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Stoner

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La trama e le recensioni di Stoner, romanzo di John Edward Williams edito da Fazi. Pubblicato per la prima volta nel 1965, poi quasi dimenticato, Stoner di John E. Williams è stato ripubblicato nel 2006 dalla New York Review Books, suscitando un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori. Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

John Edward Williams (1922-1994), nato in Texas da una famiglia di contadini, partecipò alla seconda guerra mondiale in India e Birmania. Al suo rientro si trasferì a Denver, in Colorado, dove rimase tutta la vita insegnando all’Università. Oltre a Stoner è autore di tre romanzi: Nothing but the night(1948), Butcher’s Crossing (1960, di prossima pubblicazione da Fazi Editore) e Augustus (Castelvecchi, 2010), vincitore del National Book Award.

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Stoner 2013-05-15 15:15:58 calzina
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calzina Opinione inserita da calzina    15 Mag, 2013
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UNA PENNA D'ORO

Ho adorato la penna di John Williams, l’autore di questo romanzo. Si percepisce nel suo stile un velo di ricercatezza linguistica e stilistica davvero insoliti. Attraverso l’uso magistrale della scrittura, William, riesce a catapultarci dritto nella vita di William Stoner, il protagonista di questo romanzo.
Terminato il libro ho dato una breve letta alla biografia di questo scrittore, e credo si possa affermare che in questo romanzo siano presenti note autobiografiche dello scrittore; le umili origini che accomunano entrambi ne sono un esempio.
Stoner attraversa una fase profondamente travagliata allo scoppio della prima guerra mondiale, sebbene i suoi amici le incitino ad arruolarsi insieme a lui, egli decide di non farlo. Durante il conflitto uno dei suoi più cari amici perirà e perfino il suo professore più “vicino”, pur dichiarandosi contro l’intervento americano in guerra, subirà una grossa trasformazione psichica in questo periodo. Una coltre di tristezza lo avvolgerà tramutandolo profondamente.
E’ difficile non pensare che la partecipazione dello scrittore nel secondo conflitto mondiale abbia reso tale descrizione talmente sentita da farne respirare appieno il dolore che solo la guerra può dare.
Tanto si è scritto di questo romanzo. Perfino Peter Cameron ha scritto una postfazione del libro.
Non ho ravvisato però in alcuna opinione i tratti di Stoner che più hanno colpito me; segno del fatto che questo romanzo sia veramente un capolavoro, poliedrico al punto di prestarsi a tante interpretazioni.
La vita, seppur apparentemente banale, di Stoner, in realtà, nasconde una realtà alquanto diversa.
Non credo ad uno Stoner privo di emozioni, non credo ad uno Stoner apatico. Credo invece che Stoner costringa se stesso all’apparenza e alla superficialità. Se ci si impone di vivere i sentimenti, di non immergersi dentro di essi, non si rischia di soffrire. Certo però che questo vuol dire anche non provare felicità.
L’unico momento in cui Amerà e Soffrirà sarà quando deciderà finalmente di togliersi questo velo di insofferenza verso se stesso, avvicinandosi con il cuore ad una persona.
Ma perché Stoner ha deciso di precludersi la vita gustandola appieno? Perché? Credo che un nodo cruciale per una risposta sia scritto nella prima parte del romanzo, quando Stoner “lascia” la famiglia e decide di diventare un insegnante. Questa è stata la prima vera imposizione fatta a se stesso. Una bugia, uno stereotipo della società che vedeva nella vita da docente o da intellettuale una vita NORMALE. Fatta di tranquillità, benessere e famiglia. La vita di campagna, invece, quella dei genitori, una vita fatta di sacrifici, una vita per cui lavori la terra finchè la terra fino al giorno in cui la terra reclamerà il tuo corpo morto.
Anche io, come Stoner, ho una mamma e un babbo che lavorano duramente la terra. E come Stoner, grazie ai sacrifici dei miei genitori, mi sono prima diplomata e poi laureata. Ovviamente le epoche storiche sono diverse, ma oggi come allora provenire da una famiglia contadina crea diversi pregiudizi, lo garantisco io. Ma mai e poi mai i miei studi hanno rappresentato per me la volontà di “elevarmi” ad un mestiere diverso per sentirmi più “uguale” alle altre persone.
Il desiderio di poter scegliere nella propria vita non ha eguali, la libertà di pensiero, poi, ne è assolutamente il cardine. Stoner si è precluso in una prigione, ha vissuto attraverso le sbarre che si è costruito intorno, ben conscio che al di fuori si rischia di mettersi in gioco. Amare e soffrire, gioia e dolore, non è forse il loro alternarsi il vero senso dell’esistenza?
Consiglio a tutti questo romanzo, lo leggerete tutto d’un fiato.

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Stoner 2013-02-07 17:02:09 maria teresa
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Opinione inserita da maria teresa    07 Febbraio, 2013

piacere inaspettato

E' un libro, che per il contenuto della storia, non avrei mai scelto. Si legge all'inizio con difficoltà fino ad addormentarcisi. Sembra noioso e a tratti irritante. Ma ad un certo punto, non puoi più smettere di leggere, ecco la magia di questo libro. Eppure la storia è banale, non c'è un evento che colpisce, non c'è suspance. Ha dentro una forza, che è la forza della semplicità, delle scelte banali, della vita qualunque, che ti rapisce, ti intristisce, ti va venire voglia di entrare nel libro e parlare con Stoner, aiutarlo a districarsi nelle ragnatele della vita, che lui accetta così passivamente. Applaudi di gioia quando lo scopri con l'amante o quando finalmente si ribella con determinazione ad un capo arrogante. Consiglio di leggerlo, assolutamente e grazie a chi me l'ha consigliato.

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Stoner 2012-12-29 17:25:08 Germana
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Opinione inserita da Germana    29 Dicembre, 2012

Stoner

Il racconto della vita di William Stoner fatto da John Edward Williams mi ha preso.
Inizialmente ho giudicato il protagonista un debole per niente virile e con poca stima di se stesso.
Ma il suo essersi affrancato dalla vita che lo attendeva e divenire un docente universitario seguito e stimato e' forte, così' come opporsi con furbizia alle cattiverie di un capo dipartimento rancoroso, il piccolo deforme Lomax. Una relazione con la moglie Edith avrebbe distrutto chiunque, l'importanza di Stoner e' comprensibile e' una donna stupida e malevola forse da raddrizzare solo con le botte. La comprensione verso la figlia Grace e' poco comune : una risposta vera al suo senso di accettazione. Lo scrittore rende molto bene i personaggi e l'ambiente; romanzo da rileggere senza dare giudizi.

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Stoner 2012-09-18 12:33:08 anna
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Opinione inserita da anna    18 Settembre, 2012

il vero piacere della lettura

vorrei solo aggiungere ai precedenti commenti che a me la figura di Stoner non è sembrata poi così "grigia".
Certo non è l'immagine di un "vincente" e neppure di un carattere forte e volitivo, anzi a tratti è irritantemente debole se giudicato con i nostri paramenti ma anche in questo sta la sua grandezza: accettare e rispettare l'altro sia esso l'isterica e insoddisfatta moglie o la sofferente e introversa figlia, siano esse le conseguenze di un suo credo profondo, fin anche all'accettazione della morte
Vero è che il grande tema dell'accettazione può apparire più una rinuncia che un rispetto ma,a mio avviso, solo in superficie

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Stoner 2012-08-08 12:31:32 sylver
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sylver Opinione inserita da sylver    08 Agosto, 2012
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stoner

La vita qualunque di un uomo qualunque in un paese qualunque.
Un'infanzia grama, gli studi, un matrimonio infelice, una figlia, due amici, un amore, qualche nemico.
Cose così, come chiunque di noi.
Ne risulta inaspettatamente una storia appassionante, che mi ha tenuta stretta fino alla fine ma anche oltre, perchè la postfazione di Peter Cameron è necessaria quanto il libro stesso.
Magnifico e scritto così bene che vorrei non dimenticarlo.

