Un'avventura a Budapest
La trama e le recensioni di "Un'avventura a Budapest", romanzo di Ferenc Kormendi edito da Bompiani. Budapest, 1929. Un gruppo di amici, ex compagni di liceo, è solito, da anni, ritrovarsi in un caffè, per condividere sogni e delusioni, progetti e battaglie. Tra loro lo spiantato Kelemen. È lui, casualmente, aprendo una rivista dal dentista, a scoprire che un loro vecchio compagno di scuola, ritenuto da tutti un mediocre, Anton Kádár, ha fatto fortuna in Sudafrica. Il gruppo di amici si decide a invitare Kádár a Budapest per raggirarlo e, con l’inganno, sfruttare il suo potere e la sua ricchezza. Ma chi è Anton Kádár? Dopo la Prima guerra mondiale, Anton era tornato dai parenti a Budapest con un solo obiettivo: il successo. Non gli bastava l’amore fugace di una ragazza ungherese e il posto da impiegato postale cui sembrava destinato. Quindi aveva optato per lasciare tutto e partire: Vienna, e poi Londra, e poi il Sudafrica. E ogni tappa di questa corsa verso il destino si lascia dietro tracce di seduzioni, cuori spezzati, amicizie tradite o tragicamente finite. Ma il destino gli riserva ancora una sorpresa, una lettera che un vecchio amico di infanzia, Kelemen, gli ha inviato dalla sua città natale, Budapest, dove Kádár, per curiosità o nostalgia, decide di ritornare, con sua moglie. Un ritorno e un incontro, quello tra il ricco Kádár e il povero Kelemen, che si riveleranno fatali e imporranno a entrambi scelte decisive e irrevocabili. Torna un classico della letteratura mitteleuropea degli anni ’30, che ha sedotto centinaia di migliaia di lettori nel mondo, tradotto in oltre 22 lingue. Un avvincente e appassionante affresco di un’Europa lontana, eppure stranamente familiare, dove si scontrano i sogni e le utopie, il desiderio di successo e il pervasivo, innocente sapore della seduzione.
Ferenc Körmendi (Budapest 1900 – Bethesda, Maryland 1972), dopo aver terminato gli studi di storia e diritto, ma anche di estetica e musicologia, si dedicò al giornalismo. Col suo primo romanzo, Un’avventura a Budapest, vinse nel 1932 un premio internazionale bandito da tre grandi editori inglesi e acquistò subito una fama eccezionale in tutto il mondo. Ostile al “terrore bianco” dei governi pseudodemocratici, così come al razzismo nazista, nel 1939 si trasferì in Inghilterra, partecipando alle campagne antifasciste promosse dalla BBC, quindi in Brasile e infine negli Stati Uniti. Tra gli altri suoi romanzi, tutti di grande successo: La generazione felice (1934), Peccatori (1936), Incontrarsi e dirsi addio (1937).
Altri utenti interessati a Un'avventura a Budapest
Recensione Utenti
Un Gatsby magiaro alla corte della Mitteleuropa.
3 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile