità dell'esistenza contemporanea che ha reso impossibile la stessa «possibilità di un altro, di qualcun altro».La presente traduzione è stata condotta sulla base dell'edizione stabilita nel 2007 da Jean-François Hangouët, con l'aggiunta di un finale, il cosiddetto finale «ecologico», non presente nell'edizione originaria del 1974.

Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque nel 1914 in Lituania, figlio naturale di un’attrice, ebrea russa fuggita dalla rivoluzione, e di Ivan Mosjoukine, la più celebre vedette, insieme a Rodolfo Valentino, del cinema muto. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. Nel 1956, vince il Goncourt con Les racines du ciel. Nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori La promessa dell’alba (Neri Pozza 2006). Nel ’62 sposa Jean Seberg, l’attrice americana di Bonjour tristesse, l’interprete di A bout de souffle. Nel 1975 pubblica, con lo pseudonimo di Emile Ajar (identificato all’inizio come Paul Pavlovitch, nipote reale di Romain Gary), La vita davanti a sé (Neri Pozza 2005) che, nello stesso anno, vince il Prix Goncourt. Il pomeriggio del 3 dicembre 1980, Gary si uccide, nella sua casa di place Vendôme a Parigi. Con un colpo di pistola alla testa.

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Mio caro pitone 2010-06-10 06:24:14 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    10 Giugno, 2010
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Controcorrente...

Il protagonista di questa vicenda è un uomo molto solo, innamorato senza speranza di una ragazza che non lo considera affatto, si consola con rapporti sporadici con donne mercenarie...
A un certo punto questa vita così vuota d'affetti, non gli basta più..
E Cousin si fa un amico inusuale...
Il suo amico è un grosso pitone, che lui si porterà a casa, accudendolo e dormendo con lui, cercando di dare un senso alla sua solitudine...
L'andare controcorrente non è mai facile e neanche comodo...
Difatti Cousin si attirerà il malanimo della domestica, della donna di servizio e di coloro che verranno a conoscenza della sua scelta...
Favola inconsueta sul modo di vivere alternativo, diviene un esempio di come spesso si prevarica e siamo insofferenti di fronte alla diversità degli altri...
Ma se Dio ha detto che ciascuno di noi è unico e irripetibile nella sua essenza, perchè non l'accettiamo?
Da leggere.
Saluti.
Ginseng666

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