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Stoner 2012-08-07 17:00:38 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    07 Agosto, 2012
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Stoner

Finito di leggere in pochissimi giorni , quando conosci Stoner non vuoi più mollarlo, devi a tutti i costi andare avanti e scoprire cosa succederà ,devi sapere se puoi perdonarlo, o se devi smettere di provare pena per lui , perché questo personaggio ha suscitato in me sentimenti sempre molto contrastanti .
E’ la storia di un uomo qualunque, che si laurea, trova lavoro come insegnante, si sposa e diventa padre, si, all’apparenza poterebbe sembrare una banalissima storia priva di colpi di scena , ma questo libro invece racchiude un fiume di emozioni e sentimenti, scritto con uno stile elegante e coinvolgente , quasi perfetto ci trasporta in un mondo dove nulla forse è come sembra e ogni lettore si sente libero di farsi un’idea di Stoner, di sua moglie, della loro vita fuori e dentro le mura domestiche.
William Stoner è uno di quei mariti perfetti, quelli che quando vediamo sposati con altre pensiamo “che donna fortunata, lui è bravo, le permette tutto, l’aiuta in casa, con la figlia, lavora sodo , non alza mai la voce….. “ ma nella realtà noi donne in generale poi non sapremmo cosa farcene di un uomo così , senza spina dorsale, che accetta di essere umiliato dalla moglie che non è in grado di imporsi nelle decisioni comuni , perché un uomo così è davvero poco stimolante adatto solo a donne come Edith un poco cattivelle e con l’indole al comando.
Nemmeno quando intraprende una relazione clandestina riesci a pensare “ ma allora è lupo travestito da agnello !” perché lui cerca veramente l’amore la pace, il conforto, cerca tutta la serenità che non è stato in grado di trovare con la sua famiglia, e una parte di lui sente di non tradirla realmente ma di arricchirla . Non ha cercato questa relazione (non è nella sua indole), gli è capitata e ci è finito dentro con tutte e due le scarpe.
Ci sono cose che sono riuscita a perdonargli, altre no, ma ho comunque infinitamente amato questo personaggio, direi unico indiscusso protagonista di questo romanzo.

Decisamente da leggere anche la postfazione di Peter Cameron che fa luce su avvenimenti e particolari che magari alla prima lettura possono sfuggire.
Un libro da leggere e gustare.

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Stoner 2012-07-22 20:06:46 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    22 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 2012
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Dietro a una vita insignificante un caleidoscopio

...senza fine....

Stoner è stato scritto nel 1965, ha 47 anni ed è come non sentirli addosso. Stoner è un uomo semplice, Edith è una donna antipatica, Grace una ragazza sfortunata, Wilker è uno studente supponente, Gordon è un amico discreto, Lomax è un superiore prepotente, Katherine è intelligente e passionale. Sembrerebbero queste le qualità di ognuno di loro eppure mi viene da pensare che è solo apparenza, ognuno di loro hanno qualcosa che va al di là di quello che sembra e si vede dalle scelte che ognuno di loro intraprendono. Stoner è un uomo che accarezza tutto quello che fa, appena vorrebbe viverle appieno si tira indietro senza indugi, consapevole della rinucia e delle conseguenze, un pò come tutti noi, a chi non è capitato di sentirsi un pò "Stoner" nella vita? Tutti facciamo una vita di sacrifici e di conseguenza delle scelte e questo non comporta nessuna sorpresa, fa parte di un processo. La vita scorre e ci rendiamo conto solo dopo, che il tempo passa e non si può tornare indietro. Stoner è la storia piatta senza slancio di un uomo "insignificante" che grazie alla penna dell'autore diventa un fiume in piena, una perfetta introspezione dove i pensieri e le emozioni prendono vita e fluttuano, almeno è quello che è successo nella mia mente, al ritmo lineare dove ogni tassello completa un puzzle quasi perfetto e ne viene fuori che anche un semplice e modesto professore universitario poco avvezzo alla vita sociale è come un caledoscopio, ovunque si guarda cambia forma e comunque fa apparire il mondo perfetto.

