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Post office, di seguito riportiamo la trama del romanzo e la presentazione dell'editore.

«Non potevo fare a meno di pensare, Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me, oh, sì sì sì.» Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall'amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente ai rigidi regolamenti della macchina burocratica, Chinaski si consola affondando le sue frustrazioni nell'alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all'ippodromo e «movimentate» nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a «guadagnarsi» il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell'immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.

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Post office 2013-07-29 14:01:40 Todaoda
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Todaoda Opinione inserita da Todaoda    29 Luglio, 2013
Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 2013
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Stile, stile e ancora stile!

Brevemente, poiché il librò in sé non necessita un' analisi particolarmente approfondita, (almeno non quanto quella necessaria a descrivere, comprendere e definire l'autore e la sua filosofia di vita) Post Office o lo si odia o lo si ama... o entrambi. Premesso che apprezzare non è sinonimo di condividere e comprendere non lo è di approvare, questa è un'opera comprensibilmente apprezzabile: il soggetto è semplice, il tema biografico comune, ciò che conta tuttavia non è l'originalità dei contenuti, ma l'originalità di come vengono presentati, narrati. Bukowski riesce a fare del disagio sociale e dell'autoemarginazione un punto di forza, anzi "IL" punto di forza e anche quello di partenza di tutta la sua opera e di tutta la sua filosofia di vita.
Quello che Chinaski, trasposizione letteraria dell'autore, ha nei confronti della vita è un comportamento apoptotico: lui sa di vivere così, sa a quello che va incontro con i suoi comportamenti, sa cosa rischia e gli va bene, o meglio non gliene frega niente. Quella è la sua vita, ma non è che se l'è scelta così, è come se fosse già tutta programmata da qualcun altro: lui vi si adatta come può. Contento lui... di fatti poco contano le sue scelte, o meglio quelle che impone ai suoi personaggi, ciò che conta è l'abilità con cui le rappresenta, come le giustifica senza una vera giustificazione, come riesce, in soldoni, a rivoltarti la frittata e farti credere che abbia ragione perché il mondo secondo lui va proprio così!
Ci sono molti modi per leggere un libro e per giudicare un autore, uno è quello di prestare attenzione solo ai contenuti e ritenere quanto più valido uno scrittore, quanto più originali e divertenti sono essi siano; un altro modo è quello di concentrarsi sull'impatto delle parole, su quanto viene detto, quanto sottointeso, sull’eccessivamente esplicito del singolo che racchiude un profondo implicito sociale.
Per concludere e riassumere mi sembra quanto mai appropriato riportare qui un aneddoto:
quando dissi a suo tempo a un amico, anche lui appassionato di letteratura, che mi accingevo a leggere il mio primo libro di Bukowski, lui commentò soltanto, "Ah bellissimo! ...In fondo però dice un mucchio di cavolate."
Come dargli torto? E' vero, in fondo dice un mucchio di cavolate, ma con che stile!

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A chiunque piaccia la buona letteratura specie se leggera o camuffata da leggera...
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Post office 2012-08-21 08:16:52 Flofly
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Opinione inserita da Flofly    21 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 2012

Piacevole e divertente anche se..

Fondamentalmente è tutta una grande metafora, per tutti coloro che si oppongono al "sistema" della vita ovvero famiglia, lavoro, ect... per questo motivo e per il suo modo folle di raccontare il tutto, Post Office, mi è piaciuto... anche se non potrei classificarlo tra i miei libri preferiti. Però lo consiglierei sicuramente!

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On the road e altri di Bukowski
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Post office 2012-03-13 19:38:07 spanish77
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spanish77 Opinione inserita da spanish77    13 Marzo, 2012
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SESSO, ALCOOL E CAVALLI.

Romanzo breve e brillante che si legge nel giro di poche ore. Linguaggio diretto , senza tante cerimonie e spesso volutamente scurrile. La vicenda gira intorno alle vicissitudini di Henry Chinaski che in una impalpabile Los Angeles degli anni ’70 è alle prese con il suo lavoro alle poste che gli garantisce una sicurezza economica a cui egli tuttavia non aspira; anzi il sistema capitalista americano, rappresentato in questo romanzo dai serrati ritmi di lavoro a cui si sottopone (o si dovrebbe sottoporre), sembra quasi tarpargli le ali e frenarne i desideri. Ho detto desideri??? Beh forse nel caso del protagonista si può piuttosto parlare di stimoli primordiali, in effetti le cose per cui Henry sembra vivere sono , l’alcool, le donne e le corse dei cavalli. Henry è sicuramente un personaggio interessante, che stimola sensazioni differenti spesso opposte, mi spiego meglio; a volte , a dire la verità quasi per tutto il racconto, lo si detesta e lo si prenderebbe a calci nel di dietro per quel suo atteggiamento così lascivo e menefreghista nei confronti dei sentimenti e degli obblighi a cui la vita lo mette di fronte ma poi in altre occasioni, viene a galla un profilo più sensibile che lo fa quasi apprezzare, anche per quel suo apparente distacco nei confronti dei beni materiali ; virtù questa non proprio comune negli Stati Uniti degli anni ’70. Insomma un personaggio controcorrente che si ama e si odia allo stesso tempo, simbolo ed interprete di una generazione che ha avuto il coraggio di dire la sua in un periodo di grandi rivoluzioni sociali.

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Il grande Gatsby; Colazione da Tiffany ; Diario di un killer sentimentale; Sulla strada
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Post office 2011-03-21 11:33:34 Alex81
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Alex81 Opinione inserita da Alex81    21 Marzo, 2011
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Alcolico e Rancoroso

“Piccola non essere ingenua. Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. Qui la chiamiamo l’arte di arrangiarsi. E io voglio diventare maestro in quest’arte".

Bukowski non ha vie di mezzo. Alla prime righe del romanzo capiamo subito se il suo stile incazzoso fa per noi oppure no. Lo si ama o lo si odia. Quel che é certo é che non lascia indifferenti.
In post office "subiamo" un Bukowski oltraggioso, squallido, ripugnante, affascinante, menefreghista che fa a pugni con il mondo e con il mondo sembra andare a braccetto alle corse dei cavalli.
Romanzo autobiografico in cui l'autore ci scarica addosso tutto il suo malessere per la societa' moderna verso la quale combatte una battaglia personale a colpi di ubriacate colossali, scopate occasionali e scommesse all'ippodrome che lo vedono spesso perdente.
La sua inquietudine esistenziale traspare attraverso tutto il romanzo, lasciando l'autore (ed in parte il lettore) esausto e sfinito in preda a crisi mistiche dalle quali non riesce ne vuole uscire.
Eterno perdente che imbronciato si limita a galleggiare sulle onde della vita facendosi trasportare da una riva all'altra senza il minimo interesse. Nonostante cio'Bukowski riesce sempre a ritardare l'affogamento definitivo; perche questo demone dalla scarpe bucate la barba incolta e l'alito che puzza costantemente di vino sa bene che questo é il solo modo per evitare di annegare e di tornare all'inferno.




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Henry Miller
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Post office 2011-02-10 11:48:02 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    10 Febbraio, 2011
Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2011
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Divertente e basta

Non sono pudico, non mi piace Sparks, aggiungo che adoro Lansdale e Doyle che non sono proprio delle educande...nonostante questo il libro di Buchowski non mi ha particolarmente impressionato anche se l'ho trovato divertente.
Critica sociale forse poco convincente, tutte queste pretese poi di trasporre nell'ufficio postale i limiti e le incongruenze della società mi sono sembrate forzate.
Ha detto bene Paolo, come lettura durante un viaggio aereo o perchè no in spiaggia e via dicendo è sicuramente indicato, lo stile di Buchowski però non mi ha "preso" , non rimane.
Tanto per restare in tema, il personaggio di Chinaski è un pò come per gli sproloqui degli avvinazzati al bar, al momento ti fanno ridere, poi li trovi patetici.

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Post office 2007-07-08 17:15:23 paolo
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Opinione inserita da paolo    08 Luglio, 2007

Concordo con cesare

Anche per è stato il primo libro di Bukowski. Dovevo prendere un aereo per andare in vacanza in sardegna e nell'attesa dell'aereo presi un giornale in edicola... e con repubblica quel giorno c'era proprio post office! l'ho letto tutto di un fiato nei 70 minuti di volo! è stata una bellissima scoperta, infatti in seguito ho comprato tutti gli altri libri di bukowski: stile essenziale ed efficace, contenuto all'insegna del realismo, godibilità della lettura assicurata. Consigliatissimo, specia a chi ama John Fante

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Post office 2007-05-25 15:18:19 cesare
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cesare Opinione inserita da cesare    25 Mag, 2007
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O dentro o fuori!!

Dopo aver letto questo libro di Bukowski, saprete se vorrete leggerli tutti o nemmeno più uno! Innanzitutto io consiglio proprio questo libro per iniziare a vedere se lo scrittore vi piace. Per me è stato amore a prima vista! Lo stile unico, diretto, coinvolgente; l'ironia eccezionale; la quotidianità e la realtà rese speciali. Poi li ho letti tutti!!! FATEMI SAPERE. CI TENGO.

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