Sorella, mio unico amore Sorella, mio unico amore

Sorella, mio unico amore

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La trama e le recensioni di "Sorella, mio unico amore", romanzo di Joyce Carol Oates edito da Mondadori. Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un'esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l'incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell'agonismo professionistico e dello show business. Utilizzando sapientemente la voce e la prospettiva di Skyler, la Oates dipinge con mano ferma il ritratto straziante e feroce di un mondo che della corsa alla notorietà e della sessualizzazione dell'infanzia ha fatto ormai un'ineludibile formula esistenziale. Attraverso lo sguardo penetrante, sempre profondamente empatico di una delle più grandi scrittrici nordamericane viventi, la trasfigurazione letteraria di un famigerato caso di cronaca nera assurge così a parabola di un'ordinaria famiglia americana, disposta senza quasi accorgersene a dare un prezzo alla propria dignità, ai propri figli e alla vita stessa.

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Sorella, mio unico amore 2011-08-12 07:06:24 phoebe1976
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phoebe1976 Opinione inserita da phoebe1976    12 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 2011
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Se cado, mi vorrete ancora bene?

E' la domanda che si pone la bellissima Bliss Rampike, sei anni, pattinatrice su ghiaccio e bambina prodigio della classica famiglia americana, nonché protagonista del libro "Sorella, mio unico amore" di Joyce Carol Oates. Un libro che fotografa la follia della perfetta famiglia americana in modo spietato, e adorabile al tempo stesso.
Voce narrante della storia è il fratello maggiore di Bliss Rampike, Skyler. È lui, bambino problematico a causa della sempre maggiore attenzione dedicata alla sorella prodigio, quasi sempre imbottito di psicofarmaci, che ci racconta la propria infanzia, la vita in famiglia prima e dopo l’avvento di “Edna Louise” (il nome della sorellina prima che venisse ri-battezzata “Bliss”) quando lui aveva tre anni, l’attenzione mediatica e il riconoscimento sociale conseguenti ai successi sportivi della figlia, fino alla maledetta notte dell’omicidio e oltre, quando la psiche del ragazzo si sgretola inesorabilmente, perde i capelli che poi ricrescono color metallo, all’età di dieci anni. Fino all’epilogo.
Prendendo spunto da un fatto di cronaca realmente avvenuto, l’autrice scava fino alle fondamenta della nostra società, oltre l’apparenza e il perbenismo, oltre i lustrini ed il cerone. Agghiacciante e tremendo come un coltello infilato nel petto, il libro (leggermente troppo lungo secondo i miei gusti) non lascia scampo e salvezza a nessuno.

Non ci sono buoni né cattivi, né tra gli adulti né tra i bambini.
Implacabile.
Terribile.
Da leggere.

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Consigliato a chi ha letto...
... i libri che spaccano in due la crosta falsa della società americana, da B.E. Ellis a Palahniuk, passando per A.H. Homes
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Sorella, mio unico amore 2009-07-03 04:58:28 Laura
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Opinione inserita da Laura    03 Luglio, 2009

Immaginazione e stile creativo

In Sorella mio unico amore la scrittrice rielabora un fatto di cronoca nera che ha reso famosa una bimba di 6 anni uccisa nella propria casa durante la notte (Jonbenet Ramsey). La storia e' narrata dal punto di vista di Skayler il fratello di 9 anni che la racconta 10 anni piu' avanti con sarcasmo e spietatezza. La Oates attraverso uno stile fatto di espedienti letterari quali variazioni grafiche e note a pie' di pagina di fatto mette in luce una realta' inquietante dell'america suburbana e del ceto medio/alto che la popola. Nel testo, scritto sotto forma di documento ufficiale, numerosi sono i rimandi a fatti reali, nonostante l'iniziale disclaimer dell'autrice e vari cambiamenti. Un po' troppo lungo il testo e laborioso lo stile tuttavia creativo.

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