Un bambino prodigio
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Un topos letterario
Ismaele Baruch, è il "benedetto". Baruch, appunto.
La letteratura ebraica yiddish è ricca di questi personaggi "posseduti" dal Bene o dal Male.Irene Nemirovsky, in questa bella storia, ripropone un topos, uno stilema classico soprattutto da un punto di vista ebraico-orientale.
La differenza è il nome: Ismaele, che se qui viene posto accanto a Baruch...nella tradizione assume una veste affatto fortunata.
"Chiamatemi Ismaele", è l'incipit di uno dei più grandi romanzi mai scritti,la cosiddetta Bibbia del mare, "La Balena" di Melville.
Non è un caso quindi che ad editare "Un bambino prodigio" sia stata la Giuntina di Daniel Vogelmann.
Ismaele porta in sé la benedizione e la maledizione...l'innalzamento ad un vertice dal quale, terribilmente, sarà destinato a cadere.
E se Nord il poeta tenterà il destino con la dolcezza...il fato lo farà pentire di questo esile miraggio.
Ismaele appartiene alla terra.
Nessuno tenti di strapparlo ad essa.










Opinione inserita da Jan 05 Gennaio, 2011