Un favore personale Un favore personale

Un favore personale

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La trama e le recensioni di Un favore personale, romanzo di John Banville edito da Guanda. Dublino, metà anni Cinquanta. Non è un bel periodo per l’anatomopatologo Quirke: una sua ex fiamma muore, un uomo che in passato stimava è in fin di vita e la figlia con la quale sta cercando di ricostruire un rapporto fa ancora fatica ad accettarlo. E quando Billy Hunt, una vecchia conoscenza del college, lo cerca e gli chiede un favore personale legato all’apparente suicidio della moglie Deirdre, Quirke non sa tirarsi indietro, nonostante senta che l’incontro gli porterà solo guai. Guai che non tardano ad arrivare: l’anatomopatologo si trova lentamente risucchiato in un mondo tenebroso dove droga, perversioni sessuali, ricatti e omicidi sono la normalità. Un mondo dove nulla è come sembra. A comin ciare proprio dall’insospettabile Deirdre. Quirke scopre che la vita della donna era piena di segreti e di frequentazioni pericolose, come l’ambiguo Leslie White, con cui aveva aperto un salone di bellezza e al quale era legata da una torbida storia di sesso e trasgressione, e il dottor Kreutz, uno pseudo santone indiano dispensatore di cure spirituali e coinvolto in affari poco leciti. E a questo punto l’anatomopatologo non può trattenersi dal cercare la verità anche sulla sua morte misteriosa facendo vacillare definitivamente l’ipotesi del suicidio.

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Un favore personale 2010-04-15 17:15:38 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    15 Aprile, 2010
Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 2010
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Noir di classe

Questo è un noir che tratta argomenti anche un pò scabrosetti ma con una eleganza davvero rara.
I romanzi di Banville non saranno mai improntati al ritmo serrato, ai colpi di scena improvvisi .
Tutto si muove su ritmi quasi antichi , perfettamente in linea con l'ambientazione degli anni cinquanta in questo caso, ma quello che affascina è la grandissima capacità dell'autore di tratteggiare i personaggi ed il loro carattere, le loro debolezze, le ansie, il loro essere più profondo.
E' un modo di scrivere che rischia seriamente di scivolare nel patetico o nella noia se armeggiato da un autore comune, è evidente che Banville non è comune per niente perchè non ci si annoia mai a patto di essere disposti a lasciarsi cullare placidamente dal ritmo del racconto , dalla capacità di chi scrive di esplorare l'animo umano e i suoi abissi e di raccontarcelo come sanno fare in pochi.
Sono gli uomini che fanno la storia che ci viene raccontata e non il contrario , attraverso azioni sempre conseguenza di un grande travaglio interiore, per apprezzare Banville occore saper vivere ogni attimo del racconto anche quelli dove il rumore più forte è il battito del cuore .

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