Sunset Park Sunset Park

Sunset Park

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La trama e le recensioni di Sunset Park, romanzo di Paul Auster edito da Einaudi. Miles Heller ha ventotto anni e vive in Florida. Ha poco, eppure ha tutto: l'amore di un'adorabile ragazza di origini cubane, la passione trasmessagli dal padre per il baseball con le sue storie fatte di destino e casualità, e i libri, «una malattia da cui non vuole essere curato». Il lavoro non è un granché, d'accordo, ma lui sembra farlo come se in quell'attività intuisse un misterioso legame con la sua esistenza: affinché le banche possano rimetterle in vendita, deve entrare nelle abitazioni abbandonate e fotografare gli oggetti che gli inquilini vi hanno lasciato. Una piccola archeologia di esistenze passate, ricordi di una vita precedente: anche Miles ha una vita precedente da cui negli ultimi sette anni è fuggito. E continuerebbe a farlo se il destino (o il caso) non si mettesse in mezzo: Pilar, la sua ragazza, è orfana e vive con le sorelle maggiori. Ed è minorenne. Così quando decide di trasferirsi da Miles, lui deve avere il loro consenso che ottiene corrompendo la più grande. Ma dopo qualche mese, Angela Sanchez inizia a ricattarlo. A Miles non resta che cambiare aria per un po': in fondo Pilar sarà presto maggiorenne e nulla potrà separarli. Si rivolge all'unico amico con cui è rimasto in contatto, Bing, che insieme ad altri tre ragazzi vive a Brooklyn, in una casa occupata in una zona chiamata Sunset Park. Tornare a New York, la sua città natale, significa fare i conti con i motivi che l'hanno spinto ad andarsene di casa, a voltare le spalle ai genitori, a interrompere gli studi, significa chiarire definitivamente, con i famigliari ma anche con se stesso, i motivi che hanno determinato la morte del fratello Bobby. Ma sarà un percorso difficile, doloroso e dall'esito incerto.

Paul Auster è nato nel 1947 a Newark (New Jersey). Delle sue opere Einaudi ha in catalogo: L'invenzione della solitudine, Trilogia di New York, Nel paese delle ultime cose, Moon Palace, Leviatano, Mr Vertigo, Smoke & Blue in the Face, Lulu on the Bridge, Timbuctú, Sbarcare il lunario, Esperimento di verità, L'arte della fame, Ho pensato che mio padre fosse Dio, Il libro delle illusioni, La notte dell'oracolo, Follie di Brooklyn, Gioco suicida, Viaggi nello scriptorium, Uomo nel buio, La musica del caso, Invisibile e Sbarcare il lunario. Nel 2006 sono uscite le poesie di Affrontare la musica, nel 2009 la sceneggiatura La vita interiore di Martin Frost, da cui è stato tratto l'omonimo film diretto da Auster, e il volume Romanzi che riunisce la Trilogia di New York, Nel paese delle ultime cose e Moon Palace.

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Sunset Park 2010-11-25 21:53:31 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    25 Novembre, 2010
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Caro Paul, ti scrivo.

Caro Paul,
ti conosco da "Sbarcare il lunario", prima edizione, ero ancora studente universitario...scusa se è poco.
Ho letto tutto di te, ma proprio tutto.
Il preferito? "L'invenzione della solitudine", non ho dubbi.
Contento?
Ora però ascoltami bene, anzi, listen to me my old : ne ho il naso pieno di libri in cui ci sia qualcuno che va a vedere il baseball, commenti un fuoricampo mangiando pop corn, faccia praticamente pubblicità al tuo amico De Lillo.
Insomma, ti sei un po' involuto.
Scrivere la Trilogia non è qualcosa che si improvvisa...e sono d'accordo.
Tuttavia, lasciatelo dire, Follie di Brooklyn e Uomo nel buio li ho trovati davvero TREF, e tu sai benissimo in yiddish che cosa voglia dire.
Sunset park è un libro che, a mio parere,avevi scritto quasi quindici anni fa...sbaglio? No no no, non sbaglio.
Una nenia ammaliante di tuoi topoi precipui, ecco che cos'è.
Io dico solo questo, e vorrei che leggessi davvero : che cosa ti costa fermarti un momento?
Immagino che il tuo tenore di vita si sia da tempo evoluto dai tempi di Timbuctu...
Perché non scrivi qualcosa di "tuo"?
Non la solita pasta cotta all'americana, no.
Qualcosa che rimanga.
Ricordi La musica del caso? Ecco, anche senza ricorrere al buon vecchio Padre Kafka, ti prego, pensa ad un romanzo che resti.
E non ti offendere se ho letto quest'ultimo tuo "libro", chiamiamolo pure così, per farmi passare l'insonnia...
C'è chi all'uopo preferisce le pagine gialle.
Shalom Chaver.
Tuo, Jan

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