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La trama e le recensioni di Nemesi, romanzo di Philip Roth edito da Einaudi. Al centro di Nemesi c'è un animatore di campo giochi vigoroso e solerte, Bucky Cantor, lanciatore di giavellotto e sollevatore di pesi ventitreenne che si dedica anima e corpo ai suoi ragazzi e vive con frustrazione l'esclusione dal teatro bellico a fianco dei suoi contemporanei a causa di un difetto della vista. Ponendo l'accento sui dilemmi che dilaniano Cantor e sulla realtà quotidiana cui l'animatore deve far fronte quando nell'estate del 1944 la polio comincia a falcidiare anche il suo campo giochi, Roth ci guida fra le più piccole sfaccettature di ogni emozione che una simile pestilenza può far scaturire: paura, panico, rabbia, confusione, sofferenza e dolore. Spostandosi fra le strade torride e maleodoranti di una Newark sotto assedio e l'immacolato campo estivo per ragazzi di Indian Hill, sulle vette delle Pocono Mountains - la cui «fresca aria montana era monda d'ogni sostanza inquinante» -, Nemesi mette in scena un uomo di polso e sani principî che, armato delle migliori intenzioni, combatte la sua guerra privata contro l'epidemia. Roth è di una tenera esattezza nel delineare ogni passaggio della discesa di Cantor verso la catastrofe, e non è meno esatto nel descrivere la condizione infantile.

Philip Roth ha vinto il Premio Pulitzer nel 1997 per Pastorale americana. Nel 1998 ha ricevuto la National Medal of Arts alla Casa Bianca, e nel 2002 il piú alto riconoscimento dell'American Academy of Arts and Letters, la Gold Medal per la narrativa. Ha vinto due volte il National Book Award e il National Book Critics Circle Award, e tre volte il PEN/Faulkner Award. Nel 2005 Il complotto contro l'America ha ricevuto il premio della Society of American Historians per «il miglior romanzo storico di tematica americana del periodo 2003-2004». Recentemente Roth ha ricevuto i due piú prestigiosi premi PEN: il PEN/Nabokov Award del 2006 e il PEN/Saul Bellow Award for Achievement in American Fiction. Roth è l'unico scrittore americano vivente la cui opera viene pubblicata in forma completa e definitiva dalla Library of America.

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Nemesi 2013-05-12 07:31:08 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    12 Mag, 2013
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Nemesi

Ogni romanzo di Philip Roth è una scoperta , c' è sempre qualcosa di nuovo, di dirompente, qualcosa per cui ti dici : - Non potrà mai fare di meglio - e invece ogni volta è una storia nuova che ti toglie il fiato. Non si capisce dove trovi la vena letteraria, deve aver scoperto una specie d' elisir di vitalità creativa quest' uomo sugli ottanta con una produzione bibliografica kilometrica alle spalle.
Nell'estate del 1944 gli Stati Uniti oltre a dover affrontare i tedeschi e i giapponesi per terra e per mare si trovano a combattere anche contro il flagello della polio. Ne verrà colpito anche il presidente Roosevelt. È in questo contesto che prende vita il personaggio principale di questo romanzo : Eugene Cantor. Bucky, per gli amici, è un ragazzo ebreo di Newark, vent'anni, atleta eccellente, un futuro come insegnante di educazione fisica. Sua madre è morta durante il parto. Suo padre è un ladro che si è dato alla macchia. Bucky è cresciuto nell'amore e ha imparato il senso del dovere dai suoi nonni materni, gli unici veri genitori che abbia mai avuto. Se non avesse avuto un problema di vista sarebbe sicuramente sotto le armi e molto probabilmente sarebbe un soldato esemplare.Quella che per molti sarebbe stata una fortuna per lui diventa una vergogna difficile da sopportare. Bucky vive costantemente con il pensiero di quello che "sarebbe potuto accadere se ..."
Se sua madre non fosse morta di parto, se suo padre non fosse stato un ladro, se il difetto agli occhi non gli avesse precluso l' arruolamento, se fosse stato più accorto, se, se, se...
Un grande romanzo in pieno stile Roth sul senso di colpa.
Bellissimo.

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Nemesi 2011-09-21 16:32:55 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    21 Settembre, 2011
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il senso di colpa

Il senso di colpa portato agli estremi... con la capacità di scavare dentro che è tipia di Roth.

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Nemesi 2011-02-07 20:15:15 Sarastaleggendo
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Sarastaleggendo Opinione inserita da Sarastaleggendo    07 Febbraio, 2011
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come il vino, col tempo migliora

Tu te lo dici, che non può scrivere un libro all'anno e sempre bello, che prima o poi scriverà una porcheria, che forse "L'Umiliazione" era il libro perfetto per chiudere la carriera senza sputtanarsi. Poi arriva Nemesi, e lo leggi, e trovi di nuovo Roth, ma un po' diverso, è sempre lui, lo riconosci, ma è un po' più amaro, meno irriverente, in questa storia stupenda di come un dubbio piccolo piccolo che si insinua in una vita perfetta la possa distruggere completamente, perchè la perfezione non ammette errori, e la forza non ammette debolezza, e quando la scopre in sè, implode. Questo, almeno, è quello che ci ho letto io, e delle domande a cui non ho risposta pur essendomele spesso poste, col vantaggio che in me la perfezione non esiste.

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