Sorella, mio unico amore
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Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 2011
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Se cado, mi vorrete ancora bene?
E' la domanda che si pone la bellissima Bliss Rampike, sei anni, pattinatrice su ghiaccio e bambina prodigio della classica famiglia americana, nonché protagonista del libro "Sorella, mio unico amore" di Joyce Carol Oates. Un libro che fotografa la follia della perfetta famiglia americana in modo spietato, e adorabile al tempo stesso.
Voce narrante della storia è il fratello maggiore di Bliss Rampike, Skyler. È lui, bambino problematico a causa della sempre maggiore attenzione dedicata alla sorella prodigio, quasi sempre imbottito di psicofarmaci, che ci racconta la propria infanzia, la vita in famiglia prima e dopo l’avvento di “Edna Louise” (il nome della sorellina prima che venisse ri-battezzata “Bliss”) quando lui aveva tre anni, l’attenzione mediatica e il riconoscimento sociale conseguenti ai successi sportivi della figlia, fino alla maledetta notte dell’omicidio e oltre, quando la psiche del ragazzo si sgretola inesorabilmente, perde i capelli che poi ricrescono color metallo, all’età di dieci anni. Fino all’epilogo.
Prendendo spunto da un fatto di cronaca realmente avvenuto, l’autrice scava fino alle fondamenta della nostra società, oltre l’apparenza e il perbenismo, oltre i lustrini ed il cerone. Agghiacciante e tremendo come un coltello infilato nel petto, il libro (leggermente troppo lungo secondo i miei gusti) non lascia scampo e salvezza a nessuno.
Non ci sono buoni né cattivi, né tra gli adulti né tra i bambini.
Implacabile.
Terribile.
Da leggere.
Indicazioni utili
Immaginazione e stile creativo
In Sorella mio unico amore la scrittrice rielabora un fatto di cronoca nera che ha reso famosa una bimba di 6 anni uccisa nella propria casa durante la notte (Jonbenet Ramsey). La storia e' narrata dal punto di vista di Skayler il fratello di 9 anni che la racconta 10 anni piu' avanti con sarcasmo e spietatezza. La Oates attraverso uno stile fatto di espedienti letterari quali variazioni grafiche e note a pie' di pagina di fatto mette in luce una realta' inquietante dell'america suburbana e del ceto medio/alto che la popola. Nel testo, scritto sotto forma di documento ufficiale, numerosi sono i rimandi a fatti reali, nonostante l'iniziale disclaimer dell'autrice e vari cambiamenti. Un po' troppo lungo il testo e laborioso lo stile tuttavia creativo.









