Moshi moshi
Letteratura straniera
Editore
Banana Yoshimoto è nata a Tokyo il 24 luglio 1964. Suo padre Ryumey Yoshimoto è un celebre poeta scrittore e critico di formazione marxista, autore, tra l’altro, di un saggio sulla figlia. Il desiderio di scrivere e l’ambiente in cui è cresciuta hanno in breve tempo fatto emergere il grande talento della giovane Banana che a soli ventiquattro anni era già famosissima grazie al suo primo libro. Il suo stile caratterizzato da un linguaggio intimo e semplice è particolarmente apprezzato dai giovani che bene sanno cogliere la solitudine e il dolore del crescere tra i temi affrontati nei suoi testi.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 2012
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Scusami, sono una bambina
Banana non si smentisce mai! I suoi libri sono delle favole di vita quotidiana.
Lo stile è sempre poetico, semplice e dolce.
Anche questa volta ha fatto uscire dalla sua penna una storia piacevole e molto rilassante.
Il fulcro di questa storia è basato sul legame madre e figlia nato dopo la scomparsa del marito/padre.
Il titolo di questo delizioso racconto è tratto dalla tipica espressione usata dai giapponesi per rispondere al telefono e deriva dalla frase “mousi masu, moushi masu”.
Passiamo alla trama.
Yoshie ha da poco perso il padre in uno strano suicidio d’amore. Proprio questo fatto la farà “scappare” da Meguro per trasferirsi in un minuscolo appartamento nel colorato e caratteristico Shimokitazawa, un piccolo quartiere di Tokyo.
Proprio mentre la sua vita stava prendendo una piega diversa la madre le bussa alla porta e decide di convivere con lei.
Insieme scopriranno il piacere delle cose semplici, come una dolce granita o la fresca insalata.
I piccoli piaceri della vita le farà pian piano rinascere.
Eppure le cose non sono del tutto cambiate.
Yoshie continua ad avere molti incubi durante i quali non smetterà di urlare “Moshi moshi?? Moshi moshi???”.
È una storia dolce, delicata, intensa, nella quale l’amore, l’odio e l’amicizia si intrecciano piacevolmente per costruire un racconto scorrevole e delizioso.
Cosa aggiungo? Buona lettura!
“Non appena pronunciai il suo nome, le lacrime presero a scendermi copiosamente”.
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Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 2012
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Pronto?Pronto? Chi è? Diamine!,mi rispondete?
Yocchan ha da poco raggiunto l'indipendenza economica dai genitori e vive da sola in un piccolo monolocale a Shimokitazawa, caratteristico quartiere di Tokyo fatto di stradine circondate da negozietti e ristoranti tipici ed è proprio in una di queste locande dedicate alla cuisine de ménage che lavora alacremente grazie all'affiatamento con la prorietaria Michiyo. La vita della giovane ristoratrice è stata sconvolta dalla notizia della morte di Imo, suo padre, apprezzato musicista, trovato morto, in quello che sembra a detta della polizia un omicidio suicidio, nei boschi di Ibaraki mentre era in compagnia di una giovanissima donna: la sua amante e cosa che ha lasciato tutti ancora più perplessi questa assassina-amante era anche imparentata con Imo. Se Yocchan è rimasta frastornata da questa tragedia,la madre sembra quasi uscire di senno, alcuni giorni dopo il funerale rivela alla figlia di ricevere giornalmente le visite del fantasma del marito,quindi chiede e ottiene ospitalità alla figlia.
Yocchan , messo da parte il suo egoismo,tenta di aiutare la madre a superare lo choc, ma anche lei ,che sembrava quasi immune al dolore, scoprirà, durante questa convivenza forzata, quanto Imo le manchi. Al ristorante un giorno capitano per puro caso, come semplici avventori, prima Aratani e poi Yamazaki due grandi amici e colleghi del compianto Imo. Questi due assidui clienti all'inizio sembrano aiutare la ragazza a superare il turbamento per la drammatica morte del padre,ma alla fine si trasformano,loro malgrado, in motivo di ulteriore sofferenza e
confusione,tant'è che Yocchan finirà per innamorarsi di entrambi divenendone l'amante.
Banana Yoshimoto ci sorprende ancora una volta descrivendo sentimenti, ossessioni, nevrosi che accompagnano il montare di una sofferenza repressa con originalità e raffinata analisi psicologica. Moshi moshi?, corrisponde al nostro:"pronto?Pronto? chi parla?"
Il lutto è una telefonata,improvvisa,inattesa, nel momento stesso in cui alziamo la cornetta e chiediamo "moshi?" moshi?" comprendiamo che non c'è e non ci sarà più qualcuno a rispondere.
di Luigi De Rosa
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Editing da rifare
Si sente tanto la mancanza di Giorgio Amitrano! Non si ritrova lo stile facile e immediato della Yoshimoto, qui il discorso salta di palo in frasca, i soggetti cambiano senza una logica, quindi il libro è piuttosto faticoso. Credo occorerrebe un nuovo editing, peccato che l'autrice giapponese risulti di difficile lettura perchè la sua prosa è molto gradevole.