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Stoner 2012-05-24 15:35:29 Carlo Turco
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Carlo Turco Opinione inserita da Carlo Turco    24 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre, 2012
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Un classico da non perdere

Per me il fascino e la bellezza di questo romanzo stanno proprio nel fatto di avvincere il lettore nella scoperta e nella realizzazione progressiva dell’importanza e della grazia salvifica dell’essere rispetto all’apparire. Procedendo nella lettura si comprende quanto possa essere articolata e ricca la personalità di un personaggio che, fin dalla presentazione iniziale operata dal narratore, sembra essere del tutto comune e insignificante. Al di là delle delusioni, delle traversie, di immeritate avversità che segnano l’esistenza di Stoner, la sua storia dimostra invece la pienezza, la dignità e l’unicità del senso che può essere conquistato ad una vita apparentemente ordinaria dal carattere e dall’impegno del protagonista.
Proprio per questo a William Stoner si addice a pieno titolo la definizione letteraria di eroe della storia. E nonostante che essa sia quanto di più lontano possa immaginarsi dalle narrazioni che meglio si prestano agli espedienti del genere, gli effetti di suspense derivanti dallo svolgimento delle vicende e dalle riflessioni su di esse e sul personaggio – non di rado arricchite dall’intervento di un narratore esterno, onnisciente - appaiono del tutto paragonabili a quelli di un thriller.
All’efficacia della narrazione contribuisce in termini determinanti lo stile che gli è conferito dalla scrittura, dal fraseggio, dalla lingua del racconto, che si elevano nei toni e nell’espressività man mano che si arricchisce il ritratto di Stoner: così che l’amore per lo studio e la cultura dei classici, proprio del personaggio, trova piena corrispondenza nelle modalità classiche della narrazione.
Contrariamente all’apparenza e ai facili giudizi espressi o sottintesi da quanti accettano supinamente le convenzioni, Stoner non è certo un personaggio chiuso in se stesso o, al più, nella torre d’avorio del mondo accademico. Il tema centrale della ricerca e affermazione della propria identità, della realizzazione di sé, è intrecciato ad altri temi, sia di rilevanza sociale che di natura più intima e personale. Sono i temi della guerra, dell’educazione e della funzione dell’istruzione universitaria, dell’integrità professionale, della posizione della donna nella società e nel matrimonio, dell’emancipazione femminile, da una parte; e, dall’altra parte, sono i temi dei rapporti coniugali, dell’amore filiale e genitoriale, dell’amicizia, del conformismo, della passione amorosa. Si può certamente affermare che la coniugazione dell’amore nelle sue diverse accezioni costituisca una forza dominante nel definire vita e carattere di Stoner.
Con questo romanzo ci si trova di fronte ad un classico che non può mancare dalle letture degli amanti della letteratura statunitense. All’editore Fazi, perciò, si deve essere assai grati per averlo reso disponibile al pubblico italiano. Non posso tuttavia tacere qualche perplessità e riserva per quello che riguarda la versione in italiano. Come altre volte mi è capitato di osservare nelle traduzioni dall’inglese, anche in questo caso mi sembra che ci sia una forte propensione a semplificare il linguaggio, ad alterare la punteggiatura, ad attenersi a certe regole convenzionali (per esempio, evitare la ripetizione di parole - pur scientemente prescelta dall’autore - ricorrendo a sinonimi), a rendere il testo assai più esplicativo: insomma, a privilegiare la ricerca di quello che evidentemente si ritiene essere un bell’italiano rispetto alla fedeltà all’originale. Ma quando, come nel caso di Williams, le forme dello scrivere sono connesse a contenuti e modi della narrazione in termini così stretti e funzionali, si corre seriamente il rischio di produrre non poche banalizzazioni del testo, di alterarne respiro e ritmo della prosa e, talvolta, di incorrere in veri e propri travisamenti di senso, finendo, così, per rendere un cattivo servizio all’autore non meno che al lettore.
(Chi fosse interessato può trovare un mio commento più esteso su Stoner nel mio blog personale: https://carturco.wordpress.com)

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Stoner 2012-04-30 17:18:19 charicla
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charicla Opinione inserita da charicla    30 Aprile, 2012
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FAVOLOSO!!!

Questo libro racconta della vita grigia e tormentata di William Stoner, dapprima giovane studente timoroso dell’ Università del Missouri e successivamente docente universitario paziente e tollerante che svolge con impegno e dedizione la sua professione, forse come segno di tacita redenzione nei confronti di una vita privata completamente fallimentare, rappresentata da un matrimonio infelice, da una paternità quasi negata e da una relazione adulterina completamente ostacolata sul nascere. Una storia semplice quanto brillante, racchiusa in un libro assolutamente incantevole e scritto in modo magistrale che lascia il lettore a bocca aperta per la sua intensità e con un finale decisamente commuovente.

